In Anti & Politica

DI AURELIO MUSTACCIUOLI*

C’è un virus che rischia di farci estinguere e non è il covid. È un virus vecchio, il socialismo, che è mutato in una pericolosissima versione “la socialdemocrazie totalitaria”, e non sembra esserci vaccino. Se ci fosse, sarebbe l’unico vaccino da rendere obbligatorio, ma diventerebbero tutti no-vax.
Ma parliamo di questi no-vax, l’ennesima categoria evanescente, oltre ai negazionisti, contro cui tutti si scagliano, come al solito sbagliando clamorosamente bersaglio.

No-vax e negazionisti, sono il perfetto bersaglio fantasma. Nella narrazione di regime sono come i terrapiattisti, due categorie grottesche e antiscientifiche la cui appartenenza è un marchio che toglie il diritto di parola. “Taci tu che sei novax/negazionista, è grazie a te se siamo in questi casini.” Il negazionista è la causa dei contagi, il novax colui che farà mantenere lo stato di emergenza per sempre.

Ovviamente sono due categorie create per sviare le vere responsabilità della pessima gestione della crisi, per giustificare qualunque provvedimento illiberale e mantenere uno stato di emergenza perenne, cosa che evidentemente conviene a qualcuno.

Da sempre, infatti, esistono categorie estreme che sconfinano nel patologico, che vedono cose che non esistono e che costruiscono su esse teorie poco ragionevoli e poco probabili; spesso lo fanno solo alla disperata ricerca di attenzione.

Complottisti, terrapiattisti, ufologi, teorici degli antichi alieni, etc. sono solo alcune di queste manifestazioni irrazionali del pensiero. Ovviamente riguardano una percentuale irrisoria della popolazione e sono quasi sempre totalmente innocue.

I no-vax duri e puri sono di questo tipo. Perché sono marginali e innocui? Perché se ci fosse una epidemia di vaiolo, questi signori non convincerebbero proprio nessuno a non vaccinarsi e la percentuale di gente che non si vaccinerebbe perché no-vax sarebbe prossima a zero.

Viceversa, ci sono nella normalità tantissime persone che per loro scelta non si vaccinano e non sono per questo motivo no-vax. Non tutti si vaccinano contro l’influenza, non tutti si vaccinano contro malattie scomparse. Ricordo quando c’è stato il colera a Napoli, ai tempi feci il vaccino contro il colera, certo non mi sognerei di farlo adesso. Sono diventato un pericoloso no-vax?

Ovviamente no. Avendo fra l’altro una preparazione scientifica sicuramente superiore alla media, so bene cosa vuol dire essere antiscientifici (oggi però viviamo in questo paradosso, dove chi sa a fatica la tabellina del 7 dà dell’antiscientifico all’ingegnere o al fisico).

Ma torniamo all’attualità. Abbiamo un virus che uccide quasi esclusivamente anziani con patologie pregresse. Un governo di incompetenti incapaci illiberali ha messo l’Italia in stato di emergenza (che dura ormai da un anno e non vede fine), ha distrutto un’economia, ha calpestato la costituzione e ha vilipeso le nostre libertà per, così hanno spiegato, non sovraccaricare il servizio sanitario nazionale e salvare vite in attesa del vaccino.

Ovviamente non hanno salvato proprio nulla, anzi sono riusciti a primeggiare in negativo in tutto. Ora però il vaccino è arrivato.

Ci si aspetterebbe l’unica cosa logica, ovvero informare la popolazione, mostrare che il vaccino funziona ed è sicuro (magari con vaccinazioni dimostrative del governo, del CTS e degli esperti; dare l’esempio è il migliore “nudge” possibile) e vaccinare subito i soggetti a rischio e gli operatori sanitari che vogliono farlo. Quindi cessare immediatamente questa troppo lunga emergenza tornando alla completa normalità. L’emergenza non avrebbe più senso perché se i soggetti a rischio in larga misura si vaccinano, non si ammalano più in massa e il SSN non si intasa. Finita l’emergenza si renderebbe il vaccino disponibile a tutti quelli che lo desiderano, in ordine di prenotazione.

Se le persone si vaccinano in massa si potrebbe anche debellare il virus, altrimenti diventerà endemico come molti altri virus, ma gestibile.
Giusto? Sbagliato.

Il pianificatore non vuole tornare alla normalità, vuole eradicare il virus a prescindere e vuole farlo obbligando tutti a vaccinarsi, e nell’ordine che dice lui. Mantenendo lo stato di emergenza e paralizzando il paese ancora per chi sa quanto. E ritardando sine die la soluzione del problema ovvero la vaccinazione di un paio di milioni di soggetti a rischio. Chi osa opporsi è novax.

Ed ecco che parte così la sceneggiata, l’unica forma d’arte in cui ancora primeggiamo.

Il pezzo forte è la campagna contro gli oscurantisti che non si vogliono vaccinare, vanificando gli “sforzi del governo”.

Tra l’altro, beffa delle beffe, questi novax si annidano anche tra gli operatori sanitari.

Curiosamente, quelli più scientificamente adeguati a valutare l’opportunità del vaccino non sembrano essere tanto disposti a vaccinarsi volontariamente, solo uno su cinque pare voglia farlo (o almeno così riporta il sole24ore nell’articolo sottocitato).

Evidentemente lo spirito altruistico dello “state tutti a casa se no non meritate di essere curati” non li ha contagiati quando si tratta di sottoporsi ad un trattamento sanitario che può favorire l’immunità di gregge (e quindi i famosi immunodepressi che non si possono vaccinare anche volendo) ma è percepito come non necessario per sé.

Ma in un mondo libero dovrebbe essere giusto così. In fondo l’emergenza si risolve vaccinando i soli soggetti a rischio, quelli che sono lì che aspettano con ansia di vaccinarsi.

Invece no. Non va bene, si devono vaccinare anche tutti gli operatori sanitari. Ma che dico, anche tutti i dipendenti pubblici. Non basta, anche tutti i dipendenti privati. No, tutti gli italiani.

Questa settima sono state vaccinate 40.000 persone, a questo ritmo ci vorranno anni di emergenza.

Questa sceneggiata non coinvolge solo il governo più vergognoso della storia, ma tutta la classe dirigente del paese.

E così apprendiamo dal Sole24ore):

  • – che Conte esclude l’ obbligatorietà ma che si “sta studiando” un patentino di immunità, un modo per rendere obbligatorio de facto il vaccino senza farlo formalmente,
    – che il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, si sono espressi a favore dell’obbligatorietà del vaccino per gli operatori. Il primo non ha dubbi: «Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia». Il secondo è dell’idea che il vaccino debba essere obbligatorio per medici. E così la pensano anche Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Tra i politici Renzi e molti altri.
    – che il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa del Pd ha proposto che l’obbligatorietà sia «una precondizione per chi lavora nel pubblico». Non solo: nel caso in cui alla fine dovesse emergere un «rifiuto che non si riesce a superare», Zampa non ha escluso che nel pubblico non si possa lavorare. E così via.

Uno si aspetterebbe qualche voce fuori dal coro, purtroppo la cultura dell’obbligo è dominante a tutti i livelli, quella della libertà totalmente assente.
Ecco quindi che il presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Lorenzo D’Avack che frena sull’ipotesi di un vaccino obbligatorio («Sarei abbastanza cauto rispetto all’ipotesi di obbligatorietà per il vaccino anti-Covid -“) , alla fine sbraca anche lui ( “L’obbligo dovrebbe essere considerato come una extrema ratio».), alla faccia dei diritti non negoziabili della bioetica.

Poi ci sono i giuristi. Il costituzionalista Michele Ainis ci spiega che l’articolo 32 della Costituzione autorizza i trattamenti sanitari obbligatori, e un vaccino lo è, con due cautele: la vaccinazione deve essere “prevista dalla legge” e non deve infrangere il rispetto della persona umana». La prova provata dell’inefficacia delle Costituzioni (in questo caso la costituzione più bella del mondo invece di porre un limite alla legge positiva, si sottomette ad essa rendendosi ipocritamente ridicola e superflua) e dell’inutilità dei costituzionalisti. Più legulei che giuristi.

Ainis poi insiste citando le “scelte tragiche del diritto”, perché la salvezza di molti può comportare il sacrificio di pochi, rispondendo così alle obiezioni sui rari casi di effetti avversi provocati dal vaccino».

Una bella frase, che però dovrebbe essere detta dai pochi, non dai molti. Vale infatti se i pochi si sacrificano volontariamente, non se vengono selezionati dall’autorità come agnelli sacrificali.

È questa la perversione delle socialdemocrazie totalitarie, l’idea diffusa che ci sia un interesse collettivo che prevalga sull’individuo, che può essere quindi sacrificato. La verità è che il collettivo non ha alcun diritto, solo le persone li hanno.

Nel finale di Schindler list, gli scampati all’olocausto che sono stati salvati da Schlindler gli regalano un anello d’oro con scritto “chi salva un uomo salva il mondo intero”. Noi stiamo legittimando l’opposto “Chi vuole salvare il mondo può uccidere un uomo”.

Questo virus ha decretato il totale fallimento delle istituzioni statali socialdemocratiche, che ritengono sia lecito calpestare l’individuo in nome di un un interesse collettivo che si arrogano il diritto di rappresentare.

E noi, al contrario di Schindler, non stiamo facendo niente per salvare l’uomo.

*Autore del libro Coronavirus, Stato di Paura

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Showing 7 comments
  • Alessandro Colla
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    La Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanitari ha chiesto di tutelare i dipendenti che si sottopongono al vaccino qualora si verificassero effetti collaterali gravi anche nel medio e lungo termine. Lo stesso sindacato chiede alle Regioni una precisa assunzione di responsabilità unitamente alla previsione di un fondo per il risarcimento dei danni vaccinali che dovessero subire gli operatori e gli utenti a causa della somministrazione di una sostanza che a detta delle stesse autorità sanitarie non consente al momento di prevedere danni a lunga distanza temporale. Quindi non si fidano neanche gli addetti ai lavori. A meno che questa notizia che ho riportato sia una bufala che i grandi smascheratori in maschera certamente smaschereranno. Ci informino lor veritieristi, li aspettiamo con fiducia.

  • serpe
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    Sono antiscientifico. Ma non perchè sono contro la scienza, ma perchè “la scienza” non dimostra di avere saggezza.
    Anche l’autore di questo articolo dice che “la soluzione” è vaccinare i vecchi. Ma perchè? “Perchè lo dice la scienza” o p erlomeno una parte della scienza. Quindi l’autore è scientifico.
    Io invece voglio andare nel culo alla scienza perchè non ha nessuna saggezza. Quindi dico: “la soluzione è abbandonare ogni contrasto con la natura. Se qualcuno deve morire , amen. L’importante è che muoia senza rompere i coglioni al prossimo”.

  • Alessandro Colla
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    E’ solo questione di terminologia esatta, l’intervento di Serpe non è antiscientifico ma antiscientista. La scienza, quella vera, non vuole dimostrare di possedere la saggezza ma di volerla cercare. Lo scientismo, invece, concepisce le tecniche di applicazione dei vari campi scientifici non come metodo ma come scopo finale. Come se l’orologio fosse un talismano. Non una scienza, quindi, ma una religione; per di più di tipo pagano – idolatrico dove il virologo sostituisce il vitello d’oro, quindi lontana dal pensiero giudaico – cristiano che fondendosi con la tradizione ellenica ha creato quanto di buono c’era stato finora in occidente. Contaminando, in questo, il Giappone e parte dell’India. Quindi anche il voler vaccinare i vecchi a tutti i costi non è scientifico. Per la verità l’articolo non parla di vecchi ma di soggetti a rischio che non è detto coincidano con l’età avanzata. Probabilmente ci si riferisce a coloro che avendo numerose patologie gravi, sarebbe quasi certo il loro decesso con la presenza di un virus influenzale. Discutibile anche questo ma se le probabilità di morte per causa vaccinale fossero su questi soggetti cinquantun su cento e quelle per virus di sessanta o anche solo di cinquantadue, un senso il discorso ce lo avrebbe. Non necessariamente, ovvio, ma comunque sarebbe un’ipotesi da prendere in considerazione anche se sempre con la volontarietà del soggetto o dei suoi familiari se la persona trattata non è in condizioni di esprimersi. In quest’ultimo caso le probabilità di morte sono spesso novantanove su cento con o senza interventi medici. Il vero problema è costituito dalla feccia che si permette di dare dell’oscurantista a chi ricorda un elemento di base: che ogni trattamento ha i suoi effetti collaterali indesiderati. Il vero oscurantista, il vero negazionista è colui che rifiuta quest’ovvietà. Si tratta, spesso, dello stesso oscurantista che nega la natura dell’economia e che crede si possa migliorare abolendo il profitto e stampando moneta a volontà. E’ lo spirito di oggi, l’analfabeta che dà dell’oscurantista a chi le cose le conosce. E quando non è analfabeta è comunque un rozzo disonesto sul piano intellettuale che vuole solo truffare l’interlocutore. Manca un’opposizione concreta a questi monatti che danno la caccia all’untore per speculare sulle salme. Come al solito, cercasi mecenate ma che non possieda azioni delle case farmaceutiche. O che le venda immediatamente e il ricavato lo dia alla cultura, quella vera, non quella de L Repubblica o de Il Corriere Della Sera. Vai, vendi quello che hai (non tutto questa volta) e dona il ricavato ai poveri. Che in questo caso sono quelli che si battono per l’affermazione delle verità aritmetiche. O della verità in senso oggettivo che, come ci insegna Popper, è quella che corrisponde ai fatti e non quella degli pseudoscienziati di regime che vendono polvere in televisione con quello stesso lucro che rimproverano agli altri. Per i potenziali mecenati sarebbe ora di svegliarsi. O credono che il declino economico possa in qualche modo avvantaggiarli? Ci spieghino come.

  • serpe
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    Un altro motivo per cui “le soluzioni” scientifiche sono inaccettabili è perchè non sono soluzioni e ti rendono dipendente.
    Per definizione un uomo libero ha un certo grado di indipendenza. Se la sua libertà dipende da condizioni, non è più possibile parlare di libertà. E la scienza crea “soluzioni” che ti legano alle sue concezioni. Quindi soluzioni e concezioni scientifiche sono da rigettare.
    Anzi, si potrebbe dire che “le soluzioni” della scienza sono soluzioni sintomatiche, nel senso che inseguono la soppressione del sintomo, che in questo caso è l’apparizione del virus. Non possiamo accettare questa soluzione. Non è una soluzione e ci rende dipendenti dalla visione scientifica, la quale a sua volta è tesa a inseguire i sintomi, come già detto.
    L’unica soluzione radicale, l’unica soluzione accettabile, è la cancellazione della paura in chi ha paura, in quanto la paura è ciò che origina tutta la faccenda.

    • Alessandro Colla
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      Il problema è che chi ha gli strumenti per cancellare la paura è lo stesso soggetto interessato ad alimentarla. A.A.A. Oppositore autentico, con sufficiente patrimonio finanziario oppositivo, cercasi urgentemente. Offresi gloria duratura e possibilità di aumento del portafoglio personale.

      • serpe
        Rispondi

        Parole sante.
        Aspettiamo, forse la fame supererà la paura, in questo festival delle emozioni.

    • Antonino Trunfio
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      Anche la rimozione della paura, non è una soluzione e non è affatto radicale. La paura infatti è un sintomo non una causa. Dobbiamo agire al livello del contesto la paura si genere e isolate le condizioni, i fattori che la paura la determinano, la accrescono, la possono far diminuire o addirittura azzerare, cercare le cause a quel livello. I Giapponesi nel mondo industriale che frequento da 35 anni, spiegano che solo quando arrivi a dare la risposta al quinto perchè puoi avere una ragionevole confidenza che sei alla radice o molto prossimo ad essa

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