In Anti & Politica, Libertarismo

DI VENEZIATODAY

«Una serata dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione, insieme ad alcuni avvocati che parleranno di tutela legale dei diritti costituzionali relativamente alle decisioni prese dal Governo di limitare l’attività di bar e ristoranti e non solo, specialmente nelle ultime settimane, a causa dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid 19. E’ l’iniziativa lanciata dai titolari di due locali di Venezia, il  «Bacaretto Bistrot Il Siciliano» e il «Bacaro Quebrado», nell’ambito della «protesta» partita negli ultimi giorni a livello nazionale.

L’incontro, in programma venerdì 15 gennaio alle 17.30, prevede l’apertura ai clienti dei due locali per un aperitivo e un collegamento con Zoom per ascoltare gli interventi di Tiziana Rettaroli (Fuoco Diamante)Andrea Della Puppa (I ristoratori a Venezia), Leonardo Facco (Il Grande Reset: segnali d’allarme), l’avvocato Alessandro Fusillo (Tutela del lavoro ai tempi di Dpcm) e l’avvocato Bruno Moscarella (O la legge o le norme, siamo ad un bivio). Una serata che – ci tengono a precisare gli organizzatori – dovrà essere svolta rispettando le regole sul distanziamento e indossando la mascherina e che «nulla ha a che vedere con il negazionismo – spiega Marco Accardi, titolare del Baccaretto Bistrot Il Siciliano -. L’emergenza c’è, esiste e va contrastata ma, forse, andrebbe gestita diversamente sul piano del lavoro? Siamo chiusi e limitati da troppo tempo, anche riaprire adesso risulterebbe difficile per noi che lavoriamo in una città come Venezia, che meriterebbe, tra l’altro, una gestione a sè».

A questo evento, Marco Accardi e il collega del Bacaro Quebrado pensavano da tempo, già da prima che venisse lanciata l’iniziativa #IoApro. «Abbiamo approfittato dell’evento nazionale per fare questo incontro informativo la stessa sera, ma io personalmente non aderisco al movimento e non aprirò a oltranza come molti in Italia hanno annunciato che faranno – continua Accardi -. Mettiamo a disposizione i nostri locali per una serata di divulgazione che può essere utile per tutti».

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  • Alessandro Colla
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    Occorrerebbe evitare gli errori analitici. L’emergenza vera non c’è, i dati statistici sul numero dei decessi sono lì a dimostrarlo. Se si ammette il contrario per timore di essere tacciati di negazionismo si sbaglia il bersaglio perché i cialtroni (che sono i veri negazionisti perché fingono di non vedere quelle cifre) risponderanno che se si riconosce l’emergenza, l’unica gestione possibile è determinata dalla chiusura. C’è lo stato politico d’emergenza, non l’emergenza scientifica. In caso di emergenza reale, io non esiterei a interrompere la mia attività; senza bisogno dei decreti che mi obbligano a chiudere. La vera emergenza è la libertà ma su questo sono in troppi a non riuscire a rendersene conto.

    • Fabio
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      E’ la festa dei nullafacenti ipergarantiti, tipicamente dipendenti statali e parastatali ma anche tutti i dipendenti illicenziabili delle SpA che occupano stabilmente nicchie intoccabili.
      Parlo ovviamente di ferrovie, di alitalia, di municipalizzate, ma anche di tutte quelle aziende protette in qualche modo da leggi e regolamenti.
      .
      Siamo prigionieri di quei dipendenti pubblici che timbravano il cartellino in mutande, di quelli che andavano a fare la spesa dopo aver timbrato, di quei nullafacenti che -ora che sono riusciti a scegliere e piazzare imbelli nella stanza di comando- possono finalmente ed ancor di più fare quel che gli pare e piace.
      Da una parte capisco bene i dipendenti dell’Istruzione, diranno “perché mai dovremmo ricominciare a lavorare se tutti stanno a casa a fare un cavolo??”

      • Loredana
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        Tra i Dipendenti del Miur c’è anche chi ci prova a farci ragionare, ma da soli è dura……..io quesro sito web l’ho conosciuto proprio grazie ad un Dipendente del Miur, quindi non posso dire che lui fa parte di quelli furbi che hanno interesse a tenermi bendata, anzi, tutto il contrario, ma il suo altoparlante è piccolo e non riesce a far sentire bene la sua voce.

    • Loredana
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      Giusto! È la PAURA del Virus!! Bella osservazione!! È talmente radicata e ben impiantata che fa vacillare la nostra mente (la mia per prima, non sto criticando gli altri). È lì che bisogna agire! Se si riuscisse a dimostrare che il Virus non è così pericoloso, le nostri menti si rilasserebbero e crollerebbe tutta l’impalcatura di questo Stato d’Emergenza……..ma c’è in TUTTI la paura del Virus, quello è il “nocciolo centrale” intorno al quale ruota tutto.

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