In Economia

DI G.B.

Nel 1927 Stalin, prendendo a pretesto una crisi agricola (infinitamente meno grave di altre causate dalla politica dei bolscevichi) decide di porre fine alla NEP. Rotta l’alleanza con Bucharin, il dittatore georgiano da il via libera alle requisizioni forzate dei raccolti, che nel periodo del comunismo di guerra avevano provocato paurose carestie. E’ solo il primo passo. Stalin mira ad eliminare i kulaki in quanto classe. I kulaki erano contadini (MOLTO) relativamente agiati, possedevano un paio di mucche, qualche maiale ed occasionalmente facevano ricorso a manodopera stagionale. Erano anche i più intraprendenti, quelli che erano riusciti ad incrementare la produttività agricola. Per Stalin erano “nemici del popolo” e come tali dovevano essere trattati. Ma non erano solo i kulaki ad essere nel mirino. La lotta contro il kulaki divenne ben presto lotta contro tutti i contadini. Le requisizioni dei raccolti ridussero i contadini alla fame, ma non potevano bastare. Iniziò nel 1928-29 la collettivizzazione forzata dell’agricoltura. I contadini vennero obbligati ad entrare in enormi fattorie collettive. Pagati con quantità irrisorie di cibo divennero a tutti gli effetti nuovi schiavi. L’agricoltura entrò in una crisi da cui praticamente non si sarebbe più risollevata. Nelle campagne risorse il cannibalismo. La fame colpì anche le città, solo il mercato nero, che le autorità dovettero in qualche modo tollerare, permise che sulle tavole degli operai arrivasse un po’ di cibo.

Il motivo principale di una politica tanto folle, che Mao avrebbe replicato ed amplificato, è chiaro. I kulaki, e più in generale i contadini, erano (e sono) legati alla proprietà privata, al commercio ed allo scambio. Si tratta di figure sociali che i bolscevichi consideravano, a ragione, almeno potenzialmente nemiche. Lenin aveva più volte avvertito che lo sviluppo della piccola e media proprietà contadina poteva mettere in pericolo il “potere sovietico”. La NEP era stata accettata dal gruppo dirigente bolscevico come una dolorosa necessità imposta da una situazione disperata. Si trattava di una ritirata cui cercare di porre rimedio. Stalin ci pose un “rimedio” che costò milioni di vite umane.

Non voglio fare confronti assurdi ed offensivi per le vittime della follia staliniana. Però l’idea che i costi di una crisi gravissima debbano essere pagati soprattutto da certe categorie sociali è da tempo immemorabile ben radicata in certa sinistra.

Ristoratori, albergatori, commercianti, proprietari di cinema, palestre e centri estetici, partite IVA, insomma, in generale i lavoratori autonomi sono dei “piccoli capitalisti”. Si tratta di gente legata alla proprietà (TUTTI a dire il vero sono legati alla proprietà, ma questi sono dettagli). Sono “padroncini” che non amano troppo il comunismo, evasori o presunti tali, gente che a volte è riuscita lavorando sodo a costruirsi un certo benessere. Quindi sono “nemici” reali o potenziali, comunque categorie sociali “condannate dalla storia”.

E’ ormai più di un anno che intere categorie lavorano a singhiozzo e si tratta di persone che se non lavorano hanno due sole possibilità per tirare avanti: o utilizzano i risparmi o si indebitano. Oppure non mangiano. I “ristori” sono poco più che un’elemosina.
Invece coloro che dicono, allargando le braccia: “non si può fare diversamente” sono persone che non hanno visto calare di un centesimo i loro redditi.
Per qualcuno, ben protetto e relativamente al sicuro, gli autonomi di oggi sono i nuovi kulaki.

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  • Alessandro Colla
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    C’è ancora qualche deficiente che ripropone l’imposta patrimoniale. Quindi non c’è speranza? Purtroppo c’è ma con la maiuscola iniziale.

  • Ilia
    Rispondi

    Rispondendo a quel che e’ scritto a proposito dei kulaki, sono russo di origine e da una vita studio la storia in quanto ha toccato la mia stessa famiglia nei periodi descritti, dato che conosco e parlo molto bene sia la mia lingua nativa che l’italiano vorrei dire cio’ che ho studiato in merito negli anni.
    Intanto prendiamo in considerazioni il termine kulaki ossia pugni (plurale), kulak singolare. Si fa’ riferimento ad una persona che tiene in pugno un gruppo di persone, terreni, beni materiali, legalmente o illegalmente.Questa cosa che non ve la scrivono sulla wikipedia o libri di storia. Ed e’ importante sapere il perche’ di questo termine.
    Il mio tris nonno era uno di quelli, ne parlero’ piu’ avanti di lui.
    C’erano due tipologie di kulaki, una era quella che realmente aiutava il villaggio ed i suoi abitanti, pero’ sempre a mezzo di speculazioni spesso sfavorevoli per il contadino che ne era “vittima”, cioe’ ti prestavano un chilo di grano e ne dovevi ridare 2 per esempio al prossimo raccolto se andava male il tempo si prolungava e c’erano i kulaki molto piu’ affamati, cio’ che voi in Italia chiamate strozzini, invece di 2 chili di grano dovevi ridare 4, se non potevi ti prendevano il bestiame, raccolti e/o anche la casa, oppure la tua figlia/o in schiavitu’ vera e popria con un termine di tempo assai lungo, dipendeva dal debito. Magari uno si chiede come li prendevano, la risposta e’ molto semplice con la violenza, pestaggi, intimidazione, e tutte le cose che amano fare le persone in liberta’ e senza un dovuto controllo. Immaginate quanto e’ grande la Russia e il fatto che la polizia di fatto operava solo nelle citta’ grandi, le campagne erano il piu’ della Russia al tempo essendo stato per lo piu’ un paese agricolo.
    In sostanza i kulaki erano coem piccole associazioni mafiose, alcune realmente aiutavano i bisognosi sempre guadagnandoci sopra, sempre un aiuto e’. Il piu’ dei kulaki non erano cosi’ altruisti. In entrambi i casi la popolazione li odiava, proprio come noi adesso odiamo le banche. Se voi avete parenti in piccoli paesi d’Italia o viete in questi paesi, siate sinceri, le persone benestanti non vi stanno molto simpatiche, ne stavano simpatiche ai vostri nonni, poiche’ molto probabilmente i meccanismi sociali ed economici erano uguali ai meccanismi dei kulaki. Il capitale regna con tutti i mezzi.

    Quando cominciarano “le repressioni” ai kulaki veniva tolto l’eccesso della proprieta’ mobile ed immobile, nessuno veniva lasciato alla fame, altrimenti le rivolte popolari non avrebbero fine e la gente sarebbe tutta morta di fame. La fame di cui parlate nel vostro articolo e’ manifestata nelle regioni in cui i raccolti per vari motivi erano insufficienti, questi motivi preciso, non riguardavano i sequestri del grano o del bestiame, erano dovute alle condizioni climatiche e malattie tra bestiame e persone. Tali aree venivano aiutate dallo Stato. Cosa che ugualmente nei vostri libri di storia e wikipedia non sono descritte, se avete dubbi gli archivi russi sono aperti potete leggere la documentazione. Inoltre aggiungo che le azioni di Stalin in campi economici furono dettati da un solo motivo – la Prima guerra mondiale, era il primo atto, Stalin sapeva benissimo che l’Europa ed America lo volevano attaccare di nuove, le pause tra le due Guerre Mondiali servivano solo a raccogliere le forze. Senza le azioni mirate nel campo economico di Stalin, URSS avrebbe perso la guerra. L’industrializzazione e la colettivizzazione era mirata, sostenuta dal piu’ della gente.
    Ora un po’ sul mio tris nonno, lui era un kulak, dai racconti dei miei bisnonni e la nonna aiutava quando poteva le persone, anche a gratis, ma essendo tempi duri non sempre poteva permetterselo. I rapporti coi contadini era buoni anche se alcuni lo odiavano. Stalin gli tolse alcune terre, grano e bestiame. La casa gli fu’ lasciata, una casa molto grande, 4 mucche, 2 maiali, grano necessario per 2 anni, con possibilita’ anche dopo la caudta del NEP di rivendere grano in piu’ in via privata, anche questa possibilita’ non viene mai citata nei dai libri di storia italiani, ne in wikipedia. Spiego meglio un tot di grando prodotto veniva lasciato allo stato, questo tot non poteva mai mettere alla fame il produttore, veniva il piu’ delle volte, per lo meno nella regione dove abitava il mio tris nonno, che il grano prodotto era sufficiente a coprire la richiesta statale, rimaneva per un anno e piu’ rimaneva per vendere privatamente.
    Questo e’ un esempio di un kulak buono, sempre tratto dai racconti dei miei parenti.
    Come dicevo prima i kulaki buoni venivano comunque odiati dalla popolazione. Se il mio nonno dava per un anno 2 maiali ad una famiglia per farli moltiplicare, famiglia sostenuta da tutto il villaggio, che poi si mangiava questi 2 maiali una settimana dopo, il mio per loro, quando chiedeva il debito era satana. Ora immaginate un vostro vicino come vedete un vostro vicino a cui avete prestato 3000 euro per una anno, che se li ha spesi e non vi vuole ridare i soldi, che rapporti avete poi?
    Nelle campagne, non c’e’ mai stato il cannibalismo poi, sono tutte favole che non hanno nessuna prova concreta, il cannibalismo in Europa per motivi di fame in varie occasioni e’ stato documentato piu’ di una volta. L’agricoltura si era sollevata, Mao non c’entrava assolutamente nulla, senza l’agricoltura non si avrebbe cibo necessario per l’armata rossa che vi ricordo ha piegato l’Europa ed America nell’ultima Parte della Guerra Mondiale. Senza cibo, armi ed industrie fatte dalla gente fiera dell’URSS noi tutti staremo sotto un regime fascista oggi.
    Quindi prima di puntare il dito guardate cosa ha fatto l’Europa ed Italia e paragonate le situazioni odierne a quello non a chi vi ha salvato dal fascismo e nazismo e dai campi di concentramento. Riguardo i lager di Stalin, quali milioni di persone poi? Persone messe nei lager, sono circa 400 mila, sono state giudicate con tanto di processi per furto allo stato, speculazione illegale, tradimento di stato, associazione a delinquere, se avete dubbi consultate i documenti in Russia sono tutti aperti ora. Poi studiatevi bene che attrocita’ commettevano gli italiani in Italia ed Africa soprattutto, sono cose documentate in Europa e tanti altri paesi nel mondo.
    Vi ricordo inoltre che 27 milioni di cittadini sovietici hanno perso la vita nella Seconda Guerra mondiale, tra cui indovinate un po’? I miei 2 tris nonni. Quei kulaki che tanto odiavano lo Stato che di loro spontanea volonta’ sono andati a combattere la feccia fascio nazista, tra cui probabilmente c’erano i vostri parenti di cui non parlate mai.
    Potete basarvi sulle fantasie malate di alcuni russi pagati per scrivere certe cose o sui documenti dei governi o accurati studi storici fatti dalle universita’ e studiosi di storia sovietica, che vi assicuro non sono stati fermi negli ultimi 50 anni, i motivi della fede sono fatti per la chiesa.
    Siate piu’ rispettosi verso che vi ha salvato per quasi 50 anni dal fascismo che tutti voi avete coltivato, comparate la situazione odierna al fascismo non la comunismo, che sono due cose ben diverse.

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