In Economia

DI FRANCESCO SIMONCELLI

Gli applausi scroscianti bipartisan cui abbiamo assistito oggi devono essere ricordati, soprattutto da chi ancora crede che apporre croci da analfabeti possa cambiare qualcosa. Assistere ad un simile spettacolo, dove non esiste un minimo dissenso, dove non c’è opinione alternativa a quella dominante, è la prova definitiva che la funzione parlamentare è morta e sepolta. Da due anni a questa parte, inutile sottolinearlo, l’Italia è stata commissariata come lo fu la Grecia a suo tempo. Se davvero non fosse chiaro questo fatto, basta vedere ministri come Speranza e Di Maio che ricoprono ruoli chiave all’interno di un governo e l’incompetenza con cui hanno trattato sinora ogni situazione affrontata. Eppure sono ancora lì. Questo significa che non c’è alcuna volontà di ricostruire, ma di continuare a distruggere.

L’unica figura rilevante è solo Draghi, il cui unico compito è quello di esecutore. Un maggiordomo, un lacchè. Con quale leva continua ad eseguire gli ordini impartiti? Quello dello “stato siamo noi”. Questa gigantesca mistificazione ed illusione è la quintessenza delle guerre del secolo scorso, della patina di virtù con cui si ammanta il keynesismo e l’origine di ogni malessere sociale. Se ci pensate è perché “lo stato siamo noi” che i capi di governo si possono permettere di parlare a nome di un’intera nazione e renderla uno scudo umano; che permette rappresaglie finanziarie su persone inermi ed innocenti accusate solo di essere parte di una nazione.

Questi ultimi due anni stanno rappresentando un’opportunità di cambiamento unica nella storia e si prospetta una scelta da fare: Grande Reset o Grande Default. Lo scetticismo accumulato nei confronti dell’ufficialità targata dalle istituzioni statali deve fungere da propellente per un cambiamento di paradigma dove la patria sono i nostri vicini di cui ci fidiamo ed i confini nazionali sono la nostra proprietà privata.

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Showing 2 comments
  • Duca Conte Piermatteo Barambani
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    L’articolo non fa un solo accenno alla Cina che è la più stabile, ricca e seria economia del pianeta e che può salvare e persino capovolgere la situazione.
    Poi nelle domande viene consigliato di comprare oro dal gioielliere di fiducia anzichè ai banco metalli: come dire che se vuoi investire in immobili va da Teknocasa anzichè ad un asta giudiziaria. Suma propi al pian d’i babi.

  • John Snari
    Rispondi

    “la più stabile, ricca e seria economia del pianeta”?????????
    HAHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH

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