In Anti & Politica

DI RAFFELE VARGIU

L’idea Comunista nasce nei confronti di quelle strutture umane, nate per consenso, che si rifanno alla proprietà privata, dei beni di produzione o meno.

I Comunisti nascono perché uniti dall’odio e dall’invidia provata nei confronti di chi ha scelto un mezzo economico definito, un’etica precisa: quella del risparmio.

Il Comunista odia a morte e prova invidia viscerale per chi divide il pasto in tre, così da poterne consumarne un terzo oggi, un terzo domani e un terzo dopodomani.

Il Comunista è turbato psicologicamente, è un malato di mente, che ha bisogno di conforto psicologico, perché crea dal suo senso di invidia patologico una teoria della giustizia che va contro lo spirito umano, contro “essere” umani, contro la natura umana, contro la possibilità umana di poter determinare il proprio essere senza intromissioni dall’alto.

Il Comunista, che è malato mentalmente, vorrebbe in cuor suo cambiare la genetica umana, per trasformare ogni umano in un vegetale, in un essere statico, passivo, che si nutre di sola acqua: con lui al potere ovviamente ad imporre il suo ideale al resto degli umani.

Il Comunista è un malato di mente, turbato, un idealista, che vorrebbe imporre il suo ideale al genere umano, tranne che a se stesso. E dalle sue turbe nascono azioni criminali.

Recent Posts
Showing 8 comments
  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Mi chiedo da tempo perchè non consentiate di esprimere con un “like” il consenso per gli articoli.
    Mi sembra inutile e un po’ stucchevole postare un commendo solo per dire “sono d’accordo”.

    Lungi dal sopravvalutare l’importanza del mio gradimento, credo sia ragionevole pensare che una manifestazione di approvazione sia gradita all’autore di uno scritto che viene pubblicato dando un tangibile segno che l’autore sta parlando a qualcuno e qualcuno lo ascolta.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Non saprei esprimermi sull’idea del gradimento con l’espressione iconografica, forse i commenti offrono un respiro culturale in più. Piuttosto mi chiederei come risolvere il problema della malattia mentale. Con gli psicofarmaci è inutile, non possiamo costringerli ad assumerli perché altrimenti finiamo per essere come loro. Si dovrebbe cercare di evitare che gli psicopatici riescano a ottenere consensi anche da chi, pur non essendo come loro perché non conosce il “pensiero” marxista, si lascia allettare per moda o per protesta. E qui evidentemente viene fuori il fatto che i soggetti psicotici si annidano anche nel mondo dell’imprenditoria e della finanza. Perché preferire di finanziare i malati di mente in luogo dei sani non è certo indice di equilibrio mentale ottimale. Come non è ottimale né logica la rinuncia a investire risorse affinché i suddetti psicopatici non prevalgano pur essendo numericamente minoranza.

    • Giovanopoulos
      Rispondi

      Io invece di recente ho iniziato a dubitare che lo statalismo sia una manifestazione patologica soprattutto nella sua variante più di successo, il comunismo, inteso come percezione della realtà (Vedi Suvorov, Bukovsky e Bykov ne “La mentalità comunista”).
      Assumendo che il comunismo fa principalmente aggio su caratteristiche squisitamente umane quali invidia sociale e aggressività, ne deriva che tale ideologia fa anch’esso parte della fisiologia, come fisiologiche sono violenza e invidia, i suoi principali presupposti.
      Un’altro elemento che depone a favore della “normalità” del comunismo” è il successo e la sua straordinaria diffusione in ogni epoca e in ogni luogo.
      Non so sia scientifico, ma darwinianamente parlando, una anomalia che diventi endemica e diffusissima, cessa di essere tale.

      Ps. I commenti offrono certamente un respiro culturale in più. Tuttavia, io non proponevo il “like” in sostituzione ma in aggiunta.
      Nell’epoca del Worholiano “quarto d’ora di celebrità per tutti” sembra strano che uno voglia semplicemente applaudire, invece di salire a sua volta sul palco.
      Inoltre, l’assenza di like e di commenti come spesso succede qui anche quando Facco fa gli auguri in qualche ricorrenza, lo trovo deprimente per me e immagino anche per l’autore dello scritto.

      • Alessandro Colla
        Rispondi

        Non condivido che un’anomalia cessi di essere tale qualora diventi endemica. Tempo addietro lessi che il novanta per cento degli esseri umani soffrirebbe di raffreddore (causato da virus coronidi, peraltro, con buona pace degli scientisti deficienti). Questo non significa, però, che la rinite non sia una patologia solo perché mostra proporzioni di massa. Ciò che è fisiologico non è necessariamente normale anche se abituale. L’istinto umano può portare all’aggressività ma nessuna cultura autentica sostiene l’inevitabilità dell’aggressione. Patologico è il non volere o il non saper rinunciare all’atto aggressivo ed è questa l’essenza del comunismo. Dottrina che in realtà non ha successo popolare ma viene imposta da minoranze estremamente aggressive. Di popolare c’è spesso la tendenza a cedere alle lusinghe della demagogia (e magari a votare comunista per protesta contro il fisco! In Italia è successo nel 1975 e nel 1976) ma anche questa è una patologia che ha come farmaco la diffusione del sapere. Chi dovrebbe distribuire questo sapere è spesso vittima della sua malattia mentale che lo porta a sprecare risorse per diffondere l’antipensiero. La corda con la quale i capitalisti si sarebbero impiccati secondo l’unica profezia di Marx parzialmente indovinata. L’istinto suicida può diventare endemico ma anche qui non può sfuggire all’appartenenza della categoria del patologico. Personaggi come Gates o Bezos rischiano di prepararsi la corda grazie alla loro azione basata sul collaborazionismo nei confronti degli statalisti; costituendo con la loro azione un’immagine assimilabile a dei Kapò che agiscono nel lager del centralismo. Personaggi come Musk che non partecipano attivamente alla diffusione della corrente collaborazionista, risultano comunque appartenenti a un’area rinunciataria grazie all’evidente inazione nei confronti di un fenomeno che comunque li riguarda. Un modo, forse inconsapevole, che porta anche loro al rischio di prepararsi la corda grazie alla pratica dell’ignavia (mi scuso se la cito ma è l’anno di Dante). Ecco, appunto. I capitalisti nostrani finanziano La Stampa, La Repubblica e Il Corriere Della Sera per stampare pagine su Dante; senza contare i finanziamenti radiotelevisivi a vantaggio dell’emittenza di regime. Così la sinistra finisce per apparire come l’unica depositaria del sapere universale. Questo nostro dibattito interno è senza dubbio interessante ma è seguito e praticato da poche centinaia di persone. Perché i Musk nostrani preferiscono finanziare Ambra Angiolini e una finta università liberale dove tale aggettivo si svuota praticamente di significato. Mecenati per la libertà di pensiero, che sarà fenomeno minoritario ma almeno non presenta disturbi mentali? Per l’ennesima volta non pervenuti. Anche questa è patologia.

        • Giovanopoulos
          Rispondi

          Mi hai convinto, anche perchè la “tesi patologica” è un po’ meno sconsolante della mia.
          Interessante la tua disamina sul rapporto perverso tra capitalisti e chi ha in mano la corda per impiccarli.
          Se fosse stato possibile, ti avrei messo un “like”!
          ;-)

          • Alessandro Colla

            Ti ringrazio, forse non lo merito per la mia prolissità. Speriamo che un giorno qualcuno si accorga che le strade percorribili ci sono e che basterebbe fornire, a chi è capace di guidarli, i mezzi di costruzione dei sentieri. Mezzi purtroppo posseduti dagli inconsapevoli aspiranti alla corda.

  • tommaso bisi griffini
    Rispondi

    i comunisti sono un passo passo in dietro nell’evoluzione della specie umana.

    • Alessandro Colla
      Rispondi

      Uno solo? Valutazione bonaria.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search