In Anti & Politica, Esteri

DI ALESSANDRO SANTIN

La Commissione Europea ha approvato l’“Identità Digitale Europea”. (EUDI WALLET)

Si tratta di un documento digitale che raccoglie dati personali: patente di guida, titoli di studio, informazioni sanitarie, malattie, vaccini, cartelle cliniche.
L’obiettivo dichiarato è usarlo per identificare i cittadini nei rapporti con enti pubblici, luoghi di lavoro e soggetti privati. Potrebbe diventare necessario per accedere a servizi digitali, stipulare contratti, affittare un’auto, prenotare un hotel, iscriversi a piattaforme online e ai social.

Un sistema centralizzato significa una cosa: se l’accesso viene sospeso o revocato, si rischia l’esclusione dalla vita sociale ed economica. Senza identità digitale non si lavora, non si firma, non si accede ai servizi. Si è fuori.

Negli Stati Uniti non esiste un documento federale unico obbligatorio per tutti. L’identificazione può avvenire con strumenti diversi. Il cittadino può dimostrare la sua identità anche con prove testimoniali o esibendo contratti. Cioè la tua vita non può essere interrotta con un click. Qui invece si va verso un’identità unica, gestita e regolata dall’alto. Se la sospendono sei morto.

Il rischio è evidente: concentrare dati personali e strumenti di accesso in un solo sistema aumenta il potere di controllo sulle persone. Chi decide le regole decide anche chi può partecipare alla vita civile.

Immaginate la famiglia nel bosco: vivi senza il bagno in casa? Molto bene, se non ti adegui ti blocco il documento digitale.

L’Unione Europea procede verso un modello sempre più centralizzato e sempre più simile a quello immaginato in Unione sovietica: un sogno statalista dove il cittadino è costantemente controllato e indirizzato e in cui l’adesione a determinate regole può diventare condizione per restare nel sistema. Un sogno quello sovietico interrotto con la caduta del muro di Berlino, ma ripreso pedissequamente dall’Unione Europea.

La nascita di nazioni e di città private sono ormai l’unica via di fuga dallo statalismo. Aumenterà inevitabilmente la loro diffusione. Io sono pronto a trasferirmi.
Il voto determinante dei popolari, di cui fa parte Forza Italia, ha reso possibile questo passaggio.

Povero Silvio Berlusconi, come stanno utilizzando la sua creatura.

P.S. – “La guerra fredda è finita. Ma l’ha vinta l’unione sovietica esportando in Europa il suo modello amministrativo dove i cittadini non votano chi decide e dove chi decide non può essere sfiduciato dalla maggioranza semplice del parlamento.”
Lo ha detto il dissidente Bukowski a “Pordenone legge”.

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