Informazioni sui cookie

LA LOBBY DEGLI ELETTORI E LA DEMOCRAZIA

VOTODI MAURO GARGAGLIONE

La prima lobby in democrazia è quella degli elettori, ed è a questa che si rivolgono in pubblico i candidati alle elezioni. E’ una lobby molto potente ma indistinta quindi bisogna rivolgersi ad essa armati di concetti generici e immisurabili: bene comune, qualità delle città, livello di cultura, efficienza della giustizia, architettura ecosostenibile, dialogo con genti venute da lontano e via discorrendo.

Ma appartenere alla lobby degli elettori non è sufficiente, gruppi di essi devono unificarsi per ottenere la considerazione degli eletti. Considerazione significa protezione e soldi. Nessun candidato affermerà mai in campagna elettorale che vuole stroncare il monopolio dei tassisti, quello dei notai, che vuole liberalizzare gli orari dei negozi o eliminare l’ordine degli architetti e il registro degli installatori di caldaie. Dirà genericamente che vuole combattere contro i poteri forti. In campagna elettorale non può e non deve dire di più.

Nessun candidato dirà mai che ha la lista pronta col numero di licenziamenti alla municipalizzata dei trasporti o del gas e indicherà quante persone perderanno il posto ed entro quando. Dirà che è pronto alla pugna contro i costi insostenibili di questi carrozzoni.

Una volta che il candidato verrà eletto, nessuno poi vedrà la congerie di provvedimenti che stabiliscono quale lobby godrà dei proventi della rapina fiscale e in che misura. Le famose leggine chiamate “assalto alla diligenza” che hanno sprofondato questa non nazione nella recessione e al fallimento dichiarato che la moneta unica ha solo temporaneamente rimandato. Ma non vale solo per l’Italia.

Le nazioni europee non si difendono dall’invasione dell’islam radicale e violento per due motivi, milioni di mussulmani sono elettori, quindi fanno parte della lobby primaria, ma, soprattutto, magistratura e polizia sono impegnate a cinturare e puntellare i corpi putrefatti di questi stati di polizia fiscale. Sono i contribuenti da tenere sotto controllo e sotto il tacco, non Allah o ISIS, l’obiettivo primario degli Stati. Infatti la violenza che usano nei confronti di un idraulico che lavora in nero è in stridente contrasto con le parole d’amore nei confronti dell’Islam religione di pace.

Se si potesse calcolare il tempo medio di un poliziotto italiano trascorso dietro un autovelox oppure a verificare i documenti di automobilisti o trasportatori privati, che si conclude sempre allo stesso modo, soldi da pagare, col tempo trascorso a infiltrarsi e stroncare le organizzazioni islamiche criminali, vedreste che sorprese. La democrazia non ha nulla a che vedere con la libertà e, men che meno, sicurezza, è unicamente il più raffinato sistema che i prepotenti hanno inventato per tassare gli individui, cioè farli lavorare senza paga, con la loro approvazione.

Article written by

3 Responses

  1. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Io non faccio parte della lobby degli elettori.
    Non voto più.
    Gli elettori, però, rimangono dei miserabili ignoranti creduloni, alcuni in malafede, che partecipano al sommo gioco della politica , il voto, pensando di contare qualcosa senza rendersi conto di diventare , appunto votando, strumenti e causa del loro stesso martirio.
    Essi , tramite il rito democratico, espongono alla rapina fiscale ed alla limitazione delle libertà tutta la popolazione.
    Prima di votare chi è tanto affezionato al voto elettorale dovrebbe leggere Spooner al posto dei manifesti elettorali.

  2. Ari
    Ari at | | Reply

    Anni fa le fiabe iniziavano con “C’era una volta…”.
    Oggi sappiamo che iniziano tutte con “Se sarò eletto…”
    (Carlyn Warner)

  3. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Su monopoli, privatizzazioni, liberalizzazioni degli orari commerciali e abolizione degli ordini professionali c’è stata una lsita che aveva inserito tutto questo nel proprio programma. Era la lista radicale. Solo che poi ha preferito annacquarsi mischiando i porpi candidati nelle liste di quelli che non hanno interesse a cambiare. Alcuni sono andati a destra dove si vuol fare la rivoluzione liberale con i “moderati”. Altri al centro fideistico, con la rinuncia al diritto a scegliersi la propria vita alla faccia dei proibizionismi. Altri al centro laico dei cosiddetti “futurliberi” dell’ex presidente della Camera con quasi residenza a Montecarlo. Altri ancora con il misto frutta rivelantesi tale già nel nome ossimorico di “Conservatori e Riformisti”. A questi gli controbatto la mia neonata associazione di “Riformatori e Conservisti”, chiamati così perché oltre ad essere composta da persone che potrebbero tranquillamente vantare passati soggiorni in… riformatorio, mettono le olive sotto sale e ad agosto imbottigliano i pomodori in… conserva. Ultimi, vedi Giachetti e Bonino, si sono candidati addirittura a sinistra. Cosa c’entri quest’area con la proclamazione di Pannella nel definirsi Liberali, Liberisti e Libertari, ce lo spiegheranno forse un giorno. Magari ribadendo la sonora idiozia che il liberismo sarebbe di sinistra. Sì: e la monarchia è repubblicana, il cattolicesimo ateo e Berlusconi un esempio di fedeltà coniugale.

Please comment with your real name using good manners.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *