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UN CONSIGLIO AI GIOVANI: ANDATE ALL’ESTERO

j66DI MAURO GARGAGLIONE

Un consiglio ai giovani sulla facoltà universitaria a cui iscriversi. Studiate quello che vi interessa, sappiate che però ci sono alcune facoltà che sono più richieste nel mondo del lavoro di questo inizio XXI secolo. Sono le lauree scientifiche, chimica, ingegneria, matematica e fisica, informatica etc etc. Sappiate inoltre che qualunque laurea scientifica decidiate di prendere, ma vale per tutte, il vostro obiettivo primario DEVE essere quello di andare a lavorare all’estero.

Occhio che non è vero che in Italia non si trovano ingegneri, chimici o informatici, non si trovano queste figure da ingaggiare a partita IVA, a contratto a tempo rinnovabile di mese in mese oppure con paghe da fame. Non voglio analizzare perchè gli imprenditori italiani, quelli almeno che ancora non sono ancora andati a gambe all’aria, ragionino in questo modo, possiamo intuirne le ragioni, ma la riflessione è indirizzata ai giovani con un po’ di sale in zucca, voglia di farsi il mazzo e senza santi in paradiso.

ANDATE ALL’ESTERO, state lontani da questa bagnarola carica di parassiti politici, mezze calzette sindacalizzate, professorucoli e giornalai sul libro paga dello Stato. Oggi per avere successo in questa nazione bisogna sfruttare il prossimo, bisogna fare in piccolo quello che fa lo Stato in grande. Per chi spera di vedere riconosciuto il suo impegno, il suo talento e la sua integrità morale, non c’è più posto. Andate via.

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6 Responses

  1. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Dipende dai numeri. Non è detto che i residenti del paese ospitante vedano di buon occhio un grosso cambiamento demografico. Il fenomeno Trump si deve alla legittima paura degli americani di origine europea di diventare minoranza nel proprio paese.

  2. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    E’ un consiglio sensato che condivido.
    Le professioni “liberali” in italia hanno poche prospettive.
    Fossi giovane metterei quale obbiettivo primario la carriera fuori dall’italia.
    D’altro cano parlavo con un’amica proprio ieri sera in merito al lavoro ed al suo costo.
    Lei ha un’agenzia di lavoro e fa parte di un circuito presente in tutt’italia che arriverà a fatturare nel 2017 circa 100 milioni.
    Mi diceva che non ha disponibili e non trova dipendenti per soddisfare una richiesta da parte di aziende di ogni dimensione, richiesta esplosa dal gennaio scorso.
    Poi mi diceva che il costo del lavoro italiano è il più elevato che lei conosca, e che le aziende straniere che vorrebbero acquistare attività in italia sono piuttosto restie a farlo.

  3. winston diaz
    winston diaz at | | Reply

    Non occorre dare questo consiglio: e’ gia da molti anni, diciamo una decina, che i migliori laureati non considerano nemmeno le offerte di lavoro in italia, a prescindere, e puntano direttamente altrove.

    Nonostante tutto, le nostre scuole pubbliche di grado secondario e terziario sono ottime, rispetto alle altre europee o americane, e lo sono ancora di piu’ rispetto al costo.

    Ed e’ il consiglio, tardo, pleonastico e inutile che ha dato persino Ilvo Diamanti su Repubblica (nonostante non ci sia piu’ il diavolo, il berlusca):

    http://www.repubblica.it/politica/2017/09/04/news/ragazzi_non_tornate_diamanti-174595598/

  4. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Le nostre scuole pubbliche ottime rispetto a quelle europee e amenricane? E anche rispetto al costo? Questa mi giunge nuova. Immagino che schifo debbano essere le scuole pubbliche fuori dell’ Italia, in Europa e in America. Di fatto l’istruzione in generale è migliore dappertutto rispetto alla nostra, tranne forse la Grecia. Evidentemente fuori dei nostri confini prediligono la scuola privata. In Svezia, che secondo la vulgata corrente sarebbe la patria dello stato sociale, il 93% degli studenti frequenta istituti privati. E’ uno dei motivi per cui il deficit svedese, malgrado la loro macchina fiscale, è più contenuto in confronto al nostro. Per grado terziario si intendono le università? Le stesse dove insegnano che Keynes e Phillips erano economisti? O che lo sia Krugman? Proprio il contrario dell’ottimo e delle ottimizzazioni. Ecco perché abbiamo pochissima libertà: perché ancora esistono le scuole pubbliche. Se casermescamente funzionano meglio nel loro unico reale obiettivo, quello di indottrinare, saranno anche “migliori” del resto del mondo; più funzionalki, appunto. Se il loro ruolo fosse quello di fornire istruzione, lasciamo stare la qualità attuale. Il risultato è quello di un popolo sempre più analfabeta. Come da obiettivo. Non volersene accorgere non risolve il problema, se mai lo aggrava. Un sistema scolastico funzionante non produce disoccupati o emigrati.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “Un sistema scolastico funzionante non produce disoccupati o emigrati.”

      Gli emigrati li produce eccome, e c’e’ chi sa approfittarne alla grande: i paesi del nord europa e gli Usa.

  5. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Gli emigrati di cui si approfitta alla grande non sono figli del nostro sistema scolastico ma persone che hanno avtuo la possibilità di praticare studi alternativi o di pagarsi lezioni private. La maggior parte dei nostri emigrati svolge mansioni di lavapiatti, camerieri e manovali. Sono pochi gli ingegneri, gli scrittori, i ricercatori o gli artisti.

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