In Economia, Esteri, Libertarismo, Primo Piano

DI MATTEO CORSINI

“Cercare di attrarre investimenti principalmente attraverso la leva fiscale può portare a una concorrenza pericolosa tra Paesi. La sfida, in Europa, è adottare una strategia di cooperazione, non di concorrenza, in materia di tassazione delle imprese che tenga conto dell’integrazione dei mercati globali.” (C. Cottarelli)

Carlo Cottarelli è Direttore degli Affari fiscali al Fondo Monetario Internazionale. Rispondendo a una domanda sulle ripercussioni per la
competitività delle imprese italiane di un carico fiscale che è ben oltre la media in qualunque tipo di paragone internazionale, Cottarelli dice che
l’uso della leva fiscale per attrarre investimenti “può portare a una concorrenza pericolosa tra Paesi”.

La concorrenza è sempre pericolosa per gli operatori meno efficienti. Ma premiare chi fornisce il prodotto o servizio che meglio soddisfa le
aspettative di chi domanda quel prodotto o servizio a scapito degli altri fornitori è proprio la funzione fondamentale del processo concorrenziale.

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Le strategie di cooperazione sono, al contrario, il modo migliore per abbassare la qualità dei prodotti o servizi aumentandone il costo; ciò
consente a operatori inefficienti di rimanere sul mercato, ma a scapito degli utenti. Personalmente trovo alquanto incoerente che tali strategie di cooperazione, perseguite mediante legislazioni antitrust quando a porle in essere sono imprese private, siano poi ritenute benefiche quando si tratta di concorrenza fiscale tra Stati.

Peraltro, proprio perché c’è integrazione dei mercati globali, credo si possa ancora escludere (per fortuna) un coordinamento fiscale globale. Il
che significa, in ultima analisi, che se l’Italia vuole recuperare un minimo di competitività nel confronto internazionale non può sperare che
siano gli altri ad aumentare le tasse. Al contrario, dovrebbe tagliarle in modo significativo. Ma ciò sarebbe possibile solo tagliando drasticamente e in modo strutturale la spesa pubblica. E a questo punto, di solito, entrano in scena i sostenitori dei “tagli sì, ma non lineari”, che avrebbero una qualche ragione se la spesa pubblica fosse al 20 per cento e non oltre la metà del Pil, ma che allo stato attuale finiscono per rendere intoccabile anche il più parassitario dei capitoli di spesa.

Se qualcuno avesse dei dubbi non gli basterebbe che seguire il (deprimente) dibattito sulla manovra finanziaria che dovrebbe portare il bilancio
pubblico in pareggio nel 2014 di cui si sta discutendo in questi giorni.

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Mostrati 12 commenti
  • Riecho
    Rispondi

    La Concorrenza Fiscali è indispensabile per proteggerci della Stupidità dei Politici. Lo dice Godfrey Bloom: http://riechoblog.wordpress.com/2011/06/16/competizione-vs-armonizzazione-fiscale-tax-competition-vs-tax-harmonisation/

  • Riecho
    Rispondi

    La Concorrenza Fiscali è indispensabile per proteggerci della Stupidità dei Politici. Lo dice Godfrey Bloom: http://riechoblog.wordpress.com/2011/06/16/competizione-vs-armonizzazione-fiscale-tax-competition-vs-tax-harmonisation/

  • zenzero
    Rispondi

    Condivido appieno, mavorrei sapere da Corsini che ne pensa del cantone svizzero che ha ceduto alle pressioni europee sul fisco, articolo postato ieri su questo sito.

    • Matteo C.
      Rispondi

      Non ho approfondito molto la questione svizzera. In linea di massima, se deve esistere un sistema fiscale (cosa che ogni libertario non vorrebbe, ma con il quale fa i conti con realismo) io lo preferisco il più possibile semplice e senza incentivi o disincentivi a questa o quella categoria. Soprattutto, dovrebbe essere leggero. Quello svizzero, a maggior ragione se paragonato a quello italiano, è un fisco leggero.

  • zenzero
    Rispondi

    Condivido appieno, mavorrei sapere da Corsini che ne pensa del cantone svizzero che ha ceduto alle pressioni europee sul fisco, articolo postato ieri su questo sito.

    • Matteo C.
      Rispondi

      Non ho approfondito molto la questione svizzera. In linea di massima, se deve esistere un sistema fiscale (cosa che ogni libertario non vorrebbe, ma con il quale fa i conti con realismo) io lo preferisco il più possibile semplice e senza incentivi o disincentivi a questa o quella categoria. Soprattutto, dovrebbe essere leggero. Quello svizzero, a maggior ragione se paragonato a quello italiano, è un fisco leggero.

  • Mauro
    Rispondi

    concorrenza…..Tasse….Evasione fiscale……Aspetta,aspetta!
    Provate a leggervi questa porcata che viene da Yahoo News:

    PREPARATE UN SECCHIO PER IL VOMITO !!!!!!

    In aiuto della lotta all’evasione arriva però Tassa.li, un’applicazione mobile che offre l’opportunità di segnalare gratuitamente e in modo anonimo episodi di evasione fiscale. Il servizio andrebbe utilizzato ogni volta che non viene rilasciato lo scontrino o emessa la fattura per beni o servizi pagati. Più nel dettaglio si tratta di un’applicazione per apparecchi iOS (iPhone, iPad, iPod) che sarà presto disponibile su App Store.

    Tramite il sito è possibile segnalare che non si è ricevuto lo scontrino o la fattura per qualcosa che si è acquistato. Basta indicare la cifra pagata e la tipologia di attività commerciale (food, nightlife spots, shops, services) cui l’evasore appartiene. La segnalazione è quindi geo-localizzata. I dati raccolti vengono poi utilizzati per creare una mappa dell’evasione e sono gratuitamente accessibili a chiunque sul sito.

    Il rispetto della privacy

    A tutela della privacy, il proprio nome non compare mai sulla mappa dell’evasione fiscale che tassa.li sta costruendo, nè in alcuna altra area del sito nè in alcun campo dell’applicazione. Non viene neppure indicato/segnalato il nome dell’evasore. Inoltre, nessuno può sapere che si sta utilizzando tassa.li a meno che non si voglia condividere le proprie attività tramite Facebook o Twitter.

    Anche Facebook contro l’evasione fiscale

    Allo studio dell’Agenzia delle Entrate c’è anche una nuova via per la lotta all’evasione fiscale: verificare la compatibilità di stili di vita e redditi attraverso i social network. L’obiettivo è utilizzare le conversazioni, le foto e il materiale condiviso sulle pagine di Facebook, Twitter o Linkedin per reperire informazioni attinenti al tenore di vita dei contribuenti italiani e stimarne la compatibilità con quanto dichiarato al Fisco. Un metodo di verifica, in verità, già adoperato in altri paesi, come in alcuni stati Usa, dove non sono mancati richiami alla violazione della privacy dei cittadini “osservati”.

  • Mauro
    Rispondi

    concorrenza…..Tasse….Evasione fiscale……Aspetta,aspetta!
    Provate a leggervi questa porcata che viene da Yahoo News:

    PREPARATE UN SECCHIO PER IL VOMITO !!!!!!

    In aiuto della lotta all’evasione arriva però Tassa.li, un’applicazione mobile che offre l’opportunità di segnalare gratuitamente e in modo anonimo episodi di evasione fiscale. Il servizio andrebbe utilizzato ogni volta che non viene rilasciato lo scontrino o emessa la fattura per beni o servizi pagati. Più nel dettaglio si tratta di un’applicazione per apparecchi iOS (iPhone, iPad, iPod) che sarà presto disponibile su App Store.

    Tramite il sito è possibile segnalare che non si è ricevuto lo scontrino o la fattura per qualcosa che si è acquistato. Basta indicare la cifra pagata e la tipologia di attività commerciale (food, nightlife spots, shops, services) cui l’evasore appartiene. La segnalazione è quindi geo-localizzata. I dati raccolti vengono poi utilizzati per creare una mappa dell’evasione e sono gratuitamente accessibili a chiunque sul sito.

    Il rispetto della privacy

    A tutela della privacy, il proprio nome non compare mai sulla mappa dell’evasione fiscale che tassa.li sta costruendo, nè in alcuna altra area del sito nè in alcun campo dell’applicazione. Non viene neppure indicato/segnalato il nome dell’evasore. Inoltre, nessuno può sapere che si sta utilizzando tassa.li a meno che non si voglia condividere le proprie attività tramite Facebook o Twitter.

    Anche Facebook contro l’evasione fiscale

    Allo studio dell’Agenzia delle Entrate c’è anche una nuova via per la lotta all’evasione fiscale: verificare la compatibilità di stili di vita e redditi attraverso i social network. L’obiettivo è utilizzare le conversazioni, le foto e il materiale condiviso sulle pagine di Facebook, Twitter o Linkedin per reperire informazioni attinenti al tenore di vita dei contribuenti italiani e stimarne la compatibilità con quanto dichiarato al Fisco. Un metodo di verifica, in verità, già adoperato in altri paesi, come in alcuni stati Usa, dove non sono mancati richiami alla violazione della privacy dei cittadini “osservati”.

  • Maximus
    Rispondi

    Quando ho cominciato a leggere il Sole24ore , nell’ anno 2000 , si scriveva che il pareggio era annunciato per il 2003.

    Devo ridere o piangere ?

  • Maximus
    Rispondi

    Quando ho cominciato a leggere il Sole24ore , nell’ anno 2000 , si scriveva che il pareggio era annunciato per il 2003.

    Devo ridere o piangere ?

  • Massimo74
    Rispondi

    @maximus

    Se al posto di un idiota come Tremonti al ministero dell’economia avessimo avuto magari uno come Antonio Martino,vero liberale e allievo di Milton Friedman,probailmente avremmo raggiunto il pareggio di bilancio già da tempo e l’economia italiana non sarebbe al penultimo posto al mondo (dopo haiti) per crecita economica nell’ultimo decennio.Ringrazia Bossi & co per tutto questo,visto che se siamo in questa situazione è anche per colpa di quei pagliacci della lega che hanno sempre difeso a spada tratta un degenerato come Tremonti,il quale tra l’altro ha fatto ogni cosa possibile e immaginabile per danneggiare il nord a vantaggio dell’assistenzialismo meridionale.Fortuantamente la gente comincia a svegliarsi e la batosta subuta alle ultime elezioni è solo l’inizio di una parabola discendente che mi auguro porterà all’estinzione definitiva della lega nord.
    Del resto come diceva Lincoln “Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo”.

  • Massimo74
    Rispondi

    @maximus

    Se al posto di un idiota come Tremonti al ministero dell’economia avessimo avuto magari uno come Antonio Martino,vero liberale e allievo di Milton Friedman,probailmente avremmo raggiunto il pareggio di bilancio già da tempo e l’economia italiana non sarebbe al penultimo posto al mondo (dopo haiti) per crecita economica nell’ultimo decennio.Ringrazia Bossi & co per tutto questo,visto che se siamo in questa situazione è anche per colpa di quei pagliacci della lega che hanno sempre difeso a spada tratta un degenerato come Tremonti,il quale tra l’altro ha fatto ogni cosa possibile e immaginabile per danneggiare il nord a vantaggio dell’assistenzialismo meridionale.Fortuantamente la gente comincia a svegliarsi e la batosta subuta alle ultime elezioni è solo l’inizio di una parabola discendente che mi auguro porterà all’estinzione definitiva della lega nord.
    Del resto come diceva Lincoln “Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo”.

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