In Anti & Politica

DI SALVATORE ANTONACI

Lo Scetticismo sul fatto che una qualsiasi parte del putrescente agone politico nazionale puntasse seriamente al compimento di una qualsivoglia istanza di buon senso prima che liberale come il contenimento delle spese aleggiava nell’aria simile ad uno spettro shakespeariano. Ma nel patetico balletto sull’abolizione di quegli enti inutili denominati province qualcuno ha superato ampliamente il limite del ridicolo rendendosi protagonista di una figuraccia ignobile che ne connota il carattere profondo ed irriformabile di nomenclatura parassitaria tesa alla propria perpetuazione.

Cosa aggiungere all’operato della maggioranza di governo pidiellin-leghista che con spirito di obbedienza cadaverico ha respinto come un sol uomo una proposta di legge tesa alla cancellazione di questi strumenti di pianificazione dirigistica, peraltro totalmente inefficienti?

Dopo le tirate propagandistiche della campagna elettorale scorsa ed il successivo dibattito affossato dall’ opposizione leghista (e non solo) arriva ora l’inequivocabile segnale di ritirata generale mascherata malamente dal belletto cadente dell’annunciata forbice tremontiana.

Un miserabile specchietto per le allodole, come del resto gli altri mille espedienti architettati per sottrarsi a degli impegni insostenibili strombazzati con il consueto clamore da mille docili buccinatori. Ma se, forse, conviene rispettare il sonno dei defunti (elettorali, sia chiaro), anche per gli agonizzanti dirimpettai del PD ci sarebbe da spendere qualche frase di esecrazione se non fosse che presto anche costoro seguiranno i fratelli di sangue berlusconiani nel loro tonfo fragoroso.

Qui non si è avuto nemmeno il coraggio(chiamiamolo così) di rimangiarsi in un boccone anni ed anni di retorica tonitruante: Bersani & co. han ben pensato di praticare il rito pilatesco dell’astensione fungendo, così, da stampella al compare malfermo. Se possibile peggio ancora.

Resta da dire degli autori del blitz, la banda di Di Pietro ed il centro casinian-finiano. Più che legittimo nutrire un sospetto di strumentalizzazione demagogica su di una “issue” oltremodo popolare come la sacrosanta lotta alla casta dei più uguali fra tutti. Come avrebbero agito se fossero stati investiti di responsabilità governative?

La risposta è prevedibile per chi comprende l’andazzo generale, lasciamo, tuttavia, il beneficio del dubbio. Almeno quello non ci costa nulla. Per ora…

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Mostrati 7 commenti
  • paolo cintolesi
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    Siamo pochi coloro che vorrebbero rovesciare questa nomenclatura “statalista” e mangiaufo, però sono talmente convinto che duecento persone decise a occupare piazza Montecitorio per giorni, allo scopo di contestare duramente questa “manfrina”, riuscirebbero ad avere il sostegno di una parte importante dell’opinione pubblica nazionale. Questi “forcaioli” e mangiaufo si sentono forti nei loro fortini o come a loro piace chiamarli nelle sedi istituzionali, però sono molto deboli se vengono raggiunti da queste pacifiche e civilissimi contestazioni. Mi chiedo chi è disponibile?

  • Fabrizio Dalla Villa
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    Qual è lo scopo delle province? Chi svolgerebbe le loro mansioni, nel caso fossero abolite? Concordo sulla necessità di limitare gli sprechi. Tuttavia, se ciò si trasformasse in “gite burocratiche” più lunghe per ogni pratica, a carico del cittadino comune, la cosa mi dispiacerebbe assai. Se le funzioni delle province fossero prese in carico dai comuni, ognuno per gli abitanti di sua competenza, l’abolizione delle province avrebbe senso. Viceversa, se ciò si traducesse in spostamento di tutti gli uffici provinciali, nella regione di appartenenza, non avremmo reso servizio alcuno ai cittadini. Ci guadagnerebbero i gestori dei vari servizi di trasporto (autobus, treni, metropolitane e taxi) e ci perderebbero tutti gli altri. Invece, dal momento che gli amministratori pubblici sono nostri dipendenti, potremmo puntare decisamente ad un sano e necessario ridimensionamento dei loro stipendi, considerati gli arrotondamenti vari costituiti da corruzioni e concussioni, amicizie e quant’altro.

  • Koso
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    Non so voi ma io ne ho piene le palle, va bene continuare ad insultarli, a chiamarli ladri e parassiti, però così non risolviamo nulla. Ne è la prova questa storia delle provincie, quando si tratta di pararsi il culo fanno “meravigliosamente” comunella. Lo è quell’aborto di manovra correttiva che avrebbe l’ “ambizione” del pareggio di bilancio nel 2014, quando invece non è vero, ed in più nel caso in cui la Grecia andasse a puttane, il Portogallo è già nel mirino. Dopo c’è la Spagna o noi, e se non vogliamo fare una brutta fine quei parassiti dovranno presentare nuovamente una (vera) manovra correttiva. Mi fa rabbrividire solo il pensare che quel pagliaccio di Grillo, insieme al suo ridicolo movimento e al suo programma nel complesso aberrante, alle prossime elezioni possa entrare in parlamento (e ne sono convinto). Bisogna assolutamente che il movimento crei un programma politico di riforme, ma che non sia troppo radicale, ma pragmatico, anche perché se vai a dire ad un obeso di 100 kg che dall’oggi al domani ne perderà 30, lui ti risponderà giustamente che è impossibile ed in più ti dirà che non è poi così grasso (non so se mi sono spiegato). Il sondaggio nel vecchio sito parla chiaro, o trasformare il movimento in un soggetto (a)politico o fondersi con un altro soggetto, o presentare questo nostro (?) programma. ad un’altra forza politica Non possiamo rimanere senza fare niente, il futuro purtroppo non è roseo. Che facciamo ci rassegniamo?

  • paolo cintolesi
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    Fabrizio, non avrei queste preoccupazioni, per una ragione semplice, le inutili province hanno pochissimi compiti, abolirle e passare questi compiti ai vari comuni, assieme al personale necessario. Chi ci rimetterebbe sarebbero esclusivamente i papponi politici, perché non saprebbero cosa far fare a questi “rappresentanti” di enti inutili. I cittadini sarebbero comunque serviti e, magari più puntualmente di prima. Una domanda: ti sei mai servito degli uffici della tua inutile provincia? Infine, perché non indirizziamo il nostro malcontento, caro Koso, nella organizzazione di una protesta forte!!! in piazza di Montecitorio a oltranza? Tutti questi “papponi” non sono forti come vorrebbero farci credere, anzi! Cosa occorre? un pò o molto coraggio!! e allora cosa aspettiamo? dobbiamo farli smettere di sfruttarci come sudditi, il vaso è pieno!

  • Koso
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    Paolo, se la protesta servisse a far conoscere il movimento, esibendo delle bandiere con il nostro simbolo, con un comizio fatto da Giorgio e Leonardo e qualche altra persona del movimento e presentando un NOSTRO PROGRAMMA sarebbe ottimo. Però la protesta pacifica purtroppo non basta, a questi parassiti/mantenuti/scrocconi/sfruttatori (qualche sinonimo per rafforzare il concetto) gli devi rubare la “poltrona”, bisogna fare entrare qualche “Ron Paul” in parlamento. Se ce la possono fare quei ridicoli statalisti dei grillini, allora lo possiamo fare anche noi e con un risultato migliore. Per cambiare l’Italia bisogna farlo con i loro stessi strumenti.

  • Fabrizio Dalla Villa
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    Paolo, se i compiti delle province fossero presi in carico dai comuni, sarebbe l’ideale. Purtroppo, però, con i politici che ci ritroviamo, si rischia che le competenze provinciali siano spostate alle regioni. Questo non credo vada bene.

    • paolo cintolesi
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      Sono d’accordo che in noi impera lo scetticismo, però voglio raccontarvi un episodio di cui sono stato protagonista insieme ad altri 4 amici: abbiamo organizzato un protesta molto pacifica in Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, indossando il burka, allo scopo di richiamare l’attenzione su questa situazione che diverse donne musulmane devono sopportare. Non vi dico la sofferenza nel portare questa “palandrana” che soffoca e riduce la visuale, (provare per credere. Ebbene, quando siamo entrati a cominciare da chi presiedeva l’assemblea è entrato nel “pallone” abbiamo creato uno scompiglio incredibile! abbiamo visto volti impauriti, ci hanno minacciato di chiamare la digos!!! credendo di farci paura. Morale questi “papponi” si sentono forti nei loro “presidi”, non vi dico la grande risonanza che ha avuto questa iniziativa nella nostra regione. Morale una minoranza con obiettivi chiari e concreti e senza demagogia può fare molto, può essere l’inizio della fine di questa stramaledetta “CASTA” che stà dissanguandoci come delle sanguisughe. Perché non tentare? Scusandomi per la lungaggine, saluto

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