In Anti & Politica, Varie

DI ARTURO DOILO

Chi scrive non è certo un sostenitore delle idee politiche di Beppe Grillo, che insieme al Movimento5stelle è autore di un programma, a mio modo di vedere, troppo collettivista e fianco proibizionista per un libertario. Ciononostante, ho rispetto per molti aderenti al progetto messo in piedi dal comico genovese e più di un punto di quel programma è condivisibile. Ho avuto la possibilità di incontrane diversi tra loro e non c’è il minimo dubbio che siano mossi da una genuina voglia di fare, almeno per ora. E’ chiaro, però, che Grillo continua ad essere la stella polare di migliaia di “militanti” e, quindi, rimane anche per l’opinione pubblica il referente ideologico della nuova, peraltro scomoda, formazione politica.

Dopo gli scontri in Val di Susa per via dell’inizio dei lavori nei cantieri della T.A.V. (contro la quale il movimento5stelle è da sempre schierato), più di un giornale – e tutta la classe politica, eccetto Di Pietro se non sbaglio – ha attribuito a Grillo frasi in difesa della resistenza eroica da parte dei valligiani nei confronti dell’esercito di poliziotti messo in campo, difesa che avrebbe incluso, a detta della stampa, anche quei delinquenti patentati che rispondono al nome di “black bloc”. Ovviamente, in una intervista rilasciata alla testata “Cado in piedi”, l’artista – che era nei pressi di Chiomonte – prende le distanze dai violenti di cui sopra e lascia intendere che “ciò a cui abbiamo assistito è la solita manfrina dei giornali che sparano paginate sui fatti di violenza per evitare di discutere nel merito della questione TAV e per evitare di ricordare che c’erano 100.000 valsusini, ‘questi sì eroi’ per difendere la democrazia”.

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Qui, non entrerò nel merito della questione Alta Velocità (rispetto alla quale sono comunque contrario, con riferimento al progetto della Torino-Lione, economicamente insostenibile), ma prenderò posizione in difesa del diritto di Beppe Grillo, e non solo lui, di dire ciò che meglio crede.

Sulla rivista “Tempi.it” del 4 luglio scorso, si legge quanto segue: “Per Paolo Liguori, direttore di Tgcom e ospite questa mattina nel programma ‘Gli spari sopra’ di Radio Tempi, Beppe Grillo parla come un brigatista anni 70 che incita all’odio e alla violenza. Il suo consiglio per il comico è quello di trasformarsi in politico, dire quello che vuole a titolo gratuito nelle piazze – come lui predica per gli altri politici – e smettere di fare business con gli spettacoli/comizi. Per il direttore commette reato più Grillo con le sue affermazioni che Bisignani con le sue intercettazioni. Incalza ulteriormente Liguori: «Se fossi parte del sindacato dei poliziotti, in modo civile e composto bloccherei con una manifestazione gli spettacoli a pagamento di Grillo»”.

Ora, che uno come Liguori (già conosciuto col nomignolo di “straccio” ai tempi in cui frequentava assiduamente il gruppo di “lotta continua”) si erga a censore di Grillo, puzza quantomeno di bruciato, visto le aderenze del direttore del Tgcom con il gruppo di cui è proprietario il presidente del consiglio italiano. Peggio ancora, però, è che chieda alla polizia di intervenire e bloccare gli spettacoli del comico genovese, a suo dire colpevole di “fare business con spettacoli-comizi”. E dove starebbe il problema?

Chioserei questa breve nota con due conclusioni:

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1-Liguori è uno di quelli che passa per un esponente liberale del mondo intellettuale italiano. Ecco, dunque, l’ennesima prova di quanto siano messe male certe idee in questo paese. Grillo ha il diritto di dire ciò che vuole, e su questo sito è stato difeso tale diritto anchequando è stato scagionato Geert Wilders.

2-Liguori, simpatizzante del Pdl, chiede che venga proibito a Grillo di esibirsi in pubblico. Nulla è più illiberale di una tale proposta, a Cuba accadono cose di questo genere. E per forza poi sull’altro fronte c’è chi si mette a strillare al “regime berlusconiano”.

Poveri noi libertari, sempre schiacciati tra l’incudine e il martello degli opposti statalismi.

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Showing 35 comments
  • Leonardo Facco
    Rispondi

    ecco le consuguenze demenziali: Verona mozione PDL: “Beppe Grillo – divieto di concessione spazi e permessi” – FIRMATA PARTITO DELLA LIBERTA

    • andrea
      Rispondi

      E perché non si dovrebbe negare lo spazio a Grillo? Si nega lo spazio a tante persone che hanno molti meno mezzi, e cose molto più interessanti da dire, Grillo di spazio per ripetere le sue stronzate ne ha già troppo!

      • Leonardo Facco
        Rispondi

        perchè è illiberale e il fatto che lo si neghi ad altri significa che anche in quel caso il fatto va pesantemente denunciato

        • andrea
          Rispondi

          Eh no, io non ci vedo proprio nulla di illiberale, la città di Verona non è proprietà privata di Beppe Grillo, e quindi chi amministra quella città ha tutto il diritto di negare lo spazio a Grillo, magari in favore di altri artisti meno conosciuti di quel vecchio cialtrone di Grillo.

          • Leonardo Facco

            Sei un po’ confuso!!! Verona non è una città privata!

  • Matteo Incerti
    Rispondi

    NOTARE CHE GIA’ DA DOMENICA SERA ERA TUTTO SMENTITO IN RETE ED I GIORNALI QUINDI IL MARTEDI E LUNEDI POMERIGGIO SI SONO INVENTATI UN “DIETROFRONT” DI GRILLO SU COSE GIA’ SMENTITE O MAI DETTE IN QUEI TERMINI.

    I FATTI

    Le prove sono tutte in rete.

    a)Alle 21:33 di domenica 3 luglio Grillo scriveva sul suo blog nel posto “Ich bin Valsusiner”) (http://www.beppegrillo.it/2011/07/ich_bin_valsusiner.html ) “Io non ho mai chiamato eroi i black block (che spero siano arrestati per vedere chi realmente sono), ma ho chiamato eroi i valsusini che si oppongono pacificamente all’inutile distruzione della loro valle”.

    Questa smentita ufficiale già arrivata domenica sera non è stata resa nota da alcuna tv o quotidiano nazionale ed il lunedì mattina tutti hanno letto o sentito “Grillo innegga ai violenti, tutti eroi”.

    b)La seconda smentita alle notizie false diffuse e alimentate arriva sempre dal blog di Grillo dove il lunedì mattina visti le false informazioni diffuse ha ritornato a ribadire alle 8:09 nel post “Nebbia in Val di Susa” (http://www.beppegrillo.it/2011/07/nebbia_in_val_d.html) si leggeva :

    “Ieri in Val di Susa c’era la nebbia. Non era solo quella dei fumogeni. Era la nebbia della disinformazione. Oggi sono additato dai media di Stato (se un giornale è pagato con finanziamenti pubblici diretti o indiretti è, per definizione, un giornale di Stato) come fomentatore di violenti. Questo non è assolutamente vero. Ieri ho chiamato eroi i valsusini che manifestavano pacificamente, come fanno da anni, per il loro territorio. Sono il primo a condannare e a voler sapere chi sono i black bloc annunciati dai media da giorni. Li trovino, li arrestino”.

    Su questa notizia ignorando quella della sera precedente i media di Stato ed assistiti dallo Stato hanno dichiarato “dietrofront di Grillo”…

    c) Ma ancora più eloquente e che smonta tutte le accuse false è il video del blogger Luca Messola-Byoblu (http://youtu.be/Z4LtbUq0SP4 ) GIRATO DOMENICA 3 LUGLIO dove si vede Grillo domenica pomeriggio levare la parola ad un cittadino agitato con bottiglia di birra in mano che inneggiava a recarsi sul posto degli scontri dichiarando “queste cose fanno più male che bene ai movimenti” e poi rivolto ad un altro che chiedeva di tirare merda ai poliziotti (lo stesso sisso ricordiamo lanciato dai Cobas dei Latte leghisti anni fa contro la polizia oggi comandata da Maroni…) “no, non dobbiamo tirare un bel niente”, “bisogna trovare strade diverse”.

    Altro che violenza! Uno puo’ detestare Grillo, ma prove alla mano non solo non ha mai difeso i black bloc, anzi, ma ha smorzato gli animi.

  • andrea
    Rispondi

    “Verona non è una città privata”

    Appunto, quindi spetta all’amministrazione comunale decidere a chi concedere gli spazi pubblici per fare spettacoli o comizi, se a Grillo non glielo concedono più non c’è nulla di illiberale, visto che non esiste per nessuno il diritto ad avere una concessione dello spazio pubblico, per scopi personali.

    Se vietassero a Grillo di esibirsi in uno spazio privato sarebbe illiberale, ma il buffone genovese non ha nessun diritto ad avere la piazza a sua disposizione, per fare i comodi suoi. Gliela possono concedere, non concedere, ma non è un diritto!

    • Rodolfo
      Rispondi

      …i comodi suoi???? Andrea, mi sembra che tu non hai proprio le idee chiare! Le città sono di tutti e chiunque può se vuole fare richiesta di spazio x fare ciò che vuole nel rispetto degli altri. Ti ricordo che la gente che va a vedere Beppe grillo PAGA e non é costretta con le armi ergo in qualche modo da un servizio alle persone…..tanto più che i suo spettacoli sono sempre full…..
      Direi, anzi! Pensare che uno stronzetto di sindaco si può permettere di bloccare eventuali show di chicchessia solo xchè il pensiero di chicchessia non conbacia con quello dello stronzetto sindaco MI FA alquanto incazzare…..
      Questi non hanno capito che sono loro al nostro servizio e non noi al loro.

  • marcopedroni
    Rispondi

    Per la morale libertaria, tutti hanno il diritto di dire ciò che pensano purché non facciano del male al prossimo.

    • andrea
      Rispondi

      E infatti nessuno vieta a Grillo di parlare, ma non ha il diritto ad avere in concessione tutti gli spazi pubblici che vuole. Se vuole fare spettacoli, li faccia in spazi privati

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    Inutile, se non capisci non insisto!

    • andrea
      Rispondi

      Ho capito benissimo cosa vuoi dire, ma non sono d’accordo, abbiamo 2 concezioni diverse della censura. Secondo te c’è censura anche se non si concede uno spazio pubblico a un artista, secondo me no, visto che l’autorizzazione non spetta di diritto a chiunque

      • domenico
        Rispondi

        @andrea
        L’amministratore della città non dovrebbe comunque avere lui il diritto di decidere chi può fare il comizio in piazza e chi no.
        Più che dire che Verona non è proprietà di Beppe Grillo avresti dovuto dire: Verona non è proprietà di nessuno. Se poi Grillo col suo discorso infastidisce i Veronesi che siano loro a fischiargli contro. E’ così che il mercato decide chi alla fine avrà la meglio nei discorsi di piazza, ma non con l’amministratore che decide lui chi ci può andare e chi no.
        Quindi se sei un vero libertario dovresti essere contro ogni forma di divieto a qualcosa di non violento proveniente dalle autorità.

      • Rodolfo
        Rispondi

        …appunto Andrea…vatti a leggere sul vocabolario ” spazio pubblico” e “spazio privato” poi ne riparliamo……..

        • andrea
          Rispondi

          Spazio pubblico,non significa spazio in cui ognuno può fare il cazzo che vuole, quindi Grillo non ha nessun diritto di fare comizi e spettacoli sul suolo pubblico!
          INUTILE CHE TI ARRAMPICHI SUGLI SPECCHI

          • Giorgio Fidenato

            Per un libertario non esiste proprietà pubblica e proprietà privata. Esiste, casomai proprietà privata e proprietà condominiale la quale è una variante della proprietà privata in senso stretto (cioè proprietà di una sola persona)

          • leonardofaccoeditore

            CHIARIMENTO SOSTANZIALE!

  • Rodolfo
    Rispondi

    …..comunque senza offesa ma mi convinco sempre di più che l’Italia va male anche per persone che la pensano come te…….senza offesa….

    • andrea
      Rispondi

      Invece secondo me l’italia va male anche per i cretini che si stracciano le vesti per ciarlatani da 4 soldi come Grillo.
      E se ti offendi, non mi frega nulla!

  • serpe
    Rispondi

    Che bel siparietto libertario tra libertari……..fin troppo facile dire che non è possibile che andiate da nessuna parte….

  • Massimo74
    Rispondi

    @serpe
    Intanto stiamo vedendo dove stiamo andando col sistema attuale e cioè nel baratro sommersi da una montagna di debiti.Comunque è totalmente inutile fare paragoni impropri come i tuoi e decontestualizzare le cose.Attualmente non viviamo in una società libertaria,ma in una socialdemocrazia dirigista e statalista che viola il principio della non aggressione e pertanto non si può affermare come fai tu che i libertari non sono in grado di autogovernarsi.
    Guardati l’esempio delle citta private americane per farti un’idea di come dovrebbe funzionare una società libertaria dove si aderisce alle regole su base contrattuale.

  • serpe
    Rispondi

    ma che c’entra tutto ‘sto discorso…..so benissimo che l’attuale sistema economico fa schifo…io mi riferivo al dibattito tra il direttore e andrea…
    Non avete una teoria coerente e si vede!
    Sfido chiunque a postare interventi che illustrino come dovrebbe essere trattato il “collettivo” in un ipotetico sistema libertario. La logica che seguite zoppica e le contraddizioni abbondano.

    • andrea
      Rispondi

      Io non ho contraddizioni, per me è chiarissimo che non dare la concessione ad usare gli spazi pubblici per fare spettacoli, non c’entra nulla con la censura.
      Poter usare una piazza per finalità private, non è un diritto,ma una concessione,quindi anche se Grillo fosse escluso da tutte le piazze d’Italia, dal mio punto di vista, NON CI SAREBBE NESSUNA CENSURA.
      Proprio perché la piazza è uno luogo pubblico, darla in concessione a un artista, priva del normale utilizzo il resto dei cittadini, e quindi escludere un imbonitore rompicazzo dalla concessione dei luoghi pubblici è un diritto della cittadinanza!

      Ma forse io, anche se condivido alcune idee liberali, non sono libertario… se essere libertari significa stracciarsi le vesti affinché un fastidioso imbonitore possa occupare una piazza per fare i porci comodi suoi, di sicuro non lo sono!

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        ANDREA, L’UNICA COSA CHE HAI CHIARA – E SI NOTA – E’ L’ENORME CONFUSIONE CHE HAI IN TESTA, NELLE PRIME DUE RIGHE DI QUESTO TUO POST DICI UNA CORBELLERIA SENZA EGUALI, MA NON PERDO TEMPO A SPIEGARTELO, DATO CHE NON VUOI CAPIRLO. CHIUSO IL DISCORSO!

        • andrea
          Rispondi

          abbiamo solo 2 punti di vista diversi, tutto qui.

      • Koso
        Rispondi

        Per quanto Grillo possa stare sulle balle (tra cui io), non concedere lo spazio per una manifestazione pacifica è una censura. Però se gli abitanti della piazza, o di Verona in generale fossero andati a manifestare davanti al municipio al grido “Non vogliamo quel cazzone di Grillo fare comizi nella nostra piazza” e di conseguenza il sindaco avesse vietato il comizio, non ci sarebbe stata censura. Ma la decisione è stata partorita dal sindaco che in quanto politico pappone, gli danno fastidio alcune cose che dice Grillo.

        • andrea
          Rispondi

          La censura o c’è o non c’è, non dipende da chi decide!

          Siccome la piazza e pubblica, esiste il sacrosanto diritto di escludere, e Grillo ha fin troppi canali per esprimere le sue stronzate, NON C’E’ NESSUNA CENSURA

          • maschile individuale

            il fatto che esista una lacuna nella legge per cui il sindaco può non concedere un permesso arbitrariamento non rende tale comportamento libertario.
            un liberale tenderebbe a dare spazio a tutti compatibilmente con esigenze amministrative.
            Grillo non guida un gruppo di vandali che deturperebbe la città(anzi nel loro precedente raduno si sono organizzati per un impatto minimo sul territorio) ed ha un partito di livello nazionale
            quindi non vi sono motivi per non dare il suolo pubblico per una manifestazione politica/artistica.

            il fatto che non si dia licenza a grillo significa soltanto che in alcuni settori che pescano voti nell’anti statalismo e nella voglia di buttare giù il sistema geronto-partitocratico , grillo è un concorrente. ci sono tanti giovani a partita iva che votano e si impegnano con grillo ad esempio, specie nel nord.
            non credo che sia un caso il flop della lega a queste elezioni proprio in concomitanza di un’espansione del movimento grillino.
            cmq, non concedere spazi per un comizio/spettacolo è un errore strategico perchè grillo lo spazio lo trova comunque su suolo privato però può presentarsi come vittima del potere , magari ottenendo anche più pubblico per l’evento

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Prima di sfidare STUDIAAAAAAAAAAAAA!

      • andrea
        Rispondi

        Io ho detto solo la mia, non sfido nessuno!

        • Rodolfo
          Rispondi

          …..e sei libero di dirla.
          Domandati pero come mai non c’e nessuno qui dentro che concorda con quello che dici. Credo che come al solito siccome Beppe grillo ti sta un poco sulle p… la tua visione delle cose in merito ti abbia un po annebbiato le idee togliendoti l’obbiettivita

  • André
    Rispondi

    Tutto sommato è vero – il fatto che sia necessaria un’autorizzazione per l’occupazione temporanea del suolo pubblico, indica che non è un diritto per tutti. Se così fosse, l’autorizzazione non sarebbe necessaria – basterebbe pagare. Ogni Comune infatti ha il suo bel regolamento sull’occupazione di suolo pubblico per manifestazioni artistiche, politiche, raccolta firme, e via discorrendo. Se la manifestazione presumibilmente crea rischi per la pubblica sicurezza – il Comune, motivando il diniego, può rifiutarsi da concedere lo spazio a chicchessia.

    Detto questo – è OVVIO per chiunque non abbia manie autoritarie che non si può negare il diritto a fare un comizio perché chi viene a parlare dice cazzate. Saranno anche deliri senza capo ne coda – non è compito del Comune sindacare sul contenuto dei discorsi che si faranno. E nemmeno dei cittadini (come invece qualcuno suggeriva). Tutti sono liberi di venire a fischiare – ma non di far sgombrare il gazebo o di rendere impossibile la manifestazione. Punto. E c’è poco da discutere. Perché oggi tocca a Grillo che anch’io trovo insopportabile – ma domani può toccare a qualcun’altro. E dopodomani a qualcun’altro ancora. E si va a finire su una brutta china.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Esatto André, quello che tu hai scritto corrisponde alla questione che abbiamo qui dibattuto

  • Alessandro
    Rispondi

    riprendo questo post relativamente datato che non avevo notato e che dopo la lettura dei commenti mi ha sorpreso ex parte libertaria… non tanto sullo slogan ‘ognuno ha il diritto di esprimere ciò che vuole.. anche Beppe Grillo, a meno che non nuoccia a qualcuno’. Ora ‘nuocere’ dovrebbe stare per ‘nuocere materialmente’: perché? Perché trovandoci in un contesto pubblico di proprietà vale ciò che per default dovrebbe valere nel rapporto (privato) interproprietario: il cosiddetto divieto di atti emulativi e di immissioni provenienti da una proprietà a nocumento di un’altra. Ovviamente nei rapporti intraproprietari non vale il default ma vale in teoria la volontà autonoma del dominus, al netto dei diritti individuali della persona, volontà che potrebbe investire anche divieti morali supererogatori, etc, o all’opposto ammettere azioni (materiali) che all’esterno sarebbero ritenute comunemente moleste. Per tornare al problema dei comizi, e dei vari spettacoli-concerti che tra l’altro seguono sempre ai comizi à la Grillo (quando finisce, lui se ne va al ristorante e la piazza viene lasciata a qualche gruppo musicale sodale), in spazio pubblico comunale, un problema, aldilà di quelli che ho qui letto, grande come una casa c’è e eccome, solo che i semplici avventori privati partecipanti e ovviamente gli amministratori locali autorizzanti (per motivi ben diversi dai primi) se ne dimenticano. Come ci dimentichiamo che tale autorizzazione preventiva piuttosto che essere una ulteriore estrinsecazione leviatana è invece la pallida eco dei diritti individuali, compreso quello di proprietà, dei privati in una situazione ideale di libertà (e ciò, a prescindere dall’uso effettivo da parte del pubblico di un tale strumento). Il problema in oggetto, invece e venendo al punto, si chiama inquinamento acustico, ed è più insidioso, e odioso, di quello tipico del vicino di casa o di una attività lavorativa in un edificio prossimo al proprio, tutti più o meno risolvibili al limite in una giurisdizione civile (privata). E, moralmente, anche più del caso dell’aeroporto: anch’esso spesso debitamente autorizzato d’imperio dalle amministrazioni pubbliche locali, e quindi non risolvibile facilmente in un’aula di tribunale civile, ma almeno in nome di un bene “pubblico” come il trasporto. Il nostro caso ha invece motivi prettamente voluttuari e di mero interesse di relativamente pochi interessati. I residenti, proprietari o meri locatari, veri contribuenti netti della zona interessata, invece si debbono sorbire lo “scarico” di musica e parole indesiderata, con in più l’indotto del frastuono e della sporcizia causata dal raduno. In nome del diritto di parola?: ma è questo che dicono i politici e gli amministratori locali, mentre danno l’ennesima (lucrosa, tra l’altro, in termini di denaro e di consenso) autorizzazione, spesso in spregio alla legge quadro e a quelle locali in materia di rumore..

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