In Anti & Politica, Economia, Esteri, Primo Piano

DI LUIGI CORTINOVIS

Non c’è peggior elemento di colui che, a fronte di un errore, una gaffe, un problema al quale non è in grado di dare una risposta s’inventa immediatamente un “capro espiatorio”, qualcuno o qualcosa a cui affibbiare ogni colpa. L’Italia, paese di questuanti e traditori, ha nel suo dna questa caratteristica.

Da stamane, ad esempio, il crollo di borsa di ieri – che ha visto le banche italiane precipitare pesantemente – tutti i media additano Moody’s (e le altre due agenzie di rating) di essere le colpevoli del baratro economico di fronte al quale la “terra dei Pulcinella” si trova di fronte. Gran parte dei politici intervistati ha pronunciato e pronuncia le seguenti parole: “Queste agenzie sono composte da persone che non sono state elette da nessuno, che non hanno un mandato popolare e i loro giudizi sono dunque inattendibili”. La casta è davvero patetica, senza ritegno alcuno! In Europa non va meglio e al declassamento dei titoli di Stato portoghesi al livello di spazzatura, ecco piovere le saette dei sicofanti statalisti: «In assenza di fatti nuovi sull’economia portoghese che potrebbero giustificare la nuova valutazione, le decisioni di ieri di un’agenzia di rating non danno maggiore chiarezza, anzi aggiungono un elemento speculativo alla situazione», ha affermato con forza da Strasburgo il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso (altro reduce del maoismo). Da Bruxelles il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, ha rincarato la dose: «La decisione di Moody’s sul Portogallo, che ci risulta particolarmente sgradita ed eccessiva, è basata su uno scenario ipotetico e non sull’analisi economica che la Ue e le altre istituzioni fanno puntualmente», ha detto. Come se la Ue fosse un oracolo di saggezza! Drastico il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che chiede di «rompere l’oligopolio delle tre agenzie Usa di rating e metter fine al loro dominio sui mercati».

Al coro contro le agenzie di rating si sono Angela Merkel e banchieri come Corrado Passera che hanno proposto l’ennesima soluzione politica: «Dar vita ad un’agenzia del rating europea per superare lo strapotere americano sul settore», come se la mano della politica fosse un toccasana per i conti e i debiti sovrani di paesi al collasso come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia.

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A giorni, avremo modo di commentare il libro “la tragedia dell’euro”, così da permettervi di prendere ancor più coscienza del fatto che il leviatano europeo e le libertà individuali risultano assolutamente incompatibili.

Nel frattempo non facciamoci ingannare, evitiamo di credere che Moody’s sia la colpevole delle malefatte di una casta di euro-parassiti!

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Showing 20 comments
  • Caber
    Rispondi

    ma soprattutto

    considerato che il principale asset di una agenzia di rating è la credibilità…

    chi crederebbe ad una agenzia di rating, creata e guidata da politici che dovrebbe dare giudizi sull’operato degli stessi politici?

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      SOTTOSCRIVO

    • andrea
      Rispondi

      E queste società come Moody’s che credibilità hanno?sei proprio tanto sicuro che ne abbiano più dei politici?
      La mega truffa di Parmalat è avvenuta proprio grazie a questi cialtroni del rating, che secondo me hanno molto più interesse a influenzare il mercato e fare insider trading, piuttosto che a dare valutazioni serie e affidabili!

  • Koso
    Rispondi

    Per non avere problemi con queste agenzie, la soluzione, non è crearne un altra europea. Se poi la proposta fosse un agenzia europea pubblica, rasenteremmo la follia e il ridicolo, e non devo spiegare il perché. Ma bisogna che i vari stati eureopei tra cui l’italia diano un grande taglio alla spesa pubblica, così queste agenzie non gli romperebbero più i coglioni, l’unica soluzione è questa e lo sanno bene.

  • zenzero
    Rispondi

    La truffa parmalat è causata dalla falsificszione di dati e conti delle banche, non dire cazzate

    • andrea
      Rispondi

      “La truffa parmalat è causata dalla falsificszione di dati e conti delle banche”

      Certo, ma se un’agenzia di rating non sente la puzza di bruciato, e ha dato alla Parmalat un rating elevato, significa o che sono incompetenti e non sanno fare il loro lavoro, o che operano in cattiva fede!

      P. S. A volte i libertari mi sembrano davvero accecati dall’ideologia, come i comunisti socialisti vedono sempre il privato come malvagio, e lo Stato come perfetto, così per i libertari lo stato qualsiasi cosa faccia è sempre peggio del demonio, mentre i privati(anche quando fanno colossali porcate), sono sempre immacolati e detentori del BENE SUPREMO!:-)

  • Caber
    Rispondi

    non è compito delle agenzie di rating individuare truffe contabili, per quello ci sono le società di revisione, collegio sindacale e pure lo Stato (figuriamoci se non si prende anche questo compito).

    le società di rating danno un semplice parere sull’affidabilità, sta poi alla gente credere o meno a questo parere…

    oltretutto non penso che ci facciano grandi giri di insider trading alle spalle, l’attività di rating è talmente profittevole che non val la pena rischiare la gallina dalle uova d’oro…

  • Roberto F
    Rispondi

    Premessa la truffa colossale del sistema fiat money e dei debiti degli statia a danno di tutti, le agenzie di rating (parte integrante del sistema) non fanno bene il proprio lavoro, credo volontariamente, insomma sono in malafede..
    Questo non tanto per i giudizi verso i paesi “eurofalliti”, ma per la imparzialità evidente verso le banche e il sitema americano.
    Ormai il fallimento di molti paesi e banche grandi e piccoli è sempre più vicino, la differenza sta nel prezzo da pagare, ma non è solo questo il motivo, l’altro motivo principale secondo me è, quale moneta debba funzionare da riserva internazionale per gli scambi, l’euro è uno dei candidati a danno del dollaro.
    Da qui la guerra finanziaria in corso anche con le agenzie di rating per indebolire l’euro e non danneggiare oltremodo il dollaro.
    Bho magari mi sbaglio.
    @Andrea io sono, o penso di essere un libertario, se vedo la “malparata” di un privato non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo, nell’articolo si parla di “capro espiatorio”, e sono totalmente daccordo, nello stesso tempo vedo la malafede di queste agenzie “private”, tra virgolette anche le bc dovrebbero essere organi privati, sulla carta lo possono anche essere, ma i fatti poi dimostrano quanto siano legate con gli stati…….

    • andrea
      Rispondi

      Ok, allora chiedo scusa per aver generalizzato, diciamo che ho l’impressione che alcuni libertari tendono a vedere soprattutto la merda della stato, e sembrano più indulgenti verso quella dei privati. Mentre per me la merda è merda, e ha sempre la stessa puzza!

  • Caber
    Rispondi

    tra l’altro dovreste tutti quanti ben sapere come diventa problematico in un sistema in cui la distorsione di Stato dell’economia è la norma quanto sia difficile fare previsioni (perchè prevedere le volonta del regolatore è difficilotto).

    Perchè lehman ha avuto valutazioni elevatissime fino a poco prima del crac?
    Perchè indubbiamente l’aspettativa anche delle società di rating era che sarebbe stata salvata dal governo americano (come accaduto a B.Stearns).
    Perchè gli stati europei PIIGs hanno avuto (e hanno tutt’ora) valutazioni così elevate? perchè ci si aspetta che vengano salvati, e non solo dalla UE, ma da un po’ tutto il mondo (Cina compresa).
    Perchè ci sono delle riduzioni di rating in momenti già problematici? Perchè mentre ci si aspetta che essi vengano salvati dei nuovi shock dimostrano sempre più come tali salvataggi siano costosi e di improbabile riuscita.

  • André
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    Ma stiamo parlando della stessa Moddy che dava la tripla alla Lehman il giorno prima del crack?

    Non stiamo parlando di agenzie private in senso tecnico. Anzitutto parte del Queste agenzie di rating sono talmente regolamentate e legate a doppio filo al potere politico – da non costituire in alcun modo un operatore di mercato. Chiedetevi anzitutto – chi le finanzia? C’è qualche soldino pubblico in mezzo? Chiedevi inoltre – posso io con un paio di amici aprire un’agenzia di rating? Scoprirete delle belle cose. Un agenzia di rating normale – si farebbe pagare delle società quotate che vogliono certificare la solidità delle azioni che mettono in vendita. Al massimo potrebbe essere finanziata in parte con il contributo volontario di associazioni di investitori e consumatori. Se perde credibilità – chiude. Domanda da un milione di euro – perché, dopo tutti gli errori che hanno fatto, non hanno ancora chiuso? Dopo tutto sono le società quotate che pagano le agenzie, no?

    Qui parliamo di roba diversa. A partire dalla crisi del ventinove – le agenzie di rating si sono trasformate in una sorta di prolungamento dei regolatori dei mercati. Tanto è vero che i reguisiti per diventare un’agenzia di rating sono sostanzialmente la certificazione dell’oligopolio delle tre maggiori (vedi Frank Partnoy). Regolamento su regolamento – oggi un’agenzia di rating ha talmente tanti lacci burocratici da essere solo una marionetta in mano alle autorità finanziarie. Chiaramente se i fini politici della finanza americana sono in conflitto con quelli europei – pensate che S&P ci pensi due volte a sbattere un “junk” davanti al debito portoghese? Per quello i politici europei s’innervosicono. Piacerebbe anche a loro fare giochetti simili. Ma non è che perché i politici europei sono farabutti, in america è tutto molto meglio…

  • Roberto F
    Rispondi

    Andrea, lo stato è l’escremento per eccellenza.
    Il privato truffatore e ladro in un sistema senza stato non avrebbe la vita facile, lo so che per molti non è facile capirlo, in Itaglia poi peggio che altrove.
    E’ talmente evidente che il sistema democratico denominato stato è corrotto dalla testa ai piedi, è irrecuperabile, ma la cosa peggiore è che troppa persone, nonostante le evidenti azioni a danno della comunità, continuano a dargli fiducia.

    • andrea
      Rispondi

      “Il privato truffatore e ladro in un sistema senza stato non avrebbe la vita facile, lo so che per molti non è facile capirlo, in Itaglia poi peggio che altrove.”

      Senza stato non esisterebbe nessun sistema economico, ci sarebbe al massimo un’economia di sussistenza basata sul baratto. Il capitalismo esiste solo ed esclusivamente grazie allo stato, quindi certo, senza economia di mercato sarebbe impossibile fare frodi finanziarie, perché la finanza NON ESISTEREBBE!

    • andrea
      Rispondi

      Siamo realisti, un capitalismo senza stato non s’è mai visto, non è mai esistito, è solo fantasia, anche se lo stato si facesse da parte, verrebbe rimpiazzato da organizzazioni simil-statali anche peggiori, come la mafia.

      Piuttosto lo stato è responsabile, quando non controlla, o quando controlla male e fa leggi sbagliate e ingiuste. Se lo stato facesse leggi chiare e severe, e infliggesse punizioni dure o durissime, i privati truffatori non avrebbero certo vita facile!

  • Koso
    Rispondi

    Indubbiamente le agenzie di rating non sono il padre eterno, e lasciano perplesso anche me. Ed è altrettanto vero che hanno la mano più pesante con i paesi europei e più morbida con gli USA. Ed i motivi li ha detti Roberto. Però ci dimentichiamo una cosa, gli USA stanno messi male, e hanno degli stati semi-falliti, e forse meriterebbe un declassamento (non lo so), però gli stati uniti sono un unico stato, con un unico debito. Questa situazione, potrebbe essere una scusa per preparare l’opinione pubblica sulla necessità di creare gli Stati Uniti d’Europa, con un’unico debito (Tremonti-Juncker), e con un’agenzia pubblica di rating (per la gioia dei politici) per limitare l’egemonia usa-dollaro. Comunque per fare questo ci vuole tempo e comunque non credo (almeno lo spero) che si realizzi. L’altra sarebbe tagliare pesantemente la spesa dei vari paesi (anche questa improbabile). L’altra, la più probabile è aspettare che passi la “tempesta”. La Grecia è ormai fallita, e se fosse soltanto lei a fallire, ci sono delle possibilità che l’euro regga, e forse agli altri paesi possono bastare delle manovre all’italiana per placare il mercato. Ma se non dovesse andare così con il contagio di vari paesi o con il fallimento di paesi economicamente più rilevanti (Spagna o Italia) l’euro è destinato ad implodere.

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    La colpa non è delle agenzie di rating, ma della cattiva politica!!!

    http://www.linkiesta.it/la-colpa-non-e-delle-agenzie-di-rating-ma-della-cattiva-politica

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