In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Innanzitutto crediamo che sia necessario capovolgere l’agenda della Bce: la priorità dovrebbe essere la crescita e solo secondariamente l’inflazione. In un momento in cui a livello fiscale è già in corso una politica restrittiva la politica monetaria dovrebbe rimanere espansiva e mirare alla crescita della domanda interna. A tale scopo, la Bce dovrebbe considerare l’opportunità di varare un piano di quantitative easing impegnandosi ad acquistare un ampio controvalore di titoli di Stato europei, in proporzione al Pil dei diversi Paesi; una tale manovra aiuterebbe senz’altro a ridurre gli spread dell’area, facilitando ulteriormente l’uscita dalla crisi.” (A. Guzzini)

Ho letto per caso un’intervista a questo Alessandro Guzzini, che è amministratore delegato di FinLabo Sim (da profano dell’editoria e del giornalismo, mi sono fatto l’idea che talvolta ci sia chi paga per farsi intervistare, al posto di mettere un’inserzione pubblicitaria).

Qualcuno potrebbe notare che le parole che ho riportato non contengo nulla di originale, essendo molti i sostenitori più o meno autorevoli del quantitative easing (ossia dell’acquisto di titoli di Stato mediante creazione di moneta) da parte della Bce. In effetti è vero, e non intendo in questa sede ripetere critiche a queste politiche che ho già argomentato in altre circostanze.

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Al di là del fatto che trovo deleterio il quantitative easing, mi piacerebbe almeno che chi lo sostiene avesse la premura di ragionare, prima di parlare. Mi pare, infatti, che ciò non sempre avvenga. Prendiamo il caso di questo Guzzini, che auspica un programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce “in proporzione al Pil dei diversi Paesi”. A suo dire, un programma del genere “aiuterebbe senz’altro a ridurre gli spread dell’area, facilitando ulteriormente l’uscita dalla crisi”.

A parte il fatto che già da un anno la Bce compra titoli di Stato dei Paesi periferici (anche se in quantità ritenute ovviamente troppo limitate dai fautori del QE) e li accetta a collaterale dei finanziamenti concessi alle banche anche in deroga alle proprie regole senza che la situazione sia migliorata, a me pare che i numeri smentiscano Guzzini. Se la Bce comprasse i titoli di Stato di tutti i Paesi dell’area euro in proporzione al loro Pil, gli effetti sarebbero tanto minori quanto maggiore è il debito dei singoli Paesi in rapporto al Pil. Inoltre dal QE dovrebbe essere esclusa la Germania, altrimenti ben difficilmente potrebbero ridursi gli spread degli altri titoli verso i Bund tedeschi. Ma Guzzini non ha parlato di una esclusione della Germania dalla manovra. In ogni caso, c’è da dubitare che la Germania, che è di fatto l’azionista di maggioranza della Bce, approverebbe (almeno per ora) un programma del genere.

Insomma: questa del quantitative easing all’europea mi sembra l’ennesima proposta volta a trovare una scorciatoia inflazionistica per cercare di alleviare il peso del debito. Si comprerebbe un po’ di tempo, ma il conto finale sarebbe molto probabilmente più salato.

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Mostrati 3 commenti
  • Francesco
    Rispondi

    sta gente davvero paga per farsi intervistare. incredibile. a volte penso che far leggere la tragedia dell’euro a sta gente sia inutile… e infatti non la comprano… forse il contenuto di un libro del genere gli entrerebbe meglio in testa tirandogli il libro dritto tra gli occhi.

  • Stefano
    Rispondi

    E ce l’avete su con questi bravi ragazzi del QE!
    Non vedete che stanno solo facendo la supercazzola? Prematurata, ovviamente.
    Basta soffermarsi un attimo su quello che dice e anche uno che minimamente sappia di cosa sta parlando ‘sto zuzzurellone subito si renderebbe conto che è meglio berseli tutti al bar piuttosto che affidargli anche solo 100 euri.

    @Francesco: ne ho appena comprate tre copie, e spero ne sia valsa la pena. Perché ti assicuro che a certa gente è più facile mettergliela in quel posto che fargliela entrare in testa.

  • Francesco
    Rispondi

    grazie stefano, partono più tardi. e speriamo che ti arrivino presto. poste itagliane sono un disastro di sti tempi… addirittura in alcune città mancano i postini, non arriva niente, la gente deve andarsi a prendere la corrispondenza all’ufficio postale! un bel QE anche per le poste itagliane dai!!

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