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DI MATTEO CORSINI

“Vi hanno fatto ricorso tutti i riformatori, quanti professavano idee democratiche. Ve n’è un cenno nell’invocazione a “rimettere i debiti” contenuta nel Padre Nostro. Dopo tutto, si tratta di un modo per redistribuire il reddito.” (L. Canfora)

Luciano Canfora stava parlando della situazione della Grecia, e ha argomentato a favore della remissione del debito ellenico, sostenendo che a provvedimenti del genere “hanno fatto ricorso tutti i riformatori, quanti professavano idee democratiche”.

Cosa ci sia di democratico nell’imporre a qualcuno di subire una perdita per alleviare le sofferenze di chi ha volontariamente contratto un debito divenuto eccessivo, francamente mi sfugge. Io ritengo che debba essere il creditore, se lo ritiene opportuno (o inevitabile, a fronte dell’insolvenza del debitore), a rinunciare in tutto o in parte al proprio diritto alla restituzione delle somme prestate. L’imposizione della rinuncia da parte di un terzo (ad esempio, lo Stato) è una violazione del diritto di proprietà a mio parere inaccettabile, al pari di ogni altra forma di redistribuzione coercitiva dei redditi. La quale, al contrario, pare essere considerata da Canfora come un punto essenziale della democrazia.

Nel caso della Grecia, a maggior ragione, l’insolvenza deriva da anni di accumulazione di debiti tenuta occulta mediante falsificazione dei bilanci dello Stato. Per anni, in sostanza, i governi greci hanno comprato consenso politico (il 40% degli occupati lavora per lo Stato) facendo debito e dando a intendere ai creditori che i conti erano meglio di quanto fossero realmente. Non siamo di fronte, quindi, a un debitore in buona fede che si trova in difficoltà, ma a dei veri e propri impostori.

Se tutto questo non bastasse, Canfora cita poi a sproposito il Padre Nostro, dandone un’interpretazione che a me pare del tutto fuorviante. Nel Padre Nostro è il cristiano che, rivolgendosi a Dio, dice “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Posto che i debiti in questo caso hanno un significato molto più ampio rispetto a quello riconducibile ai soli prestiti di denaro, i cristiani chiedono la remissione dei debiti, impegnandosi a loro volta a fare lo stesso con i loro debitori. Ma non vi è alcuna imposizione.

Va detto che questa interpretazione fuorviante non la si sente divulgare solo da un filologo di idee comuniste come Canfora, bensì (purtroppo) anche da tanti preti, che pare non colgano la distinzione tra l’insegnamento di Gesù – un insegnamento che non mi pare invochi alcuna coercizione – e il perseguimento di una loro idea di giustizia redistributiva tramite l’intervento coercitivo da parte dello Stato.

Il fatto è che, a mio parere, la solidarietà imposta con la forza, oltre a essere inaccettabile per un libertario, è del tutto in antitesi con l’essenza del cristianesimo.

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Showing 10 comments
  • zenzero
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    Grande pezzo

  • zenzero
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    Grande pezzo!

  • andrea
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    Non sono d’accordo con l’articolo, se uno investe male il proprio denaro, facendo credito a un soggetto, o a uno stato inaffidabile(come la Grecia), è naturale e inevitabile che se lo prenda in culo, e rimanga fregato.
    La giustizia non c’entra nulla, è una “legge” economica inevitabile, e se vogliamo tirare in ballo la giustizia, non è nemmeno giusto che a pagare siano i giovani, le nuove generazioni, che non hanno “mangiato” e avuto nessun beneficio dal debito greco!

    • Matteo C.
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      Ho la sensazione che Andrea abbia letto troppo in fretta il pezzo. Non ho parlato di giustizia, ho anzi scritto che sono contrario a ogni remissione del debito imposta. Ho anche scritto che i governi greci sono stati impostori.
      Dunque non capisco le sue critiche.

      • andrea
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        “ho anzi scritto che sono contrario a ogni remissione del debito imposta”
        D’accordo, ma se presti molti soldi a una persona, credendo che quella potrà restituirteli con gli interessi, e poi questa persona invece se li gioca al casinò, e se li spende a puttane e champagne(tanto per fare un es), tu volente o nolente ti attacchi al cazzo, perché la montagna di denaro che hai prestato non c’è più, è stato sperperato, e anche se quella persona lavorasse come un animale per il resto della sua vita, non riuscirebbe mai a restituirteli!

        Questo è più o meno quello che è successo alla Grecia, e anche lasciando da parte le stupidaggini che scrivono i catto-comunisti di famiglia cristiana, le conclusioni purtroppo saranno quelli, perlomeno i privati (gli stati hanno molti più mezzi per costringere un paese a pagare) saranno costretti a rimettere il debito, semplicemente perché la Grecia non potrà mai ripagarlo!

        Concordo che è un’ingiustizia, ma le cose purtroppo funzionano così, chi investe male il suo denaro(anche se è stato ingannato da un rating falsificato), è sempre costretto a prenderla in quel posto, anche chi ha comprato le azioni Parmalat non rivedrà più un euro, semplicemente perché i soldi non ci sono più…

      • andrea
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        “ho anzi scritto che sono contrario a ogni remissione del debito imposta.”
        Poi nel caso di uno stato che “ristruttura il debito”(cioè dice agli scommettitori, attaccatevi al cazzo!), le regole del gioco sono chiare, i Bond sono di fatto una scommessa, un gioco d’azzardo, in cui il rischio è ESPLICITO (vedi Rating), dovrebbe essere chiarissimo per qualsiasi persona con un minimo di cervello, che c’è un rischio (di solito proporzionale al tasso di interesse) di perdere tutto, di non rivedere più nemmeno un centesimo!
        Le obbligazioni non sono un investimento, ma un vero e proprio gioco d’azzardo, e se uno gioca al casino, o ai cavalli, e perde, non può pretendere di riavere indietro i suoi soldi….

  • daouda
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    Veramente la traduzione corretta del Padre Nostro è :

    “…rimetti a noi i nostri debiti come noi li abbiamo rimessi…”

    Ossia Dio perdona nella misura in cui perdoni. Ti misura come tu ti misuri. Questo si avrà da Dio perchè Egli è giusto.
    Solo negli eoni successivi chi è perduto all’inferno avrà l’opportunità di risalire, mentre chi è già tornato in Dio è tornato a casa. In questo sta la sua misericordia dacché l’inferno ed il paradiso non sono eterni, ma solo Dio lo è.

    Scritta questa pappa, “famiglia cristiana” non fà che fomentare odio, diffondere menzogne ed incrementare , di conseguenza, il vizio.
    Per chi segue Hoppe il tutto è abbastanza chiaro…
    Essi sono senza dubbio eretici ed empi ed è aberrante che qualche cristiano possa seguirli e che financo la Chiesa istituzionale non prenda provvedimenti.
    Ahinoi sono tempi infami…

    Il vero problema, ad ogni modo, è fare i froci col culo degli altri. In questo i socialisti sono campioni…

  • Giorgio fFidenato
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    Caro andrea, è giusto quello che dici. Ma i giovani, come qualsiasi cittadino alla fine è costretto a pagare per il meccanismo del monopolio dell’emmissione di moneta e per il metodo della coercizione nella riscossione delle tasse. Come vedi, siamo sempre li. Noi libertari cerchiamo di mettere in luce quali sono i meccanismi che stanno alla base di questa distorsione planetaria a scapito della maggioranza. Ma fin che va bene, gli altri, quando va bene, ti ritengono un pazzo utopista. Ma come tu stesso hai notato, stai toccando con mano il meccanismo diabolico che è stato messo in piedi.

    • andrea
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      Ma io in parte concordo con le vostre idee, lo stato italiano ha degli sprechi colossali che vanno a favore di pochi, e si potrebbero benissimo tagliare, anche senza dover eliminare il sistema sanitario o la scuola pubblica(che si potrebbero anche riformare, ma non credo che sia tanto vantaggioso eliminare totalmente il welfare, gli americani col loro miscuglio tra pubblico e privato, finiscono per pagare la sanità molto di più di noi).
      Trovo utopica invece l’eliminazione di uno stato, o portare a 0 la spesa pubblica;in un mondo di stati, abbattere uno stato, significa finire sotto le grinfie di un’altro:
      E poi l’economia di mercato può esistere solo grazie allo stato, o a una struttura simil-statale. Quindi i libertari sbagliano a considerare il capitalismo come un qualcosa di astratto, totalmente decontestualizzato, se andiamo a vedere, la storia del capitalismo è strettamente intrecciata con la storia degli stati(Regni, Monarchie, Imperi ecc…), la moneta è sempre stata coniata dagli stati(non è un caso che anche nelle monete dell’antica roma, c’è l’effige dell’imperatore di turno!)
      Insomma gli sprechi statali si dovrebbero tagliare, la pressione fiscale si potrebbe ridurre a livelli accettabili(tipo 20-30%), ma lo stato non si può eliminare totalmente(perlomeno se uno vuole una società basata sull’economia di mercato, lo stato bisogna per forza tenerselo)

  • Claudio
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    Complimenti per l’articolo.
    La marmaglia cattocomunista (che purtoppo ha occupato molta parte anche della Chiesa Cattolica) non adora Gesù Cristo , adora lo stato. Per questo danno alla stato il diritto di rubare (o di non pagare i suoi debiti che è lo stesso)

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