In Anti & Politica, Varie

DI NICOLETTA ROCCA

Nel 2010 la Aliberti editore pubblica un libro di interesse intramontabile per chiunque ami approfondire l’analisi sociale su uno di quei fenomeni tutti italiani che, sfruttando le logiche del tifo da stadio e del più blando populismo da bancarella, trasforma un movimento culturale in un partito di punta della nostra democrazia, capace di tenere in scacco i suoi alleati politici con la minaccia di far crollare l’intero governo.

Il lbro in questione è “Umberto Magno. La vera storia dell’mpreatore della Padania” e l’oggetto dell’analisi è la Lega Nord attraverso la storia tutt’altro che mitizzata del suo demiurgo, il senatùr Umberto Bossi. Non si tratta, però, dell’ennesimo libro su un tema già trattato da sociologi ed esperti del marketing perché questo, in realtà, ha qualcosa che lo differenzia da tutto ciò che è stato scritto finora: il punto di vista di chi ha militato convintamente nella Lega ricoprendo posizioni di responsabilità e prestigio. L’autore, Leonardo Facco giornalista ed editore, è stato segretario di partito della sua città, giornalista e responsabile della redazione Cultura dell’organo di stampa ufficiale del partito del Carroccio: il giornale la Padania.

Il suo libro è quindi qualcosa di molto simile a un racconto storico e, più che una fredda analisi scientifica, una vera e propria testimonianza diretta di chi la storia, i fatti, i personaggi e i retroscena li ha vissuti in prima persona ed è passato dalla fascinazione alla disillusione raccontandoci di un Bossi insolito con il distacco di chi è spinto solo dal desiderio di diffondere una conoscenza nuova.

L’INTERVISTA

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Cos’è che ti ha spinto a scrivere questo resoconto della Lega “dall’interno”: rancore, stupore o bisogno di condividere la tua esperienza?

Non so cosa siano rancore ed invidia. Ciò che mi ha spinto a scrivere questo libro è la necessità di far conoscere i fatti per quel che sono, uscendo da quel paradosso giornalistico che vuole la Lega Nord un partito serio, diverso, rivoluzionario, nuovo. Io non ho mai mandato il mio cervello all’ammasso, nemmeno quando simpatizzavo per Bossi.

Perché sei uscito dalla Lega?

Da militante, la Lega l’ho lasciata nel dicembre del 1996. Il motivo per cui lasciai il partito è stato il constatare che all’interno non facevano che litigare per qualche posto. Il carrierismo era sfrenato. Ho continuano però a pensare – sino al 2000 circa – che Bossi fosse quel leader capace di fregarsene delle piccolezze che accadevano sul territorio per fare davvero riforme rivoluzionarie. Stando al quotidiano “la Padania” per quattro anni ho scoperto quel che da fuori non si poteva conoscere: la Lega non era altro che il partitino azienda di Bossi, ad uso e somiglianza del “capo”, creato solo per i suoi interessi.

Come è possibile che l’elettorato non si renda conto che le promesse dei programmi politici sono sempre disattese? Possibile che il popolo di Pontida sia pronto a bersi come devolution la nascita di un paio di sportelli pronti a sostituire nell’immaginario collettivo la risposta alla richiesta dei ministeri al nord?

Nello stesso modo in cui è possibile per un cattolico credere in Dio, per un islamico in Maometto e via discorrendo. Il fideismo è insito nella politica, specialmente in Italia. A ciò si aggiunga il “culto per la personalità”. Inoltre, la Lega oggi è un partito di regime e potere, che può contare su centinaia di migliaia di voti clientelari, voti che corrispondono anche a tessere di partito.

Oggi assistiamo a una specie di ripulita dell’immagine del leghista-di-partito che è ben diversa da quella delle origini e da buona parte dell’elettorato di riferimento. Perché nessuno dei nuovi rampanti leghisti, più presentabili di un qualunque Borghezio, non detronizzano l’Umberto Magno che, soprattutto dopo l’ictus, sembra aver perso smalto e lucidità?

È sempre Bossi il capo! Anche se, vista la malattia, per interposta persona è la moglie che decide, insieme ai fedelissimi del “Cerchio Magico”. Bossi non lo si può detronizzare, nessuno in quasi trentanni di Lega ha mai avuto l’autorevolezza per farlo. Oggi, nonostante la guerra fra la corrente di Maroni e il “Cerchio Magico” sia palese, continua a valere il principio che chi si permette di toccare Bossi è out, fuori, un traditore da punire. Non a caso Maroni non s’è mai permesso di mettere in dubbio la sua guida, anzi.

La Lega è lo specchio del suo elettorato?

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In parte è lo specchio del suo elettorato, in parte continua ad essere – a torto – il punto di riferimento per certe istanze nordiste. L’elettorato della Lega di oggi, è diverso da quello che votava il partito nel 1996, quando la Lega raccolse il massimo dei voti (record mai più raggiunto) urlando “Secessione”. Il mio parere è che la Lega Nord non ha futuro. Questa è la mia tesi. Dopo la dipartita di Bossi, i colonnelli e le loro truppe si scanneranno per davvero. I Lombardi vorranno predominare sui Veneti, che già litigano fra di loro e viceversa. Lo scontro sarà talmente palese che la guerra fratricida balzerà anche agli occhi degli ultimi ingenui militanti in buona fede.

Ci sono state delle reazioni da parte dei tuoi ex compagni di partito alla pubblicazione di questo libro?

Come sempre accade quando si raccontano fatti scomodi ed inediti suffragati da documenti le reazioni sono di due tipi: i leghisti stanno zitti e cercano di nascondere l’esistenza del libro e mi evitano; gli ex-leghisti mi invitano a parlarne in pubblico.

(Leonardo Facco “Umberto Magno. La vera storia dell’imperatore della Padania.” Aliberti Editore 2010, pag,475,   17,00), chi fosse interessato ad organizzare una presentazione del libro scriva alla nostra redazione (redazione@letteraviola.it)

TITOLO ORIGINALE DELL’ARTICOLO: Parla Leonardo, il “traditore” più odiato dai leghisti: “Bossi è out, nella Lega comanda sua moglie”

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Mostrati 2 commenti
  • zenzero
    Rispondi

    Zero tolleranza con questi venduti.

  • paolo cintolesi
    Rispondi

    Ho avuto il piacere di presenziare ad un incontro per la presentazione del libro di Leonardo e l’ho anche letto, chiedendogli se aveva avuto qualche querela per le cose che ha scritto. Nessuna querela mi ha risposto, al ché, ho capito che la lega è diventata, forse, peggiore dei partiti attuali, che per, sistemarsi, mandano al macero il nostro Paese. Io credo che i venduti sono tutti coloro che stanno “mungendo” i contribuenti fino a dissanguarli!! Auguri Leonardo, ci vorrebbero tanti libri come il tuo, capaci di scoperchiare le porcherie esistenti negli altri partiti, il dramma è che si stà sempre più assottigliando il numero delle persone oneste nel Paese. Speriamo a bene! ma il contadino auzza la canna!! (si dice da noi)

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