In Anti & Politica, Economia

DI ERNESTO CERNEAZ

Oggi, il sito wallstreetitalia.it ha segnalato questa notizia: “Si fa sempre più preoccupante la situazione in cui versa il mercato dei titoli di Stato italiani. Il Financial Times ha reso nota infatti la decisione di Deutsche Bank che, nei primi sei mesi dell’anno, ha tagliato l’esposizione netta sui bond italiani di ben l’88%. La notizia non fa altro che confermare la fuga degli investitori internazionali dall’Italia”.

Oh caspita, chi lo dice all’orgoglioso Tremonti che la grande rapina messa in atto con l’ultima finanziaria non ha tranquillizzato alcun serio investitore istituzionale straniero? Sarà forse per questo motivo che il fiscalista valtellinese ha scelto di saltare il turno agostano delle aste dei btp?

E’ chiaro che l’economia italiana rappresenta il punto di non ritorno del complesso disegno economico che fa capo alla moneta unica – il che raccomanda gli addetti ai lavori di sprizzare ottimismo in stile Tonino Guerra ad ogni occasione –, ciononostante non si capisce perché i tecnocrati continentali (italiani compresi) abbiano gioito dopo l’ok alla seconda tranche di aiuti alla Grecia, esaltando la creazione di quel Fondo Unico Europeo Salvastati che puzza tanto di mastodontico, e costoso, apparato mangiasoldi. Peraltro, è fresca quest’altra notizia: “Tra due anni, la Grecia sarà comunque costretta a ristrutturare il proprio debito”. Lo ha detto Radio24 – notoriamente riconosciuta come fonte autorevole – ricordando che il governo Greco ha ottenuto altri 109 miliardi in prestito fino al 2014, oltre al fatto che le scadenze dei prestiti verranno estese dai sette anni e mezzo (originariamente erano addirittura tre) a 15 anni e i tassi di interesse verranno ridotti dal 4.2% (originariamente erano al 5,2%) al 3.5%.

Dunque? Cosa c’è dietro? Come ha scritto Philipp Bagus per usemlab.com “Dietro le quinte del salvataggio greco, l’incontro dei vertici ha anche realizzato un altro salvataggio a favore del sistema bancario e finanziario. Banche, compagnie di assicurazione e altri investitori privati potranno scambiare i loro vecchi bond greci contro obbligazioni di nuova emissione con scadenza più lunga. Joseph Ackermann, amministratore delegato della Deutsche Bank, ha stimato che le svalutazioni per le banche saranno pari a circa il 21% del valore nominale dei bond greci in portafoglio. I politici hanno venduto all’opinione pubblica questa procedura come partecipazione degli investitori privati al salvataggio della Grecia. In realtà si tratta di un altro salvataggio per il sistema bancario, dato che limita le perdite delle istituzioni creditizie e assicurative al 21% lasciando il resto del fardello sulle spalle dei contribuenti”. Capito?

Ora, visto e considerato che il Fondo Salvastati è un ombrello aperto per tutti, soprattutto per quei paesi poco virtuosi, chi glielo fa fare di smetterla di spendere e spandere i denari dei contribuenti, così utili a mantenere parassitismo e clientele? Ergo, i debiti continueranno a crescere.

Qui, ci viene incontro ancora l’autore del libro “La Tragedia dell’euro”, Philipp Bagus: “L’unione dei trasferimenti implica un trasferimento di poteri alla Commissione Europea che ci avvicina sempre di più al super Stato europeo. Gli incentivi a ridurre i deficit crolleranno non solo nella periferia ma anche nel cuore dell’unione. Perché risparmiare in paesi come la Germania se i risparmi vengono impiegati per finanziare la periferia? Invece di ridurre le pensioni tedesche per garantire quelle greche, i tedeschi spingeranno per avere anche essi una maggiore spesa pubblica. Al fine di sostenere gli Stati sociali e i trasferimenti di denaro sarà necessario aumentare le imposte (magari tramite una tassa europea aggiuntiva) e fare maggiore ricorso alla stampante monetaria. La centralizzazione dei poteri permetterà infatti l’armonizzazione delle tasse e delle normative. Distrutta ogni forma di competizione fiscale, ci sarà una tendenza ulteriore verso una pressione fiscale sempre più elevata. Grazie a tutto ciò il potere di Bruxelles continuerà ad aumentare”.

Sintetizzando: si concretizza sempre più l’idea del Leviatano europeo, che non solo regolamenterà ogni aspetto della nostra vita, ma finirà anche – come lascia presagire il quadro fin qui descritto – per stampare ufficialmente moneta unica per tutti. Saranno Draghi amari!

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Showing 2 comments
  • zenzero
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    Dura, ma sincera disamina.

  • Stefano
    Rispondi

    Speriamo che vada tutto a carte 48 quanto prima.
    E’ vero che dal Trattato di Lisbona è prevista la pena di morte in caso di agitazioni/manifestazioni contro la UE?
    Mi sa che in URSS stavano quasi meglio.
    Dobbiamo unire le forze antieuropeiste e smontare questa gioiosa macchina da inculo.

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