In Economia, Esteri, Primo Piano, Varie

DI LUIGI CORTINOVIS

In origine furono i “paladares”, quei ristorantini mezzo abusivi che i cubani allestivano in casa per offrire ai turisti buon cibo a poco prezzo. Poi, arrivarono le barberie: “Il governo cubano ha deciso di uscire dal business della bellezza, riconoscendo che ha un milione di dipendenti improduttivi sul libro paga dello Stato. Ha, insomma, presentato una soluzione per combattere le frodi e ridurre i prezzi: cedere gli istituti di bellezza ai dipendenti”.

Ora, veniamo a sapere che la marcia verso il capitalismo – per il momento “light” – intrapreso da Raul Castro continua. Riportava “La Stampa” di oggi: “Quello che sta accadendo è quanto la Revoluciòn per più di 50 anni aveva proibito, vendere e comprar case. E basta infilarsi in qualche modo nella comunità cubana della Florida per cogliere subito quale trambusto crea questa apertura al mercato immobiliare. E’ un mondo che cambia. Il capitalismo sta per sbarcare all’Avana, ci sbarca con mille cautele e una montagna di diffidenze ma è già lì, comunque, che guarda con occhi assatanati di dollari i vecchi palazzi del Malecòn”.

Non ditelo a Diliberto, ma anche nell’isola caraibica la proprietà privata è ufficialmente un diritto. Attenzione, non sarà subito commercio libero dell’immobile, ma ora i cubani potranno vendere e comprare casa, sia pure con i controlli e le restrizioni che un’economia centralizzata impone a ogni progetto di innovazione. E la più forte di queste restrizioni è, naturalmente, che il mercato immobiliare resta interno all’isola: da fuori, nessuno può comprare né vendere.

Secondo l’avvocato Jorge Castellanos, figlio di esuli a Miami, il freno di cui sopra è solo virtuale: “E’ la solita tonterìa del regime, una stupidaggine insomma, che durerà solo di facciata». Vuol dire che i cubani dell’esilio hanno già pronti il blocchetto degli assegni e contano di investire i loro dollari per interposta persona. Pagheranno al parente esule di un cubano dell’isola, e verranno da Jorge a firmare il contratto: il cubano dell’interno continuerà ad abitare nell’appartamento, ma prima o poi dovrà consegnarlo all’acquirente. «Certo, qualche rischio c’è, e io non lo nasconderò ai miei clienti. Ma è un investimento che può assicurare un guadagno molto alto. Un appartamento di tre stanze non lontano dalla Rampa oggi viene valutato sui 50-80 mila dollari. E’ un autentico affare”.

Anche perché i dati dell’edilizia pubblica segnano l’ennesivo fallimento della pianificazione: il programma statale per la costruzione di case è un autentico fallimento: dei 23.394 appartamenti che erano previsti per quest’anno, ne sono stati completati appena 28! Insomma, non appena l’isola aprirà ulteriormente le strettoie dell’economia controllata, tutti sanno che il boom edilizio sarà il motore d’una crescita esponenziale, anche grazie all’allentamento delle misure restrittive sui viaggi. Ergo, è normale che qualcuno voglia portarsi avanti.

In quello che è stato considerato l’ultimo avamposto del socialismo reale di matrice sovietica stanno accadendo cose che farebbero sorridere anche Ludwig von Mises, che fin dal 1921 pronosticò il fallimento del “Sol dell’avvenire”! Uno degli ultimi bastioni del “comunismo” – osannato in Italia ancora oggi – si sta sgretolando sotto i colpi della cruda realtà, ovvero dell’impossibilità del far vivere in maniera miserabile tanta gente per troppo tempo.

La bugia ha sempre la gambe corte, nonostante i Gianni Minà si prodighino ancora oggi a raccontar cazzate sulle bellezze di certa “Latrinoamerica”!

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Mostrati 6 commenti
  • Stefano
    Rispondi

    Cazzate.
    Il sol dell’avvenire non ha come ultimo bastione Cuba.
    L’ultimo bastione è l’ItaGlia!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      MUMBLE, MUMBLE… hai ragione!

  • Caneliberonline
    Rispondi

    A parte la citazione errata sul “Sol dell’avvenire”, fatta notare da Stefano,un altra gaffe davvero eclatante e l’accostamento del Comunismo a Oliviero Diliberto. Chi conosce il soggetto, la sua storia politica e lo stato ideologico attuale di esso, sa di fare informazione falsa e fuorviante, scrivendo tale corbelleria, perche’ Diliberto sta al Comunismo come sta un elefante su un trapezio (vedi ultime frequentazioni denunciate dal suo caporale Rizzo oggi anche lui fondatore di partito Comunista…..)
    Caro il nostro “Cortinovis”, si potrebbe rovesciare come un calzino tutto il tuo sprezzo per il Governo Cubano, ma servirebbe spazio e sarebbe fatica sprecata. Il Comunismo e’ una dottrina, lo sviluppo nei vari paesi non e’ altro che una concezione soggettiva di chi lo mette in pratica, non esistono diversi tipi di Comunismo, piuttosto esistono le deviazioni e tu caro Cortinovis lo sai bene e scrivendo certe cose non fai altro che, imitare i Giullari di regime della stampa Italiana. ei…ei…Cortinovis…lo sapevi che per legge lo Stato Cubano deve intervenire nelle riparazioni e il mantenimento delle case, senza nessuna spesa per chi ci abita…..poi diciamocela tutta , visto che e’ cosi’ semplice perche’ non fai la manfrina e acquisti casa all’Avana???? vedi faresti concorrenza a Faccone che acquista oro. MA NON SARETE TROPPOO OPORTUNISTI E MATERIALISTI IN QUESTO SITO?
    VI CONSIGLIO UNA UN LETTURA>>>>

    http://caneliberonline.blogspot.com/
    venerdì 5 agosto 2011
    CHIEDO SCUSA, SE RIPROPONGO OGNI TANTO QUALCHE POST GIA’ PUBBLICATO, MA…..LEGGETE, POI MI DIRETE.
    HASTA SIEMPRE!!

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    ORA, TROVO DAVVERO DIVERTENTE – MA E’ UN CLASSICO PER VOI COMUNISTI, CHE DA SEMPRE SOSTENTE CHE IL COMUNISMO VERO E’ SEMPRE STATO APPLICATO MALE – CHE TU SOSTENGA CHE DILIBERTO NON E’ COMUNISTA, SPECIALMENTE RICORDANDO LA MIRIADE DI VOLTE CHE QUEL PERSONAGGIO HA CITATO PUBBLICAMENTE CUBA AD ESEMPIO

  • Caneliberonline
    Rispondi

    Caro Leonardo è un onore per me avere risposta al commento, vuol dire che nel mio piccolo ho suscitato un po’ d’interesse. Ma…ma…caro Leonardo, si puo’ essere anche dei grandi ANTICOMUNISTI lo stesso, rimanendo onesti intellettualmente, prima con se stessi, poi, con chi legge e voi su questo siete degli specialisti. (spetta al lettore, sempre, trarne le dovute sfumature e la sostanza). Giusto? Si….peccato sia proprio questo punto in cui, si basa la padronanza delle vie di comunicazione di chi al potere, ci vuole striscianti e servili.
    Non per niente e’ stata la prima operazione effettuata dal NUOVO ORDINE MONDIALE. E tu, voi, lo sapete benissimo. Grazie ancora per ospitare il mio pensiero, a presto. http://caneliberonline.blogspot.com/

    • Leonardo Facco
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      Caro caneliberonline, io non solo non censuto un solo commento (e questo è un pregio enorme, ed unico, di questo sito), ma rispondo anche a chi, senza insultare (come hai fatto), espone il suo pensiero, anche e soprattutto quando non lo condivido. Rimanfo, ovviamente della mia idea su Diliberto, mentre sulla questione relativa ad un nuovo ordine mondiale la penso così:
      1- spesso si cita questo spauracchio, lasciando trasparire complotti inenarribili, ed io non sono propenso a giustificare questa teoria.
      2- che esista un ordine mondiale fondato su stati e banche (forte della Fiat money e della tassazione, oltrechè di altri indecenti monopoli) è evidente. Non a caso i libertari da sempre sono contrari a superstai (vedasi Europa ed euro), ma sono favorevoli al principio dell’autodetrminazione.
      Un saluto, buona giornata.

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