In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Chiederemo una riduzione a 1.000 euro della tracciabilità dei pagamenti, la descrizione dei patrimoni in dichiarazione dei redditi, il saldo dei conti correnti bancari, un’imposta ordinaria sui valori immobiliari più elevati e lo stralcio degli interventi sul lavoro per rimetterli nella mani delle parti sociali. Il Pd chiederà un contributo straordinario del 15% con lo scudo fiscale, perché è risibile limitarsi a un’aliquota dell’1-2%… Il Pd non propone di riaprire i termini del condono e così rompere il patto sciagurato tra lo Stato e gli evasori. Il Pd propone un intervento innovativo, ossia una imposta patrimoniale una tantum del 15% sulle basi imponibili regolarizzate attraverso il condono-scudo fiscale del 2009. Il Pd non propone di violare il sacro anonimato degli evasori. Il Pd indica quale soggetto passivo dell’imposta gli intermediari finanziari (banche, società fiduciarie e Sgr) che hanno gestito la regolarizzazione dei capitali evasi e affida ad essi l’obbligo di rivalersi sui loro clienti senza intaccarne l’anonimato.” (S. Fassina)

Stefano Fassina, responsabile per l’economia del Pd e pupillo di Vincenzo Visco, indica alcune proposte del suo partito per modificare la manovra da 45.5 miliardi appena varata dal governo. Da tempo sono convinto che in Italia a contendersi i voti degli elettori ci siano partiti/coalizioni che, al di là di quello che affermano, sono mere variazioni sul tema del socialismo. Quando vedo i contenuti della manovra e le proposte alternative delle opposizioni, questo mio convincimento non fa altro che rafforzarsi.

I primi provvedimenti indicati da Fassina – la tracciabilità dei pagamenti ridotta a 1.000 euro, la descrizione dei patrimoni in dichiarazione dei redditi e il saldo dei conti correnti bancari – sono un rafforzamento della funzione di Grande Fratello che già lo Stato svolge. Un ulteriore passo verso la totale invasione della vita e della proprietà degli individui.

Probabilmente tra non molto arriveranno a proporre la totale eliminazione dell’uso del contante, enfatizzando i grandi risparmi dovuti alla soppressione della carta e alle minori possibilità di contraffazione (da parte di soggetti privati). A quel punto lo Stato, dopo aver imposto ai cittadini di usare la moneta da lui prodotta (dal nulla) in monopolio, potrà ambire ad avere il controllo (in ultima analisi, la titolarità) totale sui beni dei cittadini.

I quali, secondo Fassina, dovrebbero anche fornire in dichiarazione dei redditi “la descrizione dei patrimoni”. A quel punto la dichiarazione diventerebbe una sorta di bilancio del singolo individuo, tassato però sul fatturato invece che sull’utile. E non credo che la descrizione dei patrimoni servirebbe a fini statistici. Quanto ai conti correnti, in realtà rientrano già da tempo nell’anagrafe tributaria (altra invenzione del Grande Fratello), per cui si tratterebbe solo di una dichiarazione ridondante (tanto per alleggerire gli adempimenti burocratici…).

Venendo all’imposta ordinaria sui valori immobiliari “più elevati”, non mi meraviglierei se per il Pd il limite oltre il quale considerare “elevato” il valore dell’immobile fosse l’equivalente di un monolocale in periferia.

Ma la parte più bella (per così dire) è quella che riguarda “una imposta patrimoniale una tantum del 15% sulle basi imponibili regolarizzate attraverso il condono-scudo fiscale del 2009”. Sul tema c’è stata confusione nei giorni scorsi, ma anche nella maggioranza, che pure varò lo scudo, ci sono state diverse aperture alla proposta, ancorché con aliquote più basse. A conferma del fatto, come dicevo all’inizio, che sono tutti, chi più, chi meno, socialisti.

Per fare chiarezza, Fassina dichiara che i soggetti che hanno “scudato” non perderebbero l’anonimato, perché l’imposta verrebbe prelevata dallo Stato agli intermediari che hanno gestito la regolarizzazione, con obbligo di costoro di rivalersi sui loro clienti.

Suppongo che se avesse saputo che dopo un paio d’anni gli avrebbero chiesto un altro obolo del 15%, molto probabilmente chi ha usufruito dello scudo avrebbe lasciato quei patrimoni all’estero. Quelli che non hanno “scudato” evidentemente non si fidavano (come dar loro torto?) del patto proposto dallo Stato, e oggi credo non abbiano alcun rimorso. Anzi. Dato, poi, che già da mesi in Italia si discute di patrimoniale, sono in molti ad aver (ri)portato i propri averi in Svizzera, come testimonia il tutto esaurito sulle cassette di sicurezza in Canton Ticino.

Tutto ciò detto, Fassina sostiene che sarebbe “un intervento innovativo”, ma di innovativo ci vedo ben poco. Di certo sarebbe retroattivo, perché colpirebbe la base imponibile a suo tempo dichiarata che, nel frattempo, avrebbe anche potuto perdere notevolmente valore. Per di più, la stessa titolarità dei beni avrebbe potuto cambiare, ad esempio per successione.

Gli eredi non hanno l’anonimato: Fassina vorrebbe tassarli al posto del de cuius?

E per tutti coloro che nel frattempo hanno cambiato intermediario cosa si farebbe? Alla banca che all’epoca ha “scudato” basterebbe documentare il trasferimento oppure verrebbe comunque tassata dovendosi poi sobbarcare l’onere non solo (come negli altri casi) di rivalersi sul cliente, ma perfino di doverlo “inseguire”? Insomma, da qualunque parte la si guardi, a me sembra un’idea assurda.

Del resto, avrete notato che tutte le proposte del Pd riguardano aumenti di tasse. In pratica, l’alternativa alla padella nella quale siamo adesso, sarebbe la brace.

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Mostrati 6 commenti
  • Dimitri
    Rispondi

    Anonimato e 15% ???
    Fuori i nomi dei mafiosi e dei POLITICI che hanno usufruito dello scudo fiscale per uscirne vergini e tassazione al 60%…
    Fassina, Fassino…pure i nomi hanno simili questi schifosi…

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Dedico questo intervento ai tanti comunisti che si infilano nel sito: i muri cadono, Mao è morto, Castro non sta tanto bene in salute, ma voi, … non morite mai ? Datevi una mossa !

    Su Libero di oggi in prima pagina due notizie interessanti:

    1° – al ministero delle finanze, dove escogitano come spremere gli italiani, c’è un tasso di assenteismo superiore al 25 %, in 102 uffici il tasso era a luglio superiore al 35 % e nell’Ufficio 10 si è battuto ogni record con il 64,29 % di assenze.

    2° – Appunto di Filippo Facci – E LE COOP ? – Nacquero per aiutare i contadini a comprarsi il trattore, sono diventate una multinazionale che ha un giro d’affari spaventoso (8 per cento del Pil) e che razzola nella grande finanza e si immischia in banche e finanziarie: in sostanza la cosa più capitalistica che esista, ma fondata su un principio anti-capitalistico che alcune imprese siano più legittimate di altre a stare sul mercato. Le coop sono dei colossi con le agevolazioni riservate ai piccoli: non pagano le tasse sul 70 % dell’utile purché sia reinvestito, ma riescono ad aggirare il problema distribuendo benefit o stipendi stellari ai soci amministratori. Solo la Legacoop ha un giro d’affari da almeno 50 miliardi (altro che Mediaset) con in più un conflitto di interessi da paura, perché, oltre a fare i prezzi che vogliono – muovendosi in monopolio nelle regioni rosse e facendo fuori tutti gli altri, vedi caso Esselunga – le coop finanziano regolarmente il Pd che le ripaga rifinanziandole ed intruppandole nei grandi appalti: capita che gli stessi uomini siano dirigenti nei Ds e nelle coop, le quali in pratica godono delle agevolazioni riservate ai piccoli, ma hanno imbastito un capitalismo di Stato e di Regione, un capital-comunismo che introita ricavi e paga meno tasse rispetto a noi poveri deficienti. “La Coop see tu” un accidente, sono loro.

  • Paolo
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    Io mi chiedo come sia possibile pensare sempre e solo a nuove tasse.
    Sembrano l’orso Yogi in cerca del cestino con la lingua fuori.
    Ammesso che riescano ad incassare quanto previsto, una volta consumate queste risorse da un sistema che è arrivato ad avere 1900 miliardi di euro di debito, lo stesso tornerà a crescere se mai si fermerà.
    Quindi ?
    Altre tasse, aumento di accise, patrimoniali, fiscalità retroattiva, sequestri di risorse con varie emergenze che non finiscono mai ?

    Mi sembra evidente che si deve solo tagliare e riformare per far spendere meno lo stato.
    Zero tasse nuove, basta, sono inutili, comprano solo tempo alla sopravvivenza di apparati dello Stato inutili se siamo fortunati o peggio dannosi, assegni alimentari a nominati o per effetto contrario aumentano la spesa per motivi clientelari.

    Nel 1959 hanno girato il film “i tartassati” con Totò e Aldo Fabrizi.
    Il cinema popolare dell’epoca ha sentito la necessità di fare una commedia con attori di richiamo nazionale sul tema delle imposte e mi fa quindi pensare che già all’epoca il problema era sentito dai cittadini italiani.
    Ebbene, mi piacerebbe proprio sapere la pressione fiscale nel 1959.
    Anzi no, meglio non saperlo.

  • Carmelo Miragliotta (genteproduttiva)
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    QUESTI, della padella, e QUELLI, della brace, sono convinti che non gli succederà mai niente. Fino ad ora è sempre andata così ma penso, malgrado tutto, che alla fine, qualunque corda si spezzerà !!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Lo stato italiano morirà di fame. I privilegi e le spese inutili non si possono tagliare perché inutili non sono per quelli che vi sono accasati e che succhiano dalla tetta statalista. L’unica soluzione è quella di altre tasse o che dalla UE arrivi un qualche improbabile ordine. A me le strette fiscali dispiacciono sicuramente, ma mi danno sempre da sperare a che gli italiani si sveglino dal torpore nel quale la classe politico burocratica li ha sempre tenuti. Io so che essere di indole pacifica non significa essere imbelli, i signori della casta statale questo ancora danno a vedere di ignorarlo … e si avvicina il momento che scopriranno l’acqua calda.
    John Kennedy disse al tempo della crisi di Cuba che non bisogna mai mettere la gente con le spalle al muro, Krusciov lo capì ed a noi fu risparmiato un conflitto nucleare; riforma fiscale dietro riforma fiscale, lo stato italiano è arrivato a mettere con le spalle al muro tanta gente: finirà che un botto cancellerà insieme le poltroncine rosse dei privilegi e quelli sopra accomodati.

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