In Economia, Libertarismo, Varie

DI ALESSANDRO GNOCCHI*

L’editore (e giornalista e scrittore) Leonardo Facco vive asserragliato nella bassa di Treviglio (Bergamo) al centro di un ampio network che fa capo al movimento libertario, il motto del quale recita: «La proprietà è un diritto naturale, le tasse sono un furto». Un tempo il suo garage era il suo ufficio. Oggi il suo ufficio è virtuale, e si trova in rete. Il suo attivismo, da questo punto di vista, è infaticabile. Oltre alla pagina Facebook, ove appaiono video editoriali di ispirazione anarco-capitalista, ci sono i siti: leonardofaccoeditore.com e movimentolibertario.com. Costantemente aggiornati e ricchi di iniziative. L’ultima delle quali rischia di far andare di traverso il boccone al legislatore. La legge Levi, che pone un tetto agli sconti sui libri (15% del prezzo di copertina), è appena entrata in vigore. Ricorderete forse il dibattito avvenuto sulle colonne del Giornale, e la sottoscrizione avviata dall’Istituto Bruno Leoni e da Liberilibri contro il provvedimento, ritenuto poco lungimirante perché livella il mercato, sottraendo a librai ed editori la libertà di scegliere le modalità di promozione più adatte (e ai lettori di avvalersi di sconti più convenienti).

Ecco, Leonardo Facco ha deciso di non rinunciare a questa libertà. Per questo potete andare sul sito del movimento libertario è acquistare il pacchetto chiamato «Offerta fuorilegge». Sei titoli venduti nel complesso a 25 euro (spedizione inclusa) con uno sconto sul prezzo di copertina pari al 63 per cento. Stringato ma chiaro il commento di Facco: «Abbassare la testa di fronte a una norma palesemente ingiusta è da codardi, non da legalitari. Inutile poi lamentarsi della casta se non si è in grado rispedire al mittente una norma coercitiva come quella entrata in vigore dal 1° settembre».

Riassumendo: «I miei libri li vendo al prezzo che più mi piace! Capito signor Levi? Io ignoro lo Stato!». E veniamo all’offerta, che vale i 25 euro. Infatti Facco, nel fragoroso silenzio della stampa italiana, ha messo insieme con pochissimi mezzi un catalogo liberale di tutto rispetto. Se accettate l’offerta fuorilegge, potrete leggere I misfatti dell’istruzione pubblica di Denis de Rougemont; La fattoria dei capitali di Robert J. Smith, che mostra con esempi concreti come il modo migliore di preservare l’ambiente sia affidarlo ai privati; 1999, fuga dallo Stato di Alberto Mingardi, sulle potenzialità libertarie della rete; Le gambe della libertà di Wendy Mc Elroy, sull’invadenza dello Stato nelle questioni che riguardano il nostro corpo; L’ordine giuridico dei privati di Mauro Grondona, una proposta per destatalizzare, lasciando campo aperto all’iniziativa privata; e Minima libertaria di Paolo L. Bernardini, sull’abisso illiberale in cui la spesa pubblica ha spinto mezzo mondo.

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Ma Facco non ha paura delle reazioni? La risposta è una domanda: «Basta una legge idiota e illiberale per mettere fine alla libertà di scambiare e commerciare?».

*tratto da “il Giornale” del 2 settembre 2011

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Showing 4 comments
  • elpayaso
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    Alla grande!!!!

  • Cristian Merlo
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    Citando Edmund Burke, “la libertà astratta, come le altre astrazioni, non esiste”! E con questa iniziativa, meritoria, la libertà la si respira e la si tocca in tutta la sua straordinaria concretezza ed essenzialità. La libertà vive. Grande Leonardo!

  • Massimo74
    Rispondi

    Grande Leo,i miei più vivi complimenti,è grazie a persone come te se oggi conservo ancora un briciolo di speranza nel futuro di questo disgraziato paese ormai prossimo al socialismo reale.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      GRAZIE MASSIMO!

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