In Economia, Libertarismo, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

Domani, tutti quanti – compresi i grandi gruppi online – smetteranno di fare sconti superiori al 15% sui libri che hanno in catalogo? Vi poniamo una domanda: basta una legge idiota e illiberale per mettere fine alla libertà di scambiare e commerciare?

Al contrario, da domani, la LEONARDO FACCO EDITORE – piccola casa editrice di proprietà del MOVIMENTO LIBERTARIO – lancerà una “OFFERTA FUORILEGGE” (anche se il fuorilegge, secondo noi, è tale Riccardo Levi, primo firmatario di questa insulsa proposta liberticida sui prezzi di vendita dei libri, nonché da sempre in prima fila per imbavagliare il WEB).

Come immaginavamo, il presidente della Repubblica italiana con la petizione per abolire la legge sull’obbligo di sconto massimo sui libri, inviatagli da alcuni amici liberisti, ci si è pulito il… naso (giusto per usare un eufemismo). Crediamo si tratti dell’ennesima lezione per capire, una volta per tutte, che la politica non è la soluzione, ma il problema!

Il Movimento Libertario è un gruppo politico che da oltre due anni è conosciuto dall’opinione pubblica per le azioni di disubbidienza civile e di resistenza fiscale. S’è opposto all’ultimo censimento, s’è autodenunciato per la semina di mais biotech da parte di un agricoltore e appoggia Giorgio Fidenato sulla battaglia contro il sostituto d’imposta.

Da domani, Il Movimento Libertario lancerà un’altra battaglia di libertà e proporrà – per coloro che saranno interessati – un’offerta scontatissima sui libri del catalogo della Leonardo Facco Editore, che dal 1996 si occupa di divulgare le idee coerentemente liberali.

Abbassare la testa di fronte ad una norma palesemente ingiusta è da codardi, non da legalitari. Inutile poi lamentarsi della casta se non si è in grado rispedire al mittente una norma coercitiva come quella che entrerà in vigore dal primo settembre.

Per dirla con Henry David Thoreau: “Sono nato troppo in alto per essere oggetto di possesso, per essere secondo in comando, o un servo utile e uno strumento, per qualsiasi sato sovrano che esista al mondo”.

Quindi, i miei libri li vendo al prezzo che più mi piace! Capito signor Levi? Io ignoro lo Stato!

A domani per l’offerta.

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Mostrati 30 commenti
  • Gianluca pavan
    Rispondi

    Grande..un piccolo passo della tua editrice…un grande passo verso la liberta’…lo stato.va.ignorato….capitoooooo….

  • rodolfo
    Rispondi

    Bravo Leonardo!

    primo o poi vedrai che riusciremo anche fare un vero e proprio sciopero fiscale….

    LADRONI sfascia società.
    PARASSITI ignoranti!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      GRAZIE RODOLFO!

    • andrea
      Rispondi

      E cosa aspettate ad organizzarlo? io credo che se qualcuno(un soggetto/organizzazione in grado di presentarsi con un progetto credibile) proponesse uno sciopero fiscale, con degli obiettivi politici precisi, vi aderirebbero in molti!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      In che modo?
      Intanto, perché non svuotare il cc bancario?

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        ovviamente

  • Aida
    Rispondi

    Non è che c’entra qualcosa questa legge col proprietario della Mondadori e i quattrini che ha dovuto spendere per il Lodo? Come dire: altro conflitto di interessi? Mah!

    • andrea
      Rispondi

      In teoria questa legge potrebbe essere dannosa soprattutto per un grande casa editrice come la Mondadori(che avendo una posizione dominante sul mercato italiano, può permettersi promozioni e sconti maggiori rispetto a un piccolo editore e a piccole librerie). Sbaglio??

  • Luigi
    Rispondi

    Non capisco il senso di questa vostra iniziativa.
    Ma che c’entra lo sconto con il prezzo del libro? Non la capisco ancora di più perché viene da un editore.
    Se lei decide che i suoi libri debbano essere venduti ad un prezzo equo, perché non abbassa direttamente i prezzi di copertina senza scontarli? Nessuno le può dire che prezzo mettere in copertina, quindi che senso ha?
    Piuttosto, si rifiuti di “svenderli” con sconti al 50% alla grossa distribuzione, che poi li sconteranno come pare a loro in questo modo svalutando il vostro lavoro e il vostro impegno.
    O forse non ho capito il senso di questa iniziativa? Se è così mi farebbe piacere se mi spiegasse meglio che cosa intende.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Spettabile Luigi, non è che un libro che ha un prezzo di copertina debba sempre essere venduto a quel prezzo. Io posso editare un titolo che vendo a 15 euro e, dopo due anni, constatando di avere un magazzino con troppi titoli mai venduto, ecco che intervengo – con lo sconto – sul prezzo del libro. Oppure ancora, posso decidere di vendere sottocosto un titolo per un qualsiasi motivo (il sottocosto è un’iniziativa commerciale assai diffusa peraltro), magari solo per diffondere il più possibile un certo prodotto o una certa idea. Le ho fatto due esempi rapidi che, solo io come imprenditore editore posso decidere di fare. Ed è su questo punto che la legge è liberticida. Per la legge, io imprenditore non posso adottare politiche di prezzi (tramite sconto) che non piacciono a Levi. Ecco allora che è il principio che io combatto-essendo un individuo libero e credendo che ogni interferenza politica nel libero mercatp è non solo dannosa, ma distrugge il libero mercato stesso-è proprio quest’ultimo. RITENGO INACCETTABILE CHE IL GOVERNO DECIDA COSA IO DEBBA FARE COME IMPRENDITORE.

      • andrea
        Rispondi

        Una curiosità, la tua protesta è per una questione di principi, o saresti proprio danneggiato in concreto da questa legge? perché in teoria dovrebbe essere una legge protezionista nei confronti del mercato italiano, specialmente di piccoli e medi editori e rivenditori, quindi sarebbe interessante se spiegassi un po’ meglio in che modo sarebbero danneggiati anche i piccoli editori come te

        • leonardofaccoeditore
          Rispondi

          In assoluto per principio! Sul fatto che mi danneggi è probabile, dato che qualsiasi norma (se non ad personam o fatta per qualche gruppo amico) danneggia l’imprenditore, interferisce nella libera interazione fra soggetti.

          • Borderline Keroro

            Su questo sono d’accordo.
            In Italia quando fanno certe leggi ti dicono sempre il motivo buono.
            Glissano su quello vero.
            Siccome lo Stato tende ad essere uno strumento per aiutare gli appartenenti all’elite a fottere il prossimo, il sospetto che ogni legge di questo sia per noi tutti una fregatura è più che legittimo.

  • _Salvatore
    Rispondi

    Io sarò uno dei primi acqurenti!
    … pensi che sarò perseguito per il reato di ricettazione? O complicità in “libero scambio di libri scontati fuori legge”? O associazione a delinquere finalizzata allo scambio di libri sottocosto?
    Ma… i libri acquistati con uno sconto fuori legge li posso considerare di proprietà?
    E tu, non sarai forse considerato evasore per le tasse non corrisposte allo stato a motivo dell’importo che non hai percepito per lo sconto applicato?
    O per caso non ti chiederanno il danno per mancato introito di tasse dovute alle tue entrate minori?

    … in ogni caso ho prenotato da un amico produttore le arance per un mese. Non si sa mai :-)

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Meglio le clementine Salvatore!

      • _Salvatore
        Rispondi

        Prenotate anche quelle! E siccome prendo le une e le altre mi fo lo SCONTO… Hops… ho detto la parola vietata… vuoi vedere che adesso la aboliscono per legge! :-D

  • zenzero
    Rispondi

    Complimenti al Movimento Libertario per l’ennesima azione.

  • macioz
    Rispondi

    Bravo Leo, quando è troppo è troppo.
    Ricordo solamente che questo è solo l’ultimo, forse tra i più ridicoli ma non tra i più gravi, di una lunga serie di casi in cui lo stato è intervenuto sui prezzi che il mercato avrebbe liberamente determinato. Basti pensare ai minimi salariali, che altro non sono se non il divieto di offrire la propria manodopera a prezzi scontati, solo detto in un altro modo. Ma si sa le parole, soprattutto quando manca la sostanza, hanno un peso. Minimo salariale suona come qualcosa a vantaggio del lavoratore, l’avessero chiamato divieto di offrire la propria manodopera a prezzi scontati sarebbe sembrato quello che è, una fregatura per i lavoratori, e ancor di più per gli aspiranti lavoratori.

    • _Salvatore
      Rispondi

      …poi ci sono le quote latte (tu allevatore non puoi produrre più di quei litri di latte: quindi se la tua vacca ne produce di più o metti un’altra vacca nella stalla per produrre di più, ti becchi ‘na multa)
      …poi ci sono i diritti all’impianto di vigneti (tu vignaiuolo non puoi piantare un altro filare di uva: te lo fanno estirpare e ti becchi ‘na multa)

      • _Salvatore
        Rispondi

        … Poi ci sono i contributi per far aprire attività produttive in luoghi dimenticati da Dio (destinati a fallire, naturalmente, perché se già in luoghi ben serviti dai trasporti è difficile essere competitivi, figuriamoci in posti impervi sulle montagne).
        … Poi ci sono i piani regolatori che impediscono la costruzione di strutture turistiche (private) negli stessi luoghi dimenticati da Dio (che farebbero una fortuna grazie alla bellezza e tranquillità dei luoghi).

        Naturalmente il “politicamente corretto” – che è tutto questo demenziale controllo dell’economia del territorio – non coincide, e mai lo potrà esserlo, con l’economicamente soddisfacente.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie!

  • Marco Paolemili
    Rispondi

    Caro Leonardo, apprezzo da sempre la tua battaglia libertaria e non mi tradisci proprio oggi, vigilia del passaggio dell’Italia ad essere un paese ancora più socialista (sì, Cuba, la Cina e la Korea del Nord oggi ci sono ancora più vicini)
    Se dovessi avere problemi legali, avrai tutto il mio sostegno (però non faccio l’avvocato!)

  • Stefano
    Rispondi

    Appoggio l’iniziativa, la coerenza, l’idea e sopratutto perchè non ostacola la libertá di nessuno, d’impresa, di scelta.

  • rredini
    Rispondi

    Invero se il Leo non ci fosse, bisognerebbe inventarlo senza por tempo in mezzo!
    Bravo!

  • RobertoF
    Rispondi

    A proposito di libri, non riesco ad accedere nell’area shop, è solo un mio problema?
    Per quanto riguarda l’iniziativa, non è la prima e credo non sarà neanche l’ultima, beh, ci vuole un gran coraggio.
    Non è facile mettersi contro lo stato, rischiare in propio, io pur appoggiando idealmete le iniziative, non ho il coraggio di metterle in atto (parlo del sostituo di imposta), ho paura di pagarne le consequenze a caro prezzo, ecco il motivo della mia ammirazione per il coraggio.
    Entrando in merito della legge contestata, lo stato in realtà oltre ad imporre leggi liberticide, è egli stesso un “imprenditore”, ossia, ha un ruolo distorsivo ampissimo calcolando che le aziende di stato vengono finanziate dalla collettività, possono lavorare in perdita senza fallire, possono distruggere aziende private competitive abbassando i prezzi o aumentando la qualità rispetto alla conocorrenza, semplicemente scaricando i costi sulla collettività.

  • Miguel
    Rispondi

    Una simile legge ingiusta l’hanno fatta anni fa in Germania.

    Un trucco legale e’ stato subito trovato: i libri scontati si vendono come “usati” o persino come “nuovi ma danneggiati” (specialmente online). Questi ultimi per esempio hanno una riga tracciata “accidentalmente” sul bordo con un pennarello, altre volte sono perfetti, ma chi li vende dev’essere evidentemente molto pignolo…

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Vedi Miguel, è chiaro che qualche trucco lo si può sempre trovare, ma io dico: PERCHE’ DOBBIAMO SEMPRE FARE I FURBI ANZICHE’ PRETENDERE IL RISPETTO DEI NOSTRI DIRITTI NATURALI?

      • _Salvatore
        Rispondi

        Giusto Leonardo!
        Stesso argomento per le tasse: qualcuno chiede più “detrazioni”, più “deduzioni”, più “possibilità di scaricare”, ed altre simili amenità… (naturalmente su queste “concessioni” dello Stato nascono le più fantasiose furbate).
        La vera richiesta è avere MENO TASSE!
        Perché lo Stato è più furbo di quanto sembri: concedendo sconti (portando la percentuale dal 10% al 5% agli “aventi diritto”- per esempio) si farà amare! Oltre che aver facilmente comprato degli inconsapevoli complici che infiereranno sugli evasori. Mettere la percentuale direttamente al 5% fa cadere l’effetto concessione e tutti si lamenterebbero delle tasse pagate… 5 è uguale a 5? No perché nel secondo caso lo Stato si troverebbe solo, stesse entrate ma malcontento generale.

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