In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI LEONARDO FACCO

Da quando s’è capito che la legge finanziaria avrebbe comportato “lacrime e sangue”, s’è scatenata sulla Rete una ridda di voci che ha avanzato la richiesta di far pagare le tasse alla Chiesa italiana.

Personalmente non sono un fideista cattolico, anzi. Sono tendenzialmente un anticlericale, provo per lo Stato-città del Vaticano un’allergia profondo, odio l’ipocrisia dei cattolici in politica, sono gentaglia. Diciamo che anche in tema di professione di fede sono un anarco-individualista.

Ciononostante, trovo profondamente sbagliato che anziché prendersela con il governo per la montagna di tasse che ci obbliga a pagare, la tendenza sia quella di pretendere a tutti i costi – con tanto di petizioni –che anche la Chiesa paghi tutte quelle gabelle che pagano i “poveri cristi” di questo paese.

Da questa mattina, con una certa insistenza circola la notizia che la Quinta commissione alla Camera ha bocciato la proposta di far pagare le tasse al Vaticano. Alcuni emendamenti proposti dai Radicali sono stati, trasversalmente, cassati da pidiellini, leghisti, democratici, terzo polisti, sudisti e marmaglia varia.

Chi scrive, solo qualche giorno fa ha condiviso l’articolo di Arturo Doilo che ha infierito nei confronti del cardinal Bagnasco per la sua presa di posizione contro gli evasori. In quell’articolo, appariva una bella citazione di Carlo Zucchi: “La Chiesa di un tempo si è sempre limitata ad esigere la decima e poco altro, e ha sempre difeso la proprietà privata come strumento di responsabilizzazione della persona. Non è del resto un caso che la deriva positivista e collettivista dell’era moderna e contemporanea, che ha condotto a prelievi fiscali elevati come non mai, abbia sovente ricevuto la condanna della Chiesa. Perciò, i cattolici adulti di oggi continuino pure a consumare le loro nefandezze. Ma non pretendano l’avallo del pulpito”.

Credo debba prendere spunto dalle parole di cui sopra la linea politica che dovrebbe adottare un libertario, ovvero:

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1- Pretendere che la Chiesa si renda indipendente dallo Stato e non che viva di denari pubblici (estorti anche a me);

2- Pretendere che le tasse non superino mai la decima, ergo il 10% di quanto si guadagna;

3- Pretendere che anche noi si abbia i benefici fiscali che la Chiesa, e non che essa venga soverchiata da una pressione fiscale tirannica, come pretenderebbero i radicali.

C’è un bell’aforisma di Oscar Wilde sull’egoismo che cade a pennello in questo caso: “L’egoismo non è fare ciò che si vuole, ma pretendere che gli altri facciano ciò che vogliamo noi”.

Io sono libertario, non sono un egoista. A me di vedere il Vaticano maciullato di gabelle importa poco!

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  • Brillat-Savarin
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    Condivido al 100%: libertà della Chiesa nello Stato significa: 1) che la Chiesa non prenda nessun tipo di sussidio o erogazione pubblica e 2) che non sia tenuta a pagare alcuna tassa allo Stato. SEMPLICISSIMO

  • Borderline Keroro
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    Quoto

  • Marcello
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    Leonardo certo che certe volte più che un libertario sembri un bastiancontrario.
    Attualmente l’italia poggia il suo sistema sulle tasse, e se bene o male tutti le pagassimo non dico che funzionerebbe bene, ma insomma un colpo al cerchio un colpo alla botte e si andrebbe avanti con dignità, come in tantissimi paesi dove la tasse esistono. La chiesa dovrebbe pagare come e quanto gli altri , punto e basta.

    • Leonardo Facco
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      No Marcello sbaglio, non sono un bastian contrario, sono un libertario di scuola austriaca che cerca di essere teoricamente rigoroso.

    • Leonardo Facco
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      Dimnticavo: tu preferiresti che la Chiesa pagasse le tasse che paghi tu, o tu pagare quelle che paga la Chiesa?

    • _Salvatore
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      Mi spiace, Marcello ma non condivido nulla di quanto affermi.
      “Attualmente l’Italia poggia sulle tasse”
      – Se non ci fossero tutte queste tasse si starebbe meglio. Gli unici a beneficiare delle tasse sono coloro che le impongono.
      “e se bene o male tutti le pagassimo non dico che funzionerebbe bene, ma insomma”.
      – Lei assomiglia coloro che avendo appena preso una frustata sulla schiena (gratis) si rivoltano contro coloro che non l’hanno ancora presa o ne hanno preso di minor vigore.
      “un colpo al cerchio un colpo alla botte”
      – Eccolo qua: una frustata a me ed una a te. Mal comune mezzo gaudio!
      “e si andrebbe avanti con dignità”
      – La dignità di chi accetta le frustate senza aprir bocca” (mi vien in mente “Il cittadino ignoto” di Audem)
      “come in tantissimi paesi dove la tasse esistono”
      – Vero… Questo non significa che le tasse siano “una cosa bellissima” :-D
      “La chiesa dovrebbe pagare come e quanto gli altri , punto e basta.”
      – Amen! Questo è il riassunto del suo pensiero: una imposizione!

  • Giorgio Fidenato
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    Bravo Leo, ottimo esercizio di libertarismo. Quei signori, talvolta anche amici, come i radicali non hanno capito una beata fava della natura dello stato. Due torti non fanno una ragione. Se il Vaticano riceve soldi pubblici, non si deve chiedere che paghi le tasse, ma che non gli si diano più contributi. Putroppo anche tanti liberali che si definiscono tali, sotto sotto dimostrano sempre quell’inveterato statalismo. Direi che di f ronte a questi fatti, il comportamento degli individui è la prova del nove del loro grado di liberismo.

    • Leonardo Facco
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      Ahinoi Giorgio alla fine siamo sempre lì, a cercare di trovare un po’ di sano rigore teorico.

  • andrea
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    A livello di principi sono d’accordo, però visto che la Chiesa negli ultimi decenni ha succhiato avidamente dalle mammelle dello stato(cioè della collettività, di tutti i contribuenti che volenti o nolenti pagano le tasse), è anche giusto che lo stato si riprenda ciò che è proprio, e lo restituisca ai cittadini sotto forma di servizi, o sgravi fiscali.
    Quindi io sarei per fare un calcolo il più preciso possibile di tutti i quattrini dati alla Chiesa cattolica dal concordato ad oggi, imporre di restituire tutto, anche tramite confische immobiliari, se necessario!

  • Raffaele
    Rispondi

    Sarebbe stato utile chiedere l’abolizione dei Patti Lateranensi e l’abolizione di tutte quelle tasse, che se non erro, paghiamo da allora. Per il resto sono d’accordo con l’editore Leo.

  • rodolfo
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    …Tante parole ma sono convinto che non succederà mai niente fino a quando qualcuno veramente si prenderà la responsabilità e sopratutto il RISCHI di fare una vera e propria rivoluzione fiscale rifiutandosi categoricamente di pagare qualsiasi tassa ( tanto comunque con l’iva qualche tassa la si pagherà lo stesso).

    Fare scioperi o manifestazioni hanno dimostrato i fatti che NON SERVE A NIENTE!
    solo i FATTI potranno in qualche modo smuovere le cose!!

    Io sono veramente stufo di sentirmi in qualche modo in colpa di quello che accade e sono stufo di essere sempre quello che deve pagare le colpe altrui.

    io dico: abbiamo noi poveri mortali fatto qualche cosa per far venire questa crisi? mi sembra che la nostra vita sia rimasta pressoché uguale, anzi , direi diminuendo sempre più le spese per i vari aumenti.
    allora perche ora devono venire a tirare fuori i soldi sempre a noi?

    IO NON CI STO PIU!!!

    se sbaglio pago! se corro con la macchina prendo una multa! se non pago una rata mi pignorano qualche cosa!
    e allora: Chi ha sbagliato in questi anni DEVE PAGARE!!!!, chi ai tempi diceva che non c’era la crisi DEVE PAGARE!! chi ha indebitato i comuni e le regioni per chissà quale lavoro fondamentale e necessario DEVE PAGARE.!!!
    CHI HA RUBATO FINO AD ADESSO I NOSTRI SOLDI DEVE PAGARE!

    IO NON VOGLIO PIU PAGARE PER GLI ERRORI E LE RUBERIE DEGLI ALTRI.

    e siamo tutti stufi di ascoltare in TV e leggere nei giornali: “l’Europa ce lo chiede” ” i conti pubblici ci obbligano”
    “Se vogliamo salvare l’euro siamo costretti”…..

    come dicono a Roma “NON ME NE PUO FREGAR DE MENO dell’Europa e dell’Euro”

    BASTA!
    LADRONI!!!!
    PAGATE VOI PER GLI ERRORI CHE AVETE FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Arrivera il giorno, sono sicuro!!!!

    rodolfo

  • Gianluca
    Rispondi

    Che le tasse debbano o essere il meno possibile, sia come numeri che come importi, credo siamo d’accordo.
    Così come concordiamo che se non ci fossero le tasse, sarebbe ancora meglio.
    Ma se ci sono, e finchè ci sono, è decisamente INGIUSTO che la Chiesa sia ultra-esentata, riceva fiumane di danari di tasse riscosse ad altri e, per giunta, strepiti a favore della “lotta all’evasione fiscale”.
    Eh NO, caro clero!
    Ccà niusciuno è fesso!!!
    Se vuoi le tasse e la lotta all’evasione fiscale PAGA ANCHE TU.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    La mia nonna partenopea, ricordo che in alcuni casi diceva “I polpi s’hanno ‘a cuocere nell’acqua propria”.
    Io penso che il faccopensiero non faccia una piega e che io non possa che approvarlo. Parafrasando Voltaire affermo che pur non condividendo le aspirazioni altrui a pagare più tasse, lotterò fino alla fine affinché chi lo voglia fare non ne sia impedito. E’ un fatto che il massimo esponente della Commissione Episcopale “Italiana” abbia elogiato la tassazione “italiana” odierna ed allora che nessuno impedisca alla Chiesa “in Italia” di pagare il dovuto. Senza sconti.

  • Marcello Biscaioli
    Rispondi

    Io sono un lavoratore dipendente. Mi spiegate come faccio a non pagare le tasse?
    Grazie
    Marcello

  • Marcello
    Rispondi

    Perchè mi avete cancellato il commento, mi spiegate come da lavoratore dipendente posso non pagare le tasse?

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Spettabile Marcello, le cito alcune delle attività di dipendenti e/o pensionati vari che conosco personalmente:
      -andare a funghi e venderli in nero a ristoratori
      -fare le pulizie in nero
      -aggiustare tapparelle in nero
      -imbiancare le case in nero
      -sistemare motorini e biciclette in nero

  • Marcello
    Rispondi

    Ma pensi che sia sensato licenziarsi, magari da un lavoro che si ama, per fare le pulizie in nero? Ma che risposta è? perdonami ma è una risposta approssimativa. E’ molto facile dire, non pagate le tasse Leonardo, molto più difficile è farlo. Io non vi sto combattendo, stavo chiedendoti quale poteva essere la strada per chi ritiene interessanti le vostre idee ma non è nella possibilità di licenziarsi. Perdere un lavoro non è come bere un bicchier d’ acqua, e la tua soluzione insulta un pochino la mia intelligenza. Licenziamenti di massa e tutti a far lavoretti da pensionati in nero? questa è la prospettiva? Mamma che delusione.

    • Stefano
      Rispondi

      penso che Facco intendesse che parallelamente al tuo attuale lavoro da dipendente potresti anche praticare queste attività in nero nei momenti liberi (ad avere forze e volontà!)

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Marcello, intanto non cancelliamo alcun commento qua, anzi. In merito al mio suggerimento, non le ho detto di licenziarsi dal posto di lavoro, le ho segnalato esempi veri di persone che oltre al lavoro regolare fanno quelle cose. Con viva cordialità, Leonardo.

  • Stefano
    Rispondi

    sono d’accordo che la cosa migliore sarebbe abolire i sussidi alla chiesa ma penso che non si possano modificare unilateralmente i patti lateranensi proprio perchè hanno valore di trattato internazionale, dovrebbe essere anche la chiesa a voler abolire i propri privilegi (il classico caso del tacchino al pranzo di natale).
    Riguardo alle tasse sono d’accordo che sono troppo elevate per chiunque ma visto che la situazione è questa trovo scorretto che la chiesa abbia agevolazioni per quanto riguarda le sue attività economiche e commerciali che si trovano avvantaggiate in un regime di concorrenza dove i concorrenti hanno tasse maggiori.
    Si prenda l’istruzione privata: a parità di sussidi (che non sono sicuro siano pari ma tant’è) la scuola cattolica sarà in grado di applicare rette più basse (o avere maggiori guadagni) in virtù di una tassazione differente dai concorrenti. stesso discorso lo si potrebbe fare per le proprietà immobiliari, le attività bancarie e gli esercizi commerciali di altro genere.
    Saluti

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