In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI LUIGI CORTINOVIS

Individui e capitali si muovono, da sempre. Ma se per i primi le difficoltà oggettive sono maggiori i secondi si spostano di migliaia di chilometri con un semplice click del computer. Questo ci obbliga a constatare che un sistema fiscale teso a penalizzare chi potrebbe e vorrebbe arricchirsi incentiva le fughe ed ostacola il dinamismo economico di un paese. La conseguenza è che non solo avremo poche persone veramente facoltose e privilegiate, ma anche che il destino dei poveri sarà molto meno roseo. Questo avviene perché un sistema tributario molto progressivo, ed aggressivo, scoraggia il risparmio, il lavoro, la ricerca e gli investimenti; e non si capisce cosa i poveri avrebbero da guadagnare da questa situazione.

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Quanto sopra è un dato di fatto, dimostrato dagli eventi! Ecco il motivo per cui la flat-tax, o tassa piatta con aliquota unica, è da oltre un decennio la migliore soluzione per ovviare ai disastri annunciati. Dal 1994, l’Estonia ne fa uso. E da un’imposta del 26 percento iniziale ha ribassato in continuazione il balzello, riscontrando ogni anno un aumento del proprio gettito fiscale. Con l’Estonia, anche la Lituania ha fatto la stessa scelta e la Russia, a rimorchio dei suoi vicini, ha introdotto una flat-tax con aliquota del 13 percento, che ha comportato un +26 percento delle entrate per lo Stato. Di pochi mesi fa, infine, è la notizia che altrettanto hanno fatto, o stanno facendo, paesi come la Polonia, la Romania, la Repubblica Ceca. Il cantone svizzero di Obvaldo ha adottato per primo la flat tax dopo un referendum, vinto dai sì col 90 percento dei voti favorevoli.

Solo l’ignoranza, o l’avversione ideologica, spiegano la mancata comprensione di uno strumento fiscale tanto apprezzato, soprattutto dai contribuenti, che la considerano equa e meno complessa burocraticamente parlando. Ha scritto Francesco Galietti su “Libero Mercato”: Chi si batte per la flat-tax pone l’accento anche sulla semplificazione amministrativa. Infatti, con un’unica aliquota, chiunque è in grado, con un calcolo semplicissimo, di stabilire quanto gli toccherà pagare”.

Con questo tipo di imposta, l’incentivo ad evadere è parecchio ridotto e più gente paga quanto dovuto, con un effetto positivo per le casse statali. Non è la paura di draconiane misure repressive per chi non paga, come ha dimostrato, ancora una volta, il caso Russo.

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In una intervista, rilasciata ad Arianna Capuani, il principe Philipp von Liechtenstein ha detto: “E’ necessario limitare l’intervento dello Stato. Il mercato dovrebbe essere come il motore di una Ferrari, complicato solo all’apparenza, ma in realtà solo complesso, perché costituito da parti funzionali e strettamente collegate fra di loro. Un mercato con queste caratteristiche è necessariamente caratterizzato da una tassazione leggera, idealmente da una flat tax, l’unica vera tassazione morale, perché non fa distinzioni di sorta tra i cittadini. Accettare la progressività delle imposte, infatti, equivale a consegnare un potere illimitato nelle mani del legislatore. Un’altra inutile complicazione è rappresentata dalla letteratura fiscale incomprensibile, di cui un esempio sono i moduli della dichiarazione dei redditi di varie nazioni europee: mi piace ricordare che anche Helmut Schmidt sì è rifiutato, per questa ragione, di compilare il suo. L’unico modo per sfuggire alle complicazioni imposte dai legislatori è quello della competizione fiscale. Il Liechtenstein, con la sua tassazione bassa e comprensibile, è quindi un buon esempio per le altre nazioni europee”. In Italia, Valter Veltroni ha dichiarato che la flat-tax è demagogica ed è inapplicabile. Un suo ex-alleato invece, Daniele Capezzone, ha sostenuto il contrario: “Lavorare sui contenuti, non sulle chiacchiere e le risse della solita politica. Tassa piatta al 20 percento, semplificazione burocratica, riforma delle pensioni nell’interesse dei più giovani: questi sono temi liberali che importano alla gente e al mondo produttivo”.

Altri politici l’hanno proposta, altri ancora dicono di sostenerla da tempo. I fatti sono che l’Italia detiene il record mondiale della tassazione.

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Showing 5 comments
  • Fabrizio Dalla Villa
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    Siete sicuri di queste affermazioni? In Italia occorre cambiare qualcos’altro, semmai. Per esempio occorre ridimensionare tutte le mafie e camorre varie, concussioni e corruzioni di politici, ecc… Io continuo a sostenere che se dessimo a tutti i contribuenti, la possibilità di detrarre dal proprio reddito, una cifra superiore all’aliquota massima dell’Iva (se non proprio il 100%, che sarebbe l’ideale, cui si può giungere, tuttavia, gradatamente) rispetto alle spese sostenute, automaticamente qualsiasi contribuente sarebbe incentivato a richiedere la fattura a chi gli offre prestazioni di beni e/o servizi, con tutte le conseguenze del caso (ridimensionamento delle attività illecite o illegali, per esempio). Ho effettuato questa proposta anche da altre parti e qualcuno mi ha risposto che in Australia si fa già così. Sarà vero? se sì ho scoperto l’acqua calda, ma i nostri politici (a partire da Cicchitto che, pur essendo mio coetaneo pare “mi nonno!”) non sanno, non vogliono, non possono arrivarci. In ogni caso sono da rottamare tutti!

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    @Fabrizio Dalla Villa
    Vedi Fabrizio, quando le affermazioni sono supportate dalla verifica sperimentale, superano ogni teoria.
    I nostri carissimi (visto quanto ci costano) legislatori hanno forse qualche ragione teorica nel volere questo tipo di sistema. Nel senso che do loro il beneficio del dubbio.
    Ma dal punto di vista pratico hanno senz’altro torto marcio: è evidente anche ad un cieco.
    Peraltro, come dici tu, bisogna eliminare corruzione e concussione dei politici: bene, l’unico mezzo valido è togliere il più possibile le loro mani dal potere. Quindi, se ci pensi, dalle nostre tasche.
    Tu dici che i nostri politici sono tutti da rottamare, e te la passo. Io sarei un pochino più drastico.
    Ma quello che bisogna fare è tagliare i tentacoli della piovra, altrimenti puoi sostituire anche tutta la classe politica ma a lungo andare (neanche poi tanto lungo) i nuovi si prenderanno le insane abitudini dei vecchi.
    Un saluto

  • Roberto Fedeli
    Rispondi

    Che capezzone sostenga il contrario va bene, ma in politica contano i FATTI, sono quelli che PARLANO.Condivido l’articolo, in più aggiungo in questo periodo di probabili per non direcerti aumenti delle tasse sui beni ma anche sulle produzioni, mettici anche i tempi della legge, tutto questo scoraggia qualunque investitore (eccetto….), insomma ci sono tutti gli ingredienti necessari per deprimere il lavoro.Questo secondo me sarà il problema più grande nel prossimo futuro, anche più del debito stesso.
    Spero di sbagliarmi.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ricordo una notte a Zagabria, in quella che era Juguslavia, una quindicina di persone armate di scope seguite da un’autobotte e, con acqua e ramazze, lavavano la strada. Guardavo e pensavo a Milano, a quell’unico camion munito di spazzoloni con il quale un solo autista faceva il medesimo lavoro. La razio è che i politici si ingegnano per dare lavoro a tutti, l’economicità di un processo produttivo, è fuori della loro logica. Per i politici qualunque aggravio alle imprese ed ai Cittadini, è lavoro. E’ a forza di inventare pastoie burocratiche per aver qualcosa da far fare a qualcuno, adempimenti, controlli periodici dell’auto o della caldaietta a gas, paghe complicate che richiedono degli esperti per essere fatte, dichiarazioni dei redditi che trasformani i commercialisti in artisti della burocrazia, … bella una tassa con un’unica aliquota così semplice da essere “piatta”. Peccato che non ci sarebbe bisogno di tanto lavoro inutile e nella semplicità, i politici temerebbero che la gente si accorgesse della loro inutilità.

    • Borderline Keroro
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      Sei sicuramente un bravo ragazzo, anche se continui a mettere il dito nella piaga!
      Così fai soffrire il tuo rappresentante eletto, che sarà costretto a tassarti con il cuore che sanguina.
      Tutta questa ingratitudine per LORSIGNORI, che si sacrificano per noi e per il bene dell’Italia!
      Cosa vuoi che sia se ci svenano mentre si fanno di coca e la pigliano in quel posto da Riccarda, il trans che l’ha lungo una yarda.

      (NB: Madonna quanto hai ragione)

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