In Economia

DI MATTEO CORSINI

“Se l’Europa decidesse di dare indicazioni a riguardo i governi sarebbero felici di aumentare l’età per andare in pensione perché obbligati, mentre ora sono in grandi difficoltà perché se aumentano l’età perdono voti.” (S. Berlusconi)

Così ha detto Silvio Berlusconi nel suo ultimo tour tra Bruxelles e Strasburgo. In sostanza, aumentare l’età per andare in pensione sarebbe a suo parere la cosa da fare, ma dato che è politicamente un suicidio, meglio che la decisione sia imposta dall’Europa.

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Nel suo caso, tra l’altro, prima dei voti degli elettori perderebbe quelli della Lega, che ha fatto della riforma pensionistica un tabù e adesso ha una paura enorme di perdere la faccia (credendo, evidentemente, di averne ancora una presentabile) riconoscendo la necessità di abbassare la spesa pensionistica in modo strutturale e rendere il sistema meno iniquo.

Ancora una volta, Berlusconi ha perso l’opportunità di fare qualcosa di liberale. Se davvero credesse nel libero mercato, si renderebbe conto che la vera riforma da fare sarebbe il passaggio immediato per tutti a un sistema a capitalizzazione.

A quel punto si potrebbe perfino evitare di mettere dei limiti di età, perché per ogni persona l’ammontare della pensione dipenderebbe unicamente da quanto ha versato e dal montante raggiunto dall’investimento dei contributi sulla base delle scelte di allocazione effettuate e tempo per tempo eventualmente modificate.

A mio parere ognuno dovrebbe inoltre essere libero di scegliere se ottenere una rendita o se ritirare in tutto o in parte il montante in un’unica soluzione al momento del pensionamento, assumendosi il rischio di longevità. Senza che lo Stato debba decidere al posto dell’individuo, e senza che la scarsa lungimiranza di un individuo sia a carico della fiscalità generale.

Partendo dalla situazione attuale, poi, credo che ogni assegno pensionistico superiore a quello che si sarebbe ottenuto investendo i contributi nel tempo versati da una persona (mi rendo conto che ci sarebbe da discutere sulle ipotesi da considerare per ricostruire il montante teorico; siccome la gestione è ancora statale, si potrebbe considerare un investimento in titoli di Stato a medio-lungo termine) dovrebbe essere decurtato, onde evitare che una parte più o meno consistente dell’assegno mensile sia a carico della fiscalità generale.

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Si sente spesso dire che non bisogna toccare i diritti acquisiti. Il problema è che molti pensionati e altrettanti pensionandi gravano o si apprestano a gravare in misura non indifferente sulle spalle di tutti gli altri cittadini. E questo è tipico del sistema a ripartizione retributivo dal quale si sta uscendo con una lentezza insostenibile per il già malandato bilancio dello Stato.

Per decenni il consenso elettorale è stato ottenuto facendo promesse insostenibili, e lo Stato ha implementato e gestito un’enorme catena di Sant’Antonio. Qualcuno può pure parlare di diritti e di promesse che devono essere mantenute da parte dello Stato. Purtroppo, però, chiedere che quelle promesse siano ancora mantenute equivale a sancire il diritto di taluni a vivere, in misura più o meno consistente, alle spalle degli altri.

Per me non dovrebbe esistere alcun diritto a vivere alle spalle degli altri, soprattutto se le spalle appartengono a persone che oggi versano contributi sostanzialmente a fondo perduto.

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Showing 14 comments
  • francode
    Rispondi

    e perchè non facciamo una legge che imponga l’eliminazione fisica dei cittadini al compimento di una certa età, diciamo a 70 anni?

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Un libertario non la farebbe mai una legge del genere. UNO STATALISTA – sia esso di destra che di sinistra – SIIII!!!!

      • saldisaldi
        Rispondi

        Grande risposta di Facco !

    • Maximus
      Rispondi

      Se guardi il film ” La fuga di Logan ” , tutti venivano fatti fuori al compimento del 30 ° anno.

  • FrancescoPD
    Rispondi

    Concordo in pieno con l’articolo, ..”diritti acquisiti”..ma de che??
    Inoltre con utti i lavoratori stranieri entrati in Italia, un domani (se l’Italia non mette una pezza , lascio immaginare voi quale..) dovremmo pagare le pensioni anche a questi che nel frattempo l’avranno lasciata.
    L’immigrazione non stà facendo bene all’Italia ne ora perchè i quattrini che guadagnano li spediscono all’estero, ne in futuro che ce li ritroveremo comunque sulle spalle…
    E allora dei diritti acquisiti, vedrete che ci sarà da ridere…
    Più che di catena di Sant’Antonio, come scritto nell’articolo, il debito pubblico lo considerei più uno schema Ponzi, e i vari Trichet, Bernanke e Greenspan, li metterei a far compagnia al loro amico Madoff, in una bella cella condomianiale.

    • Maximus
      Rispondi

      ” La vendemmia 2011 è salva grazie ai raccoglitori stranieri ! ”

      Questo è il proclama trionfalistico ripetuto due giorni fa da numerose emittenti televisive italiane.
      Secondo i dati della Coldiretti ben trentamila ( 30.000 )lavoratori stranieri hanno partecipato alla vendemmia.
      Mi resta invece difficile capire perchè affermino che la vendemmia sia stata ” salvata ” dagli stranieri :infatti Domenica 11 Settembre ho aperto il Corriere Della Sera a pagina 27 ed ho trovato la stessa notizia descritta in maniera più
      precisa.
      Su duecentodiecimila ( 210.000 ) lavoratori stagionali impiegati nella vendemmia solo trentamila ( 30.000 ) erano stranieri , pari al 15 % del totale.
      Alla luce di questi dati sarebbe stato più corretto dire che la vendemmia italiana ha salvato le finanze di 30.000 stranieri anzichè il contrario.
      La vendemmia 2011 è stata ” salvata ” soprattutto da 180.000 lavoratori italiani che , a quanto pare , non hanno disdegnato di compiere un lavoro rispettabilissimo che ci vogliono far credere risulti ambito solo dagli stranieri.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Non condivido quanto affermi. I soldi guadagnati con un onesto lavor, sono del lavoratore che li ha guadagnati e questi può farne quello che vuole. Altre cose sono i privilegi. Bisogna responsabilizzare tutte le persone e la pensione non deve essere più legata allo stato, ma da fondi gestiti privatamente. Tutti i privilegi esistono perchè esistono gli Stati. Se non esistessero non ci sarebbe nessun privilegio per nessuno. Cerchiamo di vedere le cause profonde dei fenomeni e non a fermarsi sulle conseguenze, per favore!!!!!!!

  • Caber
    Rispondi

    @ francode, non dirlo troppo forte sennò la inseriscono in finanziaria…

  • alfonso
    Rispondi

    Finalmente qualcuno che va contro questi famosi “diritti acquisiti” che diritto ha una persona di andare in pensione poco più che quarantenne e pesare per 30 anni sulle spalle degli altri che lavorano fino a 70????

  • Massimo74
    Rispondi

    Quelli che oggi vengono chiamati diritti acquisiti sono in realtà veri e propri furti ai danni delle generazioni future.Come dice giustamente Matteo,non può esistere il diritto di vivere alle spalle del prossimo,sopratutto se il prossimo è colui che per mantenere l’attuale generazione di pensionati,si ritroverà un giorno con una pensione da fame (nella migliore delle ipotesi perchè nello scenario peggiore potrebbe non ricevere proprio nulla).

  • Maximus
    Rispondi

    Per garantire i diritti acquisiti di alcuni si è fatto in modo che altri non acquisissero diritti : vedi i precari creati dalla SINISTRA nel primo governo Prodi grazie al Pacchetto Treu.

    Quando vedo il PD e la CGIL manifestare per i precari , mi viene da vomitare.

    Questi qui sono come la Chiesa : amano talmente i poveri che ne creano di nuovi in continuazione.

  • gimmi81
    Rispondi

    facile da dire e quasi impossibile da farsi
    in un paese in cui se si toccano 5 minuti di pausa di un dipendente, viene giu il mondo, figurarsi solo a pensare ad una trasformazione tale del sistema delle pensioni, verrebbe veramente fuori una rivoluzione

    Anche perchè obiettivamente, prendete un 70 enne, obiettivamente ha calcolato la sua vita basandosi sulla pensione, ora toglierla non sarebbe corretto, ci vorrebbe un modo per fare una transizione, che ne so, utilizzando i soldi tolti dai tagli di spesa pubblica inutile (dipendenti statali in eccesso), o dalle privatizzazioni.

    Certo, si potrebbe tentare di farlo, tanto un 70enne mica va in piazza a fare le risse =)

    • FrancescoPD
      Rispondi

      caro Gimmi81, cè sempre una soluzione a tutto…!
      Non si vogliono prendere decisioni??, nessun problema!
      Un bel default e così non si da la colpa a nessuno.. o meglio la sappiamo tutti di chi è, chi in questi ultimi 40 anni ci ha fatto sprofondare..
      Un bel default mette tutti a tacere, un po di piazza, un po di chiasso con le pentole, e dopo qualche giorno ci si risveglia in un nuovo Paese, cambiato, senza privilegi o diritti acquisiti.
      Si ricordi che ci sono dipendenti pubblici che sono in pensione dalla tenera età di 35 anni… veda Lei..se questo non è un furto e non crea atrito sociale, per questo dovremmo incazzarci, non perchè cercano di rimettere mano a un insulto al buon senso che è il nostro sistema pensionistico.
      Cordiali saluti

  • mauro meneghini
    Rispondi

    I viaggiatori dela sera https://www.youtube.com/watch?v=aDQEkTPWtHU potrebbe essere un’altra idea! Più sriamente visto che Bismark introdusse a fine ottocento la “pensione d’invalidità e vecchiaia” al compimento dei 65 anni, allora la vita media era di55 anni, proporrei di dare 4.000,00 € al compimento dei 95 anni………

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