In Anti & Politica

DI MATTEO CORSINI

“Secondo punto è quello dell’aumento dell’esclusiva anche stragiudiziale della produzione da avvocato. Non è una istanza di categoria, ma è nell’interesse del cittadino. Oggi l’esclusiva è sostanzialmente limitata alla parte giudiziaria, alle cosiddette cause, e quindi chiunque può dare consulenza stragiudiziale. Il nostro macellaio potrebbe mettere fuori un cartello con scritto ‘ottima carne, consulenza stragiudiziale compresa’. Mentre noi chiediamo che una attività così delicata, con una legislazione complicatissima che facciamo fatica a conoscere noi avvocati e che fanno fatica a conoscere i magistrati, sia riservata a chi esercita stabilmente la professione. Poi c’è la reintroduzione dei minimi e dei massimi tariffari. Nell’ambito di questa forbice, sia pure molto elevata del massimo e del minimo, deve esserci la possibilità di scegliere per cittadini e amministrazioni, ma devono esserci però dei minimi e dei massimi tariffari. Noi siamo favorevoli ai massimi tariffari anche se l’Europa ci ha detto che i minimi sono sicuramente legittimi, i massimi forse no perché sarebbero contrari alla concorrenza.” (R. Menoni)

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Ho appreso dall’ANSA, che riportava queste dichiarazioni (a mio parere) farneticanti, che Renzo Menoni è presidente dell’Unione nazionale delle Camere civili. Nella dichiarazione di cui ho riportato uno stralcio, Menoni auspica l’approvazione del disegno di legge di riforma della professione di avvocato presentata dagli avvocati stessi. In pratica, una corporazione chiede al legislatore di fare un copia e incolla di un testo da essa elaborato per riscriverne le regole. Non mi stupirei se andasse effettivamente così, considerando che in Parlamento gli iscritti all’albo degli avvocati abbondano e hanno anche un certo potere ricattatorio, pronti a utilizzarlo ogni volta che la parola liberalizzazione viene avvicinata alla loro professione.

Secondo Menoni, l’attività degli avvocati deve essere soggetta a esclusività non solo nelle aule giudiziarie, bensì anche quando si tratta di consulenza stragiudiziale. Ovviamente “non è una istanza di categoria, ma è nell’interesse del cittadino”. Ci mancherebbe: mica si vorrà permettere che un macellaio con la passione di codici e testi unici fornisca consulenza ai suoi clienti, tra una fettina di manzo e l’altra!

Quanto ai compensi, è altrettanto ovvio che debbono esserci dei minimi e anche dei massimi tariffari. E mentre sui minimi non c’è nessuna remora perché “l’Europa ci ha detto che i minimi sono sicuramente legittimi”, i massimi forse sarebbero contrari alla concorrenza.

La cosa deprimente è che questi signori assumono anche un tono serioso quando rilasciano dichiarazioni del genere. Posto che non capisco come possa essere considerato restrittivo della concorrenza un tetto massimo ma non quello minimo alle tariffe (e, contrariamente a Menoni, non prendo per oro colato quello che dice l’Europa, vero e proprio melting pot di burocrati parassiti), è davvero indisponente che costoro invochino restrizioni alla concorrenza di ogni genere con il pretesto di tutelare i cittadini. I quali, in verità, non trarrebbero alcun beneficio dal fatto di non poter ascoltare il parere del macellaio su questa o quella questione legale, né dal non poter pagare meno della tariffa minima la prestazione di un avvocato.

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Sappia Menoni che i cittadini della cui tutela pare così tanto preoccuparsi non sono tutti incapaci di intendere e di volere, e che sarebbero in grado, in un sistema liberalizzato e pienamente concorrenziale, di individuare i migliori consulenti legali, così come sanno quali sono i migliori macellai.

O propone di introdurre l’obbligo di nominare un tutore anche per andare a comprare una bistecca?

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Showing 11 comments
  • Leonardo Facco
    Rispondi

    TRA L’ALTRO, CON TALE PANIZ IN PARLAMENTO AVRANNO BUON GIOCO ‘STI ILLIBERALI

  • Renzo
    Rispondi

    quando ho iniziato a leggere l’articolo credevo che l’inizio fosse una parodia, invece è vero o__O

  • Brillat-Savarin
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    una casta di parassiti, sti avvocati di merda… che paura hanno che il macellaio faccia il consulente legale? e allora io propongo che gli avvocati siano liberi di fare consulenza nell’arte di fare quarti (di bue): se ne sono capaci facciano consulenza anche su come frollare la carne e non venderla dura e immangiabile; se uno è bravo a fare l’avvocato, o il mecellaio o quant’altro, SIA LASCIATO LIBERO DI ESPORSI AL GIUDIZIO DEL MERCATO

    • Leonardo Facco
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      LEI PARLA COME UN SAGGIO TIBETANO!

    • Libertas
      Rispondi

      Ormai siamo chiaramente al delirio. Tutti delirano su tutto. Chissà perché le liberalizzazioni le si vogliono fare sempre a casa degli altri.
      Ieri, ad esempio, è arrivata finalmente la proposta di facilitare il datore di lavoro nel licenziamento e nella riassunzione, che è stato interpretato non come un’occasione per favorire la mobilità sociale e la flessibilità lavorativa ma come una norma cattiva a tutto vantaggio di cattivissimi che non vedono l’ora di far soffrire i loro dipendenti licenziandoli in tronco. Cgil e vari si sono già arroccati in difesa del corporativismo fissile e statico del posto fisso…Che dire…questa è l’Italia.

    • Borderline Keroro
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      Guarda che è lì che vogliono arrivare, a dare consulenze anche riguardo la carne. :D

  • Caber
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    @ Borderline Keroro: Consulenza OBBLIGATORIA PER LEGGE, ça va sans dire

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      In carta resa legale, of coure.

  • GIOVANNI BORTOLOTTI
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    @Libertas:quello da te elencato è proprio l’obiettivo.Mettere gli uni contro gli altri è sempre stato il fine dello stato per poi presentarsi come “salvatore”. Maledetti parassiti!!

  • Sebastian
    Rispondi

    Menoni non ha detto solo questo. Di recente si è scagliato anche contro l’eccessivo numero di avvocati ed ha quindi proposto anche di “regolare l’accesso alla professione”.

    Ma leggetevi questo suo pensiero inzuppato di delirante retorica ai limiti del nonsense: “l’eccessiva proliferazione degli avvocati provoca una dequalificazione delle capacità tecnico-giuridiche e della deontologia, e fa sì che vengano anche fatte controversie che si potrebbero evitare, quindi quelle liti ‘temerarie’ che danneggiano la giustizia già oberata da un carico eccessivo di processi, e il cittadino che poi si vede esposto alla condanna delle spese”

    Ancora rileggendolo non capisco come partendo dall’elevata proliferazione di avvocati sia giunto al fatto che i cittadini sono esposti alla condanna delle spese.

    Link: http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/14/news/avvocati-23233390/

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