In Economia, Esteri

DI MATTEO CORSINI

“Il capitalismo è la più grande piaga del mondo; è fallito come si è visto con la caduta dei governi di Grecia, Portogallo e Italia. L’unica salvezza è il socialismo che è uguale alle verità cristiane.” (H. Chavez)

Hugo Chavez non usa certo mezze misure quando parla. E, di solito, le spara davvero grosse. Anche questa volta non ha voluto fare eccezione.

Va bene che sul termine capitalismo esiste una certa varietà di definizioni, ma, anche volendo sostenere che Grecia, Portogallo e Italia siano sistemi capitalisti, il fatto che siano caduti i governi mi pare non sia da attribuire al fallimento del capitalismo. I governi cadono in giro per il mondo e, solitamente, laddove durano molto non è perché il sistema funziona meglio, ma semplicemente perché c’è una forma più o meno consistente di dittatura. Come nel Venezuela di Chavez, ad esempio.

Ciò premesso, può davvero definirsi capitalista un Paese in cui la spesa pubblica supera la metà del Pil (vedi l’Italia) o nel quale oltre il 40 per cento della forza lavoro è dipendente pubblico (vedi la Grecia)? Io lo dubito fortemente. Non era certo capitalista l’Italia del Ventennio fascista, eppure l’ossatura del sistema economico da allora non è cambiata radicalmente. Gli ordini professionali sono vivi e vegeti, esistono barriere alla concorrenza poste da questa o quella legge in svariati settori. Lo Stato, sia nel suo apparato centrale che nelle ramificazioni territoriali, controlla ancora direttamente interi settori e fornisce in monopolio legale innumerevoli servizi. Gran parte di coloro che amano autodefinirsi imprenditori non fanno altro che provare a guadagnare una rendita di posizione cercando proprio nello Stato il riparo dalla concorrenza. Non mi pare che tutto questo corrisponda a una (seppur annacquata) definizione di capitalismo.

Quanto al socialismo, anche volendo sorvolare sulla sua intrinseca tendenza a comprimere la libertà degli individui più di altri sistemi, la storia dell’ultimo secolo non ci consegna un elenco di memorabili successi. Direi, al contrario, che circa vent’anni fa si sono avute sonore (e definitive) dimostrazioni del totale fallimento dei sistemi socialisti.

Lo stesso socialismo chavista non è ancora riuscito (e mi permetto di avere la certezza che mai ci riuscirà) a far prosperare il Venezuela, il quale, pure, galleggia sul petrolio. Chavez è al potere dal 1999 e intende rimanerci a tempo indeterminato, ma finora la sicurezza dei cittadini venezuelani è peggiorata e gli unici a beneficiare del suo operato sono i burocrati e i militari che hanno accresciuto notevolmente le dimensioni dell’apparato statale.

Nel corso degli anni, come spesso succede nei sistemi socialisti, vi è stata infatti una proliferazione di uffici e ministeri. Solo di recente, Chavez ha deciso di separare il ministero dei trasporti in due: trasporti marittimi e altro. Non mi meraviglierei se prossimamente decidesse di creare un ministero per ogni singolo mezzo di trasporto.

Secondo Chavez il socialismo “è uguale alle verità cristiane”. Purtroppo questa visione è condivisa da molte persone cristiane, non solo tra i fedeli, ma anche e soprattutto tra i preti. Credo che non si potrebbe dare una lettura più distorta del messaggio cristiano. Non mi pare che l’annullamento dell’individuo e il disconoscimento della sua unicità, che sono tra le caratteristiche salienti del socialismo, possano essere associati al cristianesimo.

Né mi pare molto cristiano cercare di mettere a tacere, con le buone o con le cattive, chi la pensa diversamente. Cosa che accade puntualmente in ogni sistema socialista.

 

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  • Gian Piero de Bellis
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    Il capitalismo e il socialismo non sono mai esistiti. Sono solo dei modelli ideali. Parlarne in riferimento alla realtà attuale (il Venezuela di Chavez o l’Italia di Berlusconi-Monti) o a quella passata (Stalin, Mussolini) non ha scientificamente senso. Io lo ripeto da un pezzo e alla fine sto diventando anche noioso. Comunque, ognuno è libero di vivere le sue illusioni, Chavez riguardo al socialismo e gli oppositori di Chavez riguardo al capitalismo. Se rimangono solo illusioni e non diventano imposizioni allora non c’è nulla di male. Purtroppo non è sempre così.

    • leonardofaccoeditore
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      Apprezzo il tuo tentativo di trovare un nuovo linguaggio, ma non approvo, come ben sai. Il problema è la distorsione dei termini di cui sopra.

      • Gian Piero de Bellis
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        “Il problema è la distorsione dei termini di cui sopra.” Leo che cosa è stato fatto o si sta facendo per eliminare questa distorsione? E se si sta facendo tutto il possibile come mai non vedo risultati tangibili, anzi la distorsione si accresce e si diffonde? O non è forse il caso che nessuno vuole eliminarla perché fa il gioco delle opposte fazioni politiche (cioè è politicamente utile)? In sostanza, molte domande a cui non trovo alcuna risposta (tranne che la solita riproposizione dei termini “distorti” capitalismo e socialismo). Se Monti è per il socialismo, credi davvero che Karl Marx l’avrebbe sostenuto a spada tratta? E se Monti è per il capitalismo credi proprio che von Mises sarebbe dalla sua parte? Continuo a rimanere perplesso dall’uso di questi termini ma da ora in poi me le terrò per me queste perplessità. Vedremo in futuro chi ha avuto ragione.

        • leonardofaccoeditore
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          Gian Piero, il gioco dell fazioni politiche non lo eliminerai mai, essendo che qualcuno pensa di avere il diritto di poter governare sugli altri. L’uso distorto tei termini, e dei suoi contenuti, è un lavorìo che inizia quando i bambini entrano nelle scuole e, fingendo di educarli, le maestre insegnano loro le bellezze dell’essere solidali e sociali, facendo ancora una volta uso pretestuoso dei concetti. La battaglia linguistica è fondamentale, ma soprattutto per ridare ai termini il loro significato reale. Chiaro che se oggi le politiche di Berlusconi vengono spacciate per capitalismo… c’è poco da fare. Comunque sia, abbiamo molto da lavoto da fare, sia io che te :-)

  • Gian Piero de Bellis
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    Preciso: la mia non è una critica a questo articolo che trovo abbastanza equilibrato.

  • andy roma
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    si come dici<?? in venezuela c'e' la dittatura?? ma sei sicuro di conoscere il venezuela?? se c'e' la dittatura come mai ci sono le stesse grandi tv private come in tutto il mondo e gli stessi programmi che si vedono in tutto il mondo?? come mai esitono le scuole private e la sanita' privata e l'iniziativa privata come in qualunque parte del mondo?? fatela finita col definire il venezuela una dittaura!! l'unica differenza e' che chavez ha condotto quella guerra al sitema bancario internazionale che presto si combattera' anche nel resto del mondo!! ma non dire eresie per favore!!!

    • FrancescoPD
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      ..ed i sermoni domenicali che questo delinquente di Chavez fà la domenica a reti unificate (almeno nel 2006 quando ero li le faceva, ora con il cancro spero che qualche colpo lo perda…) , come li chiami?? messe cantate?

      • Borderline Keroro
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        Carissimo Francesco, se ricordi gli anni ’80, i giornali (a parte qualche lodevole eccezione) facevano a gara a negare che in URSS ci fosse la dittatura.
        Addirittura mi ricordo il servizio di RAI 3 sulla caduta di Ceausescu, servizio durante il quale sono finalmente venuto a scoprire che Ceausescu era sì un dittatore ma, ebbene sì, FASCISTA.
        In Venezuela non c’è nessuna dittatura, solo un simpatico regime che nega la libertà individuale.
        A sentire certe minchiate viene il sospetto che il tumore ce l’abbiano gli apologeti di Chavez.
        Al cervello, ça va sans dire.

    • leonardofaccoeditore
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      Ci ho vissuto da quando avevo 3 anni (1967), i miei sono ancora là a lavorare e ho parenti ed amici. CHAVEZ E’ UNA TESTA DI CAZZO COMUNISTA, UN DITTATORE DI MERDA, DEGNO SOLO DI ESSERE CONSIDERATO DA MERDE UMANE CHE VIVONO DI RANCORE ED INVIDIA.

      • Borderline Keroro
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        Come al solito sei troppo buono.

  • Gino
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    Ciao a tutti, sul fatto quotidiano hanno messo l’intervento integrale di Mario Monti al Senato

    Cosa ne pensate del discorso del nuovo presidente del consiglio?

    • Borderline Keroro
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      Le solite stronzate.
      Non so se esista ancora quel giochino cilindrico in cui i vari settori ruotavano indipendentemente per formare frasi di apparente senso compiuto, le frasi del tubo appunto.
      Ecco i discorsi dei nostri politici paiono scritte scopiazzando da lì.
      Mi pare di sentire i discorsi di Giancarlo Abete (uno difficilmente emulabile in fatto di oratoria verbosamente vacua).
      E’ dai tempi di Ciampi che promettono di risanare il bilancio.
      E’ dalla discesa in campo di Berlusconi che promettono di abbassare le tasse.
      Sempre le solite stronzate.

    • leonardofaccoeditore
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      Per ora è vago, aspettiamo i provvedimenti veri. Temo il peggio!

  • Robespierro
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    mah… il socialismo è un sistema economico partorito dalla mente di un misantropo che non ha mai lavorato in vita sua che non conosceva il mondo, la gente, la vita, era solo pieno di odio e si faceva mantenere dalla famiglia di Engels, ovviamente partorì un sistema demenziale che non poteva essere altro che una dittatura: quando togli tutti i beni al popolo e fai amministrare tutti i beni a dei burocrati, generi un mostro, ma questa è storia ormai. Il cristianesimo non c’entra nulla con l’economia, la frase del “principale” che disse:”date a cesare ciò che è di cesare” palesa il totale disinteresse per qualunque sistema economico. “Capitalismo” è soltanto la definizione, distorta, che diede Marx di una sua delirante ed errata visione delle cose, dato che il termine lo coniò lui, tanto che Orwell coniò il termine “neolingua” per dileggiare i socialisti che s’inventavano questi termini bizzarri, per darsi importanza, come i preti usavano il latino per confondere le acque, dunque il “capitalismo” essendo il termine frutto di un’analisi errata non esiste, come il sarchiapone. Contrapposto al socialismo, però c’è il liberismo che NON è ciò che Marx definiva come “capitalismo” non ci sono molti paesi liberisti, gli usa sono ormai quasi socialisti, noi siamo socialisti-corporativisti (fascisti) come è scritto anche nell’articolo. Purtroppo la caduta del muro invece di far sparire dalla faccia della Terra il socialismo, è stato come un ascesso che rompendosi ha infettato anche i tessuti sani. A tutti i politicanti piace il socialismo, perchè gli permette di avere molto potere, di dirigere imprese, l’economia stessa e dunque di concedere favori, posti di lavoro… ed avere in cambio dei voti, se le imprese sono dirette male, hanno troppi dipendenti, ai vertici ci sono degl’incapaci, chissensefrega, paga lo stato, ovvero le attività condotte dai privati. Il socialismo è la convinzione che si possa vivere sulle spalle di qualcun’altro: il privato e pure insultarlo e criminalizzarlo, “sfruttatore”, “evasore” etc.. Il cristianesimo è una religione ascetica, mentre il cattolicesimo, sappiamo che è stato un sistema politico teocratico sanguinario e totalitario, mettevano eccome le persone a tacere: con la mordacchia e sul rogo. Può essere per questo che alcuni o molti preti siano simpatizzanti socialisti, per affinità tra totalitarismi, ma non dimentichiamo che la chiesa era sostenitrice del fascismo, in cambio ottenne i patti lateranensi e chi li volle poi ratificati nella costituzione italiana non fu De Gasperi ma Togliatti con l’art7 Dunque Chavez sa che la chiesa appoggia chiunque gli dia denaro siano fascisti, nazisti, socialisti, sovrani assoluti, dittatori folli, non fa differenza, Chavez vuole l’appoggio della chiesa per puntellare il suo scricchiolante governo e lancia questi tutt’altro che timidi segnali.

    • Gian Piero de Bellis
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      “Capitalismo” è soltanto la definizione, distorta, che diede Marx di una sua delirante ed errata visione delle cose, dato che il termine lo coniò lui.”
      Robespierro, questo non è assolutamente vero. Forse di Marx hai letto poco o nulla, eppure bastava una ricerca di qualche minuto su Internet per evitare di cadere in un errore così grossolano. (http://en.wikipedia.org/wiki/Capitalism#Etymology_and_early_usage)

      • Robespierro
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        Gian Piero ti ringrazio per la precisazione, ebbene sì, non sono riuscito a leggere più di tanto Marx, non ne vale la pena, sono solo i sogni falliti di un misantropo.

        • Gian Piero de Bellis
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          Robespierro, non dimentichiamoci comunque che Marx ed Engels erano per l’estinzione dello stato, quindi per un qualcosa di molto diverso da quello che poi passa (erroneamente) sotto il nome di socialismo. Quindi, anche se non siamo d’accordo con la visione di Marx, dobbiamo distinguere il vero dal falso.

  • Roberto Fedeli
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    @Gian Piero Il capitalismo e il socialismo non sono mai esistiti.
    Premesso che son daccordo con quanto da te affermato prima, rimango perplesso su questa affermazione per quelle che sono le mie conoscenze non mi convince totalmente. Credo che delle due il socialismo è quel sistema sociale che sta avendo il sopravvento, non solo in Venezuela. Prorpio adesso con la crisi economica stiamo vedendo la coercizione aumentare paurosamente, il capitalismo è ridotto ai minimi termini, d’altronde nessun paese adotta la politica del laissez faire, ma nonostante questo io vedo ancora lo sforzo la voglia di qualche imprenditore, e quindi lo sforzo del capitalismo vero, anche perchè se muore il capitalismo finisce tutto.

    • Gian Piero de Bellis
      Rispondi

      Roberto, il mio è semplicemente un discorso relativo al linguaggio e all’uso dei termini. È chiaro che esistono sistemi socio-politici in cui prevale il controllo statale e altri in cui il controllo statale è abbastanza ridotto. I primi poggiano sullo statalismo (o statismo) e i secondi sulla libera impresa. Utilizzare i termini socialismo e capitalismo introduce delle ambiguità e dei paradossi difficilmente risolvibili. In Cina dove domina il partito comunista, che sistema hanno: comunismo o capitalismo? Qui in Svizzera dove i socialisti hanno due seggi (su sette) al Consiglio Federale, cosa c’è: il mezzo socialismo? E in Inghilterra dove sono al potere i conservatori, cosa c’è, il capitalismo puro? Il sistema nazista cosa era: capitalista o socialista? E Mussolini, era per il capitalismo o per il socialismo? Cercare di rispondere a queste domande utilizzando lo schema socialismo-capitalismo è impossibile (a meno che uno non abbia le fette di salame sugli occhi). Quindi, riassumendo: eliminare le parole capitalismo-socialismo non vuol dire ignorare la dinamica stato padrone – individuo libero. Tutt’altro. Vuol dire smettere di farsi prendere in giro dalle etichette e concentrarsi di nuovo sulla realtà. (In Venezuela, da quel che posso capire, c’è lo statalismo basato su un padrone unico, Chavez. Tutto qui. In Russia c’era lo statalismo basato sulla burocrazia. E via discorrendo.)

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