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DI MARCO PAOLEMILI

Una vita senza emozioni, non potrebbe esistere. Il genere umano non sarebbe sopravvissuto senza la rabbia, la paura, la tristezza, la gioia, la sorpresa, l’attesa, il disgusto, l’accettazione, la gelosia, il perdono, l’allegria e così via. La funzione principale delle emozioni consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui sia necessaria una risposta rapida per la sopravvivenza stessa, una reazione che non utilizza processi cognitivi ed elaborazione consapevole.

Prima che famosi ricercatori si dedicassero allo studio delle emozioni, l’uomo ne aveva già compreso l’importanza e aveva appreso come era possibile utilizzarle, per perseguire i propri fini. Le religioni nacquero dalla sana ignoranza, quella che appunto ignora processi cognitivi ed elaborazione consapevole. Per dare una spiegazione all’ignoto, che ha sempre generato ansia e paura, l’uomo inventò forze soprannaturali, poi divinità che governavano questi eventi e poi, con lo svilupparsi di forme di governo sempre più organizzate e coercitive, un Dio unico, dominatore e giudicante. La religione usò la paura e la speranza, e continua a farlo tutt’ora, per soggiogare i sui fedeli, orientandone la morale e il comportamento sociale nonché politico. I Socialismi, quando non si allearono alle dottrine religiose, osteggiarono la religione, come “Oppio dei popoli”, con il preciso obiettivo di sostituirvisi.

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Ancora oggi, le democrazie, utilizzano le emozioni per imporre a molti le esigenze di pochi.

Sono quasi sempre le emozioni negative ad essere utilizzate, perché evidentemente più forti ed evocative di quelle positive. Milioni di soldati si sono fatti ammazzare nei secoli non per difendere i propri beni e le di loro proprietà, ma per perseguire mire espansionistiche degli Stati, per esportare democrazia e libertà sacrificando la propria, ad esempio.

Altre volte la paura, la rabbia o la gelosia hanno guidato voti plebiscitari e decisioni politiche prese da individui, mediante il voto popolare, anticonservative, emozionali, ancora una volta attraverso una reazione che non utilizza processi cognitivi ed elaborazione consapevole. Ne è piena la storia di queste follie, ma restando molto legati all’attuale e all’Italia possiamo citare i referendum sul Nucleare.

I due referendum sul nucleare sono stati vinti dal “sì” grazie ad eventi accidentali che hanno offuscato la ragione, facendo prevalere l’emozione. Al pari di chi ha paura dell’aereo, chi ha avuto paura di un disastro nucleare ha non-ragionato. Ogni anno muoiono più persone a causa dei calci degli asini che per incidenti aerei; la scala di un palazzo, l’attraversamento di una strada anche poco trafficata, è molte volte più pericolosa di un aereo, per numero di morti l’anno. L’emozione suscitata però da un aereo che precipita fa pensare che questo mezzo sia il più pericoloso, nonostante i numeri dicano che sia il mezzo di trasporto più sicuro al mondo.

Così le fughe radioattive dalla centrale di Fukushima, sono state considerate più mortali dello Tsunami che ha colpito la centrale stessa (il terremoto dell’Aquila, meno potente, ha fatto più vittime). Pochi sono andati a verificare che la radioattività misurata a Roma è più alta che quella di Tokyo, probabilmente perché lo stoccaggio delle scorie radioattive è più sicura in Giappone che in Italia, dove tale attività è notoriamente compito svolto dalla Camorra. Così, democraticamente o meglio emozionalmente, l’Italia ha deciso di dire “no” al nucleare. Emozionalmente, anche perché l’Italia non ha detto no al nucleare, ma solo alla costruzione di centrali nucleari sul suolo dello Stato. Gli ospedali italiani producono scorie radioattive, dai raggi X agli isotopi prodotti dalla diagnostica per immagini più avanzate, nonché dalla radioterapia. Le case degli Italiani sono illuminate, riscaldate e raffreddate da energia anche nucleare, comprata all’estero, per lo più dalla confinante Francia.

Che le energie alternative non possano coprire, almeno con le tecnologie attuali, il fabbisogno energetico nazionale è un dato facilmente desumibile da calcoli alla portata di tutti. Nessuno studioso degno di questo nome lo hai messo in discussione. I pannelli solari installati sul tetto delle case incidono poco sul fabbisogno domestico e illuminazione pubblica, energia per le industrie e le infrastrutture non possono essere fornite se non con una bassa quota di eolico o solare. Il petrolio, che fa più morti del nucleare ogni anno con patologie tumorali e danneggiamento della biosfera che il nucleare in un secolo, sarà ancora per molto la fonte di energia principale e il nucleare sarà ancora oggetto di sviluppo scientifico e tecnologico per aumentarne la resa.

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Paura, rabbia e senso di sicurezza hanno fatto prevalere il sì, che non prevalse quando gli Italiani vennero chiamati per fermare una legge, la numero 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita” che entrava nei loro letti, nella loro intimità più profonda, nel loro diritto naturale ad avere figli.

Democraticamente, emozionalmente, questo popolo ha deciso di pagare di più l’energia, quindi di sottrarsi denaro che avrebbe potuto utilizzare per altro, magari curarsi da qualche patologia ma anche cose frivole come andare al cinema. Sorgenia ed altre aziende che usufruiscono di denaro pubblico, hanno usato e ringraziato gli emozionali Italiani, contenti di essere scampati dal disastro nucleare (salvo poi bestemmiare quando si sono trovati bollette energetiche sempre più alte, in barba a lampadine a basso consumo, pannelli solari e altre diavolerie a basso rendimento). L’Italia si è anche potuta permettere questo abbandono della ragione poiché non ha nessuna previsione di crescita nel medio-lungo periodo e il suo fabbisogno energetico non aumenterà poi così tanto, ma a quanti è venuto il dubbio che questo prevalere delle emozioni sulla ragione, sia la causa della miopia culturale degli Italiani?

Il fallimento italico deriva davvero dalla crapuloneria del sistema economico mondiale, dal liberismo sfrenato o piuttosto dalla creduloneria e irrazionalità delle menti dei nostri connazionali?

 

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Showing 11 comments
  • Sergio
    Rispondi

    Fai una visita a Fukushima, passeggia la un po, bevi acqua dal sorgenti, assaggia qualche frutta dal albero, prendi qualche sasso come souvenir. E dopo racconti tuoi idei , mostrando foto per essere più convincente.
    Se ti sembra lontana Fukushima puoi andare anche a Cernobili. Chiedi a Kiev di emozioni in quel periodo.

  • castagno
    Rispondi

    Ma ANDATE A C’GARE, VOI E QUELL’ALTRO CO’LIONE DI FIDENATO CHE SEMINA OGM!

    Io sono dottorando in fisica e si vede benissimo che l’autore dell’articlo di fisica non capisce niente! Basta la frase: “Gli ospedali italiani producono scorie radioattive, dai raggi X agli isotopi”…non dico un fisico ma nessuno che avesse la più pallida idea di cosa sta parlando direbbe una c’azzata del genere: i raggi X non sono scorie! E non permangono nel tempo…

    a differenza degli isotopi prodotti da fukushima che, se ti piacciono tanto, ti consiglio di ficcarti su come supposta.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Presumo che castagno faccia riferimento alla grandezza del tuo cervello, giusto? Ah, quando è gonfio? Ops

  • marco paolemili
    Rispondi

    Visto che sei un dottorando di qualche scadente italiana, come me. Perché non spieghi a noi ignoranti quali sono gli effetti delle radiazioni ionizzanti sui tessuti? E perché non ci illumini sul concetto di radioattività?

  • Lorenzo
    Rispondi

    Secondo Paolemili gli italiani avrebbero dovuto votare sì, legittimando un nucleare DI STATO.
    Per un libertario è razionale questo?!
    Sì al nucleare solo se privato; il resto sono futili seghe mentali, come quelle contenute in questo inutile articolo scritto da un frustrato perché le cose non sono andate come avrebbe voluto lui… e questo atteggiamento mi ricorda molto quello dei nazicomunisti!

    E poi il problema, ancora, non è discutere su quale fonte sia meglio: pensiamo a liberalizzare il il mercato che saranno i singoli a decidere usando il proprio denaro invece di affidarci a dei profeti del nucleare o delle rinnovabili. Siamo tutti ignoranti finché non usiamo i nostri capitali.

    • Lorenzo
      Rispondi

      pardon, “Secondo Paolemili gli italiani avrebbero dovuto votare sì avrebbero dovuto votare no”

    • macioz
      Rispondi

      Se pensi che gli italiani abbiano votato contro il nucleare perchè era di stato mentre approverebbero quello privato temo che sia tu il campione delle seghe mentali.
      Il senso dell’articolo, che forse ti è sfuggito, era proprio che non c’è niente di libertario nel prendere decisioni a maggioranza.

      • Lorenzo
        Rispondi

        Non attribuirmi frasi che non ho scritto.
        È ovvio che quasi tutti gli italiani che han votato sì non vogliono neanche il nucleare privato, però se avessero votato no avremmo avuto di fatto un nucleare di stato.
        E il senso dell’articolo purtroppo non è come dici tu, ma è un’altro tentativo di bastonare chi è contrario al nucleare come purtroppo avviene molto frequentemente in questo sito.
        Qua si parla sempre bene del nucleare e sempre male delle rinnovabili.
        Purtroppo.

  • Nicola
    Rispondi

    Da certi commenti letti, direi che l’articolo ha proprio colto nel segno……le emozioni oscurano il giudizio razionale basato sui numeri.

    • Lorenzo
      Rispondi

      In economia il giudizio razionale è quello preso da gente che decide investendo il proprio patrimonio facendolo fruttare, tutto il resto è vaniloquio.

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