In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

Se “Tre-Monti” ci ha portato sull’orlo del fallimento, che ne sarà di noi quando le redini del governo finiranno – così dicono i giornali amici dei poteri forti – nella mani di un solo Monti?

Stando a quello che si legge, per l’opinione pubblica vale il detto “nomen omen”, insomma Monti è una cima.

Il Corriere, oggi, è persino agiografico nel dipingere le qualità del presidente dell’Università Bocconi (oltre il duecentesimo posto nel mondo). Per gli altri giornali, che copiano e incollano le Agenzie Ansa, le cose non starebbero diversamente.

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Leggiucchiando qua e là, veniamo a sapere che l’erede intellettuale e politico di Spadolini (esticazzi), amico di Riccardo Franco Levi (quello che la Rete libera gli dà fastidio e gli sconti sui libri pure), è stato nominato nel 1994 da Berlusconi nella commissione europea. Dell’Europa ha questa considerazione: “Sono orgoglioso di aver contribuito a farlo diventare un potere ancora più forte”. Lo chiamano tecnico, ma è il classico ircocervo italiano: liberale di facciata, statalista nel cervello e financo nel midollo, amico della casta sempre.

Passò alle cronache come “SuperMario” (nel 2004 nominato a capo dell’Antitrust grazie a D’Alema) quando decise di spaccare i marroni a Microsoft. Inflisse al gruppo americano una maximulta da 497 milioni di euro e lo condannò a consegnare agli altri produttori i codici sorgente di Windows per rendere i server compatibili con quello di Gates. I collettivisti, i “Monti Pyton boys”, esultarono.

A quei tempi, l’Istituto Bruno Leoni fu fra i promotori di una lettera aperta alla Commissione Europea, patrocinata dalla “National Taxpayers Union”, una delle maggiori associazioni a difesa del contribuente americano.

Nel testo sottoscritto dall’IBL e dall’Associazione dei contribuenti ungheresi, dalla Fondazione Hayek (Slovacchia), da Eudoxa (Svezia), dal Marketdscenter (Danimarca), dal Centre for the New Europe (Belgio), e da altri think tank che operano nel perimetro dell’Unione Europea, si leggeva:

-che la Commissione Europea dovrebbe imparare la lezione del fallimento della pianificazione centralizzata nei Paesi dell’Est: e non regolamentare l’industria del software.

-che la Commissione Europea non dovrebbe riservarsi il diritto di orientare le future innovazioni nel mercato del software: perché tali atteggiamenti danneggiano, in ultima istanza, i consumatori.

-che la Commissione Europea dovrebbe star attenta a non appicciare una nuova guerra commerciale contro gli Stati Uniti. Per gli allora liberisti italici “la controversia legale contro Microsoft, era già costata ai consumatori e contribuenti europei decine di milioni di euro. Anche per questo, i think tank che avevano promosso quella lettera aperta sollecitarono la Commissione Europea a rivedere la propria posizione. SuperMario se ne fotté allegramente! Per Alberto Mingardi, direttore dell’IBL, “un’inizativa come quella racconta bene il disagio di quanti, in Europa, credono che la recente decisione di Mario Monti abbia potenzialmente un impatto disastroso sull’economia e l’innovazione”.

Non ho idea di come la pensino oggi quelli dell’IBL, ma a quei tempi avevano praticamente sentenziato che Monti era un burosauro politicizzato a servizio effettivo e permanente del Leviatano europeo.

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Nel 1994, quando la Lega fece il ribaltone cacciando dal governo Berlusconi (che, ribadisco, aveva nominato Monti come membro di commissione a Bruxelles), declinò l’invito di Scalfaro a scendere in campo. Oggi, al contrario, Monti non solo alza la cresta e gonfia il petto, ma si fa nominare da quella cariatide comunista che siede al Quirinale senatore a vita. Cari amici tartassati preparatevi, uniamoci e mandiamo affangala quest’Itaglia cialtronesca.

Sapete una cosa? Dobbiamo rivalutare Caligola. La leggenda racconta che l’imperatore romano voleva nominare il suo cavallo senatore, perché lo riteneva più intelligente dei senatori romani stessi. Oggi, Caligola spenderebbe qualche parola buona persino per far nominare un asino. Vi assicuro che in Parlamento c’è solo l’imbarazzo della scelta.

P.S. Prego cortesemente notare la foto che ritrae Mario Monti. L’atteggiamento del neo-senatore palesa le sue intenzioni: “CARI CONTRIBUENTI, ORA VI FACCIO UN CULO COSI’!!!!”.

ECCO CHI VORREBBERO GOVERNASSE

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Showing 22 comments
  • Maciknight
    Rispondi

    Ottima la semplicità con cui delinei la situazione dei media italiani e degli euroburocrati statalisti, ma non dimentichiamo inoltre che Monti è l’ennesimo alto funzionario italiano dell’establishment della famiglia Rothchild, pare che non se ne venga fuori in alcun modo da questa ragnatela, e gli italiani manco sanno di cosa stiamo parlando

    • EF
      Rispondi

      Direi che anche chi scrive non sa di cosa sta parlando…prima di essere nominato da Berlusconi ha ricoperto altri incarichi che definire di rilievo è riduttivo, quali ad esempio la presidenza della commissione sul sistema creditizio e finanziario e la partecipazione al comitato spaventa sul debito pubblico. Oltre ad aver lavorato fianco a fianco con un certo signor Tobin, che ha soltanto vinto un nobel in economia! insomma non proprio uno qualunque. per di più, è anche stato scelto dal governo francese per partecipare alla commissione attalì, dove non credo sia stato chiamato perchè amico di questo o quello!

      leggete qualche suo paper prima di sparare a zero ;)

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        Non c’è un solo concetto sbagliato in quello che ho scritto qu sopra. E se lo nomineranno presidente del Consiglio lo vedremo in azione, IL BUROSAURO CHE AMA IL POTERE FORTE DELL’EUROPA. Di Monti son pieni gli stati canaglia.

  • Roberto Fedeli
    Rispondi

    https://www.youtube.com/watch?v=L53MlIKnGlQ in effetti Caligola aveva ragione…

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      guardo…

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      In effetti, cos’è ‘sto “sprèd” ? :D

      Mamma mia e questi dovrebbero reggere le italiche sorti. Manco sanno cos’è il debito pubblico.
      E a quanto ammonta.
      E proprio vero che i parlamentari vivono in una torre d’avorio.

      • Maciknight
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        Da alcuni anni ricorro ad una metafora storica per indicare come vivono i nostri parlamentari (ma non solo loro) per far capire il loro isolamento schizofrenico e la separazione dalla realtà popolare quotidiana.
        E’ come nel medioevo quando incombeva la peste nera ed i nobili si rifugiavano nei castelli dopo aver fatto scorta di viveri, mentre il popolo all’esterno soccombeva decimandosi, e loro gozzovigliavano illudendosi di scamparla.
        In realtà in tal modo oltre che a farsi sempre più odiare per l’egoismo e la vigliaccheria dimostrata, si rendevano sempre più vulnerabili per assenza di anticorpi, riducendo il sistema immunitario ai minimi termini, anche per gli eccessi alimentari.
        Situazione analoga a quella odierna, quando esplodera il “crack up boom” previsto dalla Scuola Economica Austriaca saranno devastati più di coloro che come noi possiedono poco ma scelto a tempo debito e con ponderazione … sapete a cosa mi riferisco :-)

    • FrancescoPD
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      Chiaro come il sole, B&B hanno prima anestetizzato gli italiani con il calcio ed il grande fratello, poi grazie a calderoli hanno fatto la legge porcellum per fare i nominati politici ed ecco il risultato del video, che sia il grande fratello televisivo o il grande fratello parlamentare il risultato non cambia, una bella accozzaglia di mentecatti selezionati dal regista.

  • Rodo
    Rispondi

    Ciao Leonardo,
    Come ti avevo già detto di persona chiedentoti di informarti sulle persone di cui ti avevo parlato ( Paolo Barnard per esempio) , ti invito a guardare questo video di Byoblu https://www.youtube.com/watch?v=HtMi-mcYyl4&feature=youtube_gdata_player. .

    ALLORA, o siamo tutti matti o veramente tutto quello che per esempio voi fate come libertari in Italia non potrà mai risolvere niente perché NON é il vero problema, o meglio é un problema grossissimo che va risolto, ma senza aver risolto il complotto mondiale che esiste da decenni sopra di tutto difficilmente troveremo una vera libertà .
    GURDATI PER FAVORE CHI É MARIO MONTI.

    CIAO
    RODOLFO

  • Brillat-Savarin
    Rispondi

    questo Monti assomiglia un casino a Padoa Schioppa… magari…

  • rodolfo
    Rispondi

    leonardo,
    ho caricato un commento oggi ed è sparito????
    cosa sta succedendo?

  • rodolfo
    Rispondi

    Lo rimetto:
    ECCO CHI E MONTI ……e non solo!!!

    https://www.youtube.com/watch?v=HtMi-mcYyl4

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    scusate ma… Supermario non è Balotelli? battute a parte quali alternative avremmo avuto? Andare a votare col porcellum? NO, grazie! Quale soluzione alternativa proponete? Non erano solamente i comunisti ad essere contrari a tutto, a prescindere?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Non so Fab, mi viene in mente il Belgio, che ha “sofferto” per quasi due anni la mancanza di un governo.
      Erano così molto tristissimi, con un’economia che cresceva benino.
      E allora, perché la gente non si rendesse conto che senza governo si sta meglio (il governo non è la soluzione, il governo è il problema), finalmente i politici si sono messi d’accordo.
      Qui in Italia la soluzione alternativa è il default subito.
      Oppure Monti ci drenerà anche il sangue per poi dire, come certi chirurghi, che l’operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto.
      In pratica: fallire subito e tenersi qualcosa o fallire più tardi senza nemmeno gli occhi per piangere.
      Al confronto dei banchieri Dracula era un filantropo.

      • Maciknight
        Rispondi

        Che è anche quello che dice quasi in ogni intervista Maurizio Piglia dalla Nuova Zelanda (se fossi in Italia lo avrebbero già fatto tacere per sempre …) http://www.vloganza.tv/search/label/Maurizio%20Piglia
        Oltretutto se fallissimo subito in un paio di anni ci potremmo risollevare, invece lasciando fare ai parassiti burocrati di formazione Rotchildiana ed ai famili politici, il risultato sarà oltre al saccheggio ed alla macelleria sociale, una grande depressione per oltre un decennio …

        • FrancescoPD
          Rispondi

          Il Piglia da Aukland lo seguo da diverso tempo (che se ne sia andato da Bananaland già è una garanzia di saggezza), è un gestore di denaro vecchio stampo, ovvero è abituato a dirti le cose come stanno a sangue freddo senza tanti giri di parole.
          Non è certo un “promotore finanziario, ciucciatore di commisioni”, come sai attività inutile e parassitaria, ma è un gestore di denaro, ed il gestore (che vale per i risultati) deve analizzare le cose per quelle che sono con assoluto distacco grande conoscenza e acume critico.

  • rik
    Rispondi

    splendida la risposta dei parlamentari italiani all’arrivodi Monti in questo momento di lacrime e samgue (solo per noi gabbati ),perche’ con la cosiddetta legge mancia,tutti lor signori,naturalmente senza distinguo di nressuno,si sono assegnati 150 milioni di Euro in piu’ da utilizzare a loro discrezione:io non sono riuscito atrovare un termine adatto a questo chifo che spero contribuisca a colmare il vaso perche’avvenga,finalmente una rivolta violenta della gente.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    LEGGETE QUALCHE INTERESSANTE NOTIZIA D’ANNATA DEL NEO – TRAGHETTATORE D’ITALIA !!
    MR. MONTI, DEFINITO NEL 2002 IL SADDAM HUSSEIN DELLA CONCORRENZA !!

    Altro che risanatore dei conti:

    Monti moltiplicò il debito italiano Il premier sarà l’uomo che quando fu dal 1989 al ’92 sottosegretario al bilancio fece schizzare il disavanzo pubblico N
    on compare mai nel curriculum ufficiale di Mario Monti. Né in quello della Università Bocconi, né in quelli da commissario europeo. Non c’è nemmeno sul sito Internet del Senato, dove Monti è stato inserito come senatore a vita con tanto di posta elettronica (monti_m@posta.senato.it) ma senza un rigo di biografia. Si vede che il tecnico che tutta Europa sembra invidiarci, l’unico italiano di cui i mercati dicono di fidarsi, deve avere fatto qualcosa nella vita di cui si vergogna un po’, tanto da averlo nascosto a tutti. A sollevare il velo ci ha pensato Paolo Cirino Pomicino, che in fondo è il vero regista del prossimo sbarco di Monti a palazzo Chigi: «Il professore? È stato il mio principale collaboratore fra il 1989 e il 1992, quando ero ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti».

    BRUTTI RICORDI
    Monti ha sbanchettato, e un po’ si capisce. Vero che intorno a Cirino Pomicino insieme a lui c’erano altri professoroni dell’epoca, come Giancarlo Morcaldo, Antonio Pedone e Paolo Savona. Lui però stava in tre commissioni di rilievo, quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica e nel comitato scientifico della programmazione economica all’epoca guidato da un andreottiano doc come Luigi Cappugi. Un’esperienza di cui Pomicino ha raccontato poco, ricordando solo la «simpatia di Monti». E in effetti da raccontare non ci sarebbe molto. Grandi produzioni scientifiche quell’esperienza non le ha lasciate. E se si vedono i risultati di quel supporto scientifico al ministero del Bilancio al professore Monti uno non affiderebbe non dico un governo o un ministero economico, ma nemmeno l’amministrazione di un condominio. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato.

    La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi hanno finito il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. La differenza assoluta è stata un incremento di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. In termini percentuali la crescita del debito pubblico sotto i saggi consigli di Monti è stata del 44,53% in tre anni, ed è fra i record assoluti della storia della Repubblica italiana. Il professore, certo, potrà dire che lui dava consigli saggi e ricette magiche, e che poi era Cirino Pomicino a non applicarle alla lettera. Ma giustamente un risultato così è difficile da inserire in curriculum da gran risanatore di conti e costumi pubblici. Allora si può pensare che il debito ha un suo percorso inesorabile, e per i governi è più semplice il taglio della spesa corrente. Lì i consigli di Monti possono avere fatto centro.

    SOLDI PER TUTTI
    Basta prendere il librone storico della Ragioneria generale dello Stato per avere una seconda doccia fredda. Al momento dell’insediamento Pomicino-Monti la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro. Al momento del loro doloroso abbandono dell’esecutivo la spesa pubblica era di 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro. Questo significa che in soli tre anni è cresciuta di 116 miliardi, 790 milioni e 925 mila euro. In termini percentuali significa un’esplosione del 45,90%, superiore perfino a quella del debito pubblico e da annoverare anche essa fra le pagine più nere dei conti economici della Repubblica. L’esperienza non compare nella biografia del professore della Bocconi, e si capisce: avesse letto risultati così, qualsiasi studente avrebbe disertato lezioni e corsi del professore e perfino si sarebbe domandato l’utilità di studiare in quella Università. La biografia però si può sbanchettare, i conti dello Stato no. Sono passati tanti anni, e almeno dieci di questi Monti li ha passati in Europa, dove qualche ricetta un po’ più efficace avrà pure imparato. È riposta in quegli anni la speranza dei contribuenti e dei risparmiatori italiani, cui altrimenti potrebbe venire qualche dubbio e perfino un brivido ghiacciato. Come capita a chi ammalato vede presentarsi invece del medico il responsabile in persona della sua stessa malattia…

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