In Anti & Politica, Economia, Varie

Pubblico molto volentieri questo articolo del segretario di Concontribuenti, che propone un’iniziativa seria – all’insegna della disubbidienza civile – per far arretrare lo Stato dagli spazi di società civile che ha da tempo occupato. L’iniziativa andrà sicuramente studiata ed affinata, ma sin da ora il Movimento Libertario aderisce al progetto. (L.F.)

DI GIONATA PACOR*

In questi giorni ha fatto notizia l’invito di un lettore del Corriere della Sera a comprare i titoli del debito pubblico e sembra che molte persone abbiano raccolto l’invito.

Oscar Giannino sul sito Chicago Blog spiegava perché questo fosse un cattivo investimento: se i tassi di rendimento di quei titoli sono saliti è perché il rischio di default è aumentato. Non solo, sarebbe un investimento che finanzia il debito pubblico dell’Italia senza ridurlo.

Mi permetto quindi di lanciare due iniziative. La prima è un appello simile a quello apparso giorni fa sul Corriere: cari risparmiatori e investitori, invece di comprare i titoli del debito pubblico comprate gli immobili pubblici. Costituite delle società di amministrazione di immobili per comprare case popolari, palazzi pubblici vuoti o poco utilizzati, caserme dismesse, ma anche beni mobili come le quote di proprietà delle aziende municipalizzate, le riserve auree ecc.

La differenza tra le due iniziative è semplice: nel primo caso, si prestano soldi allo Stato, che mantiene i suoi debiti e continua a pagare gli interessi. Nel secondo caso, lo Stato vende una parte del suo patrimonio e riduce i suoi debiti e con essi gli interessi, diventando più solido finanziariamente con il risultato di un calo dei tassi di interesse e quindi con ulteriori risparmi.

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A ciò si aggiunga, che gli immobili ceduti al libero mercato verranno gestiti in maniera efficiente, dato che chi ci mette i suoi soldi per comprarli sarà interessato a trarne profitto.

Come giustamente mi è stato fatto notare, per poter comprare il patrimonio pubblico lo Stato dev’essere disposto a venderlo. E qui mi è venuto in aiuto Mises, che una volta ha detto che “gli Stati diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini”. Ho riflettuto a lungo su quel “costretti”, e penso che sia giunto il momento di una iniziativa di disubbidienza civile e nonviolenta (e giungo così alla seconda proposta): occupiamo alcuni palazzi pubblici, in modo pacifico e senza far danni (mica siamo black block!), e chiediamo che vengano venduti. Uno slogan potrebbe essere “No alla patrimoniale vendete il patrimonio”!

Questa iniziativa mirerebbe a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla differenza tra la patrimoniale e la vendita del patrimonio pubblico: in quest’ultimo caso il contribuente si ritrova un immobile in cambio dei soldi dati allo Stato, con la patrimoniale invece paga e basta. L’ostinazione con cui la Casta si rifiuta di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio pubblico è un danno alle nostre tasche, un danno tanto maggiore quanto più alti sono i tassi di interesse sul debito pubblico. Con gli spread che corrono, è adesso che dobbiamo agire.

*Confcontribuenti

 

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  • Riccardo Corridori
    Rispondi

    Iniziativa sicuramente piu’ intelligente di quella proposta sul giornale l’altro giorno.
    Lo Stato vendera’ fra poco i propri beni per fare cassa e Monti, il servo di BCE e FMI, fara’ si che sia una svendita. Comprare il patrimonio italiano vuol dire preservarlo dalle mani rapaci di quelle stesse banche che ci hanno rovinato.

    Se proprio di iniziativa non-violenta vogliamo parlare io proporrei la seguente:
    Occupiamo i palazzi e le sedi delle banche e chiediamo allo Stato che le nazionalizzi. Poi metta in vendita le sedi di lusso e di prestigio trasferendo gli uffici in qualche bel palazzone fuori citta’. Questo si che e’ un bel modo di fare cassa e rendere giustizia ai cittadini.

    Se poi lo Stato volesse anche sequestrare proprieta’ e patrimonio di dirigenti e membri dei cda delle banche nazionalizzate certo non mi metterei a piangere.

    Saluti

  • zenzero
    Rispondi

    Meglio della proposta di quel bancario assurdissimo

  • Brillat-Savarin
    Rispondi

    Proposta molto interessante: IL BENE COMUNE IMPONE DI RIDURRE IL DEBITO, NON DI INCULARE SEMPRE E COMUNQUE IL CITTADINO. SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Io non compro un cazzo perché non vorrei mai si salvassero.
    E anche perché non mi lasciano niente da risparmiare, cosa faccio, vado a rubare per darli a loro?
    Crepino tutti ‘sti bastardi.

    • FM
      Rispondi

      Concordo su tutto. Un agonia breve e una fine rapida è la cosa più saggia.
      Per quanto riguarda dare altri soldi allo stato oltre a quelli che già ci estorcono forzatamente, lo potrei fare solo per 2 motivi:

      1: Indulgenza/impunità (c´era un papa che vendeva le indulgenze) ossia l´impunità per un numero ragionevole di anni (i parlamentari ce l´hanno)

      2: acquisto di terreni e proprietà che da quel momento cessano di essere italiano, ma diventano stato indipendente. Extraterriteriolità. Riconoscimento dell´onu eccetera.

      Io compro ma voglio esser padrone sul serio.

      FM

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Ok, comprare di qui, comprare di là, ma… se mancano i soldi cosa possiamo comprare? Poi, un conto è mettere 1000 euro per comprare titoli, altro è metterne 200mila per un appartamento, figuriamoci per uno stabile! Formare società? Mi hanno insegnato che le società che funzionano meglio sono quelle composte da un numero dispari inferiore a 3! Scherzi a parte… io soldi non ne ho per comprare alcunché, e se volessi impegnarmi in una società, preferirei una cooperativa… però quanti ci starebbero?

  • Rob67
    Rispondi

    se e’ pubblico e’ gia’ mio come cittadino perche’ dovrei comprarlo?Se devo comprarlo e’ di un privato a scopo di lucro che si chiama STATO.Mi sorge una domanda?Quando ha comprato il patrimonio lo STATO?ma piu’ precisamente con che soldi?non sono forse soldi dati sotto foma di tasse da tutti noi a partire dalla notte dei tempi(piu’ in la’ die miei bis bis bis nonni)?.Penso che ormai qualcuno dovrebbe riuscire a scindere il concetto di STATO e di PUBBLICO.Lo stato e’ niente di piu’ che una qualsiasi forma di societa’ privata con le stesse logiche di societa’ e che il pubblico dovrebbe chiedere di parificare nei diritti e doveri come tutte le altre societa’ e quindi chiedere che lo stato fallisca visti i numeri di bilancio e condannato per aver proseguito dal ’92 in stato di insolvenza fino ad oggi.
    In conclusione il patrimonio pubblico e’ gia’ MIO (tutta la popolazione) guai chi lo vende o che pensino che si possa vendere per chiudere errori fatti da loro e di cui solo loro devono rispondere.Bisogna vigilare che nessuno pensi di vendere la TERZA RISERVA DI ORO MONDIALE come chiesto dal governo TEDESCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Intanto bisogna vedere se l’oro c’è ancora.
      Dopo di che l’oro della Banca d’Italia, è di una società privata. Bankitalia, appunto.
      Stai tranquillo che se l’oro c’è ancora partirà per altri lidi.
      L’Italia sarà svenduta.
      L’unica speranza è il default subito e l’esplosione dell’euro.

  • Rob67
    Rispondi

    IO SONO PUBBLICO E NON STATO e prepariamoci a fare guerra allo STATO nelle forme che si presentera’ alla nostra porta ma vi assicuro che non possiamo difenderci con una porta blindata.

  • Rob67
    Rispondi

    per borderline
    L’oro era stato privatizzato da uno che aveva la testa pelata ed e’ finito testa in giu’.Quell’oro era dei cittadini che consegnarono o vennero derubati al grido di ORO alla patria.Prima questo tizio era un socialista.Penso che quindi oggi allo stesso sistema si stia chiedendo col patrimonio la stessa cosa guarda caso dalla stessa matrice socialista.Monti e’ di destra o di sinistra?qualcuno dice di destra perche Berlusca lo aveva proposto alla commissione europea come qualcuno contiuna a dire sui giornali ma la realta’ e’ ben diversa se si va a vedere i trascorsi e le appartenenze di questo individuo.La verita’ e’ che ormai e’ evidentissimo il socialismo reale europeo e italiano che stiamo vivendo.Con o senza berlusconi non usciamo dal socialismo reale.Armiamoci e si salvi chi puo’………
    Ps .la seconda riserva mondiale e’ quella della Culona germanica e li vi era uno con i baffetti (socialista) e la Prima riserva mondiale te lo lascio indovinare chi e’ ed attualmente vi e’ uno che il berlu ha detto che era abbronzato e sta infatti sostenendo il l’uomo del colle .Gli Usa confiscarono l’oro dei cittadini con una legge prima della grande depressione.
    Il mio oro (patrimonio o risparmio) lo difendero fino alla morte.,…………..e nessuno mi convince a consegnarlo per il bene comune come vogliono farci credere.Perche’ io cittadino devo pagare un debito che non ho fatto IO?La legge fallimentare prevede che a pagare sia l’amministratore (stato) e se non ha i soldi perche’ i soci di capitale (cittadini) non hanno aumentato il capitale sociale (PIL) perche’ non ce la fanno piu’ ,paga con il carcere per bancarotta fraudolenta per i capitali che ha dissipato nella gestione e distratto dalla societa’(spesa pubblica ).Spero che nessuno provi a convincermi che una societa’ e’ diversa dallo STATO.
    I creditori? ognuno come nei fallimenti faccia la strada che ritiene piu’ opportuna……………………………..

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Forse mi hai frainteso: sono piuttosto d’accordo.
      Dico solo che dubito non abbiano già fatto sparire tutto.
      Magari andiamo a vedere nei forzieri e troviamo un monte di monete di ciccolato con la pellicola dorata.
      In ogni caso Bankitalia è di proprietà delle banche commerciali, per cui è privata.
      Nel caso ancora ci sia qualcosa, presto si volatilizzerà.
      Formalmente la politica decide chi deve esserne a capo, ma la politica davanti alla banche si piega a 90°.

      Sulla difesa ad oltranza della tua proprietà, senza alcuna ironia ti faccio tanti auguri, ne avrai bisogno.
      Come tutti.
      La pubblicità contro l’evasore fiscale è fatta per preparare il terreno e dirigere le folle verso chi, prudentemente, ha fatto scorte e convertito i propri risparmi.
      Vedrai quando ci saranno gli scaffali vuoti se non ci sarà anche la caccia all’accaparratore.
      E quando non ci saranno più farmaci arriverà pure la caccia all’untore.
      Prevedo un drastico ridimensionamento della popolazione.
      E, male che vada, si può sempre organizzare una simpatica guerricciola. Così, per passatempo.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    scusate la mia ignoranza in materia… io non spingo verso questa o quella soluzione, e non mi riterrei soddisfatto o contento nel caso in cui lo Stato italiano fallisse, dal momento che ne faccio parte in qualche modo. Lavoro da oltre trent’anni, nei quali ho pagato le tasse, ho usufruito dei servizi pubblici (trasporti, sanità ecc…) anche se, molto probabilmente, ho dato di più di quanto mi abbia restituito lo stato stesso. Però, da qui ad affermare, applaudendo, che lo stato prima o poi andrà in bancarotta, ne corre…. Proprio ieri sera al tg di Euronews qualcuno ha affermato che non sia nell’interesse dell’Ue, che l’Italia vada a balle per aria. Ribadisco la mia totale ignoranza in materia, però quello dei libertari (stile “che bello se l’Italia va in malora”) non credo sia un atteggiamento corretto, men che meno positivo. La domanda è: cosa occorre fare per impedire che ciò accada? Io sono convinto che occorrano dei politici un po’ più in dima di questi. Con rappresentanti un po’ più seri potremmo disquisire delle varie possibilità, “al rialzo” (ovvero valutare cosa sia meglio), invece così siamo costretti a ragionare al ribasso (cioè su cosa sia meno peggio). Anche se possono sembrare due situazioni identiche o simili, secondo me sono completamente diverse!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Allora Fabrizio, la posizione che ho io, non è “che bello se l’Italia fallisce”.
      Nessuno sano di mente si augurerebbe una cosa simile.
      Il discorso vero è che lo Stato italiano E’ GIA’ FALLITO.
      Ufficialmente il debito pubblico supera i 1900 miliardi di neuri, ma in realtà dicono sia addirittura il doppio.
      A prescindere già 1900 miliardi sono una cifra discreta.
      Orbene abbiamo due scelte: fare default subito e salvare parte dei patrimoni privati
      oppure fare default fra due anni, dopo esserci accomodati tutti sotto qualcuno dei ponti rimasti.
      Scegli tu.
      Come vedi i signori parlamentari sono sempre pronti a offrire il nostro sacrificio, a predicare serietà sobrietà e impegno. Per poi razzolare ben diversamente, se è vero che si sono dotati, vista la floridità del bilancio, di altri 150 milioni per farci il cazzo che gli pare.
      Siccome in questo Stato ci sono dei tizi che vantano un numero impressionante di diritti acquisiti, sarà difficile in ogni caso condurli ad un ragionamento serio: “il diritto è mio e me lo godo io”.
      Ragion per cui l’unica cosa da fare è buttare il tavolo all’aria e, male che vada, rinegoziare tutto.
      Capisco che tu pensi di aver versato i contributi per 30 anni e che ti aspetti di andare, prima o poi, in pensione.
      Certamente ritieni che se salta l’Italia tu non vedrai una lira.
      Tu (ma anche io ed altri) non vedrai una lira, anzi ti toglieranno il poco che hai ora, nel caso in cui questo Stato riesca a stare in piedi ancora per il tempo sufficiente a spogliarti.
      L’unica speranza è che il sistema crolli su sé stesso.

  • Francesco
    Rispondi

    ma come giannino diceva di comprare i BTP tempo fa… quando valevano tipo il 10% in più… quando ha cambiato idea?? dove gli è scattata la stop loss… ??

  • Rob67
    Rispondi

    per Fabrizio Dalla Villa
    se fallisce fallisce lo stato e non l’italia e gli italiani.Ribadisco un concetto che sfugge ai piu’:
    l ‘italia e’ una nazione(Capitale) di proprieta’ del popolo (socio di Capitale) lo stato e’la forma amministrativa(amministratore delegato).Ti ho scritto i tre fondamenti di una qualsiasi societa’ capitale.
    Questi tre blocchi fondamentali hanno delle responsabilita statutariamente stabilite.Una su tutte :il socio di capitale tramite assemblea (elezioni) nomina l’amministratore delegato (parlamento) .
    Potrei di qua farti tutti gli esempi dal “direttore generale” di questa societa’ fino all'”operaio” con tutte le responsabilta’ e cosi si capirebbe cosa non ha funzionato negli ultimi 20 anni(si doveva fare le riforme in quanto gia’ falliti nel 92) in italia ma una cosa mi sento di dire NON SONO IO SOCIO DI CAPITALE CHE HO FATTO IL DEBITO ho la responsabilita’ di non aver controllato il mio Amm.delegato e ora come mia responsabilita’ rischio il mio capitale(e questo e’ gia’ abbastanza) ma non vendo la casa per pagare le tasse e ripianere il debito e nemmeno casa mia faceva da fidejussione alla societa’.La strategia dei media e’ di coinvolgere la popolazione come i responsabili della creazione di questo debito pubblico.Se tu hai pagato allo stato di piu’ di quello che sotto forma di servizio hai ricevuto come dici perche’ora ti costringono a pagare un debito non fatto da te e che come socio di capitale hai fatto il tuo dovere?
    Questo che ti ho detto riguarda l’economia REALE non ti parlo della parte finanziaria (sistema monetario,banche e rapporti con lo stato) perche’ li sta il problema della crisi che si sta vivendo.
    Concludo LO STATO ENTRERA’ NELLE NOSTRE CASE PER IL TRAMITE DELLE BANCHE.questi non entrano mai dalla porta quindi non pensare di mettere una porta blindata.
    Esempio:BCE(banca) (Draghi-ex Goldman Sachs) ricetta per l’italia
    MONTI (ex Goldman Sachs) medico che cura il Paziente (ITALIA)
    IO cittadino non sono la malattia

    • Fabrizio Dalla Villa
      Rispondi

      quali sarebbero le conseguenze del fallimento dello stato? Alla fine non toccherebbe sempre ai soliti, appianare i debiti?

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Non sarebbe una passeggiata di piacere, se proprio lo vuoi sapere.
        Ti ripeto: se fallisce adesso sono cazzi ma ti resta qualcosa.
        Se fallisce dopo sono cazzi ma non avrai niente.
        Dammi retta, comincia a farti una bella scorta di viveri e mettila al sicuro.
        Fallo ora, prima che parta l’inflazione galoppante.

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Tanto per farti un’idea, guarda cos’è successo in Islanda.
        Si sono rifiutati di salvare le banche piene di spazzatura e le hanno lasciate fallire.
        Hanno avuto i loro problemi ma ora stanno già meglio.
        Ovvio che sarà difficile trovare grandi notizie sui media mainstream.
        Qui noi per salvare l’economia, indovina un po’, diamo soldi alle banche perché NON li prestino alle imprese.
        Ovviamente dare soldi alle imprese sarebbe non consentito dalle norme europee, quindi non si può fare direttamente (ipocriti!).
        Mi risulta che tagliare le tasse non sia però pratica scorretta, ma da quest’orecchio i politici non ci sentono.
        Preferiscono farci morire di fame.
        Tanto per essere chiari l’UE non sta salvando la Grecia, ma le banche che sono piene di Bond greci.
        Stesso discorso per Italia, Spagna, Irlanda, e tutto quello che verrà.
        Prima falliamo meglio è per tutti. Tranne che per le banche.

        • Rob67
          Rispondi

          l UE non sta salvando la grecia ma le banche………Noi dobbiamo pagare il debito pubblico che e’ delle banche.Si capisce dove sta il problema?La banca compra 10 euro e ne vende 100.Io compro 10 mele e non riesco a venderne 100.Forse e’ questo il problema?Il diritto commerciale nel codice civile e’ diverso sulle s.p.a. dalle s.p.a bancarie e assicurative.Che maghi………………………………….Come sarebbe bello pagare i creditori dopo il default con moneta fallimentare…………………..e’ quella che ci hanno sempre prestato………….

          • Borderline Keroro

            Inventiamo un nuovo OGM: la mela frazionaria!

  • Rob67
    Rispondi

    io ti posso dire cosa succede nel fallimento di una societa’ essendo io non un commercialista e neanche un economista ma un agricoltore che produce e vende in una economia reale e che di fallimenti ne ha ricevuti .per quanto riguarda gli stati che falliscono l’unico che ho seguito e’ il fallimento dell’argentina e io ero un fornitore dei miei prodotti su quel mercato.Quando l’argentina falli i miei clienti avevano i soldi ma non potevano pagarmi.Questo dipendeva dal fatto che i soldi erano in banca e non poteva ritirali per darmeli.Come ha fatto a pagare?mi ha pagato con i prodotti che commercializzava lui e che servivano per il mercato italiano.Ha sostituito in quel caso la moneta con un bene reale.La sua moneta che era in banca si e’ quindi riposizionata al suo valore effettivo di quando non aveva ancora la parita’ con il dollaro Americano.
    Lui continua ad avere oggi la sua attivita’ ma l’Argentina ha fatto un passo indietro di almeno 20 anni esattamente quando parifico’ il peso al $.Moneta debole (peso)=Moneta forte ($)
    Guarda caso £=€
    Chi ha un lavoro e non vive di stato nel fallimento puo’avere una perdita del suo tenore di vita ma non la chiusura.Diverso penso sia chi vive di Stato…….in quanto lo stato di fronte al fallimento deve necessariamente bloccare la spesa e siccome le entrate diminuiscono dovuto al fatto che chi lavora retrocede con l’impossibilita’ di sostenere le tasse e quindi le entrate dello stato.
    Il fallimento dell’italia e’ infatti scritto anche nella ricetta BCE in qunto si chiede una cosa tato semplice quanto difficile:Abbassare le tasse per favorire il lavoro (Sia pubblico che privato) e ridurre la spesa
    Il modo per farlo non importa (Recupero evasione e altre minchiate che si sente) ma se lo fai di tuo puoi fare un fallimento pilotato come stiamo facendo in questo periodo altrimenti lo fai comunque in modo piu’ violento.
    Siamo nella situazione di chi se non ti piace te lo devi far piacere
    Quello che ti ho esposto sopra dell’Argentina ti spiega che il problema principale e’ il risparmio che si volatizza in un minuto e in questo periodo uno si deve trovare una sua soluzione per questo.Se in questo periodo come si sente lo stato in modo coercitivo ti intacca nei risparmi e nel patrimonio vedi che piu’ passa il tempo e piu’ ti indebolisci per affrontare una ripartenza post Fallimento.
    Chi paga allora.Chi devo pagare?chi e’ il creditore ?Il creditore e’ uno speculatore che in ogni caso come tutti gli speculatori mette in campo il rischio alla pari di guadagnare o perdere.Lo speculatore perde se fallisce lo stato ma tutti pensano che lo speculatore sia la causa del fallimento .Lo speculatore guadagna sul induzione al fallimento ma se lo stato fallisce perde.Il Fallimento e’ una difesa contro la speculazione.Prima si fa e prima si riparte.

  • Rob67
    Rispondi

    il fallimento e’ come un insegnante duro ma bravo il che ti fa arrivare alla constatazione:IL FALLIMENTO NON VUOL DIRE FINE.Molti imprenditori che falliscono e ripartono in una nuova attivita’ portano la saggezza ,il buonsenso e l’umilta’ che mancava prima.Penso che questo possa bastare per il nostro STATO.L’unico vero fallimento e’ non Riprovare a ripartire e farci coinvolgere dagli eventi.Noi in Italia scontiamo preconcetto sul fallimento che dovremmo eliminare in quanto il fallimento non e’ niente altro che una parte di un qualsiasi ciclo economico.

  • Rob67
    Rispondi

    Inventiamo un nuovo OGM: la mela frazionaria!
    Con una mela potrei sfamare 10 persone e con i soldi che guadagno diventare presidente di una banca e poi via via su in tutte quelle associazioni “occulte” che fanno del bene al mondo intero ad aiutare la gente come fino a essere presidente della BCE e essere magari persona rispettata e ben voluta dai “MERCATI” e poi diventare Presidente del consiglio e rubare ai cittadini perche’ la ricchezza che facevo vedere non c’e’ mai stata………………………………………………..

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Ragazzi!
      Mi fai venire in mente la storiella delle mele nel carcere sovietico…
      Una mattina arriva in un carcere un camion pieno di mele mandate per i prigionieri.
      Sicché si forma una folla di intenati attorno al camion
      “Compagni!” esordisce l’autista “in questo camion ho le mele per voi. Purtroppo contandovi bene vedo che siete troppi. Quindi via gli Ebrei!”
      Gli Ebrei, brontolando, si spartiscono dalla folla.
      Dopo un paio d’ore il conducente si decide a riapparire
      “Compagni! Siete ancora troppi. Via gli Ucraini!”
      La storia si ripete con gli Ucraini che se ne vanno brontolando.
      Dopo un altro paio d’ore la storia si ripete
      “Compagni!…” E se ne vanno i Bielorussi, i Ceceni, i Moldavi, finché alla sera restano solo i Russi.
      Dopo un po’ ecco che ritorna l’autista ed esclama
      “Mi dispiace compagni, siete ancora troppi. Via tutti quelli che non sono iscritti al pertito comunista”
      E i non iscritti se ne vanno ingrugniti.
      Rimasti quattro gatti infreddoliti nella sera siberiana, il camionista si rivolge loro così
      “Compagni, a voi che avete avuto la pazienza di aspettare, compagni di provata fede, a voi posso dirlo:
      le mele non ci sono!”
      Ecco risolta l’invenzione della mela frazionaria.
      Adesso resta da vedere quanti resteranno attorno al camion della BCE.

  • paolo cintolesi
    Rispondi

    Solamente per dire che quel furbacchione che ha scritto la lettera (comprando la pagina del Corriere della Sera) con l’invito agli italiani di comprare titoli di stato, è un broker di Pistoia e la sua banca di riferimento è unicredit, per cui mi viene il sospetto che la pagina al Corriere l’abbia pagata la stessa banca! altro che appello a salvare l’Italia!! l’appello è solamente per imbrogliare i creduloni, senza denunciare coloro che hanno generato questo baratro!!!

  • Sebastian
    Rispondi

    Sarebbe bello se si indicesse un referendum con la richiesta che il patrimonio pubblico dismesso sia venduto esclusivamente agli italiani.
    Sono sicuro che una simile operazione non godrebbe di una larga approvazione anche da parte di coloro che non solo libertari.

    Gli immobili pubblici? Venduti solo agli italiani.

    Le società pubbliche? Vendute solo agli italiani, magari anche liberalizzando i settore in italia dove invece è monopolizzato dallo stato.

    L’oro di bankitalia? Venduto solo agli italiani.

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