In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI LEONARDO FACCO

Nonostante la correzione dei conti approvata dal bocconiano “de noantri” sia fatta per tre quarti di tasse, nonostante la pressione fiscale generale sia oltre il 70 percento, nonostante la burocrazia imperversi come e peggio di prima, nonostante le agenzie delle entrate e le equitalia stiano ancora operando come taglieggiatori mafiosi, l’italiano medio si sgola per prendersela con gli evasori e una combriccola di mantenuti coi soldi pubblici si danna l’anima per abolire il contante.

Di più, mentire al fisco, grazie alla manovra decretata l’altro ieri, sarà dal primo gennaio prossimo un reato penale. Lo hanno sostenuto in tv, per la gioia di tutti i corifei d’Itaglia, il viceministro all’Economia Vittorio Grilli e Antonio Catricalà, due dei parassiti che compongono la compagine del governo di “imbecilli” che Napolitano ha nominato.

Viviamo in uno Stato di polizia tributaria. Se andate in banca per ritirare 3.000 euro, soldi vostri (almeno in teoria), parte una segnalazione alle autorità, il cassiere vi guarda male, il vicino di sportello vi adocchia come foste un criminale. La cultura di questo paese è quella del “dagli al ricco”. Lo Stato ha indottrinato la plebaglia, le ha insegnato che vivere come poveri e come miserabili questuanti è un dovere civico. Se uno guadagna tanto non è un imprenditore in gamba in Italia. In questo dannato paese anziché nascere gli Steve Jobs nascono i Totò Riina, i Bisignani, i Romano e i Cosentino, i Bossi, i Di Pietro, i Bersani. Un lavoratore che si fa il mazzo, uno che rischia la casa per avviare un’attività se fa profitti è un criminale.

Il delinquente non è il politico, non è quel cialtrone che, riunendosi con altri cialtroni, decide delle nostre vite, comprime le nostre libertà, espropria la ricchezza che produciamo, rende la nostra vita insopportabile, manda in bancarotta il paese (e poi ha anche il coraggio e la sfrontatezza di chiedere a me – che ho sempre fatto quadrare i conti – di fare sacrifici). Niente affatto. Il malvagio è chi pretende di essere lasciato in pace, chi rivendica il diritto di poter fare senza essere taglieggiato, chi non si prostra di fronte alla mannaia fiscale e allo sperpero pubblico.

E tutto questo solo perché milioni di sfaccendati vivono alle spalle degli altri.

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James Baldwin sosteneva che “la libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo”.

Per questa ragione, sabato prossimo, il sottoscritto – in rappresentanza del Movimento Libertario – sarà a Vicenza a sostenere la protesta degli amici di “Veneto Stato” contro la manovra economica. Per chi volesse, l’appuntamento è alle ore ore 15, con partenza prevista da Piazza Matteotti ed arrivo in Piazza Biade.

Perché se le tasse sono un furto, non pagarle è solo legittima difesa!

 

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