In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI MARIA MISCHIATI

Siccome al cuore non si comanda, la prima reazione dell’imbecille che c’è in me alla notizia dell’ordigno spedito alla sede romana di Equitalia è stata un empito di contentezza, disgiunto totalmente da qualsiasi patema per la gravità delle lesioni arrecate al povero dottor Cuccagna (ogni ironia sul nome sarebbe fuori luogo, anche se uno spiritaccio maligno mi ha tentato a lungo al riguardo…).

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Tuttavia, pur senza assolvermi, mi debbo complimentare con la mia parte più umana e sensibile, e soprattutto raziocinante, se immediatamente è subentrata la vergogna, che poi mi ha condotto a una solenne arrabbiatura verso i dementi autori del gesto che i vecchi cronisti di nera avrebbero senz’altro qualificato ‘insano’. Innanzitutto, mi sono detto, chi sono questi mentecatti che, compiendo un atto criminale, rischiano di vanificare la lotta contro il fisco invasivo e la sua longa manus, spesso accusata di comportamenti simil-estorsivi ai danni di cittadini inermi?

Da un lato, sono persuaso che, fra i miei dodici lettori e mezzo, non vi sia manco uno che si macchierebbe dell’infamia sopra descritta, donde la sostanziale inutilità della mia condanna, di cui peraltro gli anarchici ‘informali’ – tale è la definizione che si sono appioppati i bombaroli nel rivendicare l’azione vigliacca – si farebbero un baffo leggendola; dall’altro, mi piacerebbe raggiungere per le vie misteriose della rete quelle teste di cucurbitacea, giusto per insinuare in loro il sospetto che una letterina esplosiva non sia il modo migliore per sconfiggere l’idra fiscale, a prescindere dall’immoralità di porre a repentaglio la vita di chicchessia.

Naturalmente, non sono così gnocco da illudermi che persone siffatte cambino facilmente idea, anche perché temo piuttosto siano in molti a considerarli non certo semplici fanatici, bensì quasi giustizieri magari da spalleggiare, se non imitandoli nell’indirizzare bombe agli esecrati esattori, almeno nascondendoli agli investigatori o anche solo celebrandone le gesta nei blog e nei fora. La guerra al fisco ha sempre avuto una patente di nobiltà, meritata: la nascita di Svizzera e Stati Uniti d’America è originata dalla ribellione contro le gabelle, e gli stessi Vangeli mettono sullo stesso piano di riprovazione la casta sacerdotale dei Farisei e gli agenti delle imposte, identificati tout court con i peccatori per antonomasia, chiamati ‘pubblicani’ (di là che Gesù avesse fra gli Apostoli un esattore pentito, Matteo, e che sia andato a casa del piccoletto Zaccheo, salito sul sicomoro, anch’egli addetto alla riscossione dei balzelli – motivo per il quale molto gli era rimasto appiccicato alle mani, tanto da indurlo a beneficare i poveri con il maltolto quale segno di pentimento –, e altresì abbia utilizzato un ‘pubblicano’ per una delle sue parabole più celebri, contrapponendone la figura al fariseo pieno di sé). Ma un conto è, appunto, attaccare il fisco ladro e impegnarsi per una sua riforma radicale; un altro, usare la violenza contro i singoli funzionari, personalizzando una lotta che dovrebbe invece attaccare frontalmente il sistema.

Il guaio è che i delinquenti baluba feritori del dirigente di Equitalia potrebbero indurre qualche scrivano zelante nei confronti dell’attuale governo di trapezocrati tassatori a mettere la sordina alle critiche verso l’altissima imposizione fiscale, accusando chi dovesse insistervi di fomentare invece un clima d’odio e di intolleranza verso i taxmen. Proprio nel momento in cui più si dovrebbe levare la voce contro le patrimoniali camuffate e no e le altre spoliazioni in nome del bene collettivo.

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Le bombe cretine esistono e, oltretutto, partono da gente che non sembra si sia mai preoccupata della durezza e iniquità del fisco, parenti ideologici dei massimi sostenitori del furto di stato. Se i colpevoli sono davvero anarchici, i primi a infuriarsi siamo noi libertari, lontani cugini dei ‘cavalieri erranti’: signori, qui l’unica strada è scegliere un’imposta da non pagare in massa con relativa autodenunzia e discesa pacifica in piazza. E teniamo i bimbi e gli imbecilli distanti dalla dinamite.

 

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Showing 10 comments
  • Giorgio
    Rispondi

    Concordo pienamente.

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Perfettamente d’accordo.

  • Carlo
    Rispondi

    Ho provato la stessa sequenza di contrastanti sentimenti……….e quindi non solo concordo……ma anche , per quel che può contare , capisco il Sig. Mischiati.

    Un saluto libero a tutti

    Carlo Maggi

  • Rispondi

    Non sono rari i casi in cui io non sia d’accordo con le argomentazioni del mio prossimo e la cosa non mi sorprendente considerando che, con le mie idee liberale, libertarie e mercatiste, faccio parte di una sparuta minoranza. Tuttavia, pur non condividendo idee e posizioni della massa maggioritaria, riesco, praticamente sempre, a capire i loro punti di vista mentre è da qualche giorno che mi sforzo di spiegarmi le posizioni assunte da molti, anche da miei cari amici, sull’asportazione violenta della falange del sicario Cuccagna e sulle manifestazioni di solidarietà all’uomo, ecc. ecc,. senza riuscirci.
    A me, e deve essere un mio limite viste le prese di posizioni contrarie molto diffuse, l’unica cosa che mi rincresce è il dubbio che a spedire il “pacco dono” possa essere stato un bombarolo di professione qualunque invece che un mio collega perseguitato che, con un gesto di LEGITTIMA VENDETTA e, non avendo mezzo l’indirizzo del mittente, anche di legittima autoconservazione, abbia voluto dare un avviso: AVETE GIA’ TROPPI OMICIDI FISCALI (i suicidi a cui vengono spinti i disperati) SUILLA COSCIENZA: FERMATEVI !!!.
    Se io fossi capace di fabbricare ordigni, o potessi realizzarli e distribuirli con la forza del pensiero e dell’odio che nutro nei confronti di questi SICARI MASSACRA PERSONE, ne avrei gia’ costruiti almeno 8300 (tanti quanti ho letto sono i killers/dipendenti) e li avrei distribuiti in pieno orario “di lavoro” uno sotto ogni scrivania.
    Questi atti, provocati dal comportamento criminale del SISTEMA, non impediscono, come suggerisce l’autore del pezzo, di concentrarci su una imposta e di non pagarla in massa salvo il fatto che, NON CI SARA’ LA MASSA, e i pochi audaci, tra cui sicuramente lui ed io, verremo inquisiti, multati e pignorati del controvalore evaso oltrea a multe, supermulte, mora, ammende, sanzioni e spese di notifica !!!
    Per il momento, in compagnia di qualcun altro, mi accontento di provare una seconda certa soddisfazione: UN GROSSO PETARDO ESPLOSO, 24 ORE FA, DAVANTI ALLA SEDE NAPOLETANA DI EQUITALIA e di cui molte testate giornalistiche hanno taciuto, penso per evitare rischi di emulazioni. Spero, anche in questo caso, non sia il gesto di “un professionista” né di un’anticipazione dei botti di capodanno !!!

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Ho sempre pensato che l’adesione ai principi liberari, proprio perché motivata da ragioni etiche, prima chepolitiche o econoiche, presupponga e richieda sempre, senza eccezoni, un surplus di moralità e un pacata razionalità, capace di tener a freno i pur sacrosanti accessi di collera che la perversità del sistema può talora suscitare in coloro che ancora conservano un minimo di discernimento. NO dunque, nel modo più assopluto, alla violenza, sì a qualche innocuo petardo, ben venga un diffuso e coraggioso movimento di disobbedienza civile, al quale fin d’ora garantisco fin d’ora la mia piena partecipazione..

  • Lorenzo
    Rispondi

    Purtroppo può capitare nella vita di essere costretti a usare la violenza per tutelare la propria integrità e proprietà, ma per fortuna non è questo il momento e speriamo che non verrà mai. Anche se ne dubito..

  • Al
    Rispondi

    Non c’è bisogno di scrivere queste sviolinate, se un porco salta in aria e tu ne sei felice, buon per te. Io sono felicissimo delle bombe, LE BOMBE SONO MERAVIGIOSE! Tuttavia mi rendo conto che NON CONVIENE combattere con questi mezzi perchè trattasi di politica, acquisizione di consenso che dipende dall’immagine, e l’immagine di un debitore sull’orlo del suicidio non desta gli stessi sentimenti di un bombarolo assassino. Ma ora per dio, piangere per questi porci è doppiamente vergognoso, perchè tanto tutti sappiamo benissimo cosa ci frulla per la testa quando un esponente di quella razza perde due dita, o la testa… =D!!!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Premetto che non mi piacciono le bombe perché non sono e non possono essere mirate. Con esse c’è sempre il rischio che ci vada di mezzo qualche innocente. Per il resto dissento dalla opinione dell’autore.

    A Quintino Sella impegnato nella politica della lesina per raddrizzare la lira, dissero che il popolo mugugnava.
    “Si – disse – ma paga ?” “Si, paga” “E allora che mugugni pure”

    Causa dell’attuale dissesto “italiano” senza il quale quello internazionale non lo avremmo nemmeno avvertito, è la dilatazione della spesa pubblica tra i quattrini involati al sud e quelli intascati da un’esercito politico/burocratico che come numero e come appetito non ha eguali nel mondo.
    Il mugugnare, con nastri attorno ad Equitalia o altro, è uno sfogo psicologico per productivos che non inficia minimamente di fatto chi è nei piani alti e che strenuamente continua a difendere i propri privilegi.
    “Che i productivos mugugnino pure !”

    Quello che servirebbe, quello che a me almeno piacerebbe, sarebbe la defenestrazione di qualcuno “alla Prina”, poi sono certo che molti attuali “intoccabili” del palazzo si sentirebbero di colpo più “umani” e l’aggiustamento dei conti pubblici sarebbe di colpo molto più agevole.

    • Rispondi

      Roberto, non so di preciso come siano le defenestrazione “alla Prina”, forse simili a quelle di Praga ???!!!, ma il risultato dovrebbe essere quello. Concordo, anche non il resto del tuo intervento: NON PER NIENTE SIAMO VECCHI MILITANTI LIFE !!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Da Wikipedia: Il conte Giuseppe Prina (Novara, 20 luglio 1766 – Milano, 20 aprile 1814) fu un politico italiano che in epoca napoleonica ricoprì l’incarico di Ministro delle Finanze del Regno d’Italia.
    Detestato per tale ruolo, alla caduta del Regno con la fine del periodo napoleonico, fece una fine tragica: fu linciato a Milano dalla folla inferocita che entrò nel palazzo e fece uscire lui dalla finestra.
    Piccolo tratto di storia patria che non viene mai citato nei libri scolastici in quanto gli italiani non devono essere educati alla possibilità di defenestrare appena possibile i padroni del vapore.

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