In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

La marmaglia che compone il PDL ha nulla di liberale. Se fosse servita una conferma, anzi due, eccole:

1- Fabrizio Cicchitto, altoparlante berlusconiano, ha bollato, a nome del suo partito tutto, come “staliniste” le ipotesi di liberalizzazioni e superamenti degli ordini professionali. Ed ha gioito per gli emendamenti che hanno stoppato l’apertura del mercato dei taxi e dei medicinali.

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2- Angelino Alfano, nominato da “lui” in persona segretario del Partito delle Libertà (stuprate), a proposito della possibile scelta di alcune aziende di elettrodomestici di delocalizzare in Polonia ha sbuffato: “E’ solo una scelta da parte degli industriali per guadagnare di più”. Ohibò, da oggi sappiamo che l’unico profitto ammesso dall’ortodossia pidiellina è quello che può fare – più o meno lecitamente non importa – il loro padrone.

Siamo al paradosso, anzi alla farsa.

Non solo, dopo anni di governo di centro-destra (Lega Nord compresa e complice), i “libberali-libberisti” italiani hanno devastato quel poco, pochissimo che somigliava al mercato (aumentando le tasse, incrementando le clientele parassitarie, facendo lievitare deficit e debito pubblico, implementando la burocrazia, salvando le Alitalie varie, evitando accuratamente di tagliare le migliaia di rami secchi), ora additano financo gli imprenditori come avide sanguisughe interessate solo a fare quadrare i bilanci, magari puntando, sia mai, a qualche utile. Il bello è che “Alf-nano”, arrogante quanto basta, si permette di fare la predica come se nulla fosse, manco avessero votato contro quella infausta manovra economica (depressiva e recessiva) voluta da Mario Monti e dalla sua compagine di “prof de noantri”, una finanziaria quater (per quest’anno, il resto del conto arriverà nel 2012) tutta imposte, gabelle e controlli fiscali degni della migliore tradizione dei Vopos della fu Germania democratica.

Da questo paese, le cronache insegnano, il fuggi-fuggi è generale e “la scelta della Polonia per la produzione è un’esigenza anche secondo Luigi Campello, amministratore delegato di Electrolux, che ha spiegato: «Dal 2007 ad oggi per il settore è stata una continua batosta. In Italia producevamo 6 milioni di frigoriferi l’anno e ora siamo a quota 3. Da 8.5 milioni di lavatrici siamo a quota 4.5 e anche le lavastoviglie si sono dimezzate». Campello ha poi aggiunto: «Una volta ci rifugiavamo nell’illusione che i nuovi paesi produttori non avrebbero mai raggiunto il livello di qualità delle fabbriche italiane. Purtroppo non è più così. La qualità è grosso modo la stessa, ma il costo del lavoro è imparagonabile»”.

Ci ha fatto sapere ieri la Cgia di Mestre: “Nel 2012, l’introduzione dell’Imu comporterà un aumento medio delle imposte a carico delle attività economiche pari a 1.159 euro. Una vera e propria stangata”. Un motivo in più per menare le tolle.

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Ayn Rand, autrice libertaria, spiegava: “Quando vedete che per produrre avete bisogno di un permesso da chi non produce, quando vi rendete conto che il denaro si dirige verso chi sa gestire rapporti politici e non verso chi commercia, quando vedete che gli uomini diventano più ricchi rubando e costringendo piuttosto che lavorando e che le leggi proteggono loro da voi e non voi da loro, allora capirete che la società è condannata”.

Gli imprenditori se ne sono accorti. Spiegarlo agli Alfani d’Itaglia è nient’altro che tempo perso. Nel paese dei Pierchecca Falloppio, la politica è il problema, non la soluzione.

 

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Showing 10 comments
  • Anthem
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    Come sempre 10 e lode!

  • Nicola
    Rispondi

    I primi due commenti dei politici confermano che codesti sono sempre più racchiusi in una loro dimensione che non nulla più ha connessioni con la realtà in cui vivono tutti gli altri.

  • Rispondi

    Tutte balle, hanno verificato:

    Il ceto medio, particolarmente commercianti, baristi, ristoratori, elettricisti ed idraulici sono intestatari di panfili e barche; forse anche qualche barcone; gli impresari edili si permettono fuoristrada per i cantieri e gli agricoltori posseggono perfino trattori quattro ruote motrici.

    Inoltre hanno scoperto che quasi la metà dei poveri non sono poveri, è che pretendono di consumare molto.

    Il SISTEMA ha i suoi studiosi e controllori; basta fare i furbi !!!!!!!

  • zenzero
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    Excelent

  • Dexter
    Rispondi

    E per chiudere in bellezza, una perla del ministro Passera: ” i 120 miliardi di euro dell’evasione sono soldi rubati allo Stato”.
    Ma il frutto del nostro lavoro, non appartiene a noi ?

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    No, dico, ragazzi! Io non sto nemmeno più a sentirli, ma… veramente se ne sono usciti con simili dichiarazioni?
    Ditemi che è solo una puntata di “Ai confini della realtà” o una piuttosto mal riuscita di “Zelig” !
    E per forza che poi Alfano sostiene che non sia il caso di andare alle urne.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Tutto vero, amaramente vero, dal 10 e lode a Facco ail’ultimo commento a seguire.
    La tragedia è che quelli che hanno il culo al caldo vivono in un loro mondo virtuale e sono incapaci di calarsi nella dimensione reale.
    Le notizie di imprenditori che arrivano a suicidarsi non li scalfiscono, del resto per quale motivo dovrebbero?
    Chi si suicida nemmeno vota più!
    Cervelli ed imprese fuggono e qui rimangono politici, burocrati e grandi capitalisti che devono al loro saper star al gioco con la partitocrazia tutte le loro fortune.
    Arriverà il momento che la corda troppo tirata si romperà e si arriverà alla resa dei conti.
    I partiti politici ricevono fior di finanziamento in contrasto alla volontà referendaria degli elettori, poi promuovono opere pubbliche inutili o destinate a rimanere incompiute, per avere l’occasione di rubare a man salva “dal Manzanarre al Reno” ed additano come nemici dello stato fantomatici evasori.
    Questa manovra dei professori a fine anno, e quelle certe che seguiranno, servono per non privare del lusso la casta (o cosca) dominante, ma hanno anche il vantaggio di creare malumore e disperazione diffusa che in qualcosa sicuramente troveranno sfogo.
    Tutto servirà per arrivare quanto prima ad una esemplare resa dei conti.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Ed entro fennraio son convinto ne arriverà un altra, anche peggiore.

      • Borderline Keroro
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        Secondo me sei ottimista, non reggono fino a febbraio.
        Il casino comincerà subito dopo la befana, con un precipitar dei conti da spavento.
        Emergenza, emergenza! Che in Italia ormai è come gridare “al lupo!”
        Un colpo di qua e uno di là cercheranno di raddrizzare la rotta, ma il timone è scollegato da tempo, le vele sono ormai a brandelli, lo scafo è pieno di falle.
        E non ci sono soldi nemmeno per le riparazioni più urgenti, perché servono tutti a pagare gli addetti alle riparazioni, e per i materiali non è restata una lira.
        Addio!

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