In Anti & Politica, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

La biografia che allega ai suoi articoli recita: “Nato a Roma da famiglia valtellinese nel 1964, avvocato, docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, è stato, tra i vari incarichi, componente della Commissione di studio per la riforma del processo civile e consigliere di amministrazione di Poste Italiane S.p.A. e di ENEL S.p.A.. Ha scritto “Il popolo della Lega” (Marietti 1820) e “Poste Italiane, una sfida fra tradizione e innovazione” (Sperling & Kupfer).

Il libro sulla Lega – lasciatevelo dire da uno che la conosce come le sue tasche – è una puttanata sesquipedale. Il resto dei suoi “credits” è roba da mandare in brodo di giuggiole un libertario. Questo si vanta di essere membro dei consigli di amministrazione di due Aziende di Stato, se la tira perché insegna alla “Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione” e – dulcis in fundo – per stato componente della Commissione (con la C maiuscola ecchecazzo) di studio per la riforma del processo civile, che notoriamente in Italia spicca per essere un esempio fulgido di efficienza, efficacia e correttezza a livello mondiale.

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Vi starete chiedendo per quale motivo cito un elemento del genere. Per via delle idiozie che scrive sul sito dei post-fascisti a libro paga dei contribuenti, Libertiamo.it. A voi la fluente prosa del nostro genio dell’Ena tricolorita:

«1- Hanno ragione da vendere coloro che sostengono – alcuni da tempo – la necessità di abbassare la soglia della tracciabilità dei pagamenti come metodo di lotta all’evasione, ha torto l’on. Berlusconi nell’affermare che il provvedimento è da stato di polizia tributaria, dimenticandosi che anche il suo Governo era intervenuto in materia più volte, prima alzando la soglia a 12.500 Euro (il precedente limite era di 5.000, stabilito dal Ministro Visco), poi riabbassandola a 5.000 e, infine, a 2.500 Euro con la manovra dell’estate scorsa. Se introdurre limiti all’utilizzo dei contanti è da stato di polizia lo è indipendentemente dalla soglia, ma non è così.

2- Molto più imponibile, invece, potrebbe emergere se venisse adottata la misura all’inizio paventata dal neo Governo Monti di abbassare la soglia della tracciabilità a 300 Euro, poi diventati 1000 nella bozza di decreto approvato ieri sera, che oggi sarà presentato alle Camere. Molto molto di più potrebbe emergere se la soglia fosse abbassata, non so, a 10 Euro, salvando dalla tracciabilità un sostanzioso cappuccino e cornetto.

3- Certo, l’Italia ha il non invidiabile record di paese che, tra gli industrializzati, utilizza di meno la carta di credito, ma questo è un problema di abitudine che può essere superato, anche perché si tratterebbe di accelerare un processo che, comunque, è in crescita. E non è vero che gli Italiani fanno fatica a cambiare le abitudini. Ricordate quando introdussero il divieto di fumo nei locali aperti al pubblico? Pochi avrebbero scommesso su una sua ligia e immediata osservanza e invece è andata così, dall’oggi al domani, a scapito di secolari abitudini.

4- A chi dovesse obiettare che in nessun paese esiste un obbligo simile si potrebbe replicare che in nessun paese si ha un’evasione elevata come la nostra e, quindi, il fine giustifica i mezzi e poi, in fondo, si tratterebbe solo di far pagare le giuste imposte e di equità fiscale se ne sente sempre più forte e urgente necessità».

Si tratta solo di qualche stralcio, ma perdo tempo a replicare a frasi degne del peggior Giuliano Amato e delle Giovanne d’Arco che di “Report” abusano. Mi accontento di citare un frammento di un bell’articolo di Marco Bollettino (che non vanta certo di aver poggiato il culo in Consigli di amministrazione pubblici e in fallimentari aziende di Stato): “Se tutte le mie transazioni sono registrate allora un database centrale può facilmente raccoglierle e catalogarle, un analista governativo può scrutinarle ed individuare non solo i miei redditi ma anche, ad esempio, le mie preferenze politiche, la mia fede religiosa, la mia appartenenza a certi gruppi. Se ciò che l’analista scopre non è gradito al governo, quest’ultimo può semplicemente decidere di far pressione sulle banche perché mi “spengano” le carte e congelino i conti. E con un click io sono rovinato”. Chiaro no? Tracciabilità del contante uguale schiavitù!

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Mi auguro che un giorno qualcuno, con un click, rovini il Valsecchi che, chissà come mai, nella sua “bio” ci tiene a precisare con un certo cipiglio: “Nato a Roma di famiglia valtellinese”. E allora? Anche i Corleone hanno origini lombarde.

Ha ragione il mio amico Gilberto Oneto quando sostiene “sprofondi Roma”. Ci aggiungo io con tutti i Pierchecca Falloppi che vivono alle spalle degli altri e si professano “libberali”.

 

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Showing 19 comments
  • Riccardo
    Rispondi

    Io invece farei sprofondare il nord Italia, perchè da più di due decenni siamo governati da gente proveniente dal nord con risultati ben visibili. Eppure si continua a dire “Sprofondi Roma” e “Roma ladrona”. Vorrei che questi illuminati Signori ci dicesero quali romani stanno governando l’Italia? Prodi era romano? Bertinotti era romano? D’alema romano? Berlusconi, Calderoli, Bossi, Casini, Maroni, Castelli, tutti romani vero? E che dire dell’illustrissimo professore Monti? Naturalmente tutti sanno che è un trasteverino! Così come basta sentirli parlare per accorgersi subito che i vari Bersani, Finocchiaro, Giuliano Ferrara e chi più ne ha più ne metta sono di chiarissima origine capitolina. E che dire dei vari Craxi, De Michelis e socialisti vari che hanno iniziato lo sfacelo dell’Italia? Romani anche loro? Anche l’illuminato Berlinguer era per caso romano? Togliatti, Amendola, tutti di Testaccio vero?! Ho l’impressione che il problema dell’Italia dipenda proprio dal fatto che i romani non ci sono più!

    • Roberto
      Rispondi

      Hai ragione sul fatto che non comandano i romani. Ma tutti i nomi che hai citato sono di persone che non hanno mai comandato un bel niente. Il politico è lo specchietto per le allodole. Ci propinano Monti, Prodi, Berlusconi, Amendola e Berlinguer, e noi guardiamo i pupi e non i fili…

    • giaino
      Rispondi

      in tutta amicizia, non hai capito un cazzo.

      sbagli sito se vuoi contestare l’idea leghista della roma ladrona.

      noi libertari contestiamo l’idea romanocentrica, contestiamo il fatto che qualcuno possa gestire un paese così complesso da un’unica sede; contestiamo che chi sta a roma possa avere le conoscenze necessarie per gestire il veneto così come la calabria.

      di voi che commentate gli articoli senza sapere dove vi trovate e sulla base delle vostre idee preconcette, francamente, ne abbiamo pieni i cosiddetti.

      leggiti bene gli articoli del movimento libertario, ti sfido a trovare una critica fatta ai romani in quanto tali.

      suvvia, un po’ di buona volontà

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      hai ragione Riccardo, è perchè non esistono + i veri romani, nel senso di gente che ha dominato il mondo anzichè farsi dominare, fino a quando poi non hanno depredato tutto e tutti e sono arrivati i barbari.
      Riccardo, non facciamo l’errore di additare roma e i romani, messina e i messinesi, trento e i trentini, e cosi via.
      Qui si tratto di smascherare falsari e bancarottieri, tu ed io, e tutti quelli che transitano da questo sito, li conoscono e li possono smascherare. Non facciamo l’errore di scambiare i falsari e i bancarottieri che stanno a roma e che provengono da ogni parte d’italia, con un problema di nord e sud. L’imperatore romano, diceva a se stesso : Divide et impera. Anche i piccoli giullari di corte lo sanno. Non facciamo il loro gioco, almeno qui e almeno noi. Ci sono già milioni di schiavi inconapevoli italiani come me e come te, bastano e avanzano loro ad azzuffarsi per lasciar regnare i tiranni di oggi. Cordialità
      A.T.

  • giaino
    Rispondi

    e giù all’evasore, padre di tutti i mali.

    l’esperienza ci insegna che se il politico ha 10, spende 15, se grazie alla lotta all’evasione incassa 15, spende 25.

    evadere è autodifesa, nulla di più.

  • Riccardo
    Rispondi

    Sono pienamente daccordo. Allora però vorrei che qualcuno mi facesse i nomi di tutti questi romani che tirano i fili delle marionette. Forse i Rothschild sono romani e non lo sanno neanche loro?! La Bilderberg society è stata fondata da Caio Mario? Tutti i più grandi banchieri del mondo sono romani? I membri delle Rockfeller foundation sono romani anche loro!? La trilaterale è una organizzazione nata ai Parioli o a Via Veneto? Ho l’impressione che quando manca il coraggio di prendersela con chi è potente allora si inventano scuse come alibi alla propria impotenza. Da decenni i romani subiscono come tutti. Solo che hanno almeno il buon gusto di non inventare fantasmi. Lo sanno bene di chi è la colpa loro!

    • giaino
      Rispondi

      ancora con i romani???

      se la capitale fosse ancora torino, si parlerebbe della impossibilità di mantenere lì la gestione centrale di uno stato che è troppo complesso per poche teste (spesso di c….) che, semplicemente, non possono avere conoscenze e competenze atte allo scopo.

      questo non è un sito di leghisti, ma di libertari; e, se dici leghista a facco, secondo me si offende pure…

  • Riccardo
    Rispondi

    Non ho bisogno di leggere il sito per sapere come la pensano in certe regioni. Mi è bastato leggere sui muri delle strade venete: “fuori i romani dal veneto” e avere avuto la macchina sporcata di escementi solo perchè si capiva che ero di Roma. Sarebbe il caso che si reagisse come italiani o meglio come europei invece di fare il solito tutti contro tutti.

    • giaino
      Rispondi

      questa suona tanto come una di quelle leggende metropolitane.

      hanno sporcato la tua macchina perché romana? o forse semplicemente perché un idiota l’ha fatto sulla tua e su altre 10 auto?

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Riccardo, credo che tu sia di Roma, ma chi ti scrive è di Reggio Calabria, anche se vivo a Milano da oltre 25 anni e se torno sempre in calabria almeno ad agosto.
      Non ti arrabbiare se si parla di Roma, e neppure se in veneto se la prendono con i romani. Il romano, non è additato come persona nata o comunque che vive a roma, ma solo per quella torma di predoni e farabutti, che a Roma tengono la poltrona, e che sono ampiamente imitati in tutti i consigli regionalie e provinciali.
      Qui si tratta di difendere la libertà della gente come noi, romani, reggini o milanesi che siano. Se tu desideri e combatti per la libertà, sta tranquillo che troverai ascolto e ospitalità dal brennero a mazzara del vallo. La libertà non ha colore, razza o geografia.
      Cordialità
      A.T.

  • Fabrizio
    Rispondi

    ” Pochi avrebbero scommesso su una sua ligia e immediata osservanza e invece è andata così, dall’oggi al domani, a scapito di secolari abitudini”

    Fare le leggi per forzare un cambiamento di abitudini è la caratteristica costante del sogno di ogni fascista.

  • osvaldo
    Rispondi

    O SVELTONE VISCO AVEVA MESSO LA SOGLIA DELLA TRACCIABILITA’ A 500 EURO NON 5000
    DISINFORMATO

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    PERSINO MASSIMO FINI RITIENE DEMENZIALE SIFFATTA PROPOSTA: “Una buona bottiglia di vino e un pacchetto di sigarette fan già 15 euro al giorno. Il moralismo della sinistra è insopportabile. E ora capisco perché tanti, senza per questo essere dei lestofanti, votavano Berlusconi. Perché Berlusconi difendendo la sua libertà criminaloide difendeva anche, per estensione, la libertà di tutti dallo strapotere dello Stato. Aridatece subito il Cainano”.

  • Dexter
    Rispondi

    Il punto 4 fa proprio ridere, questo signore non ha capito che se c’è l’evasione alta è perché le tasse sono alte. Adesso sicuramente l’evasione crescerà.
    Io conosco due artigiani che se dovessero pagare tutte le tasse, fallirebbero il giorno dopo e manderebbero a casa il dipendente. C’è chi non capisce che a volte l’evasione può essere legittima difesa.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Uno che leghista non lo è, mai lo è stato e mai lo sarà, considerando il bossipensiero (pensiero si fa per dire) solo un diverso modo di cercare voti e poltroncine dopo quello ormai obsoleto del dividere productivos dipendenti da productovos imprenditori, vuole ricordare quello che è un dato storico.

    Premesso quanto sopra, al momento dell’entrata dei bersaglieri da Porta Pia, i romani erano gli italiani più poveri e meno culturalizzati della penisola. Non ci fu alcuna partigianeria da parte loro verso i Savoia e lo stato unitario: praticamente, di quello che avveniva, tutti se ne fottevano, forse per loro filosofia o forse perché il livello culturale era volutamente mantenuto così basso che era arduo si formassero e circolassero delle opinioni.
    I Borboni furono sovrani infinitamente più illuminati di tutti i Papi.
    Poi, diventando capitale, Roma iniziò a risorgere alla bellissima città che è, e gli abitanti iniziarono a culturalizzarsi (ma vorrei dire civilizzarsi) grazie ad un benessere sempre più diffuso ed al molto tempo disponibile per il proliferare della burocrazia statale.
    Chi oggi se la prende con “i romani” deve essere inteso, è con l’invadenza burocratica che da Roma viene che lui se la prende.

  • Rorschach
    Rispondi

    Sul loro sito i redattori di Libertiamo precisano che il post qui riportato non rappresenta la loro linea, ma quella personale di uno dei commentatori. E´ evidente che sono purtroppo sostenitori di un approccio un pó ingenuo, secondo cui siccome uno é liberale, allora in pratica tutto é occasione di dibattito e tutto puó essere ammesso e discusso. Che per caritá, credo possa anche andare bene per uno spazio generico, ma non certo sul sito che dovrebbe cercare di organizzare i liberali che credono ancora nella possibilitá di fare politica. Insomma, su un sito di questo tipo mi aspetterei un dibattito tra approcci empirici e idealismo austriaco ad esempio, non certo proposte che spingono per l´ennesima volta a parlare di massimi sistemi, dottrina dell´etica, ecc… Non c´é bisogno di un sito liberale per questo…

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      DUE COSE TI DICO A TAL PROPOSITO, IN MERITO ALLA LORO MALAFEDE:
      1- EXCUSATIO NON PETITA ACCUSATIO MANIFESTA
      2- DELLA VEDOVA SCRIVE COSE ANCHE PEGGIORI.

      Un saluto

  • Riccardo
    Rispondi

    Rispondo al Sig. Porcù

    Premesso che molti dati storici sono opinabili, faccio presente quanto segue:

    1) L’invadenza burocratica di Roma è significativamente minore di quella di Parigi in Francia, tanto per citare un esempio vicino. Solo che la Francia, pur essendo uno Stato molto più centralizzato dell’Italia, ha una storia leggermente diversa da quella nostrana, per cui Parigi non viene vista come una città invadente, ma come Capitale di una Nazione di cui i francesi vanno orgogliosi da secoli. Che poi lo Stato sia una sanguisuga anche lì, ne possiamo discutere e posso anche trovarmi d’accordo, altrimenti non scriverei su questo sito.
    2) Che il livello culturale dei romani fosse così basso è tutto da dimostrare. Che i romani ‘se ne fottevano dei Savoia’ è vero. Ma non per arretratezza culturale. Soltanto perché, in fondo con lo Stato della Chiesa ci convivevano abbastanza bene. Ribellioni contro i papi ce ne sono state e l’anticlericalismo era diffuso (vedi il film ‘Nell’anno del Signore’), ma nessuno si fidava dei ‘piemontesi’ (a posteriori devo dire che hanno avuto la vista lunga). Comunque mi sembra che sia esistita una certa ‘Repubblica romana’, estromessa dalla storia ‘manu militari’ dai transalpini, se proprio vogliamo rifarci alle fonti storiche.
    3) Che i romani se la passassero male economicamente è vero in parte. E’ anche vero che a Roma era concentrata una cospicua fetta di nobiltà italica che non se la passava certo male. Ma anche il veneto, tanto per citare una regione a caso, mi pare che non fosse una delle regioni ad alto livello di benessere. L’esplosione della ricchezza nel nord – est è avvenuta negli ultimi decenni. Prima, se si esclude Venezia, non ricordo che fossero tutti così ricchi, civili ed acculturati.
    4) I Borboni furono sovrani illuminati. Verissimo. Tanto è vero che la prima ferrovia italiana fu la Napoli – Portici. Quando si fece l’Unità d’Italia, ogni ‘regione’ mise una quota. Il Piemonte otto milioni di lire, il Regno di Napoli centoventi. Il tesoro del regno, più ricco di quello degli Zar, fu confiscato dai Savoia per pagare i debiti con i francesi. Il meridione è stato letteralmente depredato. Il brigantaggio e la mafia furono una logica conseguenza di tasse inique messe sulla popolazione. Tanto per citarne una, furono tassate anche le piante di fico. Milioni di meridionali furono costretti ad emigrare. E da lì è cominciata la crisi del sud. In tutto questo contesto Roma si è salvata grazie al Papa ed alla ‘furbizia’ dei romani incivili. I Borboni illuminati non sono riusciti ad evitarlo. Come diceva Stendhal, i romani sono il popolo più furbo e volgare del mondo. La volgarità non sarà mai andata a loro vantaggio, ma la furbizia si.
    5) Oggi Roma è una delle città italiane più ‘secessioniste’. Ma senza tante cerimonie con corna sulla testa e bevute di acqua del Tevere. La maggior parte dei romani non ne vuole più sapere dello Stato italiano e vorrebbe tornare alla situazione ante unità. Io sono tra questi. Se proprio devo essere fregato, in attesa che si dissolvano gli stati, che almeno a fregarmi sia uno più intelligente di me e che ha duemila anni di storia. Se a fregarmi è una masnada di cretini, oltre al danno c’è anche la beffa.

    PS: per chi ha voglia di andare contro corrente, si scarichi da bit torrent il film di Pasquale Squitieri: ‘Li chiamarono briganti’. Racconta la storia dell’unità d’Italia vista dal centro sud. Si trova solo su siti pirata perché in Italia è stato censurato. Viva la democrazia !!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Parlo per il nordest. Le capitali, dove nascono divengono sempre più grandi e più belle, tu parli di Parigi, ma tutte le altre le sono alla pari ed attorno inglobano quel che c’è. Venezia è nata piccola, non ha potuto crescere ed ha ben accettato che attorno altre città divenissero anche più grandi di lei, senza rivalità. Erano tutte Venezia anche se si chiamavano Padova o Treviso, Bergamo o Zara. L’entroterra attorno al paese di Mestre era volutamente paludoso verso la costa e costellato di forti per la difesa da possibili attacchi. L’economia era agricola e signori in prestigiose ville erano i proprietari terrieri. La Chiesa era ben presente ed in ogni paese il parroco ne era di fatto l’autorità, ma il parroco era uno del posto e legato alla gente verso la quale cercava di rendersi utile. Forse per questo la religiosità in Veneto è molto radicata e la DC prendeva molti voti. Non contesto il tesoro dei Borboni, il brigantaggio e quant’altro. Affidandomi a quel che mi è capitato di leggere, nella Roma papalina c’era ricchezza e cultura tra i nobili e nella Chiesa, ma il popolino ne era completamente tagliato fuori. In Veneto le famiglie nobili nelle ville, forse per passare il tempo e tacitare la coscienza, finanziavano dei preti affinché dessero una anche minima istruzione ai figli dei loro contadini. Certo, l’istruzione e la cultura con la capacità di pensare autonomamente sono un’altra cosa.

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