In Anti & Politica, Economia

DI LEONARDO FACCO

Stamane, avrei dovuto essere a “Unomattina” per dire la mia sulle vicende che hanno a che fare con l’evasione fiscale. Essendo ancora alle Canarie ho declinato il gentile invito della Rai, ma non mi sottraggo dal prendere la mia solita posizione sulle vicende che hanno a che fare col blitz milanese delle Fiamme gialle e, ancor di piú, col clima da inquisizione che ha preso decisamente il sopravvento in Italia in materia tributaria. I giornali grondano odio e, con la bava alla bocca, i loro direttori godono un mondo nello sbattere il mostro in prima pagina, che un tempo era un assassino, uno stupratore di minorenni, un rapinatore a mano armata, oggi è il negoziante che non farebbe uno scontrino su tre.

Non sto a ripetermi sulle questioni di principio che hanno a che vedere con le imposte. Sono l’autore del libro “Elogio dell’evasore fiscale”, quindi sapete bene che considero le tasse un furto a prescindere, essendo nulla più che una forma di coercizione bella e buona: nessuno mi ha mai chiesto di scegliere se ero d’accordo nel pagare le gabelle allo Stato per avere un servizio in cambio. Voglio poter scegliere.

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Detto questo, preferirei puntare la mia attenzione su Gabriel Meghnagi, titolare del negozio “Furla” di “Corso Buenos Aires” a Milano, che in una intervista a “la Repubblica” di ieri ha affermato: “Io di controlli ne vorrei uno al giorno, non interventi spot ogni tanto. Le verifiche della Guardia di Finanza dovrebbero essere una abitudine, come l’appello della maestra alla scuola elementare”. Stoico no? Poco dopo, alla domanda per quale motivo vorrebbe i controlli, il Meghnagi risponde così: “Durante i controlli, come per magia, sono spariti dai marciapiedi tutti i venditori abusivi di merce contraffatta che guastano l’immagine del Corso. E che mi risulti, forse proprio grazie alla presenza delle auto della Finanza, nell’intera giornata non c’è stato nemmeno uno scippo”. Apperò, se i motivi son questi lasciatemi tirare qualche conclusione un po’ fuori dalle righe.

1- Il Meghnagi (il cui cognome non sembra affondare le radici nel tricolore), se interpreto correttamente le sue parole, vuole i controlli perchè gli fanno un po’ schifo tutti quei “negher” che vendono cianfrusaglie e falsi. Dice che “guastano l’immagine” e che gli fanno concorrenza sleale.

2- Altro motivo per cui il negoziante gongola alla vista delle “gazelle” della Finanza, è che il solo fatto che siano parcheggiate in zona mette in scacco gli scippatori, che anzichè fottere qualche vecchietta se la danno a gambe.

Quale morale trarre dagli insegnamenti del signor Meghnagi, riportati con enfasi dal quotidiano di Scalfari?

Premesso che il commerciante milanese – uomo assai pratico, come spesso lo sono gli imprenditori – in fondo se ne strafrega del collega che batte uno scontrino in meno ogni tre;

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Preso atto che i problemi che solleva sono altri da quelli che hanno a che fare con l’evasione fiscale, ma vengono da lui identificati con questioni di ordine pubblico, messo a repentaglio dai “vu cumprà” e dagli scippatori;

La morale che il Meghnagi ci insegna è una sola, questa: Le Fiamme gialle – che son pure armate – perchè non fanno i poliziotti di quartiere? Sicuramente sarebbero più utili alla società e meno dannosi a chi cerca di creare ricchezza.

Tratto da www.lindipendenza.com

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Showing 8 comments
  • Deciomeridio
    Rispondi

    Bisogna ammettere che però questi signori sono stati di parola.

    Dopo il blitz di Cortina D’ Ampezzo dissero che sarebbero andati anche a colpire a Sud.

    Ed infatti sono andati a Portofino e a Milano.

    Se poi tutti sono intelligenti come il signor Meghnagi , questi imprenditori , c’è poco da fare.

    Uno che dice che la guardia di finanza è utile perchè tiene lontani i Vu Cumprà può benissimo affermare che durante la seconda guerra mondiale a Milano si stava bene perchè i bombardieri inglesi tenevano lontani i piccioni.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Prescindendo da ogni giudizio economico, giuridico e morale, a me sono molto più simpatici i “Vu cumprà” che i tipi come Meghnagi, anche se non ho mai acquistato e non acquisterò mai nulla né dai primi né dal secondo. Quanto alle Fiamme Gialle, non c’è nessuno che mi sia più antipatico. Sia ben chiaro, non ce l’ho coi singoli militi, cui umanamente posso anche sentirmi vicino, quando finiscono il turno di servizio, si spogliano della divisa e diventano come noi (“Eh, che s’ha da fa’ pe’ ccampà!” dicono a Napoli) Ce l’ho proprio col Corpo. Vilipendio alle Forze Armate?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    “… durante la seconda guerra mondiale a Milano si stava bene perchè i bombardieri inglesi tenevano lontani i piccioni … ” Bellissima, hai centrato il problema, tutti i miei complimenti.

    Per conto mio non combattono l’evasione nemmeno se decuplicano il numero dei finanzieri: è questione di sopravvivenza e di vedere dove i quattrini vanno a finire.
    Il governo Monti passerà alla storia come un governo di galleggiamento se non troverà il modo di intervenire pesantemente dove i quattrini rastrellati dalla GdF vanno a finire. Partiti che investono all’estero quanto lo stato passa in base alla legge truffa avvallata dal garante della costituzione Oscar Luigi Scalfaro che troppo tardi ha levato il disturbo, amministratori di partiti che fuggono all’estero con il grisbi, … al confronto gli scontrini fanno solo ridere.

  • Pedante
    Rispondi

    Credo che “guastano l’immagine” possa considerarsi un invito a privatizzare le strade!

  • gabriel
    Rispondi

    ma le persone che scrivono minchiate e parlano male dei finanzieri si renderanno conto di cosi si scrive anche quella dei piccioni cosa intende “u pcciaun de sorrete???”

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Ma lei sa scrivere?

  • gabriel
    Rispondi

    no non so scrivere ma mi faccio capire…..

  • Gabriel
    Rispondi

    Forse non sapro scrivere Ma sono sicuramente molto piu preparato di alcuni stupidini che scrivono correttamente parole scorrette

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