In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Dei partiti, come della politica, bisogna avere una visione non demoniaca, ma razionale e realistica. Tra il rifiutare i partiti e il rifiutare la politica, l’estraniarsi con disgusto dalla politica, il passo non è lungo ed è fatale, conduce alla fine della democrazia e quindi della libertà.” (G. Napolitano)

Il presidente della Repubblica ha pronunciato queste parole mentre era in visita a Bologna, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa.

Pur ammettendo che da una persona che campa di politica da tutta la vita ed è capo di uno Stato sia logico attendersi un simile punto di vista, non credo che sia corretto, né condivisibile. Le parole di Napolitano sembrano sottintendere che l’unica alternativa all’attuale regime democratico (così viene comunemente definito) sia la dittatura.

In sostanza, chi rifiuta i partiti e la politica, magari senza averne per forza una visione demoniaca, sarebbe destinato a perdere la libertà.

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Ebbene, c’è anche chi ritiene che nell’attuale situazione la libertà non sia proprio esente da compressioni da parte dello Stato democratico.

C’è chi vorrebbe mettersi in relazione ai suoi simili su base volontaria, e non vorrebbe rinunciare alla democrazia con l’intento di sostituirla con una dittatura. C’è chi, in definitiva, non ha una visione demoniaca della democrazia, ma neppure ne ha una visione celestiale.

Per usare le parole di Napolitano, si può avere un punto di vista non identico al suo pur restando razionali e realistici. Magari ricordando ciò che disse Mencken: “La democrazia è una forma di religione: è l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari”.

 

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Showing 9 comments
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    Io, ad esempio, sono uno di quelli che vorrebbero mettersi insieme su base volontaria nel senso di poter vivere e convivere con coloro che la pensano come me o in maniera simile o condivisibile ma lasciando ad altri diversi da me, la libertà di vivere a modo loro: ogni Comunità a sua spese . E non intendo riferirmi a piccole Comunità che sarebbero facilmente strumentalizzate come “ghetti”, ma tre, quattro grandi contenitori “ideologici”, cioè modi di vivere, Una specie di federalismo di persone, non di suolo, chè il territorio, ove se ne avvertisse la necessità, si ricomporrebbe naturalmente e in piena libertà nel volgere di breve o medio periodo.

    • gianni carrera
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      gran bella idea …sarebbe il paradiso in terra …anche perche’ si leverebbero di torno gli invidiosi , gli accidiosi …magari ci sara’ un po’ di lussuria ..ma va be’….

      Ma non ce la faranno fare…altrimenti anche i moralisti dovrebbero lavorare e produrre
      per campare …

  • Lorenzo
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    Se uno consegue una laurea a 28 anni studiando (seppur con gran calma) è da considerarsi uno sfigato, allora uno che la consegue a più di 80 anni senza studiare che cos’è?

    Battuta a parte, concordo con Miragliotta. Non credo che le persone debbano pensare esclusivamente ai fatti propri, si avrebbe il caos. Bisogna istituire delle organizzazioni territoriali che garantiscano le libertà individuali e il rispetto dei principi della moralità mercantile; perciò, partendo dall’individuo, è necessario che nascano comunità locali volontarie, e che a loro volta si aggreghino in organizzazioni più grandi, federali, per la realizzazione del bene comune.
    Credo quindi che le libertà non possono essere garantite né dall’individualismo esasperato né dalla politica perseguita dallo stato: esse invece possono essere garantite dalla politica realizzata dalle comunità volontarie, secondo le modalità previste dal proprio statuto (democrazia diretta).

  • CARLO BUTTI
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    La democrazia è il “kratos” del “demos”, cioèm il potere del popolo. Il popolo in realtà si risolve in una maggioranza, che risulta tale in base a criteri predefiniti, in teoria condivisi all’unanimità(ma in pratica non è mai così) Il potere, in quanto tale, è sempre pericoloso, al punto che anche una maggioranza legittimata da un voto espresso secondo criteri condivisi potrebbe opprimere la minoranza. Il costituzionalismo liberale ha cercato di rimediare al grave inconveniente, introducendo nel sistema alcuni principi inviolabili, codificati per iscritto o di carattere consuetudinario(common law) a tutela delle libertà individuali : si pensi all’ HABEAS CORPUS. Ora però il giocattolo è rotto, le democrazie formalmente liberali, quale più quale meno, sono diventate strumento di oppressione, grazie a vari espedienti, non ultimo la fiscalità incontrollata, che impoverisce i cittadini in cambio di servizi mediocri, distorce il mercato, favorisce sacche di parassitismo, genera corruzione diffusa. Il grande compito dei libertari è quello di proporre soluzioni realistiche, dopo aver sgombrato il campo da tanti idoli che ottenebrano le nostre menti, primo fra tutti il DIO STATO. Con buona pace di Georg Friedrich Hegel e dei suoi seguaci.

    • Rispondi

      “Carlo Butti: … Il grande compito dei libertari è quello di proporre soluzioni realistiche, …”

      Quali, che non siano le Comunità Autonome tra persone affini ???

      • CARLO BUTTI
        Rispondi

        E perché no? Ma questo è il fine, l’importante è escogitare i mezzi per arrivarci.Qui si parrà la nostra nobilitate. Purtroppo siamo ancora una sparuta minoranza. La prima cosa da fare è diffondere con tutti imezzi le nostre idee. Siamo pazzi? In Unione Sovietica venivano bollati come tali i dissidenti, che poi hanno avuto ragione…

  • daniele
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    Parla proprio napolitano…..da quando L’italia è una democrazia!? a me sembra che sia una dittatura di 800 sanguisughe pronta a spolpare e spremere il popolino!
    Riconoscere la politica!? ahahaahhaahhaahha io nn voto piu’ dal 3 aprile 2005 e NN ME NE’ FOTTE NULLA PER ME POSSONO MORIRE TUTTI QUANTI!
    SICURAMENTE MOLTI NN LA PENSERANNO COME ME….MA VA BENE LO STESSO!
    CIAO LEO

    • Lorenzo
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      Magari fossero solo 800

  • Roberto Porcù
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    Stavo scendendo nel sito per dire esattamente quello che vedo detto da Daniele e poi ribaduto da Lorenzo.

    Questo signore della casta e dalla casta eletto, che ha passato la vita a spese dei Cittadini, e che ai Cittadini che lavorano si permette di pontificare, non può che dir bene della democrazia italiana.
    Del resto, al paesello suo si dice che “purre o scarrafone è bell a mamma sua”.

    Platone, nella sua “Repubblica” afferma che le democrazie muoiono prima nella derisione che i capi arrivano a meritarsi ed ad essa segue la rivolta ed il sangue.
    Non è il concetto di Democrazia che io metto in discussione lanciando per amore della Libertà rumorose pernacchie partenopee di derisione, metto in discussione i capi.
    Capi, il signor Napolitano fra questi, che con la Democrazia non hanno nulla da spartire.

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