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DI ARTURO DOILO

Dice di essere diventato Repubblicano nel 1981, per dell’esperienza in giovane età – 21 anni – in cui entrò nell’esercito. Ma sia il Partito repubblicano che quello Democratico lo hanno trasformato in un libertario, simpatizzante del Partito Libertario, la cui idea è quello di fai e lascia fare. Come nella sua indole. In una intervista rilasciata al quotidiano spagnolo publico.es sostiene: “Oggi, i politici promettono cose come regalare automobili, per la serie ti daremo tutto, in perfetto stile Ophra Whinfrey! Penso che la politica sia pervertita. Siamo in un momento molto confuso. Mia moglie ed io siamo libertari. Quando ci siamo incontrati, le era democratica e io un repubblicano. Oggi, ci siamo incontrati in un punto intermedio, nel mezzo di nessun luogo”.

Stiamo parlando di Clint Eastwood, già sindaco di Carmel, in California, per due volte. Diventò primo cittadino perché era stufo di quella miriade di norme assurde che vietavano qualsiasi cosa. In due mandati da libertario ha trasformato la sua cittadina. Poi, il ritorno a tempo pieno al cinema, dove ha inanellato un successo dopo l’altro e, da domani, sarà nelle sale italiane con un nuovo lungometraggio intitolato “J.Edgar”.

Riportiamo dalla stampa: “Quarantotto anni di azioni legali e non, otto presidenti: la rivoluzione investigativa, la consolidazione del Bureau, la deportazione dei comunisti, la cattura di John Dillinger e George Kelly, le indagini lecite sui rapitori di Baby Lindbergh e quelle illecite sulle Pantere Nere o sul Movimento per i Diritti Civili di Martin Luther King. Nominato capo dell’Fbi dal Presidente Calvin Coolidge, J. Edgar Hoover è un giovane uomo ambizioso nell’America proibizionista. Figlio di un padre debole e di una madre autoritaria, Edgar è ossessionato dalla sicurezza del Paese e dai criminali che la minacciano a suon di bombe e volantini. Avviata una lotta senza esclusione di colpi contro bolscevichi, radicali, gangster e delinquenti di ogni risma, il direttore federale attraversa la storia americana costruendosi una reputazione irreprensibile e inattaccabile. A farne le spese sono i suoi nemici, reali o supposti, tutti ugualmente ricattabili dai dossier confidenziali raccolti, archiviati e custoditi da Helen Gandy, fedele segretaria che rifiutò il suo corteggiamento e ne sposò la causa. Nel suo ‘J.Edgar’ Clint Eastwood ribadisce l’imperfezione del mondo ogni volta che può. Ad essere perfetto è invece il suo sguardo sul mondo. Con un cast all star, da Leonardo DiCaprio ad Armie Hammer, da Naomi Watts a Judi Dench, il film mette subito una grossa ipoteca sui futuri Academy Awards”.

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A uno come lui, regista libertario, stanno simpatici i ribelli. Ron Paul non gli dispiace, anzi. Durante un’intervista ha sostenuto: “Non venitemi a parlare di quelle sciocchezze sulla santità del matrimonio! Diamo a tutti la possibilità di vivere la vita che vogliono”.

Lasciate fare insomma. A noi Clint piace parecchio, pistolero con la 44 magnum, con quella faccia un po’ così. Da domani, saremo al botteghino per comprare i biglietti per goderci il suo ultimo film.

 

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