In Economia, Primo Piano, Varie

DI MATTEO CORSINI

“La tassa del 6 per cento sulle vincite è abbastanza limitata mentre le vincite sono rilevanti.” (A. Befera)

Così si è espresso Attilio Befera, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, intervistato dal TG1.

Considerando quel 6 per cento in termini relativi, non si tratta, in effetti, di una delle aliquote più alte tra gli innumerevoli tributi che si abbattono ogni giorno sui cosiddetti contribuenti.

Bontà sua, il Governo ha deciso di imporre questo nuovo balzello per la parte dei premi che supera i 500 euro. Proveranno di vendere il tutto come un gesto “equo”, fatto apposta per non infierire sulle piccole vincite. A mio parere, invece, quella franchigia è stata fissata come inizio per evitare di scoraggiare troppo i giocatori, in modo tale da poterli spennare ancora di più in futuro.

Coloro che hanno qualche vaga conoscenza del calcolo delle probabilità sanno che Superenalotto e simili sono, in buona sostanza, una sorta di autotassazione volontaria. Credo che la maggior parte di coloro che giocano costantemente sovrastimino abbondantemente le probabilità di ottenere una vincita.

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Probabilmente per queste persone l’idea di non vedersi tassate le vincite fino a 500 euro è sufficiente per non farsi passare la voglia di continuare a tentare la botta di fortuna. Continueranno, così, a farsi spennare e, qualora la botta di fortuna arrivasse davvero, saranno forse perfino contenti di lasciare il 6 per cento allo Stato.

Non mi meraviglierei se questo fosse solo l’inizio: qualora il flusso di giocate non diminuisse, basterebbe dare ritocchi all’aliquota o abbassare la soglia di esenzione. Alla fine ritoccare la tassa sulle vincite sarà come aumentare le accise sui carburanti o sul tabacco: una misura buona per tutte le manovre.

Spero di sbagliarmi, ovviamente, ma temo di no. Per quanto mi riguarda, questa nuova tassa è solo un motivo in più per stare alla larga dalle lotterie dell’autotassazione volontaria.

 

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  • andrea
    Rispondi

    I giochi d’azzardo aleatori (quindi escluse le scommesse sportive, che comunque richiedono una certa abilità e conoscenza dello sport) sono l’unica forma di tassazione meritocratica, quindi la sovrattassa sui giochi è sempre cosa buona e giusta!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Guarda che il montepremi è già stra-tassato, in quanto è una parte di quanto giocato. Voi statalisti bacati siete irrecuperabili, speriamo tassino la stupidità, così rimarrai povero in canna!

      • andrea
        Rispondi

        Infatti il superenalotto(e giochi vari) sono proprio una tassa sulla stupidità, quindi è già tassata, ma mi dispiace ma (spiace deluderti) io in questi giochi non c’ho mai buttato nemmeno 1cent, e non ci giocherei mai manco morto.
        Sono un insulto all’intelligenza umana, e quindi è giustissimo tartassare chi ci gioca, è una tassa meritocratica che dovrebbe piacere anche ai libertari, visto che si può benissimo evitare (a differenza dell’IVA, delle accise sui carburanti, dell’ICI , dell’IRPEF ecc….che purtroppo colpiscono anche le persone intelligenti)

        • andrea
          Rispondi

          Scusa per la ripetizione sopra (errore di scrittura)

          Comunque meglio spennare i polli, che colpire le attività produttive, i consumatori in maniera indiscriminata.
          IVA, ICI, ACCISE SULLA BENZINA, fanno incazzare anche me, che non sono libertario(insomma non condivido tutte le vostre idee utopiche sui paradisi anarco-capitalisti), mentre la sovrattassa sul lotto la trovo addirittura meritocratica(se non la vuoi pagare, basta non giocarci più)

          • O.K.Corral

            Sono assolutamente d’accordo con Andrea. Non tanto sull’ironia della “tassa meritocratica”, quanto sulla stupidità dei giocatori. Non solo italiani, ma di tutto il mondo.

            Chiunque si ostina a sperperare, anche se relativamente poco, nell’ambito del gioco d’azzardo, perché lotto superenalotto etc. sono giochi d’azzardo, dimostra una totale mancanza di calcolo delle probabilità.
            Basta guardare il giocatore medio del superenalotto che a ogni nuova partita sceglie numeri diversi, “perché prima non erano usciti”. Come se la probabilità che esca ogni numero non sia sempre la stessa…

        • Riccardo
          Rispondi

          Il problema non è tanto che la gente gioca perchè è stupida, quanto che va a votare con la stessa lintelligenza con cui gioca.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      D’accordo con te che le scommesse sportive richiedono una certa abilità e conoscenza.
      Me l’ha detto anche il PM di Cremona…

      • andrea
        Rispondi

        Che c’entra, lascia perdere il calcio italiano(che è un trionfo di malaffare in cui nessuno vuole che si faccia davvero pulizia), ma ad esempio in molti sport esteri c’è un po’ più serietà, e le truffe vengono punite come si deve. Per esempio proprio poche settimane alcuni fantini inglesi sono stati squalificati per 12 ANNI(praticamente devono dire addio alla carriera) per aver aggiustato delle corse al galoppo!

        E poi nonostante le truffe dal punto di vista probabilistico, la scommessa sportiva è l’unico gioco in cui ci sono delle possibilità reali di fare piccole vincite, con uno svantaggio matematico rispetto al bookmaker molto contenuto. Mentre nei giochi aleatori come lotto, superenalotto, gratta e perdi, bingo, e simili, l’aggio del banco (che in Italia coincide con lo stato) è enorme, e le probabilità di vincita sono infinitesimali, solo chi non ha un briciolo di cognizione statistica può non rendersi conto che tutti questi giochi sono estremamente svantaggiosi, anche il giocatore più moderato, a lungo andare ci rimette una fortuna

  • andrea
    Rispondi

    “Spero di sbagliarmi, ovviamente, ma temo di no. Per quanto mi riguarda, questa nuova tassa è solo un motivo in più per stare alla larga dalle lotterie dell’autotassazione volontaria.”

    Anche Matteo Corsini è d’accordo con me, i giochi AAMS sono autotassazione volontaria, e per non farsi spennare dallo stato, basta non giocarci. Magari tutte le tasse si potessero evitare così facilmente!

  • free
    Rispondi

    italiani non buttate i soldi cosi’,questi giochi sono truffe legalizzate

  • Riccardo
    Rispondi

    Per continuare ad esistere lo stato parassitario deve spolpare la gente. Fino a quando la gente continuerà a farsi spolpare, non vedo perchè il governo non dovrebbe aumentare le tasse, in numero ed in quantità. Tanto il gioco sta per finire. L’Italia è in dirittura di arrivo. Si tratta di aspettare ancora una ventina di mesi e poi…si vedrà. Per decenni hanno fatto la guerra alla ricchezza e adesso finalmente hanno raggiunto il loro obiettivo: un popolo di poveracci che lavorano per sopravvivere…fino a quando gli sarà concesso. E comunque concordo. Meglio le tasse sulla fortuna che quelle sulla fatica e sulla creatività.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Niente tasse,neppure sulla stupidità. O forse che non si è liberi di essere stupidi? A patto che chi è stupido non danneggi chi tale non è, faccia quel che vuole! Abbasso i discorsi moralistici:Se Don giovanni vuol andare all’inferno, chi ci dà il diritto di salvarlo contro la sua volontà(IO NO CHE NON MI PENTO)?

  • Simone
    Rispondi

    Se solo la gente, smettesse dall’oggi al domani di giocare a lotti e grattatine varie, lo stato italiano farebbe bancarotta.

    Sicuro al 100%.

    • andrea
      Rispondi

      non credo che sia così semplice, questo governo di tassatori non si ferma davanti a nulla, se nessuno pagasse più tasse volontarie sull’ignoranza statistica(cioè lotto, superenalotto, gratta e perdi e simili), aumenterebbero un altro po’ IVA, e accise sui carburanti, e il bilancio dello stato si salva lo stesso.
      Per questo alla fine la tassazione sui giochi per ignoranti statistici, è il male minore

  • Leonardo Facco
    Rispondi

    VORREI FAR NOTARE IL TITOLO DELL’ARTICOLO: TASSA SULLA “FORTUNA” E NON SUL “GIOCO”. Pare una sottigliezza, ma non lo è.

    • Riccardo
      Rispondi

      E’ una sottigliezza che significa molto. La fortuna viene tassata perchè decenni di sinistra ci hanno fatto credere che ‘povero è bello’. Sfortunato pure. Per cui se vuoi essere ‘in’ devi essere un poveraccio, un fallito, un essere senza risorse. E in fondo la fortuna è una risorsa. Napoleone diceva che un generale fortunato è meglio di uno bravo. Un uomo fortunato non è un fallito e suscita invidia. Per cui va tassato. Per compensare la fortuna, lo stato ti deve punire, così si pareggiano i conti verso i falliti

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    qualcuno si è chiesto e spiegato come mai anzichè mettere la tassa, non hanno ridotto il montepremi semplicemente prelevando all’origine il 6% che deve versare il vincitore ?
    a Napoli direbbero : accomadatevi !! nn c’è trucco e nonc’è inganno

    • andrea
      Rispondi

      Già, in questo caso Monti(o chi per lui) ha dimostrato di non essere tanto furbo, considerando l’intelligenza media del giocatore del lotto e superenalotto, se questo 6% fosse stato prelevato alla fonte(oltre al 50-60% sul giocato, che è già sottratto di norma dall’Aams), non se ne sarebbero nemmeno accorti!

      cmq per ogni euro giocato al Superenalotto(e giochi simili), circa 60cent(nuova tassa inclusa) vanno diretti nelle casse dell’erario statale, quindi un libertario coerente (ma anche chiunque non sopporta le tasse, anche senza essere libertario) dovrebbe tenersi alla larga da questa super-tassazione volontaria

    • Rob67
      Rispondi

      perche’ l’ AAMS (agenzia dei monopoli di stato) vende le concessioni a operatori sul territorio (lottomatica ecc…) e un prelievo alla fonte corrisponderebbe ad una revisione della concessione e quindi come una inadempienza contrattuale.In questo modo permette di effetture immediatamente un prelievo che alimenta immediatamente le casse dell’ erario e colpisce il giocatore.Il gioco noi lo vediamo come gestito alla vecchia maniera direttamente dai monopoli ma ad oggi questa gestione e’ stata delegata ai privati.Lottomatica e’ stato il titolo con la migliore performance sulla borsa di milano +25% circa a fronte di una perdita di indice di borsa di circa -25%

      • Rob67
        Rispondi

        e’ risaputo comunque che in tutte le economie dei paesi del mondo dove vi e’ la possibilita’ di giocare,l’aumento del gioco legale e non e’ inversamente proporzionale al tenore di vita e detenzione di ricchezza.Piu’ la polazione e’ povera piu’ tenta la fortuna.L’italia non scappa da questa regola,non a caso in questi giorni e’ intervenuta la chiesa definendo il gioco come una nuova droga .

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        Grazie Rob67, su Lottomatica. I numeri dicono più di ogni altro commento e valutazione, verso dove precipita l’italia, e chi è l’italiano medio.

        • Rob67
          Rispondi

          al di la delle considerazioni sul giusto o sbagliato morale e non ,questa tassa dovrebbe far notare a molti di come il governo non interessi assolutamente nulla di prelevare ricchezza e distriburla con equita’ ma semplicemente fare delle “manovrine” per rimpinguare velocemente la cassa e questo la dice lunga sulla condizione di scivolamento dello stato verso il default.Monti ha dichiarato che non vi saranno piu’ manovre ma non ci ha detto che ci saranno continui aggiustamenti di cassa (accise ,IVA ecc ) come questo 6%.Gli italiani devo ancora pagare l’aumento ICI e le addizionali IRPEF, se ne aggorgeranno solo al momento di cacciare fuori i soldi nel frattempo da subito benzina ,IVA,gioco ecc.Le rivoluzioni scoppiano di norma in PRIMAVERA come le guerre nella storia.Un individuo e’ portato a difendersi dal rigido inverno e quindi si prepara a dovere ed e’ portato a vedere una partenza ai primi tepori della primavera.Questa partenza te la lascio immaginare come potra’ essere………….

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    questa ve la devo raccontare : TG3 Lombardia di ieri sera. Una scuola elementare di Milano, con l’iniziativa di genitori e maestri, decide di riaprire i battenti al due per aiutare i genitori che lavorano e non sanno dove parcheggiare i pupi fino al 10. Si mettono d’accordo 60 euro per tutto il periodo, mensa compresa. Genitori entustiasti e maestri pure che cosi almeno arrotondano il magro stipendio. Insomma una specia di libero mercato !!
    Manco a dirlo in Italia : il Tg3 prosegue informando l’ascoltatore che Pisapia e compari, ha già pensato di regolamentare la “lodevole iniziativa” per far si che altre scuole possano rendere questo servizio. Ha già avvertito che sarà fatto coi soldi del comune !! col solito fondo ad hoc che hanno creato la notte di sansilvestro tra un botto e l’altro !! sapete come si chiama il FONDO ?
    ULTIMO – NON RASCHIATE OLTRE

  • paolo salvini
    Rispondi

    Questo articolo (e’ sempre un piacere leggere Matteo Corsini) mi ha fatto venire in mente un’idea per un’iniziativa di cui il Movimento Libertario potrebbe farsi promotore.

    Ultimamente sento parlare di “sciopero fiscale” in modo abbastanza frequente anche da persone/media non strettamente libertarie … una cosa certo non nuova, e spesso buttata li come provocazione, dato che poi nessuno ha il coraggio di far nulla. Nel caso dei giochi pero’ la cosa sarebbe facile e soprattutto legale, quindi Leo… perche’ non provare a buttar li una cosa tipo: Inizia insieme a noi lo sciopero fiscale, non giocare ai giochi di stato !!

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      sottoscrivo !! tremerebbero i polsi a quelli in alto !! anche perchè si metterebbe a rischio, un’industria (si fa per dire !!!) con migliaia di posti lavoro, corrispondenti a decine di migliaia di voti.
      Occorre fare due conti : qualcuno che possiede dati, dica cosa costerebbe di mancati introiti allo stato una settimana senza giocate. Credo che a questo cosa aderirebbe persino il Grillo che di certo non è libertario.

      • andrea
        Rispondi

        Lo stato, sommando tutti i vari giochi, dovrebbe incassare all’incirca tra 1 e 2 miliardi al mese.
        Insomma dal punto di vista del bilancio statale, relativamente poco, sono sicuro che se la gente non giocasse più, invece di tagliare alcuni sprechi, alzerebbero le altre tasse!

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          ecco Andrea, otterremo almeno che se lo stato aumenta le tasse per sopperire al miliardo di euro (ma sei sicuro ? a me sembrano francamente troppi, verifica o hai fonti attendibili) avremmo che davvero scoppia il finomondo

          • andrea

            sul sito del codacons scrivono che gli italiani giocano complessivamente tra i 50 e i 60 miliardi di euro l’anno. Quindi minimo una media di 4 miliardi al mese, e se consideriamo una tassazione media del 20-30%(si va dal 54% di prelievo statale per il superenalotto, al 20% per i gratta e vinci, e 12% minimo per slot machine, e scommesse ippiche ), direi che circa 1 miliardo al mese(poco più, poco meno) è abbastanza realistico!

          • andrea

            http://www.olivierobeha.it/articoli/2011/12/ma-e-tutta-italia-che-gioca-e-si-impoverisce-sempre-di-piu-mentre-lo-stato-ingrassa

            I dati ufficiali li trovi sul link sopra, lo stato incassa ben 9.3 miliardi all’anno, quindi ci sono andato molto vicino, più di 700milioni di euro al mese!

  • Riccardo
    Rispondi

    Ma se la gente è così cretina da spendere cifre simili per giocare, perchè dovremmo fare di tutto per evitare che dia soldi allo stato? Se gli italiani vogliono suicidarsi, non vedo perchè dovrei farmi in quattro per salvarli? Chi sa come stanno le cose si prepari al peggio, gli altri…che facciano pure la fine che si sono cercata. Vale la pena lottare per salvare gli imbecilli?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Per me stiamo contando gli stuzzicadenti nella legnaia.

    In Italia i premi, esenti da tassazione, sono coperti da anonimato. In quali altri paesi lo sono ?
    L’Italia è fra i paesi più corrotti del mondo e, appena ne hanno avuto l’occasione coloro che ne avevano la possibilità, hanno fatto la cresta su tutto, i politici in primis.
    Abbiamo avuto ogni sorta di scandali ché è difficile arrivare a ricordarli tutti.
    La GdF ci regalò lo scandalo dei petroli ed alcuni calciatori ci hanno appena regalato le partite truccate, ma mi sembra che questo sia il secondo scandalo del calcio venuto alla luce.
    Ho ricordo di estrazioni del lotto manipolate da un funzionario della GdF che aveva il compito di verificare la regolarità del gioco, ed ho anche il ricordo che costui non fu cacciato in galera a calci sul sedere, ma semplicemente trasferito ad altro importante incarico di controllo.
    Chissà, forse sapeva troppo.
    Forse voi avete dello stato e dei funzionari pubblici una opinione molto più grande della mia; per me non è credibile che i giochi siano regolari, anche se non posso sapere dove stia l’imbroglio, sono certo che questo c’è, ed è l’anonimato stesso delle vincite italiane che ne è la prova.
    In casi del genere, qui in Veneto diciamo che “no so se se merda, ma xe el can che l’ha cagada”.
    A Striscia la notizia hanno abbondantemente deriso la “stranezza” del gioco dei pacchi alla Rai.
    Forse i gratta e vinci con premio sono separati e poi incassati anonimamente da persone dell’entourage, come del resto avveniva anche con i buoni benzina dello scandalo dei petroli e così forse avviene per tutte le estrazioni sotto l’egida dello stato.
    Forse è il ministro delle finanze stesso che dispone la riduzione delle cartoline vincenti del gratta e vinci per l’aggiustamento indolore del debito pubblico … cosa ci sia sotto non posso saperlo. Giovenale si chiedeva “quis custodiet ipsos custodes ?” ed a me, non avendo io alcuna fiducia della controparte, non essendoci chi effettui per me questo controllo ed essendo le vincite sempre volutamente anonime, risultano indifferenti tutte le tasse che il governo voglia applicare al gioco.

    Vi invito a meditare.

  • Deciomeridio
    Rispondi

    Qualcuno mi sa spiegare come mai quei farabutti di Equitalia sono andati a Cortina D’ Ampezzo a prendere i numeri delle targhe delle auto di lusso ?

    Io sapevo che i proprietari delle automobili sono registrati : che bisogno avavano questi signori di andare a Cortina ?

    Certo , hanno anche controllato i Bar e Ristoranti ma , guarda caso , questi signori sono venuti tutti da Roma.

    Come mai ?

    Forse in Veneto Equitalia non esiste ?

    O forse volevano fare compagnia ad Attilio Befera che , in quei giorni era in vacanza a Cortina ?

    Oppure volevano dare il contentino al popolino cretino schiacciato dalle tasse ed hanno partorito una operazione in stile ANCHE I RICCHI PIANGANO ?

    Forse più semplicemente volevano mettere in soggezione i veneti , questi calvinisti-stronzi che continuano a lavorare come muli e che quando non ce la fanno più , invece di ammazzare qualcuno ( non dico chi) , non trovano niente di meglio da fare che SUICIDARSI , lasciando in tal modo il carico fiscale in eredità ai familiari ?

    Forse volevano soltanto dimostrare per l’ ennesima volta che è il Nord che evade il fisco mentre il Sud è onesto e fedele allo Stato italiano.

    Attendo comunque di vedere analoghe operazioni a Capri e Taormina , non per sfiducia , ma semplicemente perchè conosco questi TERRONI DI MERDA !!!!!!!

    • Roberto Porcù
      Rispondi

      Ti do ragione su quello che affermi, ma non mi piace il termine “terroni di merda” e ti invito a farne ammenda.
      Che lo stato italiano sia nient’altro che uno stipendificio, in buona parte per meridionali che si sono accasati un po’ ovunque nella cosa pubblica, anche qui in Veneto, questo è vero, ma non condivido le generalizzazioni, e ti assicuro che ho il piacere di conoscere tanti terroni che non sono assolutamente “di merda” e nell’impegno e nella serietà per il lavoro danno dei punti a me e, forse, anche a te: simili generalizzazioni lasciale a Bossi ed ai pari suoi.

      Poi, le notizie di provenienza “pubblica” sono sempre da prendere “cum grano salis”.
      Prima di Natale ho visto un telegionale dove intervistavano turisti a Cortina allora senza neve ed un ragazzino che sbottava ” ‘a neve nun ce stà, l’hanno ‘a sparà “: mi sono allora ricordato di quello che mi disse un paio d’anni fa un amico industriale, che a Cortina si sente abbondantemente parlare romano.
      Concludo facendo notare che non è assolutamente detto che siano veneti i possibili evasori con auto al di sopra delle loro possibilità, e non è neanche detto che l’erario recuperi poi quel tanto da ripagare il soggiorno a Cortina dei suoi ispettori.
      Stamattina mi pare di aver sentito alla radio che Fini e Casini sono, … non ricordo dove esattamente, … mi pare da qualche parte a sud di Cuba, … ecco, questo non è sicuramente di competenza della GdF, ma noto che costoro si permettono lussi che il paese che li mantiene non può permettersi.

      • Deciomeridio
        Rispondi

        Hai ragione !

        TERRONAZZI DI MERDA !

        Così è meglio.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Mi dispiace, ma proprio perché mi sento libertario e credo esistano soltanto individui, dotati di libertà e quindi responsabilità personali, non posso condividere generalizzazioni che prendano di mira semplici concetti astratti di natura pseudo-sociologica del tipo: terroni. polentoni, mediterranei, asiatici, latini, negri, ebrei, calvinisti, cattolici, musigialli ecc.Anch’io, nativo di Como e settentrionale purosangue, conosco meridionali degni del massimo rispetto, e settentrionali degni della forca. Sarà vero che tra le forze dell’ordine, le guardie di finanza, gli estorsori di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate e un po’ in tutti gli impieghi pubblici i meridionali sono in prevalenza, per motivi di carattere storico, economico, sociale, ideologico Ma qui nei miei paraggi conosco, per fare un esempio, agenti delle varie polizie locali di pura razza padana d’una protervia e stupidità inaudite… Ebbene, se dicessi che tutti gli agenti d polizia locale di pura razza padana sono protervi e stupidi, farei un’indebita astrazione. Stiamo attenti a non rinnegare coi fatti e le dichiarazioni troppo emotive la nostra adesione ai princìpi libertari. Attribuire responsabilità a parentele, stirpi ed etnie è da primitivi, e le ideologie “blut und boden” portano nel migliore dei casi al leghismo più becero, nel peggiore al nazismo.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Usando un aforisma di mia invenzione dico sempre che “la mia patria è la mia famiglia, la mia nazione senza confini e fatte di quelle persone con cui mi trovo in accordo”. Mi sento molto più vicino al mio carissimo amico calabrese Sandro Scoppa, che a quel cialtrone varesino di Umberto Bossi!

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Lo dicevano già gli antichi, UBICUMQUE BENE EST PATRIA EST. Nessuno può imporci una patria, la patria è un sentimento che nasce in noi sulla base di suggestioni, sentimenti, amori, valori DEL TUTTO INDIVIDUALI. E c’è modo e modo di sentirsi affratellati entro una medesima cultura nazionale, anche perché in realtà le culture e subculture sono moltemplici, pur fra persone che condividono gli stessi ambiti territoriali Ci si può sentire italiani leggendo con passione Dante , oppure estasiandosi davanti gli orridi monumenti ai Caduti che costellano le piazze del Bel Paese, primo fra tutti il Vittoriano di Roma, che giustamente Bruno Zevi avrebbe voluto abbattere con la dinamite.( La Roma dei Cesari e quella dei Papi, con tutte le loro nefandezze, ci hanno lasciato monumenti insigni, la Roma del popolo solo brutture). Oppure facendo cagnara e sventolando tricolori quando la squadra dell’Italia vince i campionati mondiali.
    Sia ben chiaro che la mia italianità non ha nulla che fare con queste ultime due. CIASCUNO A SUO MODO, per dirla con quel terrone di Pirandello, uno dei miei più grandi amori.

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