In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“E’ ben vero che i mercati dei capitali sono ovviamente un utile strumento nelle mani dei governi. Ma è anche vero che la democrazia deve favorire i cittadini rispetto ai creditori. A volte i loro interessi coincidono, a volte no.”
(G. Rossi)

Questa è l’opinione che Guido Rossi ha del ricorso ai mercati dei capitali da parte dei governi.

In sostanza, quando è necessario indebitarsi per finanziare la spesa pubblica (e non voglio qui stare a discutere sulla natura più o meno iniqua e parassitaria di tale spesa), è giusto farsi prestare i soldi non solo dai risparmiatori, ma anche dai cattivi speculatori.

Quando, però, si esagera con l’accumulazione di debiti e i cattivi speculatori di cui sopra iniziano a pretendere rendimenti crescenti, allora i creditori possono essere presi a pesci in faccia.

Infatti, “la democrazia deve favorire i cittadini rispetto ai creditori”. A dire il vero, il pensiero di Rossi rispecchia in buona sostanza quello che è sempre avvenuto con il debito pubblico. Se lo Stato emittente conserva la sovranità monetaria – ancorché sostenendo la farsa che la sovranità spetti a una banca centrale indipendente – i creditori sono presi a pesci in faccia mediante la svalutazione reale del debito (ossia mediante la sua monetizzazione). E’ quello che sta succedendo, per esempio, negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Se, viceversa, lo Stato debitore non ha sovranità monetaria, come nel caso dei paesi aderenti all’euro, la svalutazione reale rischia di essere insufficiente ad alleggerire il fardello del debito. Allora la svalutazione nominale, mediante insolvenza, può essere l’unico modo per non gravare troppo sui contribuenti, soprattutto se una fetta consistente del debito pubblico è detenuta da investitori esteri.

Basterebbe che tutti quanti lo tenessero presente quando si sentono dire che i titoli di Stato sono un investimento a basso rischio.

 

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Showing 6 comments
  • antonio

    ma perchè, non avete mai visto privati o aziende BUFFAROLI (insolventi)? lasciamo perdere, va!
    avete voluto lo stato-azienda? e mo’ beccatevi l’insolvenza!

  • bloodycat

    Anche economisti non proprio anarchici come James Buchanan riconoscono la natura profondamente iniqua, ingiusta e inefficiente del debito pubblico, che danneggia tanto le generazioni presenti quanto (o forse più) le generazioni future. Non per nulla, le dottrine liberiste del laissez-faire ottocentesco non prevedevano alcuna possibilità per lo Stato di indebitarsi, comportando un rigoroso pareggio di bilancio (basti pensare, per stare in Italia, alla Destra storica e al ministro Quintino Sella). Tuttavia, la smania statalista del Novecento ci ha portato ad accumulare un disavanzo di dimensioni elefantesche. Dobbiamo dunque pensare a come eliminarlo. A mio avviso, il debito pubblico è stato contratto dallo Stato e dai suoi illustri rappresentanti, e a loro spetta l’arduo compito di ripagarlo, poiché i creditori (che spesso coincidono coi CITTADINI!!!) hanno il sacrosanto diritto di riavere il denaro ( forse ingenuamente) prestato a questa banda di rapinatori. Lo Stato deve ripagare il debito con le sue proprie risorse, non incrementando l’infame strumento della tassazione, che fa ricadere sulle spalle dei contribuenti le operazioni criminali dei governanti. Come? Ecco le mie proposte: liberalizzazione del servizi, taglio drastico dello Stato sociale (e vedrete come la carità privata, sciolta dalle catene dello Stato padrone, tornerà a rifiore!), alienazione della proprietà di Stato e demaniale, privatizzazione della Rai, della previdenza e soprattutto SFORBICIATE MICIDIALI DEL COSTO DELLA POLITICA. Il tutto, naturalmente, accompagnato da una ingente decurtazione della pressione fiscale. Altrimenti, se proprio ci piace, teniamoci pure Monti. De gustibus non est disputandum.

  • michele lombardi

    democrazia e chiesa vanno smantellati per sempre

  • giovanni

    Finalmente Monti ha trovato il modo di ridurre consistentemente il debito pubblico: rientrano 200.000.000 x 20 anni = € 4000.000.000 ha chiesto ai partiti la restituzione dei rimborsi elettorali non dovuti dal 1993 (referendum) ad oggi. Denunciati per danni i presidenti e tesorieri di tutti i partiti. Denunciati anche i 15 del ’93 e successivi, della corte costituzionale che non hanno ritenute non legittime le leggi in contrasto con il referendum…. Che bello..ora i partiti possono presentarsi in pubblico senza timore di essere sputati in faccia…

  • Lorenzo

    Per me democrazia significa favorire i cittadini rispetto al parlamento. Nella nostra costituzione ci sono due norme profondamente antidemocratiche:

    – Il parlamentare esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato (art 67)

    – Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio (art. 75, comma 2)

    Pertanto il parlamentare può quindi fare quello che vuole: ignorare le promesse elettorali in barba alla vera rappresentanza che prevede responsabilità civile e penale per il rappresentante nel caso di violazione della procura (in questo caso il programma elettorale) e imporre ai cittadini tasse senza che questi possano opporsi.

    Bisogna assolutamente cambiare queste due norme: nuove tasse possono essere imposte solo col consenso dei cittadini, come avviene in Svizzera, e se un parlamentare non adempie al suo programma deve essere mandato a casa, magari dopo aver fatto qualche mese di galera e pagato una pesante sanzione: questa è la vera rappresentanza.

  • iano

    Uno Stato è come una famiglia numerosa,dove i figli lavorano e portano i soldi al capofamiglia (padre), ilquale deve amministrare questi soldi per il bene della famglia.Se il capofamiglia è un alcolizzato,ha il vizio del gioco e delle donne,sperpera i soldi che hanno portato i figli,I soldi non gli bastano mai,comincia a indebitarsi,chiede soldi,alle banche,o agli usurai, amici,e a volte è costretto a “rubare”,e a chiedere ai figli sempre più soldi (tasse)…lasciandoli a tasche vuote.Ecco che la famiglia va in fallimento,i figli cominciano a litigare anche tra di loro,è il caos !!Ebbene questa famiglia si chiama ( Stato) , i cittadini sono i FIGLI,e il padre è il capogoverno PRESIDENTE.Scusate se parlo come Celentano ma anch,io come lui, sono un pò “ignorante”……..

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