In Anti & Politica, Economia

di LEONARDO FACCO

Massì, continui pure l’infame campagna contro l’evasore fiscale. Esacerbare gli animi, col fine di mettere tutti contro tutti, è una strategia che ha sempre funzionato, sin dai tempi dei progenitori di quella “Roma ladrona” che grazie alla tecnica mai dimenticata del “divide et impera” fa litigare fra di loro i sudditi (gli schiavi) per ingrassare la lupa. Bastava guardare Bruno Vespa ieri sera (milionario stipendiato con soldi dei contribuenti) per vedere la macchina in azione. Qualcuno dimentica con troppa facilità che il problema di questo paese è altro, uno Stato centralista delinquenziale e redistributore di prebende, nonché allevatore di parassiti famelici.

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Questo giornale ha riportato, in maniera cronachistica, la cosiddetta “Rivolta dei forconi”, la cui matrice siciliana ha destato più di un sospetto a chi di libertà vera si occupa da tempo. E’ bastato leggere le loro rivendicazioni per comprendere che fuorché a sussidi e ad incentivi pubblici – che son sempre a spese di chi produce ricchezza vera, guardacaso geograficamente collocabili a ridosso del Po – non sono interessati. Che la Sicilia non fosse un esempio cristallino di liberalismo era risaputo, anche ai sassi. Oggi, il “Sole 24 ore”, ci aggiunge un carichetto da undici: “Quasi un siciliano su due percepisce una pensione. Gli assegni erogati ogni anno dagli istituti di previdenza sono poco più di 2,35 milioni a fronte di una popolazione complessiva nella regione di cinque milioni di abitanti: quasi il 70 per cento percepisce un assegno inferiore ai mille euro. È uno dei dati contenuti nel rapporto congiunturale della Fondazione Res presieduta da Carlo Trigilia e presentato oggi nell’Aula Magna della facoltà di Economia del capoluogo siciliano. Il rapporto congiunturale, in quinto elaborato dalla Fondazione e che è possibile consultare integralmente sul sito CongiunturaRes, mette in luce un pessimo andamento dell’economia siciliana, anche rispetto a quella nazionale”. Letto bene? Non oso pensare a quanto ammontino quelli che prendono stipendi pubblici o farlocchi!

Continuiamo a leggere: “Illuminanti in questo caso i dati sul Pil: per quello siciliano il 2012 sarà ancora un anno nero con un dato che si assesta a – 2,1% rispetto al 2011. Altro dato poco confortante, nella relazione fatta dall’economista della Fondazione Adam Asmundo, è quello che riguarda le imprese, diminuite decisamente: si è passati da 394.488 circa del 2007 a 380.715 dell’anno scorso”. Sprofondo rosso.

Unico elemento utile per ragionare su quanto le gabelle siano dannose e inefficaci, giusto per dimostrare che la ricetta Monti di tassare e ritassare non è altro che una idiozia, è quello che riguarda la pressione fiscale nella Trinacria. Si legge nel rapporto : “In Sicilia era già alta e con i provvedimenti ultimi si è creato un paradosso: cresce di più nelle regioni povere. Se in Sicilia su un reddito di 10mila euro l’addizionale Irpef è tra 140 e 170 euro a Bolzano è zero. La spesa delle famiglie è in calo del 2,5 per cento”. D’accordo, le tasse non creano ricchezza, ma nel caso siculo va sottolineato un particolare non di poco conto: l’Irpef che i dipendenti pagano è solo una partita di giro: soldi prendono dallo Stato e soldi allo Stato versano.

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Non credo serva aggiungere molte parole ai dati di cui sopra. Vorrei solo citare un’altra notizia, per dare l’idea di quale clima si respiri oggi in Itaglia: “Molti proprietari rinunciano alle supercar: «Siamo bollati come ladri». I concessionari: «È l’effetto delle verifiche antievasione». E, qui, mi corre l’obbligo di tornare all’invidia di cui all’inizio di questo breve sfogo, all’odio sociale. Henry Hazlitt diceva: “L’intero Vangelo di Karl Marx può essere riassunto in poche frasi: odia l’uomo che si dimostra migliore di te. Non ammettere mai, in nessuna circostanza, che il suo successo possa essere dovuto alle sue capacità, non riconoscere mai il contributo produttivo che possa aver dato a tutta la comunità. Attribuisci invece sempre il suo successo allo sfruttamento, all’imbroglio, alla rapina più o meno esplicita ai danni degli altri. Mai ammettere, in nessuna circostanza, che il proprio fallimento possa essere dovuto alla propria debolezza, o che il fallimento di chiunque altro possa derivare dai suoi difetti – dalla sua pigrizia, incompetenza, imprevidenza o stupidità”.

Altro che il vangelo di Marx, basterebbe leggere Travaglio, l’Unità o la Repubblica per affibbiare a loro le parole di Hazlitt.

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Showing 67 comments
  • Pedante
    Rispondi

    Buon sangue non mente (nella fattispecie, saraceno). La Svezia non sarà il Morocco per via della gente. I siciliani hanno la loro dignità, ma per favore, un po’ di determinismo biologico ci vuole. Basta con il marxismo culturale, e le sue pretese procrustiane!

    • Robespierro
      Rispondi

      …infatti, sposta i tamarri in Giappone ed i giapponesi in tarronia e la terra del sol levante diventerà uno schifo come l’attuale terronia ed il meridione d’Italia, uno splendido angolo d’oriente…
      …è la gente, i popoli, i tratti caratteriali inseriti nella genetica, il quoziente d’intelligenza, tutte cose ereditarie, che fanno la differenza.
      I paesi ex comunisti erano in condizioni ben peggiori della sicilia vent’anni fa, ma con una importante differenza: invece dei siciliani c’erano cechi, ungheresi, polacchi, ora quei paesi che non avevano manco le linee telefoniche, le strade, somigliano ai loro vicini austriaci o tedeschi, senza l’aiuto di nessuno, i siciliani sono ancora li a piangere dei tempi di Garibaldi che era tanto cattivo e che non gli aveva portato abbastanza saponette da mangiare… nel mentre son passate due guerre mondiali… non vent’anni, non hanno proprio vergona.

      • Giuseppe D'Andrea
        Rispondi

        O cielo, siamo ritornati alla razza padrona, alla coscienza della società e alle capacità ‘innate’ del popolo, in pratica su questo forum libertario, stiamo parlando del Nazional-Socialismo. Dove sono finite le abilità dei singoli, la diversità umana e via discorrendo?

        • Cristian Merlo
          Rispondi

          Caro D’Andrea, sinceramente questa volta divergo completamente da quanto in commento.
          Non si tratta né di ritornare alla razza padrona, né tanto meno di beatificare le doti innatate di un popolo. Tutt’altro. Si tratta invece di rivendicare, con forza, quei principi e quei valori che dovrebbe essere tenuti in particolare considerazione proprio dai libertari. Ovvero, non dovrebbe mai essere dimenticato che la ricchezza, l’evoluzione, l’incremento non possono mai discendere dall’alto per grazia divina o dipendere esclusivamente da fattori esterni, fisici, indipendenti dalla volontà dell’individuo; parimenti, la capacità di fare profitto e l’abilità nel prodigarsi per la soddisfazione ottimale dei desideri e dei bisogni avvertiti dagli altri consociati non possono essere qualificati come qualità o talenti, che possono essere o fortunatamente posseduti o ineluttabilmente deprivati, disgiunti da una più complessa ed intricata trama di relazioni valoriali, etiche, filosofiche. Insomma, un ruolo primario, per non dire fondamentale, nel successo o nell’insuccesso dell’azione economica lo detengono elementi quali il senso di responsabilità, il rispetto di sé e degli altri, l’indipendenza, la libertà di pensiero e di intrapresa, l’autonomia organizzativa, la progettualità creatrice, l’industriosità, la voglia di risparmiare, il diritto- dovere al lavoro, vissuto ed inteso come un atto di dignità esistenziale e come contributo allo sviluppo armonico dei rapporti interindividuali. E ogniqualvolta si tenda, attraverso l’introduzione, consapevole o meno, di certe politiche, a disconoscere il ruolo funzionale e propositivo dei quei fattori ideali e di quei principi orientativi non può che essere favorito il suscitarsi, in seno al contesto sociale investito da quelle politiche, di sentimenti contrapposti e negativi: sfiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità, disillusione, rassegnazione apatica, insicurezza verso l’evolversi del futuro, neghittosità tesa al parassitimo rapace. Di fatto, l’invocazione indiscriminata ed automatica del trasferimento redistributivo sarebbe improntata ad un relativismo giustificazionista senza pari, oltre che ad un fatalismo deresponsabilizzante ed inibente: giacché essa tende a rigettare l’idea, naturale e comprovata dal corso della storia economica, che – a prescindere da talune eccezioni che confermano la regola- la fortuna economica individuale è alla lunga determinata dalla tavola di valori che animano e vivificano l’esistenza degli stessi individui.

          • Giuseppe D'Andrea

            Scusa ma cado dalle nuvole, sopratutto perchè hai slegato la mia risposta dal suo commento originario.

            Cosa di tutto quello che tu scrivi si ricollega a questi commenti;

            -Buon sangue non mente (nella fattispecie, saraceno)
            – la gente, i popoli, i tratti caratteriali inseriti nella genetica, il quoziente d’intelligenza, tutte cose ereditarie, che fanno la differenza

            Io non vedo come frasi e parallelismi beceri del genere si possano sposare a quanto hai estrinsecato nel tuo discorso. Vogliamo forse dire che c’è nella catena del DNA il gene sareceno o che i tratti caratteriali invece di essere diversi persona per persona sono distribuiti per popolazione?

            Detto questo nemmeno le qualità che tu hai descritto sono distribuite ‘pro-popolo’ esistono persone volenterose, proficue e responsabili, con una spiccata etica del lavoro e una fede incrollabile anche a Sud di Roma , esistono fatalisti, rassegnatari, pigri e scansafatiche anche a nord di Milano. Dunque o si considerano i fattori pro-capite oppure si generalizza e generalizzare non ha nulla a che fare con la libertà e l’individualismo. Sono d’accordo che il fattore ambientale non può giustificare globalmente tali comportamenti, ma l’ambiente può accentuare o diminuire la concentrazione di determinati individui, quanti meridionali sono emigrati ed emigrano perchè hanno altre idee in merito al proprio futuro rispetto a quelle che vengono promosse?

            Continuo a dire che in nessun modo il mio discorso giustifica il trasferimento di ricchezza e l’assistenzialismo, anzi, io vorrei che domani mattina si attuasse una vera autonomia regionale sopratutto in campo fiscale ed economico, mettendo fine ad un interferenza insopportabile con la quale si continua a foraggiare gli inetti sottraendo ai validi.

        • Cristian Merlo
          Rispondi

          Giuseppe, chiedo scusa, nel risponderti mi era effettivamente sfuggito il collegamento ai post precedenti… Probabilmente, , certe cazzate (scusa il francesimo;), quali il “buon sangue”, il “livello di q.i.”, etc. mi erano proprio sfuggite (lettura veloce?): non che me ne rammarichi adesso che le ho degnate di maggior attenzione…
          Venendo all’altro punto, non intendo certo sostenere che valori/principi versus disvalori/elementi disproduttivi siano posseduti/deprivati a livello di singolo popolo. Tant’è che nell’intevento, e da libertario, parlo sempre e comunque di individuo, di singolo, senza mai appellarmi ad alcuna concetto impregnato di logiche olistiche. Solo l’individuo pensa, agisce, interagisce. Vero è, però, come si diceva anche questa mattina, che i valori di cui l’individuio è innervato sono spesso e volentieri il portato della storia, della tradizione, della cultura dell’ambiente, della comunità in cui lo stesso si trova ad operare. Non essendo, l’individuo, un’isola o una monade autoreferenziale. Valori, come detto, che sono altresì suscettibili di condizionare, se non di plasmare, i rapporti di azione e di relazione tra gli stessi individui interagenti.
          Per il resto, ovviamente, siamo totalmente in sintonia.

          • Giuseppe D'Andrea

            Su questo nessuna obiezione.

            Sospettato ti fossero sfuggiti i commenti precedenti, non era ammissibile associare il tuo alto ragionamento con quei… ‘francesismi’.

          • Pedante

            Non vedo alcun’approvazione del nazionalsocialismo nel mio commento, piuttosto sono quei libertari che insistono sull’uguaglianza fisiologica tra popoli quelli che favoriscono i vari programmi assistenzialisti. Se siamo mediamente tutti uguali tra popoli, allora le differenze si possono eliminare con aiuti, istruzione, export della democracia, cultura e compagnia bella.

            La cosa divertente è che quelli che più strenuamente si oppongono al creazionismo, sono i più accaniti difensori della tabula rasa umana. Per gli animali l’evoluzione conta, ma non per gli esseri umani. Quei ciarlatani come Gould, Lewontin, ecc. screditano l’antropologia, e inoltre sono ipocriti.

            Per inciso, becero che sono, ho invocato “un po’ di determinismo biologico”. Esistono fattori fisici che mi impediscono di guadagnare quanto certi miei colleghi più dotati di me, la mia volontà non c’entra, ma non per questo accetto un’inferiorità morale. Pretendo rispetto come individuo, e lo contraccambio, pero riconosco le differenze non solo tra individui, ma pure tra gruppi di individui di patrimonio genetico simile.

        • Robespierro
          Rispondi

          Oh cielo Giuseppe, genetica e antropologia nonchè il comune buonsenso, nota caratteri comuni ereditari, ad es. la nonna x che circa il nipote y nota che caratterialmente è simile al parente z …e ti assicuro che codesta ipotetica nonna non è nazi, come non sono nazi i genetisiti e gl’antropologhi che stilano e confrontano tabelle sul QI mondiale in relazione alla ricchezza, al pil o altri paramentri… li trovi pure su wikipedia questi studi.
          Che la genetica non sia tutto ma solo una parte e che l’individuo possa differire anche sostanzialmente dal popolo da cui proviene è indiscutibile, ma qui parlavamo di “siciliani” in generale non di individui. Mi ricordo che negl’anni ’70 ’80 quando i compagnucci non volevano o non sapevano, rispondere, zittivano il loro interlocutore bollandolo come “fascista”…un metodo dialettico patetico ed affatto libertario.
          Dunque parlare di tratti ereditari non è nazismo, ma veniamo al punto, che hai bizantinamente schivato: come mi spieghi che in meno di 20 anni nazioni che non avevano nulla, ora sono come i loro vicini, Austria, Germania… io lo spiego col fatto che sono popoli diversi dai tarroni, non sono dei piagnoni, parassiti… la trasformazione degl’ex-paesi comunisti mittleuropei, dovrebbe far vergognare il sud italia… guarda cosa hanno fatto loro in pochi anni guarda com’è piazzato il meridione, c’hanno la merd.. che lambisce il primo piano, metaforicamente e realmente… ma non si vergonano di loro stessi, anzi si credono “furbi” o… cambiano argomento ed accusano chi glielo fa notare di essere un nazista…

      • iano
        Rispondi

        per ROBESBORRO !!!Ecco siamo questi Gli italiani affetti da cretinismo cronico per DNA.chiacchieroni e sbruffoni,boccalarga,e quaquaraquà !!!siamo famosi nel mondo solo per questo capaci solo di scannarci fra di noi!!!e per questo ci prendono per il culo!!tutto il mondo.Ti ricordo alcuni Siciliani:Vincenzo Bellini,Franco battiato,Borsellino,PippoBaudo,Fiorello.Ecc.Ti devi sciacquare la bocca prima di sparlare dei tuoi prestigiosi connazionali Siciliani…..

        • Borderline Keroro
          Rispondi

          Beh, più che Pippo Baudo e Rosario Fiorello, con tutta la simpatia ed il rispetto, io avrei tirato fuori Verga e Pirandello.
          Ciò nonostante Robespierro, se mi permetti, una parte di ragione ce l’ha: a furia di credersi furbi taluni si sono scoperti degli emeriti imbecilli.
          Non è assolutamente questione di DNA, secondo me. E’ semplicemente il fatto che se ti permettono di vivere senza lavorare, chi te lo fa fare di romperti le palle tutti i santi giorni? Ed è per questo che il sistema è in via di implosione. Ma coloro che hanno succhiato la mammella di Stato, quando lo Stato non potrà più garantirli, avranno il coraggio di rimboccarsi le maniche o pretenderanno di essere ancora nutriti a ufo?
          Faranno la rivoluzione proletaria per espropriare il poco che sarà rimasto, si daranno al saccheggio dei supermercati (vuoti), daranno l’assalto al forno delle grucce?

          • iano

            egr. Bordell…ine !!??mi scuso se non sono così “colto”come voi ma riesco lo stesso ad esprimere il mio pensiero o mi (arrangio!!).Vede dopo la distruzione della guerra,la ricostruzione dell,Italia è stata molto più rapida ed efficace al nord,(forse per la posizione geografica).il sud è stato abbandonato a se stesso,meno servizi,meno carabinieri ecc.Lo Stato ci ha sempre risposto “arrangiatevi,ma pagate lo stesso le tasse!!”Quindi Vivere o morire,Alcune persone hanno deciso di arrangiarsi in modo illegale e l,hanno chiamato “mafia”Essa quindi è stata prodotta dallo stato.Il popolo Siciliano è la prima vittima della mafia,soffre per questa piaga,soffre per l,abbandono e l,indifferenza dello stato,soffre anche per L,odio degli “imbecilli”del nord.é un popolo che soffre,a cui va tutta la mia solidarietà.(forza Sicilia,non mollate!!!)

  • sebastian
    Rispondi

    TENGO A PRECISARE E’ GIUSTO CHE VENGA ATTUATO LO STATUTO SPECIALE POICHÉ CONCESSO AL POPOLO SICILIANO PER EVITARE DISORDINI E PROTESTE PER ESSERE STATO COSTRETTO A CEDERE LA PROPRIA SOVRANITÀ NAZIONALE ( QUANTO ACCADDE ALLORA STA ACCADENDO OGGI ALL’INTERO PAESE) DUNQUE CHE ROMA RESTITUISCA AI SICILIANI QUANTO E’ STATO CONFISCATO DA CAVOUR NEL 1861 E QUANTO GLI SPETTA DALLO STATUTO SPECIALE MAI ATTUATO FINO AD OGGI PER QUANTO RIGUARDA LA BATTAGLIA LIBERTARIA PRESCINDE DAI FORCONI CHE COME TUTTO IL RESTO DELL’ITALIA E’ STATA EDUCATA DA QUESTA POLITICA SOCIALISTA A CHIEDERE AIUTI DI STATO RAPPRESENTANO UN ESEMPIO GLI INDUSTRIALI DEL NORD CHE PUR OPERANDO IN UN CONTESTO AGEVOLATO IN QUANTO FORNITO DI INFRASTRUTTURE GLI IMPRENDITORI NON RIESCONO AD EMANCIPARSI DALLO STATO A DIFFERENZA DEL SUD CHE HA CONTRIBUITO CON LE TASSE HA PAGARE LE INFRASTRUTTURE DEL NORD .

    • Deciomeridio
      Rispondi

      Qello che è stato confiscato ai siciliani nel passato , in questi anni se lo sono ripreso tutto , abbondantemente.

    • Deciomeridio
      Rispondi

      Citazione “…….UN ESEMPIO GLI INDUSTRIALI DEL NORD CHE PUR OPERANDO IN UN CONTESTO AGEVOLATO IN QUANTO FORNITO DI INFRASTRUTTURE GLI IMPRENDITORI NON RIESCONO AD EMANCIPARSI DALLO STATO A DIFFERENZA DEL SUD CHE HA CONTRIBUITO CON LE TASSE HA PAGARE LE INFRASTRUTTURE DEL NORD . ”

      Commento : ma va a ciapà i ratt , terun !

      • Giuseppe D'Andrea
        Rispondi

        Questo è il secondo ‘terroni’ , credi di poterti astenere o continui a fare lo spiritoso?

        • Deciomeridio
          Rispondi

          Hai ragione : meglio TERRONAZZI.

          Come chiamo certa gente sono fatti miei , capito ?

          • iano

            Bravo continua a parlare male dei tuoi connazionali del sud!!!credo che per te ci vuole la stessa punizione che hanno fatto a Gheddafi,un legno nel culo e poi nella cella dei polli ,forse smetterai di offendere….

  • Nicola Albano
    Rispondi

    Scusate, ma si parla di 2.350.000 pensioni o assegni pensionistici all’anno ? Perchè se sono assegni e non pensioni vuol dire che i pensionati sono all’incirca 200.000 (ho diviso il tutto per 12 mensilità). Andiamoci piano con conclusioni lombrosiane, poichè il culo nelle fabbriche del nord, nei cantieri in Germania o nelle miniere in Belgio se lo venivano a fare i terroni.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Il culo nelle fabbriche del Nord se lo sono fatto anche quelli del Nord.
      Non è che il Nord fosse una landa disabitata dove miracolosamente sorgevano fabbriche qua e là.
      E mi pare che comunque da Sud l’immigrazione continui, malgrado (anzi, secondo me a causa) gli interventi dello Stato.
      Qui non è questione di dove sei nato, che è un discorso che regge benissimo solo se uno è un decerebrato.
      La domanda a cui dovresti rispondere è invece la seguente:
      per quale motivo un Siciliano che vive (e lavora) in Lombardia deve mantenere un Siciliano che, invece, risiede in Sicilia?
      Non sono assolutamente contrario al fatto che la Sicilia si doti di un numero spropositato di pensionati, dipendenti pubblici e parlamentari ARS. L’importante è che il conto se lo paghi da sé.

      @Sebastian: completamente d’accordo sul fatto che la Sicilia abbia patito a causa della riunificazione: così a memoria mi torna in mente l’eccidio di Bronte.
      Sul fatto che lo Stato debba restituire qualcosa, penso però che caschi male.
      In primo luogo perché nun c’è ‘na lira.
      E poi anche per il fatto che in questi anni deve essere arrivata giù una valanga di soldi.
      Dove questi siano andati a finire non lo so, ma sta ai Siculi domandare contezza ai propri amministratori.
      Siccome, diciamocelo, i Siciliani sono generalmente gente piuttosto “palluta”, non vedo l’ora che si arrivi al redde rationem.

      • Giuseppe D'Andrea
        Rispondi

        Hai ragione, non c’è nessun motivo.

        Le Regioni a statuto speciale dovrebbero sostenersi principalmente con le proprie forze e con ampia autonomia fiscale e contributiva, non c’è motivo per creare regioni speciali che poi pesano ‘specialmente’ sul bilancio statale. Ma questo non era l’intento di chi ha escogitato il sistema delle autonomie locali.

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    “Molti proprietari rinunciano alle supercar”
    WOW grandioso! E giusto, tra l’altro.
    Io sono d’accordo, è un bene: guidare meno Ferrari, guidarle tutti!
    Mi accontento anche di una Porsche, ma il mio sogno è la Lamborghini, per quanto nemmeno andare in giro con la Aston Martin mi farebbe schifo.
    E se uno ha pure la moglie gnocca, una bottarella gliela darei, alla moglie… e in cambio gli presto la mia inguardabile suocera, che ha diritto anche lei (io non posso, sono il genero :D ).
    Cazzarola, quest’invidia sociale è una pacchia. :D

    • iano
      Rispondi

      E voalà!!ci siamo arrivati a creare un Italia di miserabili,L,invidia per chi ha la macchina più grossa,Lo stato che ti viene a contare gli spiccioli in tasca,con la bava nella bocca ruba il 40%di pensione ai vecchietti!!unprofessore ricchissimo messo li dal padrone Napolitano,che vuole sapere quanto mangi,che macchina hai,come spendi i tuoi soldi!!dovremmo andare tutti con le rappezze nel culo,così loro saranno soddisfatti.E pensare che chi ha creato tutto questo “casino”sono proprio i Ricchioni…pardon,i ricconi dell,alta finanza,di cui fa parte anche MARIO !!Ma chi la detto che miseria e povertà nobilita l,uomo!!Ricchezza e prosperità vuol dire lavoro far girare moneta,comprare casa sposarsi,crescere in serenità la famiglia,vivere in modo dignitoso,potersi pagare i medicinali ecc,O preferite una nazione di “miserabili morti di fame….

  • Giuseppe D'Andrea
    Rispondi

    Riporto il mio commento da l’indipendenza;

    l problema sollevato dall’articolo è reale e innegabile, ma bisogna portarlo sui binari giusti; diversamente da qualche commentatore non credo che esista la ‘moralità territoriale’, dove ci sono i siciliani mafiosi che sguazzano nell’assistenzialismo e i lombardi ‘puri’ ed operosi, da individualista queste generalizzazioni collettive mi danno sui nervi, il gene della ‘criminalità’ e quello dell’operosità non esistono e anche se esistessero sicuramente non sarebbero territoriali.

    Qual’è il punto vero visto da Sud? Senza andare troppo indietro nella storia, la Repubblica Italiana ha deciso nel secondo dopoguerra che invece di risolvere la questione meridionale ‘una volta per tutte’ creando quella agognata federalizzazione dello Stato che alcuni come Sturzo indicavano come via corretta per lo sviluppo del paese, era meglio trovare una scorciatoia per ‘sviluppare’ e pacificare rapidamente quelle problematiche aree, la via del finanziamento pubblico e dell’espansione statale.

    Queste politiche non solo hanno creato una burocrazia tentacolare, inefficiente e largamente inutile, incentivato la corruzione e il parassitismo, hanno anche distorto l’intera economia meridionale indirizzando intere generazioni verso il sogno del posto statale e il 27 sicuro, molto più conveniente che fare imprenditoria e commercio a proprio rischio e pericolo. Questo andazzo è stato finanziato un po a discapito delle regioni più produttive che hanno fatto molto più che il loro dovere di solidarietà ed un po con la svalutazione monetaria e il debito pubblico.

    Oggi c’è un preludio di risveglio; il settore pubblico sta finendo la droga, questo causerà parecchie reazioni d’altronde ci sono moltissimi soggetti che da anni sono a carico dello stato. La protesta dei forconi l’ho commentata ampiamente su altri siti e benchè io non sia d’accordo con le richieste di sussidio, calmiere, restrizione di commercio, capisco che per un popolo che ha sempre idealizzato lo stato come fornitore di ricchezza capire che lo stato è il problema e non la soluzione, possa risultare difficile in fondo i forconi non sono la burocrazia e i privilegiati che hanno usufruito dell’inondazione di denaro pubblico in prima persona, ci vuole tempo per capire chi è chi e che cosa serve per spezzare certe catene.

    • Pedante
      Rispondi

      “il gene della ‘criminalità’ e quello dell’operosità non esistono e anche se esistessero sicuramente non sarebbero territoriali.”

      Eppure se t’imbatti in una persona che hai conosciuto da ragazzino ti accorgi che è sempre la stessa persona di tanti anni fa. Il bullo e il prepotente sono rimasti uguali, nonostante tutta l’istruzione e la socializzazione immaginabile. I geni qualque ruolo lo avranno nel comportamento, anche se la scienza è ancora giovane.

  • Cristian Merlo
    Rispondi

    Riporto il mio commento dall’Indipendenza, rispondendo al Sig. Giuseppe d’Andrea

    Gent. D’Andrea,

    giustamente, lei fa notare che il problema sollevato nell’articolo debba essere inquadrato secondo schemi e paradigmi d’analisi oggettivi e dimostrabili, al di là di ogni ragionevole dubbio, e non semplicisticamente affrontato secondo delle classificazioni, ormai trite, a forte caratterizzazione emozionale ed ideologica, o peggio ancora secondo categorizzazioni di matrice “lombrosiana”.
    Da individualista (estremo, oserei dire) quale anch’io sono, vorrei però porre evidenza ad aspetti che non sono men veri, senza scendere a o avallare quelle “generalizzazioni collettive”, ed acritiche, che ad un individualista, come lei dice, danno sui nervi.
    Non si tratta di fare nè della “moralità territoriale”, né del determinismo biologico.Tutt’altro. Si tratta solo di analizzare la storia e la sociologia per quelle che sono, senza preconcetti o preclusioni di fondo: è innegabile , di fatto, che le città del sud non sono come quelle del nord.
    Senza voler esprimere dei giudizi di valore, (chi sia meglio o chi sia peggio), è indubbio però che si tratti di realtà diverse, diversissime, se non addirittura incompatibili.
    Già nel medioevo, mentre al centro nord del Paese andava affermandosi una civiltà comunale dinamica, autonoma e policentrica, animata da una borghesia intraprendente, innovativa e produttiva, il Sud si caratterizzò per una storia del tutto diversa. Andava imponendosi, di fatti, il fenomeno dell’incastellamento caratterizzato da un signore che garantiva la difesa e dalla inerente e conseguente centralizzazione del potere. Al posto dei borghesi imprenditori, cominciò ad imporsi un ceto, dapprima esiguo ma sempre più autorefernziale, “formato da tecnici del diritto (notai, avvocati, esperti di diritto feudale) funzionali ad una società dominante di nobile latifondisti e di aristocratici di mezza tacca” (G. Miglio). Tutto ciò, è naturale, andò a plasmare la dinamica, non solo dei rapporti di potere e delle relazioni istituzionali, ma anche del tessuto dei rapporti interindividuali. Ecco cosa intendeva dire il grande politologo Gianfranco Miglio quando sosteneva che la società meridionale è caratterizzata dalla presenza, ingombrante, del “vincolo clientelare”. Non vi era nulla nè di razzista, né di discriminante. Era la mera constatazione di una regolarità, di un modo d’essere, di una peculiare tavola di valori plasmata dalla storia, dalla tradizione e dalla cultura, in base alla quale “vi è la convinzione che chi detiene un potere (o dei mezzi economici) non li ha in forza dell’applicazione di regole istituzionali, da tutti conosciute e riconosciute….ma in virtù di attitudini personali, di relazioni privilegiate, o per l’efficacia di una tradizione inveterata ed immutabile”.
    Va da sé che, per ritornare alla storia recente, una volta eletto il mezzo politico come veicolo per l’affermazione di certe istanze, i processi di designazione della rappresentanza politica e di selezione della classe dirigente non possono che rispondere ai condizionamenti di cui si è detto, assecondandone al contempo la natura deteriore. In Italia, insomma, la catalizzazione delle dinamiche di sfruttamento parassitario, di per sé già implicite in quei meccanismi statuali passibili di migliorare il benessere di alcuni gruppi a discapito di altri, verrebbe per giunta stimolata dalla sussistenza di una specifica polarizzazione territoriale.
    Affermare questo, penso, non vuol dire fare delle mere “generalizzazioni collettive”.

    • Giuseppe D'Andrea
      Rispondi

      Riporto il mio commento ‘bloccato in moderazione’ (mi succede ovunque sono un sorvegliato speciale P-) ) da l’Indipendenza;

      Sig. Merlo,

      La sua prospettiva storica è corretta anche se ci sarebbero molte ‘eccezioni’ da considerare per essere veramente accurati, come ben la penisola è un ‘laboratorio storico’ probabilmente senza eguali sulla faccia del pianeta, determinare esattamente ‘chi ha scaturito cosa’ e quanto gli effetti di un determinato periodo abbiano influito sugli altri richiederebbe molto più spazio di quanto non abbiamo qui e rischierebbe di mandarci fuori argomento perdendoci fra i ‘se e i ma’ della storia.

      Tornando al caso in questione, il fulcro del mio discorso è che questo paese, ufficialmente unito territorialmente da poco più di un secolo e mezzo è a tutti gli effetti ‘disgiunto’ sotto quasi tutti i punti di vista economici e sociali, la strada intrapresa all’epoca dell’unità che mirava alla omogeneizzazione rapida e coercitiva è da considerarsi fallimentare non è un mistero che la maggior parte degli ex-territori centro-meridionali abbiano subito un regresso economico e sociale rispetto alle loro fasi immediatamente precedenti. La continuazione Social-Democratica di questo approccio, che avrebbe voluto rettificare il metodo di unificazione con lo sperpero di denaro si è dimostrata ancor meno efficace e non ha ovviato a nessuno dei danni pregressi, limitandosi ad incapsulare la situazione pregregressa in una bolla di trasferimenti statali e di clientele pubbliche, avallando pur in maniera tacita un determinato ‘modus operandi’ che è poi quello che gli altri italiani contestano. Questo contesto neo-clientelare benedetto dall’autorità centrale ha alterato definitivamente le dinamiche individuali deprimendo ancor di più l’iniziativa privata e lo sviluppo della ricchezza. Ecco perchè non vedo uno scontro fra persone e culture differenti ma uno conflitto fra individui e politiche contraddittorie.

      A mio dire, l’Italia inteso come stato centralizzato e unitario, velato dal carattere regionale è un fallimento epico, che tende naturalmente verso la disgregazione. Il modello federale che minimizza i trasferimenti di denaro, da responsabilità finanziaria e fiscale sarebbe l’unico modo , nonostante le difficoltà iniziali, per rendere questa nazione più incline alla cooperazione economica ed alla aggregazione sociale.

      Prima sarà effettuata questa correzione prima sarà possibile parlare di sviluppo e equità di trattamento, dato che non è pensabile che mezzo paese sostenga ancora le stravaganze di una politica manifestamente deleteria.

  • antonio
    Rispondi

    vabbè… ma chi cacchio vi ha invitati a conquistare il sud, rubare le casse delle banche, rubare i macchinari delle fabbriche, ammazzare decine di migliaia di persone, deportarne “volontariamente” a milioni (emigrazione), usarne altri milioni per le guerre d’espansione e coloniali???
    se semini vento raccogli tempesta…

    • Giuseppe D'Andrea
      Rispondi

      Sappiamo bene quali siano stati i mali dell’unità, ma non si può nemmeno incolpare di tutto la gente del nord in genere, è stata la classe dirigente che si è lanciata nei propositi di conquista, non sono di certo i popoli di per se che non sono colpevoli o corresponsabili.

      Altri tempi, altro giro…

  • Deciomeridio
    Rispondi

    SE TUTTI PAGANO LE TASSE…….LE TASSE RIPAGANO…….I TERRONI.

    • Nicola Albano
      Rispondi

      Fanculo stronzo… sono terrone e lavoro come un negro.

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Ecco, vedi, ti capisco.
        Tieni conto che i polentoni danno del terrone ai terroni tanto quanto i terroni danno del polentone ai polentoni.
        In media comunque questo è un paese è composto per lo più da polenterroni.
        Quindi, signori, diamoci un taglio, perché stiamo facendo il gioco di chi vuole dividerci (il famoso “divide et impera”).
        Al Sud i politici raccontano alla gente che il Nord li sfrutta, il che è assolutamente falso: i numeri sono numeri.
        Sono i politici che sfruttano il Sud, che è un bel bacino di voti, dando parte del bottino alle loro clientele.
        Prendiamo il toro per le corna : è possibile che la Regione Sicilia abbia un numero di dipendenti pubblici spropositato, tieni conto che dagli ultimi dati la Sicilia aveva un deficit annuo di circa 16 miliardi, quindi sicuro i neo assunti li paga qualcun altro.
        Dai dati in mio possesso quattro regioni sono in attivo: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.
        Le altre sono in rosso.
        Sicilia e Campania, da sole, si pappano via l’attivo delle quattro regioni citate.
        Ora ti chiedo, tutto bene o è meglio che cominciamo a darci una regolata?

        Quanto a Decio Meridio, voglio farti presente, caro Decio, che volendo il Veneto potrebbe chiedere il referendum popolare per fare la secessione: basterebbe lo chiedesse Zaia, è legale.
        E invece insistono con la stronzata della Padania, che non esiste.
        Questo per il semplice fatto che la Lega non vuole alcuna secessione, Bossi sta troppo bene a Roma, e in una federazione seria il trota andrebbe a raccogliere i pomodori della Calabria, altro che assessore regionale.

        • Deciomeridio
          Rispondi

          La Costituzione italiana vieta il referendum : lo dovresti sapere.

          D’ altra parte è LA COSTITUZIONE PIU’ BELLA DEL MONDO , come dice Bersani.

          Milioni di turisti vengono ogni anno in Italia per AMMIRARE la nostra Costituzione.

          Che però vieta ai cittadini di pronunciarsi su Indipendenza , trattati Internazionali (Chiesa ed Europa ad esempio ) e dulcis in fundo, MATERIA FISCALE.

          Ne consegue che i cittadini non possono votare ad esempio per abolire i Patti Lateranensi , per chiedere di uscire da questa Europa di merda o di abolire qualche tassa.

          Negli stati federali tutto ciò è permesso.

          Abbiamo veramente la Costituzione PIU’ BELLA DEL MONDO.

          • Borderline Keroro

            @Deciomeridio
            LEGGE 340/71
            Art. 2 – “L’autogoverno del Popolo Veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”
            LEGGE 881/77
            Art. 1.1 – “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”
            Art. 1.2 – “Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze… In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza”
            Art. 1.3 – “Gli stati parti del presente patto… debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite”
            LEGGE 439/89
            Art. 9.1 – “Le collettività locali hanno diritto, nell’ambito della politica economica nazionale, a risorse proprie sufficienti, di cui possano disporre liberamente nell’esercizio delle loro competenze”

            Il discorso è diverso da quello, originale, che mi appiccichi.
            In realtà io sto semplicemente facendo presente che se il Popolo Veneto è riconosciuto dallo Stato Italiano, non altrettanto vale per il Popolo Padano. Che poi un Veneto è un Veneto, un Lombardo è un Lombardo, un Piemontese è un Piemontese.
            Il tutto verte, appunto, sul fatto che a termini di Legge è possibile chiedere un referendum, monitorato dall’ONU, per avere l’indipendenza del Veneto.
            Quello per l’indipendenza del Nord, semplicemente, no.
            E la Lega si accanisce su quest’ultimo per il semplice fatto che non è possibile.
            Ipotizziamo che si tenga il referendum veneto, supponiamo che vinca il sì all’indipendenza, secondo te cosa potrebbe impedire alla Lombardia di fare altrettanto? E al Piemonte? Che poi nessuno impedirebbe alle regioni secessioniste di confederarsi su altre basi e con altra costituzione, sempre che sia necessaria una costituzione (il Regno Unito non ce l’ha e, mi risulta, vivono bene lo stesso). Che poi avere una costituzione per non rispettarla nemmeno vale la pena.
            Non ti sto dicendo che sono contro la secessione, anzi. E nemmeno sto dicendo che sono contro l’Italia, paese che amo profondamente: io sono Italiano!
            Quello che odio è questo Stato Italiano, ladro, bugiardo e mafioso, e questa UE che di democratico non ha nulla ma ricorda tanto la burocrazia sovietica.
            Ciao Decio.
            Questo porterebbe alla fine dello Stato Italiano. Evidentemente la Lega non lo vuole.

          • iano

            E vero L,italia a la costituzione più bella del mondo,per esempio, ha dei carceri che sono dei propi e veri LAGHER, campi di concentramento dove si calpesta ogni forma di diritti umani,i canili italiani sono molto più decenti.Lo Stato continua a buttare dentro gente(magari innocenti)Ma mettere “esseri umani in 20 su celle di 4metri quadrati,significa commettere un reato pari a quello di un”assassino”!!é una occulta e silenziosa pena di morte,e la stampa non ne parla perchè è “complice”Uno Stato che commette questo reato non può essere uno Stato Onesto,ma solo dei criminali protetti da forze armate che dividono tutti insieme la grande “torta”delle tasse!!!

        • Deciomeridio
          Rispondi

          La Padania non esiste : anzitutto complimenti per l’ originalità del tuo pensiero.

          Questa affermazione non l’ avevo ancora sentita.

          Quanto al fatto che la PADANIA NON ESISTA , ciò non vuole dire assolutamente nulla.

          Anche i Romani credevano , a ragione , che il REGNO DEI CIELI , propagandato dai protocristiani non esistesse.

          Peccato che qualche annetto più tardi a cessare di esistere fu l’ Impero Romano.

          Non importa se una cosa esiste o non esiste : importa soltanto se è utile allo scopo.

          Saluti.

          • Deciomeridio

            Definizione di Federalismo : il Federalismo è quella riforma istituzionale che tutti i Partiti italiani vogliono attuare ad eccezione della Lega Nord.

            Per l’ Indipendenza si può dire la stessa cosa , vero ?

            In realtà , senza la Lega non esisterebbe nemmeno questo sito.

            Lascia stare , che negli ultimi venti anni di segaioli pseudo secessionisti ne ho conosciuti tanti ma alla fine solo la lega è riuscita a fare qualcosa : certo , tutti saprebbero fare meglio di Bossi e del suo figlio idiota ma per ora solo lui ha 400 processi sul groppone. Gli altri parlano ma non hanno mai rischiato una cippa di niente.

          • Cristian Merlo

            @Deciomeridio. L’hai detto tu: povera quella comunità che deve rimettere le sue speranze di autonomia ed indipendenza a personaggi del calibro di Bossi e del figlio idiota. E che, soprattutto, dopo venticinque anni di prese per il culo, ancora ci crede. Se poi, la qualità, il carisma, l’affidabilità e la credibilità di una persona sono direttamente proporzionali al numero dei processi che si hanno in carico, beh, allora, chi meglio del padrone del nostro cagnolino? Per chiudere: una volta il nostro eroe definì Miglio, politologo di fama mondiale, studioso ed intellettuale di livello siderale, quale una “scoreggia nello spazio”. Purtroppo per noi, e per le nostre speranze di libertà, la scoreggia è venuta a mancare…gli stronzi invece stanno sempre a galla.

          • iano

            Risp. per “Diciomerdo”devi convincerti che la pandania è solo un illusione,il 70% della gente del nord è comunista di sinistra,quindi semmai avrete il coraggio (dopo 80anni)di fare la seceessione entrerete subito in conflitto con la vostra stessa gente,alla quale senbra che non siete molto graditi,ma visti come una palla al piede !!!E poi tutta questa voglia di “guerra”di sangue…è bastata l,alluvione dell,anno scorso per farvi piangere e chiedere aiuto allo Stato.Per creare uno stato un popolo deve essere tutti daccordo,mentre voi siete a maggioranza “comunisti”non so se sono (stato)chiaro……

      • Deciomeridio
        Rispondi

        Non metto in dubbio che tu lavori come un negro : il punto che dal Nord ogni anno partono almeno 80 MILIARDI di euro di surplus fiscale che vanno ai politici TERRONI.

        Ergo : ci siamo un pochino stufati di tutto ciò.

        Leggiti IL SACCO DEL NORD del Prof Luca Ricolfi che NON è un leghista ma è vicino alla sinistra e troverai un mare di dati al proposito.

        P.S. Sono di origine terrona pure io , quindi consolati.Non ne faccio un discorso di razza.

        Saluti.

        • Deciomeridio
          Rispondi

          @ Iano

          Prima stronzata : il 70 % del nord è di sinistra e comunista. Ma dove te le sogni certe cazzate.

          Seconda stronzata : ” …è bastata una alluvione per farvi chiedere soldi allo Stato ” Anche se così fosse saremmo sempre meglio di voi terroni che i soldi li chiedete sempre, sia con che senza alluvioni.
          Inoltre ricordati che è la Padania che da i soldi allo Stato, quindi è sempre roba nostra.

          Ti sei diplomato con le 150 ore ? Certe cazzate potevi risparmiarle.

          • iano

            HA! allora ci sei Diciomerdo !!!sei sempre in questo sito a rompere le palle !!ai meridionali,si vede che non hai un cazzo da fare,comunque elementi come te sono utili per dimostrare che questi della Pandania soffrono veramente di CRETINISMO vero!!!
            Ma poi perchè ce l,hai così tanto con i meridionali ??Forse ho capito qualche meridionale ti ha scopato la moglie e magari ti ha lasciato !!!!BEH devi capire che i meridionali ce l,abbiam più duro !!!!!

        • Nicola Albano
          Rispondi

          Consolarmi di cosa… sono fiero di essere terrone.

      • iano
        Rispondi

        Lascia stare !!questo “Diciomerdo “!! ce l,ha con i meridionali,ma per fortuna non tutta la gente del nord è affetta dasCRETINISMO cronico permanente,ho conosciuto gente del nord eccezonale e intelligente,sinpatica e socievole,di animo buono,quello dev,essere un lontano parente di Bossi(il quale ha moglie Siciliana)presto sarà attaccato dalla stessa malattia di Umberto…”Sarà forse una punizione di Dio ??”

  • Cristian Merlo
    Rispondi

    “…non sono i paesi a fare gli uomini, ma gli uomini a fare i paesi. Sicché quando si dice “zona sviluppata”, si deve sottintendere uomini e popoli energici e attivi; e quando si dice “zona depressa”, si deve sottintendere uomini e popoli depressi. Tutte le altre ragioni della depressione – clima, idrografia, orografia, eccetera
    – sono soltanto delle comode scuse quando non sono addirittura il frutto dell’incapacità e dell’accidia umane”.
    Chi avrà mai osato profferire queste tremende e offensive parole? Lombroso? De Gobineau? O magari Hitler in persona? No, sono le parole di un grande del giornalismo italiano, quell’Indro Montanelli che nel 1956 individuava profeticamente, con grande onestà intellettuale, le cause e le ragioni dell’insanabile conflitto medio-orientale. Vi lascio alla lettura: è un pezzo di giornalismo imperdibile e, calato nella nostra realtà ,… può essere illuminante.
    http://www.carmelodimauro.com/?p=49

    • Giuseppe D'Andrea
      Rispondi

      Sono d’accordo,

      Il discorso di Montanelli è corretto e non ha nessun carattere razziale, non parla di abilità genetiche e di ‘sangue’, gli Israeliani hanno avuto un così grande successo e un tale livello di sviluppo perché hanno portato in medioriente due cose sconosciute; la libertà e il capitalismo, cose che hanno assorbito in occidente, del quale facevano parte da un migliaio di anni e del quale fanno ancora parte. I popoli orientali sono passati dall’autoritarismo dei Sultani al socialismo panarabista dei Nasser, degli Hussein e degli Assad, cosa che gli era molto più congeniale. Senza libertà e capitalismo il loro progresso è stato minimo. La stessa cosa si può dire dei popoli dell’europa occidentale anche loro sono passati dall’autoritarismo degli Zar e dei Voivoda al Socialismo, solo da poco stanno assaporando un po di libertà e di capitalismo.

      Calato nel nostro contesto, il nostro sistema si ama definire ‘misto’ e non solo dal punto di vista economico ; siamo un po socialisti e un po capitalisti e pur avendo delle libertà ci sono dei limiti d’uso molto dettagliati che vanno oltre la clausola del ‘non fare danno agli altri’, soprattutto in campo economico. Dove lo stato ha manifestato il suo apice di interventismo è il Sud, dove libertà economica e capitalismo sono stati osteggiati apertamente il tutto grazie alla compiacenza di tanti meridionali, che prima o poi dovranno scontare il peso di queste azioni. Il Nord ha conosciuto un altro metodo, che lo ha avvicinato al modus operandi occidentale, dove le individualità e il fare ha trovato campo libero.

      In definitiva è vero che il centro-sud non può appellarsi solo alla storia e alle politiche centraliste, una buona parte di responsabilità è anche di chi non si è mai ribellato all’andazzo corrente, che costituisce la maggioranza della cittadinanza. I più lungimiranti se ne sono andati, altri speravano di poter essere liberi nonostante tutto magari confidando nel progresso e hanno dovuto constatare che è impossibile girare senza catene in un mondo di schiavi.

      Quello che non ammetto sono le discussioni genetiche e le baggianate della coscienza collettiva. Ogni individuo è libero di migliorare o adeguarsi, sta a loro, non ci sono ‘plasmi di prima scelta’ che influenzano gli essere umani.

      • Cristian Merlo
        Rispondi

        Questa volta… quoto in pieno!

      • Pedante
        Rispondi

        E a quei gruppi etnici sofferenti di Tay-Sachs, talassemia, ecc. cosa dici? Che i geni condivisi sono una fantasia?

      • Pedante
        Rispondi

        @ Giuseppe D’Andrea:
        Non si può plasmare un essere umano. Questa sarebbe l’utopia marxista. La volontà conta, certo, ma nel contesto di una realtà fisiologica, con determinati limiti materiali.

      • Pedante
        Rispondi

        Frank Chodorov era del parere che:
        “Socialisti si nasce, non ci si diventa (e così anche per gli individualisti).”

        E io sono d’accordo. A un piano individuale, del determinismo biologico c’è sicuramente. Neanche con tutta l’educazione immaginabile riusciranno i libertari a convertire il più della gente. Ma questo non importa. Come sosteneva Chodorov, l’importante è raggiungere quella piccola minoranza attiva e motivata, di spirito e mente aperti.

  • antonio
    Rispondi

    ma de che???
    israele? la maggior parte degli ivi immigrati proviene proprio dalla russia e paesi dell’est!
    e senza il fatto che gli americani li MANTENGONO avrebbero già fatto terra per ceci da quel dì…

  • Pedante
    Rispondi

    Gli ashkenazi hanno il QI mediano più alto di tutti gli popoli, quindi non mi stupisco che dominino la regione (senza i miliardi di sussidi statunitensi, però, la bilancia del potere sarebbe differente).

  • Pedante
    Rispondi

    “Dove sono finite le abilità dei singoli, la diversità umana e via discorrendo?”

    Certo, ambiente, famiglia, amici, comunità, società non esistono. Solo l’individuo, atomizzato e decontestualizzato, nient’altro.

    • Giuseppe D'Andrea
      Rispondi

      Non ricordo ‘decontestualizzato’ ed ‘atomizzato’ I gruppi esistono e sono importanti, ma la loro base è sempre l’individuo e il suo agire, non sono esseri senzienti a se stanti che hanno interessi, volontà e criteri propri . A meno di non credere a certi costrutti collettivisti che personalmente non mi appartengono.

      • Pedante
        Rispondi

        Non bisogna essere collettivisti per riconoscere certi tratti condivisi (gli aborigeni australiani possedono meno nefroni dei bianchi, gli asiatici sono più disposti alla miopia – questa è colpa mia?) Anzi, non riconoscendo le differenze tra gruppi etnici nonché individui porta il libertarismo verso un’utopia, irreale, raggiungibile e perciò vulnerabile. Rothbard di certo non era politically correct in questioni di razza, ma oggi verrebbe fatto tacere.

        A rigor di logica, se tutti i gruppi sono uguali, allora le differenze delle loro fortune sarebbero attribuibili alle ingiustizie subite, non a fattori intrinseci. Perciò lo Stato deve compensare questi squilibri.

        Il mondo è bello perché vario. I siciliani non hanno nulla da invidiare alla gente del nord, ma non per questo sono identitici.

        Infine, ti faccio ricordare che l’azione umana si svolge dentro limiti fisici. La volizione non è tutto, c’é anche il materiale.

        • Pedante
          Rispondi

          raggiungibile“. Irraggiungibile!

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Mi sconcerta questo battibecco fra “polentroni “e “terroni” su un sito libertario. Leopardi nella “Ginestra” invitava gli uomini a non farsi guerra tra di loro, per volgere invece ogni sforzo comune contro il vero nemico, la Natura. Stiamo attenti, in questa contrapposizione tra Nord e Sud,a non perdere di vista anche noi il nostro vero bersaglio, lo Stato. Libertari del Nord e del Sud, dell’Est e dell’Ovest, unitevi! Quanto poi a certe gravi anomalie delle nostre società meridionali,(che sarebbe sciocco mettere in dubbio a patto di riconoscere che, sia pur in misura ninore, sono presenti anche al Nord) lascerei da parte sociologismi,determinismi, storicismi, genetismi, economicismi ecc.ecc. e andrei a rileggermi due misconosciuti capolavori dovuti alla penna di due illustri terroni:”I Viceré” di De Roberto e “I Vecchi e i giovani” di Pirandello. Pagine spesso raccapriccianti, in cui si contempla il fallimento del Risorgimento, quest’ idea in sé generosa, ma profondamente sbagliata, di costruire un nuovo Stato fondandolo sul principio di nazionalità come fattore di legittimazione. Ma il sentimento di nazionalità è qualcosa di evanescente e soggettivo: così una canzone napoletanissima come “Te voijo bene assaie” può sgorgare dall’anima del bergamasco Gaetano Donizetti. E lo Stato, comunque voglia leittimarsi, è sempre frutto d’aggressione e oppressione, “latrociniun magnum”, quindi moralmente illegittimo. Stiamo quindi atternti a non costruire Superstati (vedi Federazione Europea), o Ministati(si chiamino Veneto o Padania o quel che si vuole). Puttanone o puttanelle, sempre puttane sono.

    • Pedante
      Rispondi

      Il diritto alla dissociazione è sancrosanto quanto quello dell’associazione. Due persone che non si amano faranno un matrimonio infelice, ma da separati possono rispettarsi a vicenda.

  • iano
    Rispondi

    Il popolo della Sicilia,per secoli ha subito feroci invasioni Arabi,geci,spagnoli,francesi,albanesi,tanta sofferenza anche per la piaga della mafia,il sistematico abbandono dello stato ha generato la mafia costringendo la gente a “vivere o morire”a costo di fare male al prossimo!!Deve inoltre subire anche le offese e il disprezzo del popolo del nord.Ma se ci avessero lasciato in pace,saremmo,indipendenti come l,isola di Malta,Ci hanno costretti con le armi a stare attaccati all.Italia.abbiamo anche abbastanza petrolio da vendere,potremmo essere liberi e indipendenti allora voglio dire alla lega e compari,(ma ve nannate affanculo e ci lasciate in pace,il popolo della Sicilia ha diritto ad un pò di “serenità”……

    • Michele G.
      Rispondi

      Tu credi che i siciliani fossero così “sfigati” prima di entrare nello stato italiano? Da soli in miseria o ricchezza sarebbero comunque autosufficienti come fai notare tu. Ma lo stato non ha mai abbandonato la Sicilia. Ha sterminato i suoi abitanti che speravano di farcela da soli e li ha sostituiti con leccapiedi abili nell’intascare soldi dalle altre regioni, un po’ meno abili nel distribuirli, ma soprattutto abilissimi nel distruggere la concorrenza e favorire l’improduttività. Lo stato dove erano prima non era uno dei primi a fare ferrovie (non in Sicilia, però Napoli-Portici era nello stesso stato) e di colpo basterebbe un anno senza sussidi per farlo crollare? Lo stato è intervenuto così a fondo che se qualunque secessionista sentendo altri parlare di secessione tende a fraternizzare, persino alcuni indipendentisti siciliani tristemente quando vedono altri parlare di secessione invece di dire “Ottimo dove devo firmare (così ti tolgo dalle scatole)?” si mette a dire “Ma la colpa è vostra, lo stato fa tanto per voi, siamo noi gli sfruttati e non voi!”.

      • iano
        Rispondi

        egr.sign. Michele le ricordo che anche i Siciliani pagano le tasse come il resto dell,Italia,quindi la vostra è solo semplice cattiveria e gusto di offendere.Se poi il sistema di distribuzione dei soldi alle (Regioni non ti piace te la devi prendere con i politici,sono loro che gestiscono i soldi,qualche mese fa c,era anche la lega (tanzania)!!!Però il denaro che viene prelevato ai Siciliani,(non sono noccioline).vanno a finire nella grande “gran…cassa)poi i politici li utilizzano come gli pare.Smettetela di dire che il nord mantiene il Sud !!!Perchè invece di odiare i meridionali,non odiate i politici(che gestiscono male i soldi)forse avete paura ???

        • Michele G.
          Rispondi

          E’ una vergogna che i nostri politici sprechino i nostri soldi. E’ una vergogna più grande che i politici siciliani sprechino i soldi dei siciliani e degli abitanti delle altre regioni.

    • Deciomeridio
      Rispondi

      Anche la Nigeria ha tanto petrolio, ma i suoi abitanti non se la passano bene.

      Ricordalo.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Ma porca miseria! Infatti.
      Se ogni regione Italiana fosse uno Stato a sé, al limite federato con altre regioni, sarebbe ben diverso.
      Tanto per chiarire, però, guarda che la Sicilia si trovava ad avere circa 16 miliardi di € di deficit all’anno, buco ripianato con i soldi provenienti dal Nord.
      Ricchezze generate dai polentoni come anche dagli immigrati meridionali.
      Ribadisco: non è giusto che un Siculo che lavora alla FIAT a Torino debba mantenere un impiegato pubblico (inutile) di Comitini (AG). Facciamo che l’impiegato comunale vada un po’ lui a lavorare in catena di montaggio.
      E non mi dire “qui lavoro non ce n’è” perché la colpa della mancanza di lavoro è dovuta essenzialmente al fatto che ci sono troppe tasse per mantenere l’apparato pubblico.
      Bisogna che i Siciliani, e quelli che conosco io sono persone piuttosto degne di stima, comincino a prendere a calci in culo i loro rappresentanti.
      In primis gli ospiti dell’A.R.S., che godono di privilegi addirittura superiori ai deputagni italioti.
      E poi gente come Felice Crosta che si becca una pensione da infarto per non meglio specificati meriti, non deve semplicemente esistere.

      Adesso, per essere però equanimi, bisogna ammettere che la Lega ha fatto di più per le Lipari rispetto ai partiti statalisti. Per quanto poco possa aver fatto. Non tutto quello che fa e dice la Lega è sbagliato, e certi discorsi e certi toni sono dovuti all’esasperazione. Che poi Bossi pensi realmente le cose che dice è da vedere. Come è da vedere che Bossi pensi tout court.
      Il fatto è che la Lega, con le idee che propaganda, semplicemente riesce solo a fare il gioco di chi vuole dividere il popolo italiano. Io non ritengo di essere meglio di un Siciliano o di un Abruzzese.
      Né che costoro siano meglio di me per il solo fatto di essere nati in posti diversi.
      Se fossimo tutti uguali saremmo semplicemente inutili.
      Smettiamola di litigare come i polli di Renzo, e invece chiediamo ai politici, tutti, dai senatori agli assessori comunali, ai trobati messi a svernare in qualche ente pubblico (guai privatizzare l’acquedotto: il motivo vero per cui i politici non vogliono non è per proteggerci dalla speculazione: servono delle sinecure per i trombati elettorali).
      Sveglia.

  • iano
    Rispondi

    Se i nostri soldati caduti in guerra avessero saputo che razza di elementi stavano per nascere in Italia,non sarebbe partito nessuno a fare la guerra.Le uniche parole che mi vengono in mente leggendo questi commenti,sono: povera Italia!!e poi stai attento offendere è molto facile lo sò fare anch,io,ma per rispetto del sign. Editore,voglio contenermi !!!!

    • Pedante
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      Infatti, se molti giovani fossero rimasti a casa invece di farsi ammazzare per qualque progetto politico inutile non sarebbe poi tanto male.

    • Borderline Keroro
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      Era da ridere (per modo di dire, chiaro) un esercito in cui nessuno capiva quello che diceva chi combatteva al suo fianco (“Amuninni!” “Cosa xe che el dixe ‘sto qua?” “Eh? Se ghe?Mi capissi no!” “Ma và a morì ammazzato te e li mortacci tua”) con i Carabinieri schierati in seconda linea con tanto di mitragliatrici per chiarire cosa sarebbe successo a chi avesse provato a darsela a gambe.
      Mi raccontava un signore che abita qui che suo nonno ha fatto la prima guerra, e una volta si è trovato senza più cartucce con un soldato austriaco a cui, il culo capita, si era inceppato il fucile proprio mentre tentava di farlo secco. Baionetta, inseguimento del nemico che, preso alla sprovvista, aveva cominciato a correre verso le sue linee. Raggiunto l’uomo, breve colluttazione, baionetta puntata alla gola. Incrocio di sguardi “Sparisci prima che io cambi idea” “Danke…”.
      Uomini, prima di tutto.
      Mandati a morire, da una parte e dall’altra, per fare grande e ricco qualche farabutto.
      Grande rispetto per i nostri nonni, e piantiamola.
      Comunque la si pensi solo loro avrebbero diritto di parola su questo argomento.

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