In Anti & Politica, Libertarismo

DI LEONARDO FACCO*

La cosiddetta “riforma del lavoro” della ministra Elsa Fornero è una ca…ntonata pazzesca, un po’ come la corazzata Potëmkin. Lo è, non per le ragioni addotte dalla Cgil o dalla Fiom (e di rimbalzo dai capataz del PD, costretti ad allinearsi per questioni elettorali), ma per il fatto che – in linea col decreto “salva-Italia”- questa “legge” servirà solo a far fare un passo avanti verso il baratro a questo infame paese.

Buona parte delle sacrosante ragioni per cui la proposta di legge del governo è quantomeno illiberale sono state spiegate ieri, su queste pagine, da Giovanni Birindelli. Oggi, mi dedicherò al solo capitolo rimasto senza commento: i dipendenti statali.

Per cominciare, vorrei capire per quale motivo quelli che si stracciano le vesti contro il “licenziamento discriminatorio” fanno della discriminazione a prescindere la pietra angolare del loro modus pensandi. Mi spiego: dove starebbero l’equità e la giustizia tanto sbandierate quando il licenziamento è plausibile per un lavoratore del settore privato, ma diventa impossibile per chi lavora per lo Stato? Come ha scritto Gionata Pacor, responsabile di Confcontribuenti, “duemila miliardi di debito pubblico e 80 miliardi di perdite (deficit) all’anno non sono un motivo sufficiente per licenziare per “motivi economici” i dipendenti dello Stato? Nisba, pare che lo statale sia una specie di semidio del posto fisso, qualunque porcata faccia. Non sarà, forse, per il fatto che anche una come la Fornero vanta un marito ed una figlia la cui basta paga è zeppa di soldi dei contribuenti?

Lo statale è il lavoratore in assoluto meno produttivo e più fastidioso per chi fa impresa rischiando del suo. E’ la zavorra per antonomasia. La sua esistenza ci obbliga a ricorrere al paradosso “che meno fa meglio è”, preso atto che il suo “girar carte” incarna quella macchina burocratica e parassitaria che rende le nostre vite impossibili: “Come ha dimostrato la ricerca storica più avanzata, parassitismo moderno e contemporaneo e sottomissione alla dominazione burocratica sono più strettamente collegate nello Stato moderno che nelle differenti e/o precedenti forme di aggregazione politica”. Chiunque è dipendente dell’apparatnik – anche se medico o insegnante – si trasforma in un burocrate, una persona che ha perso il buon senso. Eppure, anziché diminuire questi signori crescono a dismisura (vuoi per assunzioni dirette, vuoi per partenogenesi degli enti inutili creati dalla casta per piazzare amici e trombati), diventando – obtorto collo – intollerabili per chi vuol essere lasciato libero di fare.

Ufficialmente, sono un esercito 3.400.000 persone, dislocate in maniera del tutto disomogenea lungo lo stivale. Lombardia e Sicilia son due pianeti diversi. Quando si cerca di capire quanti siano coloro che vivono di Stato, però, ci si imbatte in una sequela infinita di numeri, perché non è mai dato sapere con certezza chi “magna la pagnotta” a spese dei “productivos”. Le cronache ci raccontano quotidianamente di qualche finto ente privato, cooperativa, associazione di volontariato, centro studi o fondazione che stanno in piedi grazie alle “contribuzioni pubbliche”. Quando va bene, evitano di farci anche la cresta! Considerato, però, che quasi il 60% del Pil è spesa corrente potremmo sintetizzare il quadro italico in questo modo: 6 persone su dieci – di riffa o di raffa – insaccocciano denari di provenienza governativa. Da qui, la progressione infinita della corruzione.

Gli statali sono spesso organizzati in dinastie: il figlio di, il cugino di, il nipote di ottengono un posto di lavoro per cooptazione familiare, alla faccia dei ridicoli concorsi con valore legale. Già perché nonostante lo Stato sia inefficiente in ogni settore (tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda, diceva Ringo Starr), è in grado di sistematizzare il parassitismo, inventando in continuazione pubbliche funzioni e servizi inutili. Con l’aumentare dei suoi sottoposti, necessariamente, lo Stato si sente legittimato ad occupare ogni spazio della società civile, corrompendone la mentalità. La conseguenza è che solo i clienti, i privilegiati ed i protetti riescono a salvarsi ed a prosperare. Come ha ben scritto il professor Alessandro Vitale “il parlamentarismo (identificato con la “democrazia”) genera un pletorico strato di professionisti privi di altra occupazione, uno sterminato ceto parassitario di gente che vive solo di paghe pubbliche e di rendite politiche dirette o indirette”. Ecco a voi la burocrazia, che costa un botto e diventa il principale nemico delle libertà individuali e d’intrapresa.

Il dipendente pubblico, inoltre, rappresenta un “simbolo dello Stato”. Più sono più lo Stato irrompe nelle nostre vite, controllandoci, costringendoci a trasformarci in sudditi da spennare, perché è il controllo, il monopolio della forza, che giustifica l’esistenza stessa dello statale. Sosteneva Max Nordau che “l’orgia di regolamentazione e il protocollismo non danno alla vita dell’individuo una garanzia maggiore di quella che dà la barbarie con tutta la sua assenza di regolamentazione”. In Italia, siamo al “mandarinismo”, altro che civiltà!

Alessandro De Nicola, su costoro, ha scritto: “La burocrazia non muore mai. Creata una burocrazia e assegnatole dei poteri, non te la toglierai mai di torno: si inventerà ogni più futile motivo per giustificare la sua esistenza e il denaro versatogli dai contribuenti”. La scrittrice libertaria Ayn Rand affermava che “il bisogno fondamentale del parassita è quello di assicurarsi i legami con gli uomini per venir nutrito. In primo luogo egli considera le relazioni. Dichiara che l’uomo esiste per servire gli altri. Però, predica l’altruismo”.

Nel mio “Elogio dell’antipolitica” ho ricordato cosa scriveva Bruno Leoni, un genio praticamente ignorato da noi: “Ma com’è possibile che un cittadino voglia delegare le sue scelte a un politico che dei mestieri degli altri conosce poco o nulla”? Politico e burocrate sono sinonimi. Ho visto con i miei occhi imprenditori umiliati da un patetico, ed arrogante, funzionario dell’Asl – che minacciava di non dargli il permesso – per il tipo di rubinetto da mettere nel bagno della sua azienda. E questi avrebbero diritto al posto fisso a vita?

Vorrei concludere con due “post scriptum”:

1- Conosco diverse persone, alcune amiche, che appartengono alla categoria dei dipendenti pubblici. Dopo che avranno letto questa mia ennesima rampogna su quest’argomento mi chiameranno e/o mi scriveranno. A loro anticipo ancora una volta che la mia critica, feroce certo, non coinvolge la singola persona, ma il ruolo che essi ricoprono e il modello che essi perpetuano. Quando il funzionario dello Stato americano si presentò davanti a Thoureau per riscuotere le tasse necessarie anche a far guerra al Messico, l’autore di “la disobbedienza civile” disse che non avrebbe obbedito. Al ché il suo interlocutore gli chiese: “Ma cosa dovrei fare”? Thoureau rispose senza indugi: “Se davvero vuoi fare qualcosa, abbandona il tuo incarico”.

2- Ho letto che Umberto Bossi ha dichiarato: “L’articolo 18 non si tocca perché farlo rappresenta una controriforma”. Tanto mi basta per sapere che la cosa giusta è il contrario di ciò che pensa questo cialtrone.

3- Dite la vostra a proposito del licenziamento dei dipendenti pubblici nel sondaggio qui a fianco.

 

* Link all’originale: http://www.lindipendenza.com/dipendente-statale/

 

Recommended Posts
Showing 23 comments
  • Deciomeridio
    Rispondi

    Caro Leonardo Facco.

    Noto che sono diverse settimane che non scrivi le tue scemenze sulla Lega Nord.

    Cosa è successo ?

    Ah ! Capisco !

    Per anni hai descritto Bossi come il cane da compagnia di Berlusconi, avendo venduto il simbolo del Carroccio al cavaliere , mai supportate da documenti se non qualche pezzo di carta straccia da te recuperato in qualche cestino di Via Bellerio.

    Oggi invece Bossi ha mandato a fare in culo il cavaliere facendogli sapere che glifa pena : come si concilia questa arroganza di Bossi nei confronti di Berlusconi col fatto che quest’ultimo sarebbe proprietario del simbolo del Carroccio ???

    Infatti non si concilia e rappresenta la prova del nove che nei tuoi libri hai scritto solo falsità.

    ” Bossi non lascerà mai Berlusconi! Perchè Berlusconi ha comprato la Lega ed il suo simbolo ! ”

    ” Bossi è il cane da compagnia di Berlusconi e non morderà mai più ! ”

    Queste sono le stronzate scritte per anni da giornalisti epolitici di mezza tacca.

    L’ anticomunismo di facciata del Cavaliere è andato a farsi fottere ed ora esso vota COI COMUNISTI da lui tanto odiati, tra una leccata di culo e l’ altra a Mario Monti ed a Bersani.

    Stanno addirittura pensando di fondersi in un Partito Unico che potrebbe chiamarsi INSIEME PER L’ ITALIA !Una ammucchiata con dentro tutti:cani e porci ma soprattutto troie.

    Aveva proprio ragione quel tale che scrisse tanti anni fa : IL PATRIOTTISMO E’ L’ ULTIMO RIFUGIO DEI FARABUTTI.

    Oggi la Lega Nord è la sola forza che si oppone al governo dei Banchieri e della finanza internazionale che il vostro sito contrasta, e giustamente , aggiungo io.

    Nemmeno una parola su Davide Boni.

    Questo ti fa onore in quanto anche tu hai capito che i poteri forti hanno attivato l’ Ufficio Porcate e Colpi Bassi del Tribonale di Milano al solo scopo di cercare di far cadere la Regione Lombardia ed avere così , dopo il colpo di Stato di Monti a Roma ,il pieno controllo del Paese , potendo gestire in tal modo sia la Capitale Politica che quella Economica della Nazione.

    Le recenti accuse a Romano La Russa sono ancora più indicative di questo tentativo di replicare il golpe romano anche in Padania.

    Nel frattempo il governo Monti ha smontato la Riforma federale messa in piedi solo e grazie alla Lega e sta eliminando tutti i provvedimenti di Maroni , dal contrasto all’ immigrazione clandestina alle norme contro il teppismo negli stadi.

    Se i provvedimenti leghisti fossero stati così innocui per il potere centralista romano, non pensi che li avrebbero lasciati stare ?

    Ora l’ unica nota dissonante alla piena affermazione di un governo eterodiretto grazie alla complicità di Giorgio Napolitano ( che andrebbe processato per alto tradimento ) resta soltanto la Lega Nord ed un uomo in precarie condizioni di salute ( come l’ Italia ) di nome Umberto Bossi.

    E in molti lo stanno capendo : soprattutto in quella enorme massa di coglioni che in Padania hanno creduto per anni alle promesse farlocche del piazzista Silvio Berlusconi.

    Ma anche numerosi elettori della sinistra, rovinati dai provvedimenti di Monti e dall’ Euro di Prodi, stanno passando alla Lega.

    • Aleesandro
      Rispondi

      Saccola.

    • Roberto Porcù
      Rispondi

      @ Decimomeridio – Monti va in estremo oriente, il Papa va in Messico, ma tu, perché non vai fuori dei coglioni che ci hai già rotto le balle abbastanza con il tuo copia incolla ?

  • Nereo
    Rispondi

    Le cose scritte da Facco sono vere. Se Berlusconi fosse ancora al governo, Bossi sarebbe un suo tirapiedi comprato. Berlusconi è finito, e Bossi ovviamente non fa più il tirapiedi di un finito. Non ci vuol molto a capirlo. Eppure… la logica oggi imperante sembra proprio essere quella della Fornero: https://www.youtube.com/watch?v=N1e2bU8o81c

    • Deciomeridio
      Rispondi

      Il tuo è un ragionamento idiota : se Bossi fosse stato comprato da Berlusconi assiema al simbolo della Lega , avrebbe dovuto seguire il cavaliere anche e soprattutto ” …nella cattiva sorte ” , temendone le ritorsioni.

      Questo non è avvenuto.

      Quindi tutte le stronzate dette da giornalai come Moncalvo , Feltri , Stella , Rizzo sono andate a farsi benedire.

      Bossi ha mandato a fare in culo il Cavaliere.

      Sforzati di ragionare col cervello e non con il culo.

      • Nereo
        Rispondi

        Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.

        • Deciomeridio
          Rispondi

          Contento tu.

          Comunque il tuo ragionamento rimane sempre un capolavoro di imbecillità.

          Ciao, caro.

          • Nereo

            “Caro” vallo dire a tua sorella, culatòn!

          • Nereo

            O Deciomerdio (Meridio è troppo per te), ai culi come te bisognerebbe tagliare il collo e poi sputarci dentro. :D :D :D Deciomerdio!

          • Nereo

            A proposito di ragionamnti fatti col culo: il culo caga ciò che la bocca introduce, quindi non sta ai patti contrattuali dell’alimentazione, dato che entrambi sono metabolismo? Non è un po’ assolutistico ragionare cosi? Allo stesso modo il Berlusca rispetto a Bossi: i due fanno un contratto di tipo politico, poi uno dei due esce dalla politica, perché mai l’altro lo dovrebbe seguire se il primo si occupa solo di figa e praticamente esce dalla politica? E allo stesso modo puoi vedere il “non io” rispetto all'”io”. Io cago perché quello stronzo non sono più io (è il mio “non io” che espello da me). Invece il tuo ragionamento è l’assolutizzazione astratta del “io ritengo”: perché quello stronzo sono sempre io in assoluta fase contrattuale di tipo metabolico. Forse hai ragione tu, Deciomerdo!

  • massimo
    Rispondi

    cosa si può fare di fronte alla violenza di questa ideologia? sarebbe da prenderti a calci nel culo e basta. mi limeterò a dirti che il pubblico dipendente è già licenziabile per legge dal 1981 e che il governo berlusconi ne ha licenziati a migliaia. ma so che è inutile, la cecità che traspare da questi post meriterebbe solo dei calci nel culo. lascia TU il tuo incarico prima che qualcuno lo faccia con energia

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      … anche minacci ora? E’ questo il tuo modo democratico di ragionare?

      • massimo
        Rispondi

        ma come si fa a ragionare in modo democratico con questi presupposti? un conto è dire: individuiamo e poi eliminaimo gli sprechi, un altro è dire: eliminiamo i dipendenti pubblici perchè hanno una natura malvagia.. sembrano i discorsi di hitler

        • Andrea
          Rispondi

          Per i libertari PUBBLICO= MALE ASSOLUTO, PRIVATO= FONTE DI OGNI BENE, purtroppo ragionano in maniera semplicistica, schematica, cioè IDEOLOGICA
          Anche molti settori privati sono pieni zeppi di sprechi assurdi(per esempio lussi, privilegi, e “pensioni d’oro”-alias bonus milionari- per i manger), raccomandati fannulloni, mignotte che fanno carriera in cambio di “servizi sessuali” al boss, corruzione ecc…ma quando queste cose le fa il privato, per i libertari va bene così. Il privato è buono e giusto solo perché si chiama PRIVATO, e perché l’ha deciso VON MISES(o Ron Paul, Friedman, ecc..), mentre il pubblico è sempre la materializzazione di SATANA, il dogma “austriaco” non si discute!

          • Nicola

            Se il PRIVATO ha voglia di tenersi gli sprechi, bene, se li paga lui.
            Se il PUBBLICO ha gli sprechi, questi per definizione sono PUBBLICI, cioè finanziati da tutti.
            Attenzione a non confondere il PRIVATO finanziato dal pubblico (contributi, incentivi, leggi speciali).
            Sveglia!

          • Deciomeridio

            Sono d’ accordo con Nicola.

            Ma prima di scrivere certe puttanate , non puoi pensarci un po’ su ???

          • Roberto Porcù

            @ Andrea – Il ruo ragionamento ha una pecca, se io imprenditore piccolo piccolo assumo una testa fine e la pago quel che merita, lo pago di mio, e se è mio figlio idem, sono squisitamente cazzi miei. Anche se assumo i cugini della vicina i quali non trovano lavoro e per loro me ne invento uno che non serve alla gestione aziendale. Sono cazzi miei. Se poi riesco a produrre ugualmente ed a vendere, bene. Se riesco a tirarci fuori anche una retribuzione per me, ancora bene. L’azienda privata in pareggio non esiste, o va bene e fa utili o va male e fa perdite. Se le perdite sono continue o l’imprenditore che ci rimetta lo fa di suo o lo obbligano i creditori a portare i libri in tribunale.
            Nel caso dell’azienda pubblica questo non vale, non serve nemmeno che faccia qualche cosa di utile per la gente, comunque lo stato mammasantissima la allatterà ripianando i bilanci ogni anno. Con che ? Con le tasse sempre più alte che fa pagare a tutti.

  • PaLeo
    Rispondi

    per guardae alla riforma del lavoro da un altro punto di vista: http://libertarionline.blogspot.it/2012/03/evviva-la-monti-revolution.html

  • Ped@nte
    Rispondi

    Avesse parlato del parassitismo di un certo paese del Medio Oriente, la Rand sarebbe stata più coerente.

    • Andrea
      Rispondi

      E quale sarebbe sto certo paese mediorientale? Parli dei territori governati dall’autorità palestinese vero? Perché se ti riferisci ad Israele, mi spiace deluderti, ma è una delle economie più sviluppate al mondo, specie nel settore tecnologico, e nonostante non abbiano sotto il culo risorse naturali come petrolio o gas, riescono ad avere una bilancia commerciale in pareggio. Mentre i palestinesi dipendono quasi totalmente dai finanziamenti esteri, senza morirebbero di fame!

  • Deciomeridio
    Rispondi

    @ Nereo.

    Citazione :Allo stesso modo il Berlusca rispetto a Bossi: i due fanno un contratto di tipo politico, poi uno dei due esce dalla politica, perché mai l’altro lo dovrebbe seguire se il primo si occupa solo di figa e praticamente esce dalla politica?

    Non mi risulta che Berlusconi sia uscito dalla politica dato che è il capo del principale Partito Politico che appoggia il Governo Monti.

    Forse a scuola non te l’ hanno insegnato ma di solito , il capo di un partito politico , strano a credersi , SI OCCUPA DI POLITICA !!!

    Bossi dovrebbe seguirlo perchè , come ha spiegato Leonardo Facco per anni , Berlusconi ha comprato la Lega ed il suo Simbolo : di conseguenza la Lega potrebbe essere ” costretta ” ad allearsi ancora con Berlusconi , solo da questi fatti.

    Figa o non figa.

    Capisco che tu non possa capire subito la semplicità del mio ragionamento per cui forse è meglio che continui a nutrirti delle stonzate di Facco alle quali sei totalmente assuefatto.

    Come vedi , anche in questo tu post cervellotico hai perso una buona occasione per stare zitto ed hai confermato a tutti i lettori del sito che NON usi la logica e ragioni CON IL CULO.

    Ciao, caro.

    Sei molto più stupido di un leghista medio.

  • Nereo
    Rispondi

    Al culatòn: mi sa tanto che il leghista medio più stupido è il leccaculista che dimostri di essere tu rispetto al tuo Bosso, senza tirare in ballo alcun lettore (chi se ne frega degli altri?).
    C’è un libro che fa per te: “Manuale del leccaculo”: http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/240/502/9788881125029.jpg
    Ciao culatòn! E mi sa pure che ti brucia molto che berlusconi sia sparito dalla televisione, dato che non puoi dire il contrario assolutizzando il solito contratto per cui tu dici allo stronzo che esce da te: non non te ne andare, resta con me perché tu e io siamo legatio da contratto metabolico!

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search