In Ambientalismo, Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

DI REDAZIONE

Può sembrare una boutade, e d’altronde basta guardare il sito che inneggia agli evasori per farsi venire qualche dubbio circa la credibilità di certi personaggi, ma in effetti il pericolo concreto esiste. Il sito www.movimentolibertario.com ha annunciato il 28 settembre scorso che sono arrivati in Italia 52 mila sacchi di mais transgenico Mon810, che sono stoccati in magazzini in Lombardia, Friuli, Veneto e Emilia e che nella prossima primavera verranno piantati (qui la lettera), che secondo la legge europea è coltivabile.

La lettera porta la firma del leader del Movimento Libertario, che si chiama Leonardo Facco e già lo scorso anno aveva organizzato una “semina clandestina” invitando gli agricoltori favorevoli all’ogm e chiunque volesse a piantare “sei semi di mais”. Facco ha sempre dichiarato che la semina era stata un grande successo, ha postato foto sul suo sito che immortalavano il sotterramento di semi ogm e ha promesso che sarebbe presto arrivato il momento della semina ogm libera.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Quel momento per Facco è arrivato, e a dargli manforte c’è la sentenza della Corte europea di giustizia che il 10 settembre ha dato ragione alla Pioneer (produttrice del Mon 810): l’azienda ha fatto causa all’Italia perché il nostro paese – tenendo i piedi in due staffe – di fatto impedisce di coltivare semi ogm non utilizzando una clausola di salvaguardia nazionale, bensì menando il can per l’aia. Sostiene infatti l’Italia che per coltivare semi ogm sia necessaria un’autorizzazione nazionale, ma questa autorizzazione non viene concessa finché le Regioni non adotteranno politiche di “coesistenza” tra ogm e non ogm. E siccome le Regioni non lo fanno, il problema viene rimandato sine die. Il 10 settembre la corte di Giustizia europea ha sentenziato che l’Italia non può imporre delle autorizzazioni nazionali.

Il problema sono, ovviamente, prima di tutte le leggi europee che di fatto hanno aperto le porte agli ogm. Ma gli esperti del settore criticano anche l’Italia perché non ha mai preso una posizione forte sulla questione, ma ha cercato di tergiversare.

Oggi la Fondazione Diritti Genetici, presieduta da Mario Capanna, denunciando l’iniziativa del Movimento Libertario ha scritto una lettera a Mario Monti: “Sul sito del Movimento – scrive Capanna nella lettera, che sarà pubblicata domani in versione integrale sul quotidiano il Manifesto- si legge inoltre che i semi transgenici saranno consegnati ‘la primavera prossima a tutti coloro che ci hanno fatto richiesta, che per ovvi motivi rimarranno anonimi'”. E’ evidente che “se tale progetto dovesse trovare attuazione, assisteremmo alla immissione fraudolenta e, per la prima volta, massiccia, di ogm in Italia, con il possibile inquinamento genetico delle varieta’ autorizzate”. Ora “è arrivato il momento – che questo governo si assuma la responsabilità di prendere, finalmente, una decisione definitiva- continua il Presidente della Fdg – ricorrere all’unico strumento legislativo in grado di risolvere la questione, cioè la clausola di salvaguardia, a sostegno della quale esiste una ormai ampia letteratura scientifica che tanto gli istituti di ricerca del ministero dell’Agricoltura, quanto le Università competenti e la stessa Fondazione diritti genetici sono in grado di fornire”. Nella lettera al presidente del Consiglio, Capanna scrive inoltre “di aver già inviato una richiesta in tal senso al ministro delle Politiche agricole Mario Catania, ma di non aver finora ricevuto risposta”.

di Cinzia Gubbini, Tratto da www.globalist.it

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

COSCIONI (Radicali): “SFIDO CAPANNA AD UN CONFRONTO CON GLI SCIENZIATI”

”Lo sfido, e chiedo alla tv e ai mezzi di comunicazione di approntare adeguati spazi di dibattito e confronto tra scienziati. Si vedra’ allora come stanno le cose, e la strumentale e antiscientifica crociata di Capanna avra’ modo di manifestarsi compiutamente”. Lo dichiara in una nota Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onorario dell’associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca, rispondendo all’invito lanciato al premier Monti dal presidente della Fondazione diritti Genetici, Mario Capanna, di intervenire per fermare il progetto di mais genetico ”destinato a coltivare 32 mila ettari di terreno”. ”Mario Capanna, non pago di essere il responsabile – con la fattiva complicita’ dei ministri della salute e dell’ambiente – della distruzione dei campi sperimentali dell’universita’ della Tuscia – spiega Coscioni – ora intima al governo di vietare anche l’importazione di semi transgenici. Con pervicacia Capanna vuole condannare l’Italia al Medio Evo, ai margini della comunita’ internazionale facendosi paladino di una lotta assurda e antiscientifica contro gli Ogm”. La deputata radicale sostiene che Capanna ”parla a sproposito di atti illegali e ingiustificati; evoca possibili comportamenti violenti di estremisti; certifica che la maggioranza degli italiani e’ con lui”. Coscioni quindi sfida Capanna a un confronto televisivo sugli Ogm. ”Quanto al governo – conclude – subira’ ancora una volta i diktat cervellotici e assurdi di Capanna?”.

Recommended Posts
Showing 19 comments
  • Riccardo
    Rispondi

    Ma Capanna non è quello che inneggiava al ’68? Ha fatto danni allora, ha continuato a fare danni dopo e continua a fare danni adesso. Ne farà sempre. Il lupo perde il pelo…Nel caso di Capanna neanche quello.

  • sardo
    Rispondi

    la Monsanto ha fatto altri proseliti, cosa non si fa per 30 denari…
    finchè non ci saranno studi scientifici affidabili e indipendenti non si può scherzare con la salute delle persone. Se è vero che c’è il rischio tumori allora lo dobbiamo accertare subito e non quando tra trent’anni quando sarà tardi.
    la gente non capisce poi quanto importante sia la biodiversità, se continuiamo in questa direzione potremo farci solo del male……
    attenzione poi ai brevetti, una volta che la Monsanto avrà il monopolio gli agricoltori passeranno allo stato di schiavi moderni. Documentatevi per favore è tutto in rete.
    saluti

  • FrancescoPD
    Rispondi

    Quello che sta facendo il soggetto è cercare di mungere ancora la vacca Italia grazie alla sua fondazione, suggerisco a qualche giudice della corte dei conti o qualche pm ad indagare se i quattrini che gli sono stati garantiti sono stati ben spesi, e non che siano sempre i soliti agricoltori ad essere bersagliati da arroganti controllori in cerca di raccattare multe.
    Altro che interessi della collettività, altrimenti il soggetto avrebbe il buon senso di documentarsi ed accettare poi anche confronti con la comunità scientifica, cosa che non può permettersi pena la misera figura.
    Proprio come tutti gli antidemocratici è abitudine colpire dall’ombra o all’improvviso (come nel caso della distruzione del campo di Giorgio) e senza motivazione distruggendo il lavoro di migliaia di persone che lavorano per il benessere di tutti.
    A persone così va tutto il mio profondo disprezzo.

  • sardo
    Rispondi

    ma quanto vi pagano per questi articoli? censurate anche questo

  • Nereo Villa
    Rispondi

    Capanna, dall’ultra comunismo del ’68 ti sei fatto verde burocrate, ed oggi sei verde di rabbia contro il diritto alla vita?

  • Lorenzo
    Rispondi

    Domani e dopodomani ci sarà a Flaibano (UD) l’evento gastronomico “Un biel vivi” (un bel vivere), dove saranno presenti molte pro loco tra cui quella di San Daniele, il cui proscutto è prodotto con maiali nutriti con mangime ogm.
    In quell’occasione informerò i partecipanti di questa cosa.
    Gli ogm sono già presenti tra noi, anche nei cosiddetti “prodotti tipici”, del “tipicamente friulano”. Solo che Fidenato si schiera a favore degli ogm mettendoci la faccia e rischiando sulla propria pelle (da vero imprenditore), gli altri preferiscono tacere e usare di nascosto gli ogm truffando i consumatori.
    Questa ipocrisia e falsità mi fanno veramente schifo, credo che tutti noi dovremmo andare a queste manifestazioni e informare chi partecipa di tale situazione.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Grazie!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    capanna non conta alcun che.
    E’ sufficiente ignorarlo.
    E’ soltanto un soggetto mal cresciuto e peggio invecchiato.
    Mi interessa conoscere quali privilegi abbia accumulato in oltre 40 anni di politica in malafede e di disimpegno intellettivo.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Non ha mai lavorato, è pensionato come deputato e la sua INSULSA FONDAZIONE vive di soldi pubblici, centinaia di migliaia di euro fornitigli da Berlusconi e da altri governi! in pratica: UN PARASSITA!!!!

  • Simone
    Rispondi

    Tanto di cappello a Fidenato che ci mette la faccia in quello che fà e crede.
    Ma io non riesco (sarà per cattiva informazione) a sdoganare cosi a cuor leggero gli Ogm.
    Verò che sono già utilizzati in molte pietanze e chissà cosa realmente mangiamo in ciò che è preconfezionato,ma delle multinazionali come la Monsanto mi fido poco…
    Prima il profitto…

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Questi marxisti immaginari di ieri, che oggi si sono rifatti una verginità travestendosi da ecologisti, sono degni soltanto soltanto il nostro disprezzo. Meriterebbero di riprendersi sul groppone le manganellate che, a suo tempo, hanno dispensato, non solo metaforicamente, ai loro presunti nemici di classe. bollati come agenti della reazione. Ora si scoprono gli altarini:chi erano, e chi continuano ad essetre, i veri reazionari?.

  • Carlo Maggi
    Rispondi

    Mitica Maria Antonietta….degna moglie del mio concittadino , mai troppo compianto Luca Coscioni , runner e libertario come me !!!

    Un saluto libertario a tutti

    Carlo Maggi

  • Dexter
    Rispondi

    Capanna non è altro che un talebano, uno di quelli che qualche secolo fa mettevano al rogo le persone perché magari sostenevano che la terra girasse intorno al sole.
    La sua fondazione è pagata con soldi “pubblici”, è un parassita, è un oscurantista orfano dell’unione sovietica che ha trovato nell’ambientalismo apocalittico la sua nuova missione di vita. Spaventano la gente annunciando l’apocalisse in continuazione e nonostante da decenni i fatti smentiscano queste nefaste previsioni, molta gente continua a crederci.
    Onore a chiunque decida di sfidare questi criminali seminando il mais mon810.
    Io aspetto sempre con ansia un riso resistente al glifosate, sperando che quel giorno arrivi presto.

  • fabri
    Rispondi

    Ii vero pericolo per la salute è gente come Capanna: fa venire l’ulcera.

  • Elena Maserti
    Rispondi

    Buongiorno
    io faccio il ricercatore e mi occupo di meccanismi di risposta agli stress ambientali (siccità, salinità ed attacchi di patogeni) nelle piante di interesse agroalimentare.
    Non ho preclusioni ideologiche contro gli OGM. Come scienziato ritengo che tutto si debba considerare con una visione a 360 °.
    L’unica cosa che ritengo preoccupante nell’introdurre il mon810, o altre varietà analoghe è l’osservazione fatta dal lettore Simone, la possibilità che gli agricoltori del mondo diventino ‘schiavi’ di grandi aziende come la Monsanto. La perdita di biodiversità porterebbe inoltre il rischio di perdite ingenti ed irreparabili di interi raccolti mondiali, nel deprecabile caso che si sviluppasse una nuova patologia per la varietà che tutti coltivano.
    Io ho una filosofia diversa. Ritengo che la scienza possa anche essere applicata a migliorare ciò che é già preesistente.
    Ho avuto un progetto di interscambio con il Marocco e stiamo studiando delle varietà locali marocchine che di partenza sono più resistenti alla siccità e alla temperatura delle nostre, dato che sono esposte ad un clima naturalmente più caldo. Ne testiamo anche le capacità di resistenza ad attacchi di patogeni. Individuando i tratti genetici che le rendono resistenti, colleghi esperti potranno migliorare le nostre varietà con incroci
    mirati. Salva la biodiversità, minori costi per gli agricoltori ( più ci fosse richiesta, più la Monsanto alzerà il prezzo dei suoi prodotti)
    In più siamo riusciti a procurarci anche il TEF, non é un cereale , ma una pianta etiope (quasi impossibile riuscire ad ottenere i semi) dalla quale viene preparato un pane adatto a chi soffre di celiachia. Un bel mercato se riusciamo a renderla produttiva in Europa.
    Stiamo preparando un progetto, che se accettato sarà finanziato dalla comunità europea. In questo progetto noi faremo la ricerca e l’azienda agricola che partecipa al progetto prenderà i risultati, ovvero le varietà di frumento naturalmente selezionate per resistenza e gli eventuali ibridi che saranno prodotti.
    C’è solo una grande mancanza di comunicazione fra i vari settori del paese. C’è molto che si può fare senza diventare schiavi di grandi multinazionali, il problema è che l’agricoltura in questo paese interessa a pochi.
    Cordiali saluti
    Elena Maserti

    • FrancescoPD
      Rispondi

      @Elena
      Lei ha dimostrato che non tutto è in mano alle multinazionali
      Infaffi la cosa è ben ripartita:
      1/3 multinazionali
      1/3 centri di ricerca statali
      1/3 piccoli centri di ricerca privati
      Il grande ricercato Francesco Sala era un invidiato ricercatore pubblico italiano invidiato dall’estero!
      Ognuno porta il proprio valido contributo al progresso, non vedo perchè la ricerca e le scoperte del pubblico o dei privati siano meglio o più valide di quelle delle multinazionali.
      Questa ripartizione dimostra che tutti possono convivere e sarebbe molto più onesto intellettualmente schierarsi per la ricerca nel suo significato più ampio del termine e non bloccarla come qui in Italia abbiamo fatto con una miopia autodistruttiva che non ha pari nel mondo intero.
      COmplimenti per la sua ricerca, ero a conoscenza del Kamut tanto che con equity investors eravamo andati nel 2004 in tunisia per la produzione, ma del Teff non conoscevo.
      Coplimenti! da agricoltore seguirò la sua ricerca.
      Francesco

      • Elena Maserti
        Rispondi

        Capisco il Suo sconforto. Ma non tutti i ricercatori vogliono sfruttare l’agricoltura per i propri scopi. Almeno non io ed i miei.

        Lei afferma, “Ognuno porta il proprio valido contributo al progresso, non vedo perchè la ricerca e le scoperte del pubblico o dei privati siano meglio o più valide di quelle delle multinazionali”. Non ho detto che la ricerca dei centri statali o piccoli privati sia meglio di quella delle multinazionali, io voglio mettere le mie conoscenze al servizio dell’Agricoltura italiana. Senza ricavare altro, senza brevettare nulla.

        Io ho un ‘corredo genetico’ da nipote di gente che ha coltivato la terra. Per secoli, fino alla generazione dei miei due nonni che hanno fatto altro (nel privato), ma che comunque avevano sempre cura del ‘podere’. E mi hanno trasmesso questo valore. Ho ancora il bellissimo ricordo dei settembre della mia infanzia, quando si andava a vendemmiare e del latte bevuto dopo averlo munto direttamente dalla mucca.
        Detto questo, so perfettamente che per l’agricoltura italiana il percorso è tutto in salita, non mi illudo di nulla. La disinformazione è totale e siamo tutti vittime e schiavi di pochi. Su questo non ho alcun dubbio.
        Perché non mi contatta? Vorrei che le nostre ricerche finissero nelle mani giuste.

        Un saluto
        Elena Maserti

        • Giorgio Fidenato
          Rispondi

          Lei rappresenta la tipica persona di città che ha ricordi (di altri) del tempo passato in maniera distorta.

          In passato la vita di campagna non era come dice lei. Il lavoro era pesante. Roba da mangiare era poca. Si pativa anche la fame. I prodotti erano infestati d’insetti e puzzavano di escrementi di topi e di insetti.

          Gli alimenti erano pieni di tossine e facevano un gran male alla gente.

          Mio padre mi riferisce che si mangiava carne solo la domenica. Un cotechino veniva mangiato in 6 persone, un pezzettino a testa.

          C’erano mosche e zanzare che d’estate di rovinavano la vita. C’era letame sulle porte delle abitazioni dei contadini e piscio che correva per i cortili.

          Il vino in primavera sapeva di aceto, faceva schifo.

          Verdura si mangiava pochissimo perché dopo alcune settime le piante si ammalavano di numerosissime malattie fungine e producevano assai poco.

          Io, che ho 50 anni, ho ricordi che la frutta si mangiava pochissimo. Le mele per 1-2 mesi dopo la raccolta ed erano quasi tutte con il verme, stramature e farinose

          Io non so che film ha visto lei.

          Oscar wilde diceva: l’egoismo non è fare ciò che si vuole, ma è pretendere che gli altri facciano ciò che pare a noi.

          Se lei non vuole guadagnare niente, buon per lei. Non obblighi a volere quello che vuole lei.

pingbacks / trackbacks

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search