In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Le eccezioni allo statuto del contribuente sono la regola piuttosto che l’eccezione. Purtroppo negli interventi fiscali la retroattività si rende spesso necessaria per ragioni di copertura. Non toccare l’anno in corso può rivelarsi problematico.” (V. Grilli)

Intervistato dal Sole 24 Ore pochi giorni dopo la presentazione del ddl stabilità, Vittorio Grilli ha replicato in questo modo al giornalista che gli faceva notare come la retroattività delle riduzioni a deduzioni e detrazioni Irpef introdotte con la legge di stabilità sia contraria allo statuto del contribuente. Adesso pare che questo passaggio della norma venga corretto, ma ciò che mi pare degno di nota è l’atteggiamento di Grilli.

Se qualcuno ancora avesse dei dubbi, infatti, questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che lo Stato tratta i cittadini peggio che se fossero dei sudditi. Non importa se lo Stato stesso ha scritto una norma in cui ha inserito un principio che neppure dovrebbe essere stabilito per legge in un Paese civile. Perché ciò che conta è il principio, non scritto esplicitamente ma del quale si hanno ripetute dimostrazioni empiriche, in base al quale lo Stato può pretendere qualsiasi cosa dai cittadini, potendo contravvenire con decisione unilaterale alle norme poste ipocritamente a tutela dei contribuenti. Salvo poi essere inflessibile anche nei confronti di violazioni meramente formali o comminando sanzioni del tutto sproporzionate per infrazioni di pochi euro.

Quando lo Stato ha bisogno di soldi, può prenderli dove e come vuole: le “ragioni di copertura” valgono più di ogni altra cosa. Non dico tutto questo stupendomi di quanto è accaduto, perché si tratta di una prassi ormai consolidata. Così come è consolidata la prassi per cui lo Stato non ammette ritardi nei pagamenti, ma paga (se e) quando gli pare.

Credo, allora, che lo Stato potrebbe per lo meno porre fine all’ipocrisia di mantenere in piedi norme alle quali poi deroga ogni volta che lo ritiene opportuno. Abbiano il coraggio di abrogare formalmente il principio della irretroattività contenuto nello statuto del contribuente. Si accontentino di andare avanti con saccheggi continui, rinunciando almeno un po’ a trattare i cittadini come zimbelli.

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Showing 11 comments
  • francescopd
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    ESATTO, lo stato tratta i cittadini peggio dei sudditi, appunto come schiavi e senza diritto di parola, visto che le votazioni sono una presa in giro, per non parlare dei referendum.
    Un tempo nelle campagne esisteva la mezzadria,.. oggi lo stato è più tiranno del latifondista perchè pretende il 70 ed oltre per cento del tuo lavoro.
    Lo stato oggi ha diritto di vita e di morte su tutti, visti i numerevoli suicidi di imprenditori per tasse, e questi menestrelli del governo hanno pure la faccia tosta di parlare di equità sociale e sacrifici utili per il benessere di tutti.
    Spero che nel più breve tempo possibile le pecore si sveglino e comincino a vedere lo stato con tutti i suoi sodali per quello che è,.. un ente inutile parassitario tiranno e ultimamente pure assassino !!!

  • gabriella
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    SONO TALMENTE STANCA DI QUESTO GOVERNO AUTORITARIO, PREPOTENTE, UNO SCHIFO NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. NOI NON SIAMO SUDDITI, MA CITTADINI. LORO CI PROVANO A TOGLIERCI LA DIGNITA’, MA BISOGNA MANDARLI A VAFF….. COME DICE BEPPE GRILLO. BISOGNA CACCIARLI TUTTI, CON LE BUONE O CON LE CATTIVE MANIERE. SE ANDIAMO A VOTARE, SI GRATTERANNO LA PANCIA. E’ INUTILE CHE CERCHINO DI CAMBIARE LE CARTE IN TAVOLA E BISOGNA STARE MOLTO ATTENTI AI RISULTATI, PROVERANNO IN TUTTI I MODI A IMBROGLIARE IL PROSSIMO COME FACEVA LA DC. QUESTI QUATTRO SPORCHI COMUNISTI A COMINCIARE DAL NAPOLETANO, BRUTTO VECCHIO DECREPITO CON UN PIEDE SULLA FOSSA.

  • francesco
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    Le pecore si sveglino? Se le pecore dormono è perchè non possono fare altrimenti.
    E sai di chi è la colpa? La colpa è della Chiesa e di tutto un sistema bancario che “impone” al cittadino di formare una famiglia e una prole, la quale per sfamarla uno è obbligato a lavorare come un matto e a non avere “tempo” per fare delle rivoluzioni…

  • CARLO BUTTI
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    La Chiesa ha mille colpe,e anche gravi, ma qui mi pare proprio sia citata a sproposito…

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      magari un solo po’ a sproposito.
      Ma quando senti le uscite del card. Bertone (“chi non paga le tasse commette un peccato!!!!!!” ) ti fumano i gioielli e cominci a interloquire anche con i santi in maniera piuttosto colorita.

  • Giuseppe Siano
    Rispondi

    Salve a tutti
    Il problema di fondo è rappresentato dal fatto che lo STATO, in maiuscolo, non esiste più.
    Esistono invece un’assembramento di marionette, comprate dal capitale finanziario, leggi banche,prodighe di privilegi nei confronti di esseri abietti, come i nostri politici a tutti i livelli, che decidono i destini dei cittadini di tutto il mondo, resi schiavi.
    Ci sono due strade per uscirne:
    1. i cosiddetti politici locali, invece di frignare e piangere miseria, convincano i loro concittadini a ritirare i loro risparmi dalle banche istituzionali, per concentrarli nelle BANCHE LOCALI, che avranno organizzato nel frattempo.
    Dovranno essere pronti a dichiarare guerra al sistema, saranno in grado di farlo?
    Temo proprio di no, visto il livello dei nostri politici e quelli delle altre nazioni euro, totalmente subalterni al capitale finanziario.
    Il signor Seehofer, governatore della Baviera, ha detto:”Coloro che prendono le decisioni, NON vengono eletti; coloro che vengono eletti NON hanno il potere di prendere decisioni”
    2.Sollecitare e sostenere gli studi sulle nuove fonti energetiche, realmente pulite ed alternative, esistono tutta una serie di nuove fonti energetiche con generatori di corrente già inventati,che potrebbero entrare in commercio, ma vengono bloccati da delinquenti istituzionali.
    In questo modo si toglierebbe ossigeno ai monopoli e s’instaurerebbe un processo di liberazione individuale per il controllo dell’energia, che permetterebbe l’eliminazione di qualsiasi forma di monopolio e di subalternità ai padroni del sistema.
    cordiali saluti

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Smettete di pagare le tasse.
    O autoriducetevele.

    Nel 1968 ricordo che quelle masnade di balordi che oggi muovono le leve del potere,e che hanno enormi resposnabilità nella situazione attuale di degrado e miseria, ebbene costoro entravano in negozi,supermercati,ristoranti,etc, e facevano la “spesa proletaria”, in sostanza prendendo quel che loro pareva e non pagando.
    Andarono avanti anni.

    Noi possiamo, e dobbiamo, fare l’autoriduzione libertaria e liberale del furto fiscale che sempre costoro,quelli del 1968,stanno perpetrando nei nostri confronti.
    O non paghiamo, o paghiamo molto meno di quanto ci viene richiesto.

    Io lo dico a tutti coloro che osano lamentarsi in mia presenza, e che fanno seguire tali lamentele da cazzate una peggio dell’altra quali possibili soluzioni.
    Dei perfetti ignoranti ben ammaestrati dal loro aguzzino.
    Ai quali, pur apparendo quantomeno un originale, io tento di aprire gli occhi.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Mr. Albert, se la cosa non le è di imbarazzo, si faccia dare la mia mail privata dall’amico Leonardo Facco, le vorrei chiedere maggiori informazioni su quello che lei propone, e magari poter scambiare poi da qui altre esperienze e commenti.

  • gastone
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    sfortunatamente i vecchi consigli di h.d. thoureau nell’italia mazziniana sono inapplicabili, ancorchè seguiti alla lettera da tanti di noi e con convinzione.

    mi spiego meglio :
    quanti sono in questa penisola che creano ricchezza
    e quanti la consumano?

    nei numeri si può vedere esattamente la direzione degli eventi ed eventualmente il suo epilogo…a meno di un rigurgito di coscenza che stravolga le percentuali

  • Riccardo
    Rispondi

    Se lo stato tratta i cittadini peggio dei sudditi, vuol dire che ai cittadini o per lo meno alla gran parte di essi, fa comodo essere trattati da sudditi, altrimenti si ribellerebbero. Provate a trattare da sudditi gli inglesi o gli americani, poi vedete quello che succede.

  • gastone
    Rispondi

    niente

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