In Anti & Politica, Libertarismo, Saggi

di REDAZIONE

La democrazia è considerata quasi da tutti il miglior sistema politico immaginabile. Non è esagerato affermare che sia diventata una religione secolare, una sorta di culto moderno. Senza dubbio è divenuta la più grande fede politica del pianeta al punto che criticare l’ideale democratico significa venire additati immediatamente come nemici della società civilizzata. Tuttavia è proprio ciò che Karel Beckman e Frank Karsten si sono prefissi di fare con questo libro, tanto scorrevole quanto provocatorio, in cui affrontano apertamente l’ultimo tabù politico: l’idea che la nostra salvezza dipenda dalla democrazia.

Ricorrendo ad argomenti semplici e diretti essi mostrano come la democrazia, contrariamente al credo popolare, non conduca affatto alla libertà, alla civilizzazione, alla prosperità, alla pace ed allo Stato di diritto ma piuttosto ad una progressiva perdita di libertà e soppressione dei diritti individuali, a conflitti sociali, a deficit galoppanti e debiti insostenibili, a uno standard di vita inferiore.

Insieme gli autori demoliscono tredici grandi miti a cui solitamente si ricorre per difendere la democrazia, sostituendovi un’alternativa interessante: una società basata sulle libertà individuali e una rete sociale di relazioni volontarie.

Vi meravigliate ancora del fatto che il governo continui ad espandersi indebitandosi sempre più,mentre le vostre libertà e la vostra prosperità sono ogni giorno più minacciate? Nella semplicità e schiettezza di questo libro sta l’occasione per il lettore di porsi le giuste domande su quanto gli stia accadendo intorno, e di sollevare la propria mente dalle solite risposte sbagliate.

Oltre la Democrazia è un libro affascinante e rivoluzionario, destinato a tutti coloro che vogliono capire meglio i problemi sociali attuali e la crisi economica in corso.

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TITOLO: Oltre la democrazia; AUTORI:  Karel Beckman e Frank Karsten; PREFAZIONE: Leonardo Facco; EDITORE: Usemlab; PAGINE: 170; PREZZO: 14 euro

 

Per info ed acquisto: http://oltrelademocrazia.com/

 

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Showing 5 comments
  • Riccardo
    Rispondi

    Come diceva Churchill, la democrazia è il peggior sistema di governo a parte tutti gli altri. Il rischio è confondere la democrazia con la tirannia democratica. Hoppe Hans-Hermann nel suo ‘Democrazia, un Dio che ha fallito’, ha chiaramente messo in luce il fatto che le ‘demo – tiranno – crazie’ sono state imposte all’Europa per snaturarne la cultura e provocare il collasso di un sistema, quello monarchico europeo, che aveva dato il meglio di sé, prorpio nel periodo immediatamente precedente al suo crollo. Le alternative ai sistemi fintamente democratici moderni è il ritorno alla monarchia costituzionale o al sistema dei comuni italiani del XIII° secolo.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Tornare alla monarchia costituzionale o ai comuni del XIII secolo? Con tutto il rispetto per l’una e per gli altri (e nessun rispetto per i plebisciti, cari ai vecchi regimi bonapartisti e oggi riproposti da molti come panacea referendaria) credo che per andare oltre la democrazia bisogni guardare avanti, non voltarsi indietro. A quanto ho capito, è proprio quello che il libro recensito intende fare,giustamente,proponendo una società in cui tutto è regolato su base contrattuale(il contratto come atto di autonomia privata,secondo i principi giuridici degli antichi Romani, non la bubbola del “contratto sociale” inventata dai filosofi moderni).

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
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    Fino a 18 anni non si ha diritto di voto. Giusto, nessuno si stupisce (nemmeno i sinistri) perché la logica è che uno può votare se è diventato in grado di intendere, volere e sviluppare un pensiero proprio.

    L’uomo per vivere deve mangiare.
    Per mangiare deve produrre ricchezza da convertire in cibo o, produrre direttamente cibo.
    È comunemente accettato che l’uomo non debba rubare ai suoi simili per poter garantire una convivenza pacifica.
    Sarebbe dunque normale e logico, che potesse votare solo chi produce effettivamente ricchezza: imprenditori e operai che sono parte attiva nella produzione.
    Un saluto .

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Concordo a pieno. Soprattutto non dovrebbero votare chi vive grazie alle tasse: c’è troppo conflitto di interessi!!!!

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