In Varie

DI REDAZIONE

Riportiamo questa critica nei confronti del Movimento Libertario rispetto alle questioni monetarie, scritta da Giustino Iezzi sul suo blog http://iezzispace.blogspot.it.

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Leonardo Facco, così come tutti quelli del Movimento Libertario, definiscono il problema del signoraggio bancario un “falso problema”, perchè secondo la loro tesi i signoraggisti cadono nell’errore di dare la facoltà allo Stato di emanare moneta e che tale manovra porterebbe anche a danni ben maggiori di quelli che stiamo subendo in questi giorni (come ce lo dice Francesco Carbone in “Signoraggio, un falso problema” del 12 agosto 2011). La sua casa editrice ha tradotto un libro di Murray N. Rothbard, un economista e filosofo statunitense nato nel 1926, portabandiera del libertarismo americano, intitolato “Lo Stato Falsario”, dove l’economista statunitense fa un analisi delle dinamiche della distruzione del sistema aureo e della progressiva appropriazione della politica monetaria da parte degli Stati mondiali, che hanno portato quelle conseguenze economiche disastrose che noi stiamo vivendo ancora tutt’oggi.

La cosa più assurda è quanto segue nell’introduzione del libro: “Questo testo tratta inoltre della questione signoraggio bancario e supporta l’idea che trasformare l’attuale signoraggio bancario in signoraggio statale, nazionalizzando le banche emittenti (ora SPA private con scopo di lucro), come alcuni studiosi statalisti sostengono (vedi per esempio gli studi del professore Giacinto Auriti) risulta un rimedio peggiore del male che vorrebbe curare”. Giacinto Auriti che parla di signoraggio statale? Giacinto Aurti che parla di nazionalizzazione delle banche? Si vede che il signor Facco e compagnia bella non hanno seguito con attenzione gli studi del professore, se non con estrema superficialità. Il professore Auriti denunciava la grande truffa messa all’opera dalle grandi macchine usurocratiche, che emettono moneta prestando sia ai singoli Stati (Stato in senso di apparato) che ai cittadini, aumentando il costo del denaro del 200% e di conseguenza rendendo impossibile, da parte dei cittadini, il ripianamento totale dei debiti. Quando noi prestiamo un oggetto è implicito sapere che quello stesso oggetto è una nostra proprietà, ed è qui che Auriti ci poneva un quesito fondamentale: di chi è la proprietà della moneta? La banca presta quel denaro proprio perchè la moneta, oggigiorno, è uno strumento in mano alle banche e per questo ha la facoltà di emetterla. L’emissione di moneta non avviene solo con la carta stampata, ma anche quando una banca apre un credito, un fido, col 15% di liquido presta il 100%. Per circa l’80%, con una semplice annotazione scritturale, batte moneta in modo surrettizio (nel linguaggio giuridico, si dice di ciò che è stato ottenuto abusando dell’altri buona fede, e si basa pertanto su presupposti falsi), in modo occulto. E questa nasce perché la controparte l’accetta e l’accetta in prestito, accettando di conseguenza anche di essere espropriata ed indebitata. La moneta quindi non è una merce di scambio qualsiasi (come Facco e company pensano che sia), quando il suo potere di acquisto dipende dalle manovre inflazionistiche e deflazionistiche delle banche centrali. Il professor Auriti non ha mai parlato di nazionalizzazione delle banche o della nazionalizzazione del sistema monetario: lui parlava di una moneta di proprietà del portatore, distinguendo la differenza che c’è tra la moneta debito adottata come strumento dell’usura delle grandi banche centrali. Una volta capito questo, oggi il prelievo fiscale, come lo stesso Auriti ce lo spiega, è il pagamento di un debito non dovuto, il mezzo con cui lo Stato ritira dalla collettività quei soldi restituendoli al creditore principale che è la banca centrale (una rendita parassitaria di signoraggio); oltretutto bisognerebbe anche dire che quando parliamo di signoraggio bancario non stiamo parlando solo della differenza tra costo tipografico e valore nominale, ma stiamo parlando anche del fatto che esercitare signoraggio, in senso stretto, significa appropriarsi di risorse. I libertari parlano tanto del libero mercato, però come possono farlo se non sanno di chi è la proprietà della moneta?!

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Continuano a parlare di mercato in maniera quasi astratta e utopica, quando dalla fondazione della Banca d’Inghilterra sappiamo che sono le stesse banche centrali a dettare legge sulle manovre del cosiddetto “libero mercato”. Quando Facco parla di pressione fiscale punta il dito sempre sullo Stato, perchè secondo lui e i suoi compagni libertari è il maggior responsabile attribuendo le tasse come dei mezzi per ingrassare i politici e la classe dirigente (che li definisce, come le definisco pure io, dei parassiti), ed è qui che dovrebbe riflettere un attimo e pensare a quello che diceva Giacinto Auriti sulle tasse e sul prelievo fiscale in particolare. In realtà dovrebbe sapere che gli Stati (gli apparati) hanno formalizzato norme e manovre di natura economico-finanziaria, sotto la direzione delle banche centrali e della grande finanza (che non conosce barriere nazionali), e quando Pound diceva “i politici sono camerieri dei banchieri” intendeva proprio questo (il braccio sono i governi, la mente sono le banche centrali). Ci sono per esempio organizzazioni sovranazionali come la World Trade Organization che sono in stretta collaborazione con le grandi banche mondiali (come l’FMI e la Banca Mondiale), che stabilisce il prezzo dei prodotti alimentari di tutti i Paesi membri (con i governi fuori da ogni decisione). Senza contare che quelli del movimento libertario, supportando anche le tesi Rothbard, vogliono un ritorno al gold standard, non sapendo che da poche settimane il valore stesso dell’oro è calato quasi del 20%, ed è il Financial Times che ci mostra questi dati. Inoltre l’oro è un bene-rifugio ed è proprio quando la “crisi” morde e c’è una scarsa circolazione di moneta che gli investitori o gli Stati cercano di salvare il salvabile comprando più oro; per questo la crescita economica di Cina e India, grandi “consumatori di oro”, sta perdendo colpi prosciugando le risorse finanziarie, comprando meno e i prezzi crollano sempre più. Un ritorno al gold standard è impossibile per il semplice fatto che richiederebbe un balzo enorme del metallo e l’offerta dovrebbe crescere in maniera molto lenta. Nonostante il sistema bancario è fallito, oggigiorno le banche sopravvivono perchè sono autorizzate a valorizzare il loro debito tossico. Ritornando su discorso della proprietà della moneta, il professore Auriti si rifà a quello che disse Raffaele Mattioli, ex presidente della banca commerciale di Vasto, quando gli fu chiesto se c’erano differenze tra banca pubblica o privata. Mattioli rispose così: “le differenze sono moltissime, tranne quella di essere diverse”. Questo perchè? Giacinto Auriti disse questo: “A noi non ce ne frega niente che la banca sia in mano a pubblici o a privati o in mano allo stato. A noi quello che interessa è di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione. Per cui quando la banca limita la sua funzione alla custodia del denaro e alla stampa dei simboli e la proprietà è nostra, la custodia anche se sta in mano a privati, non da fastidio. Ecco perché c’aveva ragione Raffaele Mattioli. Le differenze non ci sono perché oggi sia le banche pubbliche che le banche private sono delle mangiatoie perché sono delle organizzazioni della soggettività strumentali che servono gli interessi delle società strumentalizzate che sono quelli che controllano il pacchetto di maggioranza della società per azione perché tutte le banche sono società per azione anonime. Chi controlla il pacchetto di maggioranza sono proprietari dei soldi e noi sappiamo oggi che la Banca d’Italia è una società privata”; da notare che fino al 2005 non sono mai stati esposti pubblicamente l’elenco degli azionisti della Banca d’Italia. Facco e i suoi compari dovrebbero cominciare a capire che la moneta (moneta debito) in circolazione è prodotto di mercato diretto e controllato da grandi enti sovranazionali e dalle grandi banche centrali, oltre al semplice fatto che la moneta, e che Auriti si è battuto (come lo testimoniano i cittadini di Guardiagrele) per questi principi (non ha mai parlato di nazionalizzazione delle banche, ovvero la statalizzazione delle banche come alcuni partiti politici propongono).

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Io condivido molte cose dette da Leonardo Facco, ma oltre a capire che la politica economica non la decidono i singoli Stati ma i grandi gruppi della finanza europea e mondiale (i governi formalizzano), dovrebbe cominciare a domandarsi di chi è la proprietà della moneta e a non sottovalutare il problema del signoraggio bancario o mal interpretare gli studi di Giacinto Auriti e dalla sua scuola, perchè non si può parlare di moneta separatamente dal contesto del signoraggio delle grandi banche; poi se vogliamo parlare di falsi problemi, parliamo del “debito pubblico”.

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Showing 19 comments
  • Davide
    Rispondi

    il signore smonta la tesi liberistica come:
    sappete perchè il denaro anche se viene emesso dallo stato o privato non cambia nulla? (lo dice anche libertarismo comunque)
    Le differenze non ci sono perché oggi sia le banche pubbliche che le banche private sono delle mangiatoie perché sono delle organizzazioni della soggettività strumentali che servono gli interessi delle società strumentalizzate che sono quelli che controllano il pacchetto di maggioranza della società per azione perché tutte le banche sono società per azione anonime.

    Ecco ha spiegato il perchè. Con una supercazzola spaventosa che solo lui la capisce oppure chi legge la gazzetta dello sport.

    Bisogna spiegare operazionalmente e non soggettivamente le cose, non nasconderti dietro concetti ma apporta causa ed effetto in modo semplice e dim ostra con esempi e numeri alla mano.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      :-)

  • Davide
    Rispondi

    Quando Facco parla di pressione fiscale punta il dito sempre sullo Stato, perchè secondo lui e i suoi compagni libertari è il maggior responsabile attribuendo le tasse come dei mezzi per ingrassare i politici e la classe dirigente (che li definisce, come le definisco pure io, dei parassiti), ed è qui che dovrebbe riflettere un attimo e pensare.

    (riflettiamo insieme, facci riflettere:
    Spiegami perchè e che mezzi usi per dimostrare l’incontrario. Tu vuoi dimostrare che le tasse non sono un mezzo per ingrassare politici classi dirigenti sprechi e spese folli che un libero mercato senza debito impedirebbe di fare, dal momento che tali spese si reggono sul debito ed emissione di debito sottoscritto non dai cittadini ma dalle banche stesse. Comunque come lo spiega:
    Ascoltate bene:

    Quello che diceva Giacinto Auriti sulle tasse e sul prelievo fiscale in particolare. In realtà dovrebbe sapere che gli Stati (gli apparati) hanno formalizzato norme e manovre di natura economico-finanziaria, sotto la direzione delle banche centrali e della grande finanza (che non conosce barriere nazionali), e quando Pound diceva “i politici sono camerieri dei banchieri” intendeva proprio questo (il braccio sono i governi, la mente sono le banche centrali).

    ( Dice che sono le banche che danno delle direttive ai governi per emettere direttive a loro favore? o cos’altro dice?
    Bene lo sappiamo tutti che le banche non emettono direttive ma sono gli stati che lo fanno per loro. Niente di nuovo anche il movimento lo dice……quindi parole al vento…..ma non dovevi dimostrarmi che le tasse non servono ad ingrassare i politici?????????????????)

    Poi:
    Ci sono per esempio organizzazioni sovranazionali come la World Trade Organization che sono in stretta collaborazione con le grandi banche mondiali (come l’FMI e la Banca Mondiale), che stabilisce il prezzo dei prodotti alimentari di tutti i Paesi membri (con i governi fuori da ogni decisione).
    ( vorrei capire il nesso con quello che cerca di smontare, ossia che le tasse non sono un mezzo per mantenere le spese pubbliche folli e mantenere il parassitismo. Il nesso per favore???????????????????????????Aspetto ancora che tu dimostri che le tasse non sono un mezzo per ingrassare i politici???????).

    Senza contare che quelli del movimento libertario, supportando anche le tesi Rothbard, vogliono un ritorno al gold standard, non sapendo che da poche settimane il valore stesso dell’oro è calato quasi del 20%, ed è il Financial Times che ci mostra questi dati.

    (Cosa c’entra se l’oro perde valore nominale e perde il 20%. con il fatto che se avessimo il gold non ci sarebbero potuto essere debiti e i cittadini non sarebbero stati indebitati, cosa conta , il nesso di perdere il 20% . Usi questo per smontare cosa????????? Il movimento non ha mai detto che l’oro non possa perdere il 20% di valore se misurato in coriandoli. Smonti il gold stand dicendo che l’oro ha perso il 20%???????
    Ricordo che se vogliono lo mandano anche a 1000 dollari oncia. Finchè il mondo è obbligato ad usare carta straccia è lei che falsamente da il valore a l’oro. Possono anche farti credere che un diamante valga 2 dollari oppure un bilocale 5 milioni di dollari. L’emissione di carta appartiene alle banche. Ma ancora mi sto domandando la connessione????????????????).
    Insomma per dimostrare che non bisognerebbe tornre ad un gold stand tut dici perchè ha perso un 20% e quindi e allora????????????????)

    Poi dice:
    Inoltre l’oro è un bene-rifugio ed è proprio quando la “crisi” morde (anche quando c’è iperinflazione non solo in momenti di crisi, quando la moneta cartacea scopre la sua falsità) e c’è una scarsa circolazione di moneta che gli investitori o gli Stati cercano di salvare il salvabile comprando più oro; (quindi il problema è nella scarsa circolaione di moneta mi sembra tu abbia detto e che la gente o gli stati comprano oro sia l’effetto, quindi non dare colpe a l’oro ma al fatto che ci sia scarsità di moneta in circolazione. Se invece di oro comprassero terra daresti la colpa alla terra e se comprassero asini daresti la colpa agli asini. Quando si spiega si usa causa ed effetto e non spiegazioni circolari e concettuali per non dimostrare nulla).

    Poi dice:
    per questo la crescita economica di Cina e India, grandi “consumatori di oro”, sta perdendo colpi prosciugando le risorse finanziarie, comprando meno e i prezzi crollano sempre più.
    (allora comprano meno perchè non c’è abbastanza moneta da spendere e quella che rimane viene utilillzzata per comperare oro terra vacche e asini. Detto che l’acquisto dell’asino è l’effetto diciamo e la causa è poca moneta, sai cosa hai appena detto:

    Dal momento che c’è meno moneta in circolazione i prezzi crollano.
    Ecco tutto il tuo ragionamento per smontare il gold stand si riflette in questa frase.
    Capisci perchè se non imparate ad usare causa ed effetto i vostri concetti se spogliati dal vestito riflettono delle ovvietà che anche mio figlio di 3 anni capirebbe, non c’è bisogno di andare a scuola da professoroni).

    (E’ come dire che se smetti di iniettare eroina e il malato sta male perchè gli hai tolto l’eroina, questa è l prova che togliere eroina fa male.
    Spero solamente che per dire questo tu non sia andato all’università.)

    Un ritorno al gold standard è impossibile per il semplice fatto che richiederebbe un balzo enorme del metallo e l’offerta dovrebbe crescere in maniera molto lenta.

    ( cosa intendi? servirebbe più oro, oppure intendi dire che non c’è abbastanza oro da reggere la carta straccia e la crescita rallenterebbe? intendi questo?
    Allora dico meno male cosi non vedremo persone che non si indebitano 40 anni del loro lavoro per comperare casa e dre il là alla crescita economica basata sulla carta straccia.)

    Ti suggerisco di smontare le teorie non con concetti ma con dati e spiegazioni operazionali, altrimenti diventi come vari politici che dicono che la colpa della crisi è la crisi stessa.

    Saluto

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    « … è qui che Auriti ci poneva un quesito fondamentale: di chi è la proprietà della moneta?».

    Mi sembra una domanda priva di senso. Perchè, gentile signor Iezzi, non vi fate le domande che hanno senso?

    Per esempio «Perchè un apparato chiamato Stato, attraverso leggi apposite e attraverso il controllo di esercito e polizia ‘impone’ l’uso di un mezzo di scambio (detto non a caso ‘a corso forzoso’) invece di lasciarlo stabilire ai liberi attori del mercato?».

    Un’altra domanda che ponete con forza è: «Chi comanda tra banchieri e politici?». Vostra risposta: «I banchieri! I politici sono solo burattini nelle loro mani …». Domanda priva di senso anche questa, è come affannarsi a rispondere se comanda il Gatto oppure la Volpe.

    Altro esempio di domanda priva di senso (collegata alla precedente) «Le banche centrali sono private o pubbliche?». Ma che ci frega di sapere l’elenco dei titolari delle quote di proprietà di Bankitalia quando il suo dominus viene designato dalla politica, assume quella carica e da quel momento in poi è insindacabile e non deve rendere conto a nessuno?

    Una delle lamentele più diffuse da parte di inflazionisti, monetaristi, keynesiani, sovranisti e compagnia di giro è la seguente: – Per colpa di quella s … a della Merkel, Draghi non può mettersi a stampare (anche in senso digitale ovviamente) carrettate di quattrini come fa il suo compare della FED -.

    Allora mi dica lei chi comanda, la BCE o la politica? Chi ha dato alla FED il privilegio di inflazionare la massa monetaria? Se lo sono conquistato i banchieri in marsina e mitragliatrice o c’è stata una legge dei politici che gli ha concesso questa facolta? Quando Nixon abolì l’ultimo rimasuglio di convertibilità dollaro/oro nel 1971, lo fece sotto minaccia armata del sistema bancario o perchè gli servivano miliardi di dollari creati dal nulla per finanziare l’escalation militare in Vietnam?

    Quindi, caro Iezzi, le domande che vi ponete non hanno alcun senso, o meglio, le risposte a queste domande non ci aiutano minimamente ad agire per correggere le distorsioni. Credo che ve le poniate perchè la vostra teoria di partenza manchi di rigore logico, teorico e scientifico.

    Cordialmente

    • Nereo Villa
      Rispondi

      Bravo!

      • davide
        Rispondi

        Non credo ci vogliano 3 lauree per capire che un banchiere paga e ottiene ciò che vuole da qualsiasi politico, fin dalla notte dei Templi…

        Che problema avete, voi libertari, a capire che la politica è passeggera e la BANCA è perenne?

        mistero misterioso!

    • franco Grassi
      Rispondi

      …..Un’altra domanda che ponete con forza è: «Chi comanda tra banchieri e politici?». Vostra risposta: «I banchieri! I politici sono solo burattini nelle loro mani …». Domanda priva di senso anche questa, è come affannarsi a rispondere se comanda il Gatto oppure la Volpe. ……

      ======
      Non mi ricordo dove ho letto che i banchieri finanziano gli economisti che dicono ai politici cosa pensare……
      ======

      Mi sembra la santa trinita’, il cerchio si chiude, rimane il popolo dei credenti che deve credere senza porsi domande……

      franco

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    “Di chi è la proprietà della moneta?”

    Mai come oggi la risposta è “dello Stato” o “del Sovrastato politico-burocratico” nel caso dell’Europa.
    Il fatto che l’azionariato delle banche centrali sia “privato” (esistono oggi banche private? ahahahahahahhahahahah) non conta nulla, perché il consiglio di amministrazione è sempre deciso dai governi.
    Il concetto di indipendenza delle banche centrali è una delle più grandi prese per i fondelli che vengono perpetrate al popolo oggi.

    Il sistema finanziario è un tutt’uno con gli Stati, che sono il braccio armato che impone ai sudditi l’uso della moneta finta e danno al sistema finanziario stesso il potere di inventare la moneta dal nulla. Distinguere tra governi e finanza è sempre più difficile e praticamente inutile.

    La questione del signoraggio è totalmente senza senso: se accetto il fatto che la moneta mi viene imposta, perché dovrebbe interessarmi il fatto che l’ente emittente guadagna sull’emissione? E’ assolutamente ovvio che chi emette moneta se ne tenga quanto vuole per se e per i suoi amici. Dove sta la sorpresa? Possibile che nessuno capisca che il problema è a monte, ovvero che nessuno deve imporre moneta ad alcuno?
    La critica del mondo libertario al cartalismo sta proprio qui: finché si accetta che la moneta non venga scambiata in un libero mercato, ma invece imposta da qualcuno, quel qualcuno ne terrà sempre quanta ne vuole per se e per i suoi amici.
    Se chiamo quel qualcuno “governo”, “stato”, “sistema finanziario” o “sceriffo di nottingham” cosa cambia? Nulla.

    Piuttosto la critica che si può fare è che un gold standard non ha nulla a che fare col libero mercato, ma infatti Rothbard parla di oro fisico e zero riserva frazionaria, non del gold standard tradizionale, che invece è stato ampliamente criticato anche da Gary North nella diatriba con De Soto sull’Euro.
    Certo, anche l’oro fisico ha i suoi problemi: nella “battaglia” monetaria penso avesse ragione Hayek su Rothbard (unico argomento per quanto mi riguarda) nel sostenere che la scelta migliore alla fine sia la totale libertà.
    Che poi è quello che propone il Movimento Libertario nel suo programma, se ho capito bene.

    Quindi, sinceramente, mi pare che questo sig. Iezzi non abbia capito un tubo. Magari potrebbe leggere questo:
    http://thri.ca/archives/546

  • ziofrango
    Rispondi

    I signoraggisti potrebbero benissimo tornare al baratto o utilizzare una moneta a loro piacimento, tipo il dinaro iraniano… o il SIMEC del grande Auriti… perchè cavolo non lo fanno? Perchè Iezzi non si fa pagare lo stipendio in SIMEC?

  • Patrizia
    Rispondi

    Il gold standard o lo standard di qualsivoglia che abbia un certo valore e anche una quantita´limitata e´ESSENZIALE per controllare CHI stampa la moneta.
    Che la stampa sia in mani private o in mano ai politici che governano lo stato, se questi non sono facilmente controllabili allora diventa pericolosissimo.
    Ne vediamo appunto i risultati.
    Aumentando enormemente la massa monetaria si costruiscono le “bolle” (es nel 29 la bolla azionaria e recentemente la bolla immobiliare) poi togliendolo improvvisamente dal mercato le bolle si sgonfiano lasciando un´economia in recessione.
    Soprattutto quando l´economia e´globale si hanno danni enormi ed irreparabili.
    La crisi attuale e´una copia di quella del 29 e i risultati saranno anche peggiori.
    E´una crisi creata ad hoc per togliere la sovranita´agli stati e instaurare un dominio globale di cui le banche sono il mezzo.
    La bolla odierna e´costituita dai bond degli stati.
    Per non lasciare crescere gli interessi a livelli insostenibili, le banche centrali stampano denaro e li comperano.
    Ma questo non potra´durare in eterno.
    Si dice che gli USA non andranno MAI in default, perche´la FED potra´stampare SEMPRE denaro a sufficenza per comperare i bond statali.
    Il risultato sara´o default dello stato perche´non riuscira´a piazzare i titoli del debito sul mercato a interesse pagabile oppure si avra´il collasso della moneta in seguito a iperinflazione.
    Insomma non si puo´pensare di un QE che possa durare in eterno, perche´quando la massa monetaria sara´tre, quattro volte l´attuale allora il valore diminuira´fino a valore vicino allo 0.
    Se il mio dollaro vale 100 , quando io raddoppio il quantitativo varra´50, se vado avanti varra´sempre meno.
    Perche´la moneta non ha valore a se´, ma rappresenta il lavoro e le merci prodotte.
    Se io ho il doppio di moneta, allora il lavoro e le merci prodotte (cha valgono sempre lo stesso) avranno un costo doppio.
    E´come avere una torta divisa in quattro fette.
    Se raddoppio il numero di fette, allora ne dimezzo la quantita´, cioe´, avro´8 fette, ma ognuna sara´la meta´dell´originale.

    Una moneta legata all´oro puo´essere moltiplicata, ma il suo valore in oro diminuisce, quindi mi da´immediatamente l´indice della sua svalutazione.
    Cioe´si puo´lasciare a chiunque la possibilita´di stampare carta moneta, ma si controlla la quantita´.
    Cioe´se chi stampa vuole fregare, nel momento in cui mi garantisce che tot di valuta sono redimibili con tot di oro, quando aumenta la quantita´di valuta e NON ME LO DICE, ci rimette lui perche´mette in circolazione un numero maggiore di carta redimibile…cioe´la truffa viene a galla.

  • Nereo Villa
    Rispondi

    La soluzione alla crisi non può essere qulla di Auriti, che conobbi a Roma e che mi dette ragione su quanto segue, dicendomi ridendo che l’allievo (io) aveva superato il maestro (lui). Sostenevo che passare dalle banche emittenti allo Stato per emettere soldi non era altro che un ulteriore e continuo passaggio da una padella a una nuova brace, e che quindi era deleterio per i motivi seguenti. Questo, sostenevo, è proprio l’errore di coloro che oggi pretendono combattere il signoraggio ancora una volta statalisticamente, cioè con un rimedio che genera un male peggiore di quello che si vuole curare: l’idea della sovranità monetaria sembra logica ma è antilogica. Perché? Perché afferma che la crisi si risolve nella misura in cui sia lo Stato e non le banche centrali ad emettere il denaro, dimenticando che in una simile fede nello Stato non governa più la logica. Infatti non solo le banche sono colpevoli della crisi mondiale ma anche e soprattutto gli Stati occidentali che le legalizzarono monopolizzando l’emissione stessa dei soldi. Gli Stati si comportarono e si comportano perciò come mandanti, mentre gli istituti bancari di emissione dei soldi come killers… Già Goethe, nel suo Faust, parlava della truffa della stampa dei soldi, e per lui la soluzione sarebbe stata casomai disciogliere in tre parti lo Stato: l’idea dello scioglimento del Re del centralismo statalista in tre diversi Re articolati fra loro in modo sano (“Favola del serpente verde e della bella Lilia”, 1795). Schiller (“Lettere sull’educazione estetica dell’uomo”, 1795) e Rudolf Steiner (“I punti essenziali della questione sociale”, 1919), studioso di Goethe e dell’idea della triarticolazione dell’organismo sociale, gli fecero eco. Non si tratta dunque di promuovere oggi una neo-sovranità di Stato, perché lo Stato è colpevole esattamente come le banche!!! Proprio i signoraggisti non ne vogliono sapere oggi di accettare questa realtà dei fatti. Chi oggi afferma ancora la fede nello Stato o che bisognerebbe imitare gli USA e la FED, è come Pinocchio, che va a seminare le monete d’oro nel campo dei miracoli del Gatto (Stato) e della Volpe (Banca emittente). Insomma oggi non si può più predicare questa fede restando in buona fede, assumendo come logica ciò che logico non è, e cioè che il mandante del killeraggio sia meno colpevole del killer.

  • charlybrown
    Rispondi

    “Giacinto Auriti disse questo: “A noi non ce ne frega niente che la banca sia in mano a pubblici o a privati o in mano allo stato. A noi quello che interessa è di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione”

    Il nocciolo della questione è che questi ancora non hanno capito COSA E’ IL DENARO.
    Continuano a pensare che “qualcuno” lo debba “emettere”.

    Capre, capre, capre, capre, capre, capre……………….!!

    • Mauro Gargaglione
      Rispondi

      Hai toccato il punto! Bravissimo!

    • Nereo Villa
      Rispondi

      Il problema è invece proprio l’emissione. Senza emissione niente denaro. Per stampare ci vuole la stampante. Per usare la stampante ci vuole una mano umana. E la mano umana deve avere un organismo e un io che fa muovere la mano.
      Il problema di chi stampa è senz’altro diverso dal problema della proprietà della moneta.
      Però l’errore di Auriti fu e resta quello di considerare la moneta una fattispecie giuridica, cioè di pertinanza dello Stato di diritto.
      Invece la moneta, fino a prova contraria, è fattispecie economica perché riguarda l’economia non il diritto. Questo insegna Steiner! I soldi potrebbero tutt’al più riguardare il diritto ma solo a discrezione del cittadino che si rivolge al jure per questioni di ingiustizia (per esempio nel caso di inadempienze nei pagamenti, nei contratti, nei cambi, nelle truffe, ecc.). Ma per il resto è l’organismo economico, che si deve occupare degli strumenti monetari da usare, non lo Stato.
      Allo stesso modo, è l’organismo culturale che dovrebbe occuparsi delle scuole, non lo Stato.
      Questo insegna la triarticolazione di Rudolf Steiner.
      Lo Stato di diritto dovrebbe essere a servizio del cittadino, senza assolutamente imporgli forzosamente, monopolististicamente e monopsonisticamente alcunché. Quindi non ti scaldare tanto pappagallando Sgarbi… che fra l’altro se fosse ferrato nelle sue convinzioni non avrebbe certo bisogno di dare della “capra” ai suoi simili…

      • charlybrown
        Rispondi

        Quindi:
        Senza emissione niente denaro.
        Per stampare ci vuole la stampante.
        è l’organismo economico che si deve occupare degli strumenti monetari da usare.

        Ora finalmente è tutto chiaro, grazie.
        Anni passati a leggere Mises, Hayek, Rothbard, North e Huerta de Soto mi avevano confuso le idee.

        • Mauro Gargaglione
          Rispondi

          Temo vi stiate accapigliando intendendo le stesse cose.

          «Ma per il resto è l’organismo economico, che si deve occupare degli strumenti monetari da usare, non lo Stato» scrive Nereo.

          E qual è l’organismo economico per antonomasia che non sia lo stato? Il mercato, cioè l’insieme degli che lo compongono e che incrociano le loro preferenze temporali.

          Costoro selezionano anche il mezzo di scambio più idoneo e lo hanno fatto generazione dopo generazione. Il che è quanto ci dicono Mises, De Soto o Rothbard.

          Giusto?

          • Mauro Gargaglione

            l’insieme degli «individui», scusate ma la parola mi era rimasta nella tastiera :)

          • Nereo Villa

            x M. Gargaglione. Per favore non temere che mi stia accapigliando. Ho semplicemente detto quello che è per me. Se ciò è in armonia col pensiero di Mises, De Soto o Rothbard, o di chicchessia, mi sta bene. Io credo solo in me stesso e non seguo nessuna ideologia. Non sono misesiano, né rothbardiano né steineriano, e neanche “villiano”, :) dato che cambio idea quando ne trovo di migliori o più evolute di quelle che porto con me. Credo comunque che è inutile parlare con quelli che non ne vogliono sapere di pensare, convinti come sono di avere già pensato tutto il pensabile… :D
            A volte cado ancora in queste trappole argomentative del web, ma farò del mio meglio per intervenire il meno possibile, dato che ogni volta ne risulto assolutamente sminuito come individuo in nome delle non libertà dei gruppi e/o della specie umana intesa come animale. Ciao.

  • charlybrown
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    I concetti di selezione operata dal mercato e di emissione sono totalmente antitetici e incompatibili (“senza emissione niente denaro”).
    Per questo dubito che stiamo intendendo la stessa cosa.
    A meno che con “emissione” non si voglia fare riferimento ai vari IOU (banconote, assegni, o moderne transazioni digitali) che rappresentano genericamente “titoli di credito” sul denaro effettivo, che esisteva prima, a monte, e indipendentemente da questi.
    O addirittura non si intenda il conio metallico, che rappresenta semplicemente una “produzione” di denaro in forme, pesi e purezza ritenuti maggiormente idonei alle transazioni dirette. Ma anche in questo caso il denaro esisteva anche prima del conio, non c’è alcuna “emissione”.
    Saluti

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