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DI REDAZIONE

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Potrebbe essere uno spartiacque per il prezzo, la provenienza e il futuro dell’oro fisico, per non parlare della “stabilità” di tutto il regime monetario basato sulla ferrea certezza, sull’inamovibile “fede e credito” nei soldi di carta: il tedesco Handelsblatt riporta in una esclusiva che il tormentato oro tedesco in giro per il mondo (tutte le riserve ufficiali germaniche ammontano a 3.396 tonnellate) sta per essere spostato.In particolare sta per essere rimosso dalla Fed di New York dove la maggioranza dell’oro teutonico, il 45% del totale, è attualmente depositato, ma anche dalla Banque de France che ne detiene un altro 11% (hanno vinto la guerra 67 anni fa. NdEr) per essere portato a casa, alla Buba (Nick name della Deutsche Bundesbank) di Francoforte, dove al momento si trova solo il 31% del totale dell’oro tedesco.

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E se la cosa poteva essere fatta passare per “roba da matti paranoici” se lo faceva uno come Hugo Chavez (che volle che l’oro venezuelano in mano alla Bank of England fosse rimpatriato. Vedi questo post di Argento Fisico appena nato dell’estate 2011 e anche questo e questo. NdEr) sarà molto più difficile farla passare per una sciocchezza ora che a volere indietro il suo oro è la banca che detiene la seconda più grossa riserva aurea del mondo (dopo quelle USA.. se ci sono ancora i lingotti a Fort Knox e a Liberty Street 33, NY. NdEr)
In breve: questo è uno sviluppo importantissimo, uno sviluppo che potrebbe significare che il regime della fiducia telegrafata ed assicurata fra le banche centrali del mondo è alla fine. E se le banche centrali non si fidano fra di loro perché dovrebbe fidarsi chiunque altro?
Ancora più importante il modo in cui la storia s’è evoluta, con la Buba pienamente cosciente delle conseguenze che questo rimpatrio avrà nell’arena monetaria globale che già ha cominciato a traballare e ad abbandonare la fede nel sistema monetario che lentamente ma inesorabilmente sta procedendo verso la morte previa diluizione di se stesso sino all’oblio. Un pensiero anche alle relazioni con la Francia socialista di Francois Hollande che a breve avrà zero oro tedesco nelle sue mani.
E nei termini di questo semplice gioco, il primo che abbandona il dilemma del prigioniero e abbandona l’idea che il grosso delle riserve auree nazionali del mondo siano custodite dalla Fed è quello che diserta meglio. Poi seguirà il secondo. Poi il terzo (e noi italiani? Zitti! NdEr). Fino a quando, in questo particolare gioco, una banca centrale che vorrà ritirare il suo oro dalla Fed di New York e dagli altri due grossi depositari dell’oro del mondo sviluppato, a Londra e a Parigi, scoprirà che il suo oro non c’è, che è servito come collaterale a oro di carta che è stato poi re-ipotecato diverse centinaia di volte e che non si può più stabilire di chi sia.
Sarebbe ironico che proprio la Bundesbank, che molti avevano pensato si fosse piegata alle richieste goldmanesche di Mario Draghi di monetizzare il debito delle nazioni europee periferiche abbia ora così “restituito il favore” lanciando la più grossa corsa all’oro di tutti i tempi.
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Showing 2 comments
  • Er Monnezza
    Rispondi

    Grazie, più gira questo genere di informazioni e meno la gente si farà infinocchiare dalle idiozie che dicono in tv e sui loro giornali

  • lorenzo s.
    Rispondi

    Notizia del Corriere della sera del 17 gennaio 2013, a pagina 5:

    “Entro il 2020 la Bundesbank rimpatrierà quasi 700 tonnellate di lingotti
    d’oro delle sue riserve attualmente conservati all’estero. Oggi la Banca
    centrale tedesca controlla in patria il 31% delle riserve, si arriverà alla
    metà. Il grosso, il 45%, ora è a New York presso la Fed”.

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