In Anti & Politica, Economia, Esteri

DI MATTEO CORSINI

“Se il Congresso rifiuta di consentire all’America di pagare i suoi debiti in tempo le conseguenze per l’intera economia globale saranno catastrofiche.” (B. Obama)

Qualche giorno fa, commentando una dichiarazione di Obama all’indomani del compromesso sostanzialmente dilatorio raggiunto sul Fiscal Cliff, evidenziavo che nel giro di qualche settimana si sarebbe tornati al punto di partenza, questa volta dovendo discutere sull’innalzamento del limite legale all’indebitamento federale.

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Da questo punto di vista, Obama inizia a mettere le mani avanti, in modo tale da fare pressione sugli avversari repubblicani. Politicamente lo si può capire, ma l’argomento utilizzato è, a mio parere, platealmente disonesto. Il limite sull’indebitamento posto per legge dal parlamento all’amministrazione era originariamente inteso a porre un freno al deficit spending da parte del governo federale. Negli ultimi trent’anni, tuttavia, questo limite è stato sempre più spesso innalzato, su spinta della maggioranza tempo per tempo al potere, senza particolari distinzioni tra i due partiti. E’ ormai chiaro che, in buona sostanza, la questione del tetto legale rappresenta solo un momento di tira e molla politico, senza peraltro che vi sia una reale divergenza di opinioni tra repubblicani e democratici.

Chiunque sia al potere, vuole poter spendere e spandere in deficit come meglio crede. C’è differenza sul tipo di spesa da effettuare, ma nessuno finora ha mostrato una reale intenzione di iniziare a ridurre il peso dello Stato.

Una volta raggiunto il limite massimo di indebitamento, il Tesoro non può più emettere titoli del debito federale, il che in breve tempo comporta l’impossibilità di pagare gli oneri ed effettuare i rimborsi sul debito in essere, oltre a finanziare i deficit correnti e a foraggiare i dipendenti pubblici. A quel punto lo Stato diviene tecnicamente insolvente.

Non si tratta di un fenomeno imprevedibile: considerando il tetto in vigore, l’ammontare di debito in essere e il ritmo di accumulazione di nuovo deficit, è relativamente semplice stimare il momento in cui verrà raggiunto il limite. Ci sarebbe, quindi, il tempo per provvedere a impostare la politica fiscale in modo tale da non dover sempre e comunque innalzare il limite. Si può discutere se si debba aumentare la tassazione o ridurre la spesa pubblica (io preferisco questa seconda opzione), ma dovrebbe essere evidente che le pantomime a cui si assiste ormai sempre più di frequente sono segno evidente della totale assenza di volontà (ripeto: bipartisan) di invertire la crescita sempre più veloce del debito.

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Tutto ciò detto, gli effetti su scala globale di un default tecnico degli Stati Uniti potrebbero davvero essere molto pesanti, ma quanto sostiene Obama è totalmente disonesto. Pagare i debiti facendo altri debiti, infatti, non è la stessa cosa di pagare i debiti estinguendoli. Il reale significato dell’innalzamento del tetto legale all’emissione di nuovo debito non è quello di consentire all’America di pagare i suoi debiti, bensì quello di continuare a spendere senza preoccuparsi di accumulare nuovo debito.

Se oltre a ciò si considera che dal default di Lehman Brothers in poi circa l’80 per cento delle emissioni di debito federale sono finite nel bilancio della Fed, qualcuno ha ancora dei dubbi che le differenze tra un titolo del Tesoro e una banconota della Fed siano più di forma che di sostanza?

Soprattutto, sembra credibile che, al di là di quello che viene stabilito per legge dal Congresso, non vi sia un limite a questo enorme schema Ponzi?

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Mostrati 4 commenti
  • sgg
    Rispondi

    che limite è se può essere superato?

    Non ha senso
    è pura ipocrisia

  • Rispondi

    Non è mai stato un limite assoluto. Congresso ha messo il limite e quindi può cambiarlo.
    Dal 1940 è stato incrementato 94 volte e ridotto 10.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Tutti autolesionisti.
    Sembra impossibile.
    E’ una mutazione economica e finanziaria completa.
    Dal risparmio privato si è passati al debito pubblico per far crescere l’economia.
    Ma davvero in tutto il mondo è così?
    Possibile non esista nessun posto normale?
    Che tutti i politici in comando siano dei delinquenti?
    Quello che sta succedendo negli Usa dovrebbe aver già determinato un declassamento pesante da parte delle agenzie di rating.

  • iano
    Rispondi

    Tutte questo viene deciso in riunioni segrete,da circa 120 persone che controllano la finanza mondiale.Ci hanno veramente complicato la vita.Sono talmente potenti che potrebbero farci tornare nell,era delle caverne.In tutti questi anni l,uomo si è evoluto molto,talmente tanto da rimanere schiacciato dal peso della propria Evoluzione……

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