In Anti & Politica

DI ROBERTO GORINI*

In un paese dove lo stato (volutamente con la s minuscola) re-distribuisce così tanta ricchezza, ovvero fa di tasse e assistenzialismo la sua politica, non si vota mai il migliore, ma colui che garantisce il miglior risultato personale. Per cui siamo sempre di fronte a un voto sbagliato per la nazione, e un voto interessato per gli elettori.

L’errore parte dal fatto che lo stato mette le mani nella maggioranza delle attività economiche. La spesa pubblica è infatti oltre il 50% del Pil  (per quel che può valere il Pil). In questo modo l’assistenzialismo, la corruzione e il voto di scambio diventano endemici. Per cui non si va in cerca di un governante, ma di un datore di lavoro.

Colui che vince nella tornata elettorale è anche colui che più è disposto a giocare sporco.  A utilizzare la redistribuzione a favore di qualcuno. E’ ovvio che per farlo deve essere disposto a scendere a patti con l’etica. Deve prendere qualcosa a qualcuno e darla a qualcun altro. Ecco perché si ha sempre l’impressione che vincano i peggiori.

Oggi tra destra e sinistra ci sono delle differenze di forma, ma la sostanza non cambia. C’è chi dice di essere a favore del mercato e poi finisce col prendersi la ricchezza espropriata (tramite tasse, sanzioni e contribuzioni) per un vantaggio personale, suo e dei propri amici. E poi c’è chi si riempie la bocca di belle parole sull’importanza del “bene comune”, un’ottima scusa per mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Anche in questo caso infatti, a certi livelli (superati in Italia già da tempo), l’esproprio è dannoso. E questa volontà ha in se una gravità non compresa: anche se ufficialmente fatta a fin di bene, espropriare così tanta ricchezza in nome di un benessere collettivo, oltre ad essere un atto illegittimo, è demotivante nei confronti di chi produce e incentivante per chi è in cerca di assistenza.

Quindi, in queste condizioni, indipendentemente dal posizionamento geografico della classe politica, siamo sempre di fronte a una redistribuzione. E quando l’elettore va al voto,  cerca chi può garantire i propri interessi, che non corrispondono mai con quelli della società. Il fine nobile di un governo dovrebbe essere invece quello di lasciare gli uomini liberi di produrre ricchezza e di utilizzarla come meglio credono.

Il problema non è “destra o sinistra”. Il problema è “più stato o meno stato”.

E la soluzione è “meno stato”, per evitare che la democrazia continui a essere quella strana pratica in cui tutti tentano di vivere alle spalle degli altri.

 

*Link all’originale: http://www.robertogorini.it/2013/02/16/elezioni-2013-perche-gli-italiani-sbaglieranno-il-voto/

 

 

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Showing 6 comments
  • Albert Nextein
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    La gente che ha diritto di voto è mediamente ignorante , in malafede,ottusa e plagiata.
    Come esseri umani noi tutti vorremmo una vita semplice,piacevole,senza complicazioni.
    I babbei di cui sopra votano per una vita del genere com’è giusto e naturale,e condiscono i loro desideri con i peggiori sentimenti di cui sono capaci,appunto perchè non sono liberi , ma costretti in uno stato pervasivo e negativo.
    Gli elettori non si accorgono dell’intrusione statale nelle loro vite.
    Alcuni non se ne rendono conto davvero,altri fanno finta di niente.
    Dopo innumerevoli e continue vessazioni non riconoscono più il loro carnefice, al quale si rivolgono per ottenere quanto sopra elencato.
    E chiedono più stato per risolvere i loro desideri.
    Lo stato è il carnefice che dispensa dolore e speranza.
    Lo stato è il delinquente che inganna quotidianamente,divide,dirige,preordina lo stato di carenza delle libertà umane.
    Queste cose le sappiamo, e le sperimentiamo.
    La classe politica è in toto non votabile.
    Qui non è più il caso di turarsi il naso.
    Noi che raccogliamo 12mila firme per una lotta di libertà come il contante libero temo che potremo influire poco.
    Non vincerà la libertà,neppure questa volta.
    Ma possiamo continuare a informare, a tentare di aprire gli occhi e a ridurre l’ignoranza e la pigrizia degli elettori.
    Io regalo libri di Usemlab a gente che ritengo abbia la sensibilità adeguata e la cultura sufficiente per capire e trasmettere le idee.
    Questa volta ho estrema difficoltà a scegliere come votare.
    Grillo,Giannino,rifiuto della scheda con annotazione.
    Temo che grillo potrà fare la differenza.
    Ascolto i suoi comizi in rete e vedo che proprio non ci siamo.
    Questo è uno che vuole nazionalizzare di nuovo tutto,autostrade,elettricità,banche.Non è un liberale.
    Ascolto la Napoleoni e mi chiedo se non sia sopravvalutata.
    Giannino è un liberale troppo remissivo e collaborante.Non ha la forza fisica per un’impresa del genere.
    Boldrin è interessante ,ma ha spocchia da vendere.
    Tutti gli altri sono delinquenti.
    Mi chiedo, per avere meno stato è utile farlo saltare prima?
    Con un grillo al 20% qui salta tutto.
    Ma poi?

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      @ALBERT : finiamola di scrivere sui blog, e senza galateo e con le maniche tirate su, ritroviamoci, Non conta quanti siamo, non dobbiamo prendere i voti, nè per andare in parlamento,nè per andare in convento. Contano le intenzioni che abbiamo.

  • alice
    Rispondi

    Lo stato deve esercitare una mera funzione regolatrice, stabilire delle regole e farle rispettare da tutti, perseguendo il bene comune. Tutto il resto è l’anticamera della corruzione. Più soldi girano più ladri ci saranno.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Che lo stato si autoregoli per il bene comune, è un bellissimo desiderio. Per quello che glielo lasciano coltivare, gentile Alice. Lo stato si che è democratico con i desideri di tutti. Infatti essi sono innocui.
      Se il resto che lei indica, fosse l’anticamera della sola corruzione, sarebbe già una bella fortuna per noi. Non è invece il “resto” da lei additato e neppure “l’anticamera”, ma il tutto compreso il resto, e l’anticamera non della corruzione ma del cimitero, cioè l’obitorio. Dove hanno portato la nostra vita a coltivare solo desideri. Un’antica credenza dello Zimbabwe ritiene che l’unica cosa che rimane ai morti è il desiderio. Di resuscitare.
      Quando anche ai vivi è rimasto solo questo, come accade oggi in italia e non in Zimbabwe, vuol dire che siamo morti che passeggiano, dentro a un obitorio.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Egregio Gorini, lei si sbaglia a definire i candidati eletti “datori di lavoro”. manco per niente !! Le perdoniamo la gaffe. Se non fosse una gaffe, i beniamini politici non sarebbero votati da nessuno. Mi permetto di correggere le sua espressione, con la certezza che lei condivida. Il beota elettore non vota un governante, e tanto meno un datore di lavoro !! fornisce il consenso a un pirla per fare l’estorsore a termini di legislazione, il quale pirla gli promette in cambio e possibilmente gli assicura le briciole dell’estorsione. Nessun lavoro, nessuna fatica. Quella la fanno gli altri che mantengono in piedi il baraccone, e che mediamente sono i fornitori del sistema parassitario ma continuano, senza opporre resistenza, a farsi dissanguare dai beoti elettori e dai loro pirla rappresentanti del pizzo di stato e di governo. Egregio Gorini, se invece di continuare a menarcela sui blog, ci trovassimo con le maniche rimboccate, lei, carbone, facco, fidenato, zucco (solo per citare i meno sconosciuti) dopo aver lasciato il galateo rigorosamente a casa, l’estorsore non riscuoterebbe più il pizzo, ma avrebbe in elemosina un pallottola in fronte a bruciapelo. Afferra la differenza ? Il beota imbecille avrebbe si, un posto di lavoro fisso. Presso l’impresa funebre per le esequie private dei loro ex beniamini. Gorini, da amico :
    corregga l’errore e soprattuto si tiri su le maniche e lasci a casa il galateo.

  • gastone
    Rispondi

    temo cari signori che qui si sia in presenza della più grossa operazione di regressione morale della storia ad opera dello stato, che a differenza del passato viene espressa nell’intero globo economico.

    credo signori miei si possa convenire agevolmente che la capacità dello stato attraverso l’uso della moneta contraffatta e dell’inganno della legge, di poter corrompere l’intero corpo sociale sia cosa ormai conclamata. il lavoro èquasi terminato.

    dunque atteso che noi inguaribili amanti della libertà, altro non abbiamo se non le conoscenze prasseologiche della azione individuale e gli strumenti della logica per poter spiegare i falli di siffatta coesione coatta, è del tutto evidente che questi mezzi risultano essere parzialmente spuntati. davanti alla volontà granitica del popolo, cui è stata resettata l’impalcatura morale per essere sostituita dalla guida della legge positiva e dei suoi ordini, di voler partecipare al banchetto indetto dallo stato ( a spese sue ) non c’è razionalità e ragione che tenga.

    ho già espresso altrove che il popolo non è ne bue ne ignorante ma semplicemente sedotto dal suo “principe” e fintanto che non tornerà nel suo tradizionale alveo di saggezza distillata, frutto irriflesso del sedimento millenario delle sue regole di mera condotta, non avra’ di che lagnarsi per le tribolazioni che gli verranno inflitte.

    a noi tocca il compito di trasgredire con convinzione quella legge che domanda la nostra sottomissione ai voleri arbitrari di un gabinetto di burocrati inetti e parassiti, in maniera che le nostre disobbedienze sortiscano la cattura del consenso di quella massa di persone ai margini del sistema coercitivo cui lo stesso gli è ancora causa di conflitti inconciliabili tra le sue regole astratte egli ordini perentori e immorali dello stato.

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