In Anti & Politica

di ROBERTO CHIARANDA*

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Mai come ora è necessario ed urgente reclamare la Sovranità Popolare come sancito dall’art. 1 della costituzione, dare cioè un forte segnale di risveglio e, a differenza delle dichiarazioni espresse in più occasioni dalle massime cariche istituzionali come presidente del consiglio dei ministri e addirittura dal presidente della repubblica, esercitare la Sovranità del Popolo sulla politica e sulle stesse Istituzioni che nessuno può cedere ad altri stati o istituzioni !!! In questi giorni di campagna elettorale come d’altronde in tutte quelle precedenti, assistiamo per l’ennesima volta al solito triste, ignobile e nauseabondo spettacolo dato da tutti i concorrenti. Detto spettacolo avrebbe pure dei risvolti comici se non fosse che gli attori sul palco andranno a decidere sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli. Come possiamo non capire ed essere perciò coscienti che la disastrosa situazione attuale è stata determinata nel corso dei decenni da tutta la classe politica e dirigente (contigua alla politica) che ha governato direttamente o indirettamente il paese in cui siamo costretti. E’ drammatico il fatto che gli stessi responsabili della situazione presente hanno l’ardire, la presunzione, la sfacciataggine di proporsi come salvatori del paese! Contrariamente da quanto asserito da più di qualcuno al vertice dello stato, non siamo certo noi ad aver vissuto al di sopra delle nostre possibilità! E’ tutta la classe politica e non solo, ad aver vissuto bene e molto al di sopra delle possibilità dello stato e, non paga, ha legiferato per attingere ancora di più e sempre di più dalle pubbliche casse. Come se ciò non bastasse a portare alla bancarotta, seppur “legalmente”, in parecchi si sono applicati in modo superlativo nel far man bassa di ogni euro capitasse a tiro. Non si è lontani dal vero nell’affermare che questa classe politica è composta da personaggi la cui unica competenza è l’ “arte” del rubare più o meno legalmente… Che fare allora? Come liberarci? Da qualche anno sempre più Elettori hanno scelto due vie per protestare che, oltre allo sfogo personale, non ha avuto alcuna conseguenza e peso: l’astensione oppure l’invalidazione/non compilazione della scheda elettorale (scheda bianca), rinunciando così ad un proprio diritto-dovere. Nulla di meglio per una classe di  criminali alla guida di uno stato! Ne sono l’esempio gli Stati Uniti d’America dove una minoranza di Elettori decidono sulla stragrande maggioranza di astenuti! Alla faccia della democrazia!!! C’è anche chi cita gli Stati Uniti d’America come esempio di democrazia… C’è però una possibilità di cambiare o, meglio, dare inizio al vero cambiamento esercitando la sovranità che ci appartiene e che nessuno può legalmente impossessarsene o donare a non meglio precisati organismi internazionali: l’atto del voto stesso ovvero la presenza nei seggi elettorali del registro dei verbali, previsto dalla Legge, nel quale possiamo far annotare le nostre motivazioni nel rifiutare la scheda elettorale, senza che questa venga annullata né consegnata nulla. Chiedere di verbalizzare il proprio rifiuto per il sistema di governo, magari non riconoscendone ne la rappresentatività, ne la moralità ne la legittimità, o addirittura invocarne un altro, è esercitare pienamente un proprio diritto previsto dalla stessa Legge! Questo dissenso sarebbe certificato, scritto nero su bianco e non avrebbe l’anonimo peso nullo  dell’astensione o della scheda nulla! E’ l’ultimo tentativo per non arrivare a soluzioni cruente e drammatiche che, ahimè, si stanno profilando in un futuro molto prossimo. Per poter esercitare correttamente il diritto di far verbalizzare il nostro totale dissenso è di fondamentale importanza che ognuno di noi lo faccia in forma individuale e nel massimo rispetto dei seggi elettorali e, soprattutto, le schede vanno rifiutate senza essere toccate. Non ci si deve presentare in gruppo organizzato al seggio elettorale, tre o più persone, esplicitamente organizzate tra loro, si può infatti configurare il grave reato di disturbo delle operazioni di voto reato questo perseguito penalmente! Ripeto perciò che il diritto di rifiuto del sistema italia è strettamente individuale e, pertanto, va esercitato individualmente! Il personale al seggio non può opporsi alla verbalizzazione delle nostre motivazioni di rifiuto del voto e, se lo facesse, commetterebbe un reato! Se ciò accadesse, dobbiamo lasciare il seggio, ripeto, senza aver toccato le schede elettorali, e sporgere notifica di reclamo all’Ufficiale Giudiziario preposto il quale provvederà a notificare al personale del seggio il reclamo per contravvenzione agli articoli che regolano la materia nel Testo Unico Elettorale D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche. Ecco di seguito gli articoli di Legge che ci danno il diritto a prendere le distanze da questa classe politica criminale: Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche Art. 44 1. Il presidente della sezione è incaricato della polizia dell’adunanza. Può disporre degli agenti della Forza Pubblica e delle Forze Armate per fare espellere od arrestare coloro che disturbino il regolare procedimento delle operazioni elettorali o commettano reato. 4. Hanno pure accesso nella sala gli ufficiali giudiziari per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione. Art. 66 1. Il presidente, udito il parere degli scrutatori, pronunzia in via provvisoria, facendolo risultare dal verbale, salvo il disposto dell’art. 87, sopra i reclami anche orali, le difficoltà e gli incidenti intorno alle operazioni della sezione. Art. 74 1. Il verbale delle operazioni dell’Ufficio Elettorale di sezione è redatto dal segretario in doppio esemplare, firmato in ciascun foglio e sottoscritto, seduta stante, da tutti i membri dell’Ufficio e dai rappresentanti dei candidati nel collegio uninominale e delle liste presenti. 2. Nel verbale dev’essere presa nota di tutte le operazioni prescritte dal presente Testo Unico e deve farsi menzione di tutti i reclami presentati, delle proteste fatte, dei voti contestati (siano stati o non attribuiti provvisoriamente alle liste o ai candidati) e delle decisioni del presidente, nonché delle firme e dei sigilli. 3. Il verbale è atto pubblico. Art. 79 2. Ad eccezione di quanto previsto dal n. 2) dell’art. 76, circa il riesame dei voti contestati e provvisoriamente non assegnati, è vietato all’Ufficio centrale circoscrizionale di deliberare, o anche di discutere, sulla valutazione dei voti, sui reclami, le proteste e gli incidenti avvenuti nelle sezioni, di variare i risultati dei verbali e di occuparsi di qualsiasi altro oggetto che non sia di sua competenza. Art. 87 1. Alla Camera dei deputati è riservata la convalida della elezione dei propri componenti. Essa pronuncia giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni elettorali o all’Ufficio centrale durante la loro attività o posteriormente. Art. 104 5. Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000 (da notare che gli importi sono ancora riferiti in lire !!!). *** Nel processo verbale (registro) viene riportato tutto ciò che riguarda l’insediamento del personale del seggio, i materiali, i preliminari e le operazioni di voto, compresi i reclami/proteste che gli elettori presentano. Mentre i reclami riguardano praticamente le procedure elettorali del seggio, le proteste sono una categoria molto più vasta e comprendono, oltre a queste, opinioni individuali, politiche ed ideologiche e a nessuno è consentito sindacare sulla natura o la sostanza del reclamo né della protesta, assegnando esclusivamente questo compito alla camera dei deputati ad elezioni avvenute. Detto tutto ciò, lo scrivente si avvarrà di tale opportunità, ma, a differenza delle precedenti, questa volta farò verbalizzare la seguente dichiarazione: Non riconosco l’autorità giuridica e morale dello stato italiano dal quale mi dissocio non avallando con il mio voto una classe politica che mai mi ha rappresentato ne mai mi rappresenterà. *indipendentista veneto **CONFERMA SULLA POSSIBILITA” DI ANNULARE LA SCHEDA: Riguardo l’astensione completa al seggio, il Ministero invita i presidenti a registrare la protesta del cittadino “purché la verbalizzazione sia fatta in  maniera sintetica e veloce, con l’annotazione nel verbale stesso delle generalità  dell’elettore, del motivo del reclamo o della protesta, allegando anche gli eventuali scritti che l’elettore medesimo ritenesse di voler consegnare al seggio”. Infine, specifica il Ministero nella circolare sull’astensione, va ricordato che tutti coloro che opteranno per la pratica del rifiuto della scheda dentro la sezione elettorale non siano da annoverare tra i votanti. Vai al testo della circolare del Ministero sull’astensione .

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Mostrati 21 commenti
  • Rorschach
    Rispondi

    Boh, io continuo a non capire perché non votare per FARE. Anche semplicemente come piattaforma mediatica per diffondere idee liberali. Non sará un liberalismo duro e puro da salotto, ma insomma, rendiamoci conto del contesto.

    • depaoli.fabrizio@liberi.it
      Rispondi

      Rorschach, perché si ritorna nel solito pantano del compromesso, compromesso che però è sempre a favore dell’attuale sistema.
      Credo i vece si debba chiudere, tagliare i ponti, recidere il cordone ombelicale con questo stato e questa costituzione in modo inequivocabile.
      Un saluto .

      • Rorschach
        Rispondi

        Vedi mia risposta sotto. Non credo sia un compromesso, ma una semplice analisi del contesto. Tagliare i legami é possibile quando tu volontariamente crei il legame. Quando sei legato ad una sedia mani e piedi, al massimo puoi rovesciarti per terra sperando che la sedia si rompa.

        • depaoli.fabrizio@liberi.it
          Rispondi

          Rorschach, ti ringrazio per la ventata di ottimismo, eh eh.
          Comunque hai ragione: se son legato alla sedia preferisco divincolarmi, o di sicuro provarci, prima che arrivino a giustiziarmi.
          Un saluto .

          • jimmy

            Egregio depaoli.fabrizio, spero non La disturbi la mia intrusione.
            Non Le suoni come un richiamo (non ne ho nemmeno il diritto), ma ritengo che, nei confronti di tesi ben strutturate e motivate come quelle di Rorschach, sia sempre utile e raccomandabile sostenere il contraddittorio con altrettanta stringente logicità e fondatezza.
            Oppure associarsi alla tesi opposta.
            Uscirsene elegantemente con una battuta, o con una frase ad effetto priva delle necessarie spiegazioni, non serve a niente e non aiuta nessuno.
            Vengo al punto. Lei dice: “Credo… si debba chiudere…, recidere… tagliare… con questo stato…”.
            Magari. Ma in concreto, cosa propone? Io non lo capisco.
            Emigrare? Ogni stato, a suo modo e misura, è uno stato totalitario.
            Rinchiudersi nel privato? Lo stato arriva anche lì, ad es. mi viene a tassare.
            Votare M5S? La low-cost dello statalismo. Si legga Punzi su Adelfo oggi.
            Votare FARE? Ho i suoi stessi dubbi, all’ennesima potenza.
            Non votare? E a chi gli frega nulla? Tanto eleggono ugualmente.
            Rifiuto della scheda? E se ti mandano la digos a casa? Cornuto e mazziato.
            Lei per quale di queste opzioni propende? Vuole aggiungerne alcune, purché pratiche come quella proposta da Rorschach?
            Sono quesiti tutti fondati, e sono risposte tutte valide.
            Ma nessuna di essere risolve il problema della svolta liberista in italia (ed in europa, e nel mondo).
            Se può interessare la mia visione, io dico che siccome noi liberisti (austriaci, aggiungo per chiarezza) siamo troppo deboli, dobbiamo allearci con i più forti, come fanno le pulci con gli elefanti.
            Credo che, a parte noi austriaci, ci siano poteri luridissimi ma fortissimi (ad esempio? La BCE, la BuBa, BoA, la Fed, etc) che per i loro sporchi interessi vogliano un’italia meno statalista e più efficiente.
            Dal nostro punto di vista, assecondare i poteri forti bancari europei, almeno in una prima fase, potrebbe essere un’idea: meno debito, meno tasse, più mercato, più produzione, etc.
            A ben vedere, almeno il 50% delle 10 proposte di Fare vanno proprio in tale direzione: prima di sopprimere lo stato, vediamo di rimanere in vita noi.
            Aspetti a storcere il naso. E’ vero, questo non è liberalismo né austria.
            Adesso arriviamo noi (cioè Lei ed io, concretamente, ma anche gli altri, i puristi in primis): dovremmo/potremmo “occupare” FARE e determinarne una deriva ultra-liberista, all’austriaca.
            Dipenderà solo da noi, dalle nostre capacità e dal valore delle nostre idee.
            A me, rozzo e sciocco visionario, sembra un piano difficile ma non impossibile.
            Certo, migliore dell’immobilismo attuale.
            Grazie dell’attenzione

          • depaoli.fabrizio@liberi.it

            Jimmi, cosa fare in concreto? Non lo so.
            Emigrare l’ho già fatto.
            Le sue osservazioni sono sacrosante, io ero pronto a votare per la prima volta in vita mia in modo convinto Forza “evasori” e probabilmente non ho ancora adeguatamente somatizzato la “botta”. Ma non voglio giustificarmi.
            Certamente anche io ho pensato a Fare, ma Giannino è un monetarista, come faccio a votarlo? Quello è capace a diventare “socio” di Grillo e Barnard, se dovesse succedere una cosa simile e se io l’avessi votato, non potrei mai perdonarmelo.
            Il mio più grosso problema è che non mi fido.
            Lei giustamente dice: se non facciamo nulla, non cambierà mai nulla (mi si perdoni la sintesi), infatti ho preso in considerazione il fatto di andare al seggio e non ritirare la scheda, ma devo dirle che non sono ancora convinto, non tanto per la DIGOS (se tutto ci spaventa non faremo mai nulla) quanto per il fatto che sia una strada percorribile. Non ho ancora ben compreso se possa essere utile oppure no.
            Forse i tempi per un vero liberismo non sono ancora maturi, ma non sarà un Giannino a farli maturare, saranno gli eventi, e i tempi purtroppo/per fortuna, lo diventeranno: purtroppo perché dovremo vedere la miseria, per fortuna perché la gente dovrà aprire gli occhi e se vorrà venirne a capo potrà guardare in una sola direzione: verso “l’Austria”.
            Per il momento non vedo in Fare un movimento di riferimento come può essere il Movimento Libertario, e sia chiaro che non è per i master di Giannino, quello è un problema suo.
            Questo lo dico perché penso che qualsiasi iniziativa sacrosanta volta a “dimagrire” lo stato, non sia sufficiente e sopratutto credibile se si continua a legittimare moneta e sistema bancario. Il problema rimane lì, qualsiasi governo andrebbe a corrompere e si farebbe corrompere dalle banche centrali.
            Nel frattempo cosa faccio di concreto extra sistema? Tanto “nero”, pagamenti in oro, monete alternative, scambi di beni e lavoro, parlo a chiunque di libertarismo, divulgo il pensiero, cerco a tutti i costi di essere coerente con i miei principi e penso a “salvarmi la pelle”.
            Amico mio, forse lei mi sopravvaluta, ma in questo momento purtroppo non posso fare altro.
            Un saluto .

  • Michel
    Rispondi

    Caro ROBERTO CHIARANDA*: …Ma va’ a caghé!

    • nico
      Rispondi

      Ottima argomentazione, grande! Voti M5S?

  • IlPablo
    Rispondi

    Sempre la solita bufala che si rappresenta a tutte le votazioni, non fatevi ingannare da chi dice che “la legge lo prevede”: la circolare del Viminale

    (http://www.elezioni.comune.parma.it/cgi-bin/allegati/pages/af72YlkXWR_384.pdf)

    diramata lo scorso gennaio chiarisce che il cosiddetto “non-voto con rifiuto della scheda” non è mai stato disciplinato; secondo la legge se l’elettore, dopo essersi registrato, riconsegna la scheda senza neanche andare in cabina, l’elettore debba essere conteggiato tra i votanti e la scheda considerata nulla.

  • ultimoquadro
    Rispondi

    Rorshach…
    con un nome così come puoi parlare di votare Giannino …. come parlare di compromesso ….. portando il nome di un’eroe che ha dato la sua vita per la verità …. ma lo hai letto il fumetto. ????

    • Rorschach
      Rispondi

      Sí, Rorschach si é battuto per difendere una causa fino alla fine. Non si é tolto il costume in segno di protesta. Anche perché forme di protesta di questo tipo, come l´astensione, non hanno alcun significato se non vi é un chiaro messaggio politico dietro. Ti sei astenuto perché credi in un sistema socialista stile 1984? O forse perché sei anarcocapitalista? Non é dato sapere. In queste cose c´é solo una pars destruens. La pars construens é arbitraria. Quindi non parlo di compromessi, ma solo di metodo: un approccio purista completamente inefficace non é “senza compromessi”. É solo inefficace. Qui stiamo parlando di una piattaforma che ha attirato migliaia di persone su temi liberali. E siccome libertari non si nasce, si diventa, io credo sia l´unico contesto in cui gli individui possano cominciare a costruire convinzioni libertarie. Al libertarismo ci si arriva in maniera costruttiva e graduale, non discreta.

  • Freddom
    Rispondi

    O non votare,o se proprio si deve Movimento 5 Stelle o in alternativa Fare

  • peppe freddi
    Rispondi

    Speriamo che poi la tua coerenza resti e che non ti lamenta dell’operato degli eletti. Perché, rifiutando un diritto come quello del voto non si ha nemmeno più il diritto di critica.

    • nico
      Rispondi

      Il diritto alla critica lo perde CHI VOTA, non chi non vota.
      Col voto sei tu che li legittimi, dai loro il mandato a rappresentarti. E durante il mandato non hai modo di intervenire e fare sapere la tua opinione.
      Vediamo di non alterare i concetti basilari.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      @PEPPE FREDDI : circa i diritti di qui e i diritti di la, ha dimenticato di dire che trattasi solo di sue rispettabilissime opinioni.

      @NICO : con lo stato i diritti sono solo un’illusione per scimmie, pappagalli e pecore belanti. Con lo stato esistono solo di doveri.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Michel perché dici questo di Chiaranda? Rendici partecipi delle tue affermazioni… Facci capire perché ce l’hai con Chiaranda

  • Paolo
    Rispondi

    Ho spesso apprezzato gli articoli pubblicati su questo sito………..purtroppo questo articolo mi lascia a bocca aperta.
    Il non voto è chiò che si augura l’allegra compagnia PD-PDL-Monti-Fini ecc…
    Bel consiglio!
    Vorrei che mi spiegaste in che modo si realizzi un diverso effetto tra l’astensione “semplice” ed il rifiuto della scheda verbalizzato?????
    Forse nei confronti di chi farà verbalizzare il rifiuto della scheda non avranno valore i provvedimenti e le leggi emesse dal prossimo parlamento?
    Forse non si applicheranno i decreti del prossimo Governo a coloro che hanno fatto verbalizzare il rifiuto della scheda?
    Forse chi ha rifiutato la scheda non sarà tenuto a pagare le tasse che verranno decise dal prossimo Parlamento o Governo?
    Ma cosa state dicendoooo
    Il non voto è ciò che si augurano tutti i faccendieri che sono ingrassati in questi 20 anni.
    Il Vostro consiglio di rifiutare la scheda è un errore in buona fede o devo pensare che ci sia dell’altro……………………….?????

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      @PAOLO : conosci già la risposta che cerchi. E’ semplice ! fatti la domanda : perchè voto io. Scrivila, Poi metti davanti a tutti i verbi che hai usato un bel “NON”. La risposta è quella. Già bella e confezionata.

  • Roberto Fedeli
    Rispondi

    Il tipo di protesta ci può stare, ma non risolve un bel nulla ed è anche rischiosa.
    Il catalizzatore di questa tornata elettorale è stato Grillo, ancora da confermare ma credo che avrà un grosso peso nelle decisioni future……poveri noi.
    @Paolo guarda che TUTTI i politici si augurano una grande affluenza alle urne.
    TUTTI ma proprio TUTTI i movimenti e partiti ammessi hanno programmi economici di matrice socialista, ossia, nella situazione attuale baratro sicuro.
    Io proseguo il mio cammino del non voto, far annullare il voto al seggio non vale la candela rischio/beneficio. Forse i vecchi mestieranti di sopra si augurano che i non votanti proseguiranno a non votare, per il semplice motivo che gran parte di quelle persone andranno nelle tasche di Grillo….

  • dante
    Rispondi

    Non votate, se fossi un parlamentare ne sarei felicissimo. Vi direi fate dei bei blog. Ma non andate a votare. Specialmente voi che volete cambiare il sistema. Lasciate votare i soliti asini. Non cercate quelli che la potrebbero pensare come voi o quelli che sono vicini alle vostre idee. State buoni, dividetevi piuttosto. Voi siete una elite nobile, non sporcatevi con il popolo lasciate fare a noi.

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