In Economia, Esteri

DI MATTEO CORSINI

“Il bilancio europeo è, in tute le sue parti, un’espressione del nostro comune interesse europeo e rappresenta appena l’1% del nostro Pil totale. Noi dovremmo innanzitutto definire quello che bisogna fare nell’interesse dei nostri cittadini, invece di chiedere costantemente più tagli per accontentare la stampa populista domestica… il bilancio dell’Unione europea dovrebbe tornare a un autentico sistema di entrate autonome (risorse proprie), che eviterebbe la necessità dell’attuale sistema di sconti e litigi sul volume dei contributi nazionali.” (J. Daul, H. Swoboda, G. Verhofstadt, R. Harms, D. Cohn-Bendit)

Ho tratto queste parole da una lettera firmata congiuntamente dai leader dei principali schieramenti rappresentati nel Parlamento europeo. I quali potranno pure avere idee politiche diverse, ma su un punto sembrano essere perfettamente d’accordo: vogliono più soldi per il bilancio europeo.

Il “comune interesse europeo” è certamente il loro, ma guai a dirlo, perché si passa per populisti. Questo, in fatti, è ormai il marchio affibbiato a tutti coloro i quali osano mettere in discussione i mantra europeisti. E, va da sé, il mantra “serve più Europa” comporta necessariamente un incremento di risorse sul bilancio europeo. Almeno di questo sono convinti tutti (ripeto: tutti) i capigruppo al parlamento europeo.

Interessante il ragionamento: si va dal “dovremmo innanzitutto definire quello che bisogna fare nell’interesse dei nostri cittadini”, alla necessità “di entrate autonome (risorse proprie), che eviterebbe la necessità dell’attuale sistema di sconti e litigi sul volume dei contributi nazionali”.

In buona sostanza, mi sembra l’atteggiamento tipico di chi vuole definire le risorse da utilizzare apparentemente a prescindere da qualsiasi vincolo, tanto da evocare “risorse proprie”. Ma le risorse proprie sarebbero alla fine nuovi oneri per i contribuenti europei, i quali, peraltro, hanno a che fare con Stati nazionali le cui pretese fiscali sono tutt’altro che in diminuzione.

Già oggi esistono a livello di Unione europea Stati contribuenti netti e beneficiari netti. Ciò significa che alla suddivisione tra tax payers e tax consumers su scala nazionale se ne aggiunge una su scala continentale.

Aggravare questa seconda senza alleviare la prima sarebbe insopportabile.

Qualcuno finirebbe per essere tax payer al quadrato, mentre altri sarebbero tax consumer al quadrato. Sarà populista pensare che consentire all’Unione europea di introdurre nuove tasse (perché di questo si tratterebbe, in buona sostanza) non sarebbe affatto nell’interesse di quei cittadini europei che appartengono alla categoria dei tax payers (magari al quadrato)?

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Showing 4 comments
  • Vulka
    Rispondi

    Basterebbe che tutti i cittadini europei concordassero di non dare più soldi e non versare più risparmi nelle banche per cambiare in poco tempo molto. HAnno studiato ed applicato il fatto di non poter ridare più di 1000 euro per volta, ma se porti 1 mld lo prendono tutto e senza fiatare. Dunque come da troppo sostengo, l’associazione a delinquere REITERATA è in azione e bisogna fermarla altrimenti ogni persona è giustificata ad agire anche con violenza, visto cosa hanno fatto e fanno quelle associazioni segrete tra banche e politicanti.
    Basta aprire gli occhi e dare un fermo NO a tutta questa porcheria e bisogna farlo se si vuole mantenere la democrazia!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non ho titoli o azioni.
    Sul conto tengo il meno possibile, quasi sempre meno di 1000€.
    E che le banche falliscano.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Caro Corsini,
    infatti il politico a che vocazione risponde e a quale missione salvifica si è votato : fare il benefattore dei suoi fedeli, con i soldi altrui. Of course and as usual.

  • gastone
    Rispondi

    purtroppo il comune interesse non è solo loro, malgrado loro siano i maggiori beneficiari del processo verticale di spoliazione che distingue tutti i processi di centralizzazione.

    il processo inevitabilmente coinvolge una quantità inimmaginabile di risorse “umane”
    che gli consente di poterlo realizzare rendendo partecipi larghi strati sociali e una moltitudine di individui a titolo privato che in qualche maniera vengono coinvolti dai benefici che il vertice è costretto a elargire per poter garantire la tenuta della parte alta.

    se volete farvi una idea della convinzione con cui i sudditi e i marginali partecipano al processo con convinzione, provate a dare uno sguardo ai commenti dell’articolo

    “ABBRACCIATE IL CAMBIAMENTO. LA SOLUZIONE E’ INDIVIDUALE”
    apparso su
    “rischio calcolato”, cen’è uno in particolare che promette di far strage in futuro di gente come noi

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