In Anti & Politica, Economia

DI GIUSEPPE SANDRO MELA*

Napoli ed il Meridione in senso lato sono un lusso che l’Italia non può più a lungo permettersi.

Preveniamo immediatamente le accuse di razzismo che si leveranno da parte delle prefiche spennacchiate: se pagassero quanto dovuto nessuno avrebbe nulla da eccepire contro di loro. Basterebbe solo che Napoletani e Meridionali si comportassero in modo civile ed onesto.

Abbiamo già riportato in un recente post:

– Napoli: autobus fermi. Gasolio finito e non c’é più nemmeno un centesimo in cassa.

la situazione di Napoli, ove il servizio di autotrasporto pubblico è stato bloccato perché non aveva più denaro in cassa per pagare il gasolio e nessuna banca era disposta a far loro credito.

Adesso esce un’inchiesta condotta dalla Cgia Mestre che fornisce risultati a dir poco sconvolgenti.

I Fatti.

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1. La società trasportistica napoletana (Anm) ha un debito superiore al milione di euro nei confronti del fornitore di gasolio, che ha sospeso la fornitura perché risultava non pagato nemmeno l’acconto pattuito di 100,000 euro. Non parliamo qui del debito totale dell’Anm: tende all’infinito.

2. É vero che sono stati ridotti del 40% i trasferimenti al Tpl (Trasporto pubblico locale) campano, ma é anche vero che l’Anm ha solo ridotto i servizi erogati a cittadini, guardandosene bene dal ridurre anche spese e personale. In parole povere, sembrerebbe che l’Anm possa continuare a sopravvivere con tutto il personale anche senza erogare servizi, ma solo stipendi ai dipendenti.

Ma, l’Anm è stata costituita per erogare servizi oppure per mantenere, e davvero molto bene, il personale?

3. Sette Napoletani su dieci utilizzano il trasporto pubblico senza pagare il biglietto. É evidente che se tutti i passeggeri pagassero il dovuto, le entrate dell’Anm triplicherebbe, e l’Azienda uscirebbe dai triboli e non scaricherebbe i suoi debiti sul pubblico erario, sui Contribuenti nazionali.

4. Non solo. Quasi a sberleffo, una immane pletora di controllori eroga uno sparuto manipolo di multe a chi fosse sorpreso senza pagare il biglietto, ma solo il 21% dei multati paga la multa entro i sessanta giorni ed il 14% dopo tale termine. I restanti rimangono impuniti.In ogni caso, il numero delle ulte erogate é davvero misero in confronto al numero del controllori.

Considerazioni.

Non si riesce a trovare un ragionevole motivo per cui i Napoletani debbano godersi un servizio di trasporti pubblici sostanzialmente gratuito e pagato quindi dai Contribuenti nazionali.

Se un barista omettesse l’emissione dello scontrino di un euro per un caffè sarebbe immediatamente denunciato dalla Guardia di Finanza: non si vede per quale strano motivo il Napoletano che viaggi in autobus senza pagare un cifra analoga non sia denunziato a sua volta.

La colpevole e, diciamolo pure, incestuosa omissione nella riscossione delle multe garantisce l’immunità de facto a quanti frodano l’Anm e, con essa, tutta la Collettività.

Sia chiaro. Se in Italia vigesse il codice penale russo, buona parte del personale dell’Anm sarebbe da lunga pezza dentro un sano carcere siberiano. Se poi vigesse quello cinese, sarebbe stata messa semplicemente al muro.

Dicano ciò che vogliano gli amici napoletani, ma la civiltà inizia proprio mettendosi in coda e pagando anche il biglietto dell’autobus.

Non si lamentino quindi se i Contribuenti li riguardano come un corpo estraneo da estrarre ed eliminare.

 

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Cgia Mestre. 2013-01-31. In Campania 7 su 10 non pagano il biglietto del bus.

Sicuramente vi è giunta notizia che, ieri, i bus a Napoli si sono fermati perché sono rimasti senza gasolio.

L’amministratore delegato della società trasportistica napoletana (Anm),  Brunetti, ha spiegato la situazione. In sostanza è accaduto questo: l’altro ieri il fornitore di carburante, che vanta un credito di un milione di euro (pari a quasi 2 miliardi di vecchie lire !!!), attendeva un acconto previsto di centomila euro che non ha mai ricevuto.

Così non ha consentito il rifornimento. Si è deciso a farlo solo quando, a notte fonda, ha ottenuto l’acconto. Ma ormai era tardi e ancora alle 14:30 era in corso un ultimo rifornimento (il gasolio arriva da Santa Maria Capua Vetere).

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Ora, che la situazione sia difficile e che nel pubblico le cose non funzionino è risaputo. Si parla di un taglio dei trasferimenti al Tpl (Trasporto pubblico locale) campano del 40% e di 200.000 euro di soldi che il Comune di Napoli non ha mai dato alla società trasportistica. Ma un sospetto  ci  prende. Quanti pagano il biglietto nei mezzi pubblici a Napoli ?

Premesso che non sappiamo se la società Anm di Napoli rientra in questo Consorzio, abbiamo trovato su internet che l’evasione del pagamento dei ticket sui bus è una delle principali piaghe che affliggono il Consorzio Unico Campania, azienda che si occupa della gestione della tariffazione integrata nella Regione Campania.

Secondo un recente sondaggio, ben 7 passeggeri su 10 viaggiano a bordo degli autobus sprovvisti di regolare biglietto convalidato, molti dei quali non ottemperano nemmeno al pagamento delle multe inflitte. Da gennaio a luglio 2012, si contano più di 55 mila verbali, con un aumento del 2,7 % rispetto allo scorso anno.

I controllori a bordo dei mezzi pubblici non mancano, dice il risultato dell’indagine (anche se io sollevo qualche dubbio), ma questo non incide affatto nell’estinzione dell’evasione bus. Sono in pochi quelli a saldare regolarmente le multe. Solo il 21 % di esse vengono pagate entro 60 giorni al costo di 40 euro. Passato il termine, lo stesso lievita a 150 euro. Nel caso specifico, solo il 14 % decide sia arrivato momento di risolvere il proprio debito. Tutto il resto rimane impagato.

Ci chiediamo: al fine di evitare che a coprire i buchi di queste mega società pubbliche sia la fiscalità generale (ovvero tutti noi) non sarebbe ora di ripristinare i controllori, affinchè chi è senza biglietto non possa salire ? Certo, non risolveremo i problemi economici dell’Anm, ma almeno si ripristinerebbe un principio elementare: per usufruire del mezzo pubblico bisogna pagare il biglietto.

 

 

*Link all’originale:  http://www.rischiocalcolato.it/2013/02/napoli-il-bengodi-dellevasione-eletta-a-sistema-tanto-pagano-gli-altri-un-po-di-onesta-no.html

 

 

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Showing 5 comments
  • Domenico
    Rispondi

    Io sono del Sud, ed altro che razzismo. Ti do RAGIONE!
    Ma la colpa è sempre e solo una: dello Stato, anche nella sua forma di amministrazioni locali.
    Il malcostume è una conseguenza della possibilità di crogiolarsi sugli allori offerta alla gente da chi amministra tali territori.
    Non esiste in Italia e maggiormente al Sud la concezione che ogni ricchezza si paga. Dalle mie parti si vive con candidati alle elezioni che promettono di riuscire a “ottenere” soldi dalla Comunità Europea ed il bello è che tali fondi arrivano in realtà come lamia dove però non si produce nulla.
    Quanti bei pesini si vedono inoltrati tra le colline, pieni di gente che guadagnano grazie allo stato: chi fa l’insegnate alla scuola, chi il vigile, chi il dipendente al comune, chi l’operatore ecologico, chi il medico convenzionato ecc. gli unici professionisti privati sono l’edicolante (con la sua bella licenza), il barista ed il barbiere. E la vita va avanti così senza chiedersi quale sia il motore iniziale ce offre ricchezza e futuro alla società.

    • Mance Rayder
      Rispondi

      “Il malcostume è una conseguenza della possibilità di crogiolarsi sugli allori offerta alla gente da chi amministra tali territori.”
      Il malcostume è una conseguenza di una scelta individuale. E’ inutile addossare la colpa ad amministratori inefficienti e corrotti. Persone adulte saprebbero che le cose vanno pagate. Punto.

      • Domenico
        Rispondi

        No No caro mio. E’ proprio colpa delle amministrazioni. Nessuno è maleducato a precindere, ogni forma di etica esiste perché è quella che meglio di altre si adatta alla realtà in cui è applicata. Anche gli zingari hanno un codice, per noi sono dei maleducati dei balordi, dei ladri, ma nella loro dimensione quella è la forma di etica che meglio si adatta: la loro è una dimensiode di sudditanza rispetto ad un capo clan.
        Per fartelo capire dalle mie parti i pullman privati si pagano. Vedi che nessuno cerca di imbrogliare per non pagare il biglietto magari salendo dalla porta di dietro e non da quella davanti, è c’è molta educazione in tutto l’arco dell’operazione, sia da parte dei clienti che da parte degli autisti, ed è uno dei tanti esempi questo.
        La gente del Sud in molte circostanze dimostra la propria etica, proprio perché tale etica è funzionale alla vita in quel determinato ambiente. E’ lo Stato, l’assenza di diritti di proprietà ecc. le cause del degrado di strutture e coscienze, e ciò non lo dice solo Huerta de Soto, ma te lo posso confermare con i fatti come quello che ti ho raccontato ora.
        Invece le persone come te del Nord quando vengono al Sud magari si tengon anche stretto il bagaglio per paura che uno come me possa prenderglielo e rivenderglielo al mercatino.

  • Vincenzo
    Rispondi

    La CGIA di Mestre come fa a sapere quanta gente non paga? Non lo sappiamo nemmeno noi. I veneti vengano a Napoli a controllare quanta gente paga il biglietto e resta a piedi, perché il treno è stato soppresso.
    Secondo i dati di Unicocampania, il consorzio incaricato della bigliettazione per le aziende campanie (non sapete se ANM rientra o meno nel consorzio? E come le fate le inchieste? A cavolo?) , gli evasori sarebbero il 30%. Mettetevi d’accordo.

  • Vincenzo
    Rispondi

    Inchiesta fatta attraveso Intenet. Roba da Pulitzer.

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