In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

SOLDIDI GIOVANNI BIRINDELLI

Nella sua semplicità, oscenità e idiozia, la vicenda di Cipro ha contagiato il resto d’Europa. Il ministro spagnolo dell’Economia, Luis De Guindos, ha proclamato in Senato che “i depositi in banca sotto i 100 mila euro sono sacri e che i risparmiatori non si devo allarmare”, ma la Spagna ha cambiato una norma costituzionale che consente un prelievo forzoso una tantum dai conti (che prima era proibito per legge). Una piccola opera d’arte del male, sia sotto il profilo economico che sotto quello della legittimità. In questo articolo, per ragioni di brevità, considero solo un aspetto economico di questa follia (follia che, come suggerisce Il Sole 24 Ore in un recente articolo, potrebbe non essere affatto tale ma una manovra politica del governo Merkel con scopi ben precisi; per il momento lasciamo da parte questa ipotesi dietrologica e concentriamoci sullo scopo ufficiale di questo atto di saccheggio da parte dello Stato di Cipro e dell’Unione Europea: l’uscita di Cipro dalla crisi).

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Una sotto-causa determinante della crisi (la causa ultima è sempre l’idea filosofica di ‘legge’ intesa come provvedimento particolare, cioè come strumento di potere) è la sottodimensione dei risparmi rispetto agli investimenti. Questa sottodimensione relativa è stata prodotta dalla manipolazione monetaria e del credito e in particolare dal meccanismo della riserva frazionaria mediante la quale, in violazione della legge intesa come principio generale e astratto, le banche hanno potuto legalmente prestare ad altri i soldi depositati dai correntisti. Ciò ha prodotto, tra le altre cose, l’espansione del credito e quindi un tasso d’interesse artificialmente basso grazie al quale sono stati fatti molti più investimenti (e in processi produttivi molto più lunghi) di quanto era consentito dai risparmi esistenti. Se c’è una via d’uscita economica dalla crisi, questa richiede necessariamente, fra le altre cose, un aumento volontario dei risparmi, non una loro diminuzione coatta. E cosa fanno l’Europa e lo Stato cipriota? Espropriano i risparmi dei correntisti e li obbligano ad acquistare con la parte espropriata le azioni delle stesse banche che, prestando i soldi depositati e cioè espandendo il credito, hanno prodotto il castello di carta e allo stesso tempo la scossa che lo ha fatto crollare. Non so perché, ma questo mi ricorda quello che se non mi sbaglio avviene ancora oggi in Cina, dove le autorità giustiziano i membri della resistenza al regime e obbligano le famiglie a pagare per il proiettile. Ma resistiamo alla tentazione di discutere gli aspetti di legittimità di questo atto criminale, peraltro ovvi, e concentriamoci sull’aspetto economico.

Per capire le ragioni per cui questa misura predatoria è un’accelerazione verso il precipizio, è importante capire le ragioni di fondo per cui all’origine della crisi sta la sottodimensione relativa dei risparmi e perché l’uscita dalla crisi passa necessariamente per un aumento volontario di questi ultimi. Per capire queste ragioni basta riportare (con qualche insignificante modifica a contorno) l’esempio ultra-semplificato che a suo tempo fece Eugen von Böhm-Bawerk; un esempio che possono capire anche i bambini a cui può essere infatti raccontato sotto forma di favola.

Supponiamo che Tizio, per esempio a seguito di un naufragio avvenuto in primavera, si ritrovi da solo su un’isola in cui l’unica cosa commestibile in quella stagione siano le ciliege che si trovano su alberi che sono piuttosto alti e lontani l’uno dall’altro. Per salvarsi Tizio deve costruire una barca ma, prima ancora, deve nutrirsi: anzi, Tizio deve costruire la barca prima che passi la stagione delle ciliege. Tuttavia egli non ha tempo di costruire la barca perché passa la giornata a raccogliere le ciliege di cui ha bisogno per nutrirsi: infatti può raccogliere solo quelle a cui arriva da terra e deve camminare molto fra un albero e l’altro. A Tizio viene l’idea di costruire una scala: una volta completata, questa gli consentirà di raccogliere molte più ciliege in molto meno tempo (di aumentare la produttività nella raccolta di ciliege) e quindi di avere il tempo e le energie necessari per costruire la barca e salvarsi. Tizio stima che la costruzione della scala richiede cinque giorni di lavoro, durante i quali egli non potrà raccogliere ciliege. Quindi, per costruire la scala, Tizio deve risparmiare ciliege sufficienti per cinque giorni (cioè deve ridurre il suo consumo di ciliege abbastanza per avere ciliege sufficienti per cinque giorni).

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Ora, se le ciliege risparmiate bastano per cinque giorni, come abbiamo visto, Tizio riuscirà a completare la scala, il che gli darà la possibilità di costruire la barca e quindi di salvarsi. Ma supponiamo che egli abbia fatto male i calcoli e che la quantità di ciliege risparmiate sia sufficiente a garantirgli la sopravvivenza solo per tre giorni e non per cinque. Cosa succede in questo caso? Succede che, allo scadere del terzo giorno, Tizio scopre l’errore ed è costretto ad abbandonare il progetto di costruzione della scala: egli avrà perso tempo e risorse per nulla; i suoi risparmi saranno stati sprecati inutilmente. Psicologicamente abbattuto, egli tornerà a raccogliere ciliege da terra fin quando sarà possibile, sapendo che, dopo pochi giorni, finita la stagione delle ciliege, egli morirà di fame sull’isola (altro che costruirsi una barca per salvarsi!).

Tizio quindi morirà a causa di un’informazione sbagliata: quella relativa alla quantità di risparmi (di ciliege) disponibili. Qual’è oggi l’indicatore che dà questa informazione? Il tasso d’interesse. La prima componente del tasso d’interesse di mercato è infatti il cosiddetto tasso d’interesse puro, e cioè il prezzo della preferenza temporale: il prezzo di beni presenti in termini di beni futuri. Dove c’è denaro e intermediazione bancaria, i risparmi possono non essere di chi investe (né devono essere tutti necessariamente trasformati in investimenti) ma ciò non toglie che, perché gli investimenti siano sostenibili, le risorse per essi devono necessariamente provenire dai risparmi. Un tasso d’interesse alto segnala che ci sono pochi risparmi disponibili per gli investimenti (cioè che le persone tendenzialmente preferiscono beni presenti a beni futuri); viceversa un tasso d’interesse basso segnala che ci sono molti risparmi disponibili. La manipolazione monetaria e del credito, e in particolare la riserva frazionaria grazie alla quale le banche hanno potuto espandere il credito (cioè creare denaro dal nulla), ha prodotto un tasso d’interesse molto più basso di quello corrispondente ai risparmi esistenti: cioè ha segnalato a Tizio che le ciliege disponibili erano molte di più di quelle effettive. La crisi che stiamo vivendo (per esempio le imprese che stanno cadendo a grappoli) è Tizio che sta abbandonando il progetto di costruzione della scala a causa del fatto che le ciliege erano insufficienti per la sua costruzione.

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Perché Tizio possa costruire la scala, cioè per uscire dalla crisi, occorrono più risparmi volontari (più ciliege), non meno: e quindi occorre una struttura economico-istituzionale che li favorisca. Depredare Tizio delle sue ciliege (i risparmi) che già erano insufficienti significa confondere la cura con il male, significa accelerare verso il precipizio pensando di allontanarsene. Significa essere idioti o, il che è lo stesso, anticapitalisti: il capitalista è infatti colui che risparmia. L’anticapitalista, l’idiota, è colui che è nemico del risparmio, colui che crede che creando denaro finto si possa produrre crescita e non solamente, e necessariamente, crisi e depressione sempre peggiori.

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Showing 7 comments
  • Vulka
    Rispondi

    Sono anni che ve lo scrivo! Ora spero sarete contenti se presto anche in Italia useranno quel metodo affiancato da quelli montiani!

    Bisogna nazionalizzare le banche ed impedire che il loro capitale complessivo superi il PIL di uno Stato!

    Sudditi o cittadini?

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      Caro Vulka, lei non ha capito proprio niente!!!!!

  • pippo gigi
    Rispondi

    Io da quando ho letto questa storia di Cipro ho un agitazione interiore indescrivibile.
    Mi rendo conto che alla base di tutta questa crisi non abbiamo degli incompetenti ma dei folli. Dei folli non eletti e non votati che cercano di eliminare le democrazie ed imporre la loro volontà. La loro volontà è di far rileggere la Merkel a settembre, di salvare le banche tedesche, che invece che fare le banche e reinvestire in prestiti i loro depositi li hanno investiti in titoli tossici, a spese di tutti gli stati europei a costo di distruggere l’europa, intesa come Stato e come idea.
    Occorre fermarli prima che sia troppo tardi.

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      Egr. sig. Pippo Gigi, cosa centra la democrazia e la Merkel con questa crisi? Solo una mente bacata e nazionalistica , nel suo significato peggiore del suo termine, può dare la causa ai tedeschi del nostro malessere. Ma guardare in se stessi e fare un esame di coscienza, mai????

  • gastone
    Rispondi

    la soluzione è individuale.

    resta nella impalcatura morale individuale sopravvissuta alla rapina statale del corpo giuridico del diritto, sostituito con uno di tipo ordinativo in cui la matrice positiva, detta l’intera produzione legislativa che si sostituisce ai codici naturali di mera condotta, messi in piedi spontaneamente dalla interazione degli individui, sedimentati nei secoli modificati e aggiustati incessantemente con gli stessi meccanismi inintenzionali.

    lo stato moderno dispone ormai da troppo tempo di un gabinetto fisso di burocrati imbecilli che anzichè “ascoltare” l’immenso lavoro prodotto inintenzionalmente dal popolo, si è chiuso dentro un “cameretta dei bambini” piena di giocattoli (leggi)
    per dare sfogo ai suoi capriccci esercitando nella produzione positiva della legge, l’arbitrio più folle e feroce..conformemente agli interessi del suo datore di lavoro, lo stato.

    animo, quì è in atto la più feroce guerra contro l’individuo e la sua libertà che sono alla base della saggezza e la forza del popolo.

    non è un caso che l’occidente finanziario socialista abbia dichiarato da tempo , war on terror, war on cash, war on gun, war on everithing only the real war on people to be masked.

  • eridanio
    Rispondi

    Confiscare il 10% di ciò che CONTABILMENTE è stato espanso per dieci rispetto al REALE non è di fatto confiscare il 100%?

    Enjoy your meal.. cowboys!

  • Fidenato Giorgio
    Rispondi

    Giovanni, quando mai capiranno queste semplici storie?? Temo che non lo capiranno mai ed andremo di nuovo ad uno scatafascio…. e si salvi chi può!!!!

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